Campo sportivo su area agricola: si può?
Il Tar Lazio analizza il caso di un'ordinanza di demolizione di un campo da padel costruito su area a destinazione agricola
Il corretto utilizzo del suolo è una questione basilare per la pianificazione urbana e la sostenibilità ambientale. In un mondo in continua evoluzione, dove la crescita demografica e lo sviluppo economico richiedono spazi adeguati, la gestione responsabile delle risorse territoriali diventa fondamentale. I titoli abilitativi, come permessi di costruzione e concessioni edilizie, svolgono un ruolo chiave nel garantire che le opere rispettino le normative vigenti e preservino l’integrità del nostro ambiente. Comprendere l’importanza di questi strumenti non è solo un obbligo legale, ma anche una responsabilità civica che contribuisce a creare comunità più vivibili e sostenibili. In questo contesto esploriamo le sfide e le opportunità legate all’uso del suolo e all’importanza di rispettare le procedure di autorizzazione.
La gestione delle normative urbanistiche e il rispetto delle procedure sono fondamentali per garantire un equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio, per cui anche l’utilizzo degli strumenti di lavoro più innovativi che la tecnologia odierna ci mette a disposizione, come un software per i titoli edilizi che ti consente l’individuazione assistita del giusto titolo abilitativo per il tuo progetto, non è da trascurare.
Il Tar Lazio con la sentenza n. 45/2025, discute un caso di utilizzo scorretto del suolo, una delle tematiche più centrali del diritto amministrativo.
Posso costruire un campo da padel su terreno ad uso agricolo?
Questa volta il ricorso è stato presentato da un proprietario di terreni adibiti a centro sportivo e in locazione.
Il Comune emetteva un’ordinanza di demolizione riguardante opere abusive riscontrate durante un sopralluogo. Le opere contestate includevano la chiusura di un portico, la realizzazione di un campo da padel su terreno agricolo, e varie pavimentazioni, tutte eseguite senza i necessari permessi.
Il Comune accusa il ricorrente di aver effettuato modifiche non autorizzate su terreni classificati come agricoli. Le opere contestate, secondo l’Amministrazione, non rientravano nel condono richiesto dal ricorrente e non avevano titoli abilitativi validi. Inoltre, si sosteneva che gli interventi avessero avuto un impatto significativo sul territorio, giustificando l’adozione dell’ordinanza di demolizione.
Il ricorrente contestava l’ordinanza sostenendo di essere estraneo alla realizzazione delle opere abusive. Le sue argomentazioni si basavano su presunti vizi procedurali, come l’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento sanzionatorio e il difetto di motivazione dell’ordinanza. Sosteneva inoltre che le opere non richiedessero permessi di costruzione poiché rientravano in libera edilizia, e che il terreno avesse una destinazione d’uso sportiva accertata da una concessione edilizia in sanatoria.
La costruzione di impianti sportivi su terreni agricoli è generalmente vietata al fine di preservarne l’utilizzo specifico
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto infondato il ricorso presentato dal proprietario dei terreni, confermando la legittimità dell’ordinanza di demolizione emessa dal Comune. Dopo l’adozione di un’ordinanza cautelare, il Comune ha fornito una memoria difensiva dettagliata, rispondendo in modo preciso ai motivi di contestazione sollevati dal ricorrente.
Violazioni delle normative sul suolo agricolo
Un aspetto essenziale del caso riguarda la realizzazione di opere abusive su terreni classificati come agricoli. Il TAR ha evidenziato che le opere contestate non erano incluse nella domanda di condono presentata dal ricorrente e non erano supportate da alcun titolo edilizio valido. Questo elemento è fondamentale, poiché le normative vigenti richiedono specifici permessi per qualsiasi intervento su suolo agricolo, al fine di preservare la destinazione d’uso e l’integrità del territorio.
Abusi edilizi documentati
Durante un sopralluogo, il Comune ha accertato la presenza di numerosi abusi edilizi, tra cui:
- chiusura di un portico: è stata realizzata una chiusura al piano terra che ha comportato un incremento volumetrico di circa 35 metri cubi, attraverso l’installazione di una vetrata in alluminio e la costruzione di una parete perimetrale;
- modifiche su suolo agricolo: sono stati creati un camminamento pavimentato in breccia e un campo da padel, quest’ultimo invadendo aree destinate all’agricoltura;
- pavimentazioni abusive: diverse superfici pavimentate sono state realizzate senza i necessari permessi, tra cui un piazzale e un campo da calcetto, tutti eseguiti su terreni a esclusiva destinazione agricola.
Mancanza di titoli abilitativi e considerazione globale degli interventi
Il TAR ha sottolineato che tutte le opere realizzate sono state eseguite senza i titoli abilitativi richiesti e senza le autorizzazioni sismiche necessarie. La parte ricorrente non è riuscita a fornire prove sufficienti per contestare le affermazioni dettagliate presentate dal Comune riguardo agli abusi edilizi.
Il Tribunale ha ribadito l’importanza di considerare l’impatto complessivo delle opere realizzate piuttosto che analizzarle in modo frazionato. Questa valutazione globale è essenziale per comprendere l’effetto delle modifiche sul territorio. Nel caso in esame, la somma degli interventi abusivi ha generato un impatto significativo sull’ambiente agricolo circostante, giustificando così l’adozione dell’ordinanza di demolizione.
In conclusione, il TAR ha respinto il ricorso per mancanza di fondamento.
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/campo-sportivo-su-area-agricola-si-puo/


