Home » Notizie » Opere edili » Titolo abilitativo: tipologie e caratteristiche

Titolo abilitativo

Titolo abilitativo: tipologie e caratteristiche

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Titoli abilitativi edilizi: CILA, SCIA, permesso di costruire. Cosa sono e quando sono necessari

Secondo il D.P.R. 380/2001 i titoli abilitativi sono: comunicazione di inizio lavori asseverata, segnalazione certificata di inizio attività, permesso di costruire. I vari cambiamenti legislativi nel corso degli anni e gli acronimi dei titoli abilitativi molto simili tra loro (CILA, SCIA, PDC), spesso generano dubbi e incertezze sulle procedure corrette da utilizzare, anche solo nella semplice scelta del titolo necessario. Per essere guidato nella scelta e nella redazione delle pratiche in modo sicuro e sempre aggiornato alle ultime indicazioni normative puoi usare fin da subito un software per i titoli abilitativi in edilizia che ti aiuta ad individuare i titoli abilitativi in funzione dell’intervento che devi effettuare e che ti permette di ottenere in automatico il modello PDF della pratica da presentare e archiviare.

Titolo abilitativo cos’è

Un titolo abilitativo, nel contesto dell’edilizia e delle costruzioni, è un’autorizzazione o un permesso rilasciato dalle autorità competenti, solitamente l’amministrazione comunale o enti locali, che consente a un individuo o a un’azienda di eseguire determinati lavori edilizi su un edificio o una proprietà. Questi titoli abilitativi sono necessari per garantire che i lavori edilizi siano conformi alle normative e alle leggi locali in materia di costruzioni, sicurezza e pianificazione urbana.

Titoli abilitativi edilizi

Con il D.Lgs. 222/2016 (che modifica il D.P.R. 380/01) scompaiono la DIA, la super DIA e la CIL. Restano in vigore 5 titoli abilitativi:

Titoli abilitativi ed interventi edilizi

I titoli abilitativi sono strettamente legati alla tipologia di interventi da eseguire.

L’art. 3 del D.P.R. 380/2001 definisce le seguenti tipologie di interventi:

  • interventi di manutenzione ordinaria: interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
  • interventi di manutenzione straordinaria: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Sono inclusi anche gli interventi frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso;
  • interventi di restauro e di risanamento conservativo: interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;
  • interventi di ristrutturazione edilizia: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza;
  • interventi di nuova costruzione: quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie definite alle lettere precedenti sono comunque da considerarsi tali:
    • la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente;
    • gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune;
    • la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
    • l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
    • l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti;
    • gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
    • la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;
  • interventi di ristrutturazione urbanistica: interventi rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.

Attività di edilizia libera

L’art. 6 comma 1 del D.P.R. 380/2001 definisce una serie di interventi di edilizia libera che possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

  • gli interventi di manutenzione ordinaria;
  • gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
  • gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
  • le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico;
  • i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali;
  • le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

Titoli abilitativi: la comunicazione di inizio lavori asseverata CILA

La CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è una comunicazione che l’avente diritto presenta al Comune per realizzare i lavori di edilizia libera, definiti all’articolo 6, comma 2 lettera a) ed e-bis) del D.P.R. 380/2001.

La CILA è obbligatoria per interventi che non ricadono nella condizione di richiesta del permesso di costruire, SCIA, edilizia libera (la CILA riveste carattere residuale). Ad esempio, la manutenzione straordinaria che non tocca la struttura dell’edificio, la diversa distribuzione degli ambienti, il rifacimento del bagno, il rifacimento di alcuni impianti, l’installazione di un sistema a cappotto termico, ecc. Si presenta allo SUE (sportello unico per l’edilizia) del comune in cui ricade l’immobile oggetto di intervento. In alcuni comuni è possibile inviarla in maniera telematica, altri prevedono la consegna manuale, altri ancora prevedono la consegna via PEC.

I lavori per cui si richiede la CILA devono rispettare alcune caratteristiche dell’edificio:

  • non devono interessarne la struttura;
  • non devono modificarne la volumetria;
  • non devono modificarne la destinazione d’uso.

I lavori sono:

  • interventi per rinnovare e sostituire parti di edifici;
  • interventi per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici;
  • frazionamento o accorpamento di unità immobiliari anche con variazione delle superfici delle singole unità (purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso).

Titolo abilitativo edilizio: segnalazione certificata di inizio attività SCIA

La SCIA edilizia è un titolo abilitativo necessario per interventi sulle parti strutturali degli edifici. Può essere presentata dal proprietario dell’immobile insieme alla relazione di un tecnico abilitato. La SCIA può essere consegnata il giorno in cui iniziano i lavori, riducendo il periodo d’attesa. La principale differenza tra la CILA e la SCIA sta nel tipo di lavori: la SCIA è per lavori di manutenzione straordinaria che modificano la struttura, mentre la CILA è per lavori di minore entità. La SCIA deve essere presentata presso lo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune. Il costo della SCIA varia in base alla tipologia dell’intervento e alle attività tecniche coinvolte. Le sanzioni per la mancata presentazione della SCIA possono includere sanzioni pecuniarie e ulteriori sanzioni se i lavori sono già in corso o completati.

L’articolo 22 del D.P.R. 380/2001 stabilisce che sono realizzabili mediante SCIA:

  • gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio o i prospetti;
  • gli interventi di restauro e di risanamento conservativo di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c), qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio;
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), diversi da quelli indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c.

Sono realizzabili mediante SCIA le varianti a permessi di costruire che:

  • non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie;
  • non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia;
  • non alterano la sagoma dell’edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004;
  • non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Ti consiglio di scaricare gratuitamente il modello SCIA edilizia.

SCIA alternativa al permesso di costruire, “super SCIA”

La SCIA alternativa al permesso di costruire (chiamata anche super-SCIA in maniera informale) è regolamentata dall’art. 23 del D.P.R. 380/2001. In alternativa al permesso di costruire possono essere realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attività:

  • gli interventi di ristrutturazione di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c);
  • gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica;
  • gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

Titolo edilizio abilitativo: il permesso di costruire

Secondo l’art. 10 del D.P.R. 380/2001 costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire:

  • gli interventi di nuova costruzione;
  • gli interventi di ristrutturazione urbanistica;
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

La domanda per il rilascio del permesso di costruire viene sottoscritta da uno dei soggetti legittimati ai sensi dell’articolo 11 e va presentata allo sportello unico corredata da:

  • un’attestazione concernente il titolo di legittimazione;
  • elaborati progettuali richiesti;
  • dichiarazione del progettista abilitato che assevera la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati ed adottati.

Titoli abilitativi edilizi

Usare un software per la gestione dei titoli abilitativi comporta numerosi vantaggi per il tecnico, come ad esempio avere a disposizione un archivio con tutti i modelli, compilare in maniera guidata il modello, archiviare e gestire il titolo abilitativo in formato elettronico oppure esportare il titolo abilitativo in formato PDF o stamparlo. Al riguardo, ti consiglio di scaricare gratis per 30 giorni il software titoli abilitativi edilizia.

 

praticus-ta
praticus-ta
2 commenti

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] Il regolamento edilizio costituisce uno strumento fondamentale per dare attuazione alla tanto desiderata “semplificazione” delle procedure edilizie, che comunque è almeno già iniziata grazie  ai moduli unificati per CIL, CILA, SCIA e Permesso di costruire. […]

  2. […] Il regolamento edilizio costituisce uno strumento fondamentale per dare attuazione alla tanto desiderata “semplificazione” delle procedure edilizie, che comunque è almeno già iniziata grazie  ai moduli unificati per CIL, CILA, SCIA e Permesso di costruire. […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *