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Aggiornamento del codice prevenzione incendi

Codice prevenzione incendi: guida, testo e allegati aggiornati

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Le norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’allegato I del DM 3 agosto 2015 aggiornato al 27 dicembre 2022


Il Codice di prevenzione incendi rappresenta una vera rivoluzione nell’ambito normativo italiano in materia antincendio!

Ispirandosi alla normativa internazionale, il Codice rappresenta un testo organico ed unificato di disposizioni di prevenzione incendi (di cui all’allegato I al dm 3 agosto 2015) in grado di essere applicato in maniera uniforme nella progettazione attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

Il processo di semplificazione e ammodernamento ha condizionato in primis la struttura del Codice che codifica l’intera materia antincendio suddividendola in una Regola Tecnica Orizzontale (RTO) e in Regole Tecniche Verticali (RTV): una “Parte Generale” che, come tale, è applicabile a tutte le attività del settore civile (residenziale, commerciale, ricreativo, ricettivo) e un allegato tecnico “Allegato I” che contempla quattro sezioni e contiene le misure antincendio per singole tipologie di attività.

Approccio descrittivo e approccio prestazionale

Con il nuovo Codice sono stati perseguiti e raggiunti i seguenti obiettivi:

  • disporre di un testo unico in luogo di innumerevoli regole tecniche;
  • semplificare la normativa di prevenzione incendi;
  • adottare regole meno prescrittive, più prestazionali;
  • individuare regole sostenibili, proporzionate al rischio reale, che garantiscano comunque un pari livello di sicurezza;
  • fare in modo che le norme tecniche di prevenzione incendi si occupino solo di antincendio;
  • aumentare la flessibilità e la possibilità di scelta fra diverse soluzioni;
  • favorire l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio.

Il processo di semplificazione e di snellimento avviato dal nuovo Codice passa attraverso la responsabilizzazione del progettista e il rinnovamento dell’approccio metodologico.

Il Codice, in quanto Regola Tecnica Orizzontale, ovvero regola tecnica applicabile a tutte le attività, predilige un approccio prestazionale alla sicurezza antincendio, volto all’individuazione del livello di prestazione richiesto da una specifica misura antincendio ed alla verifica del suo raggiungimento.

L’approccio prestazionale, di tipo ingegneristico (Fire Safety Engineering) è fondato sullo studio dell’evoluzione dinamica dell’incendio e sulla previsione scientifica della prestazione della struttura progettata, mediante l’utilizzo di opportuni modelli di calcolo.

Il Codice lascia libertà al progettista che può scegliere se adottarlo o, al contrario, ignorarlo e scegliere un metodo progettuale prescrittivo; è lecito tuttavia pensare che questo sia solamente l’inizio di un percorso che mira a consolidare il cambiamento culturale nella prevenzione incendi.

In tal modo, il progettista è assoluto artefice della progettazione e la flessibilità, caratteristica peculiare del Codice, assicura la massima applicabilità della norma a qualsiasi situazione.

Resta inteso che l’attività di prevenzione incendi deve essere, necessariamente, svolta da tecnici che conoscono la normativa di riferimento per il rilascio dei verbali e dei certificati necessari; a tal riguardo ti segnalo un software per la progettazione unitaria ed integrata  della prevenzione incendi, in grado di produrre tutta la documentazione antincendio: dalla relazione tecnica antincendio al fascicolo per il SUAP.

Doppio binario: quando è (ancora) previsto

Per l’immediato, si è adottato un “doppio binario” in quanto il Codice, non abrogando le disposizioni prescrittive vigenti (vecchie Regole Tecniche Verticali) consente di individuare, caso per caso, lo strumento più adatto per la progettazione antincendio delle attività salvaguardando, in ogni caso, gli standard di sicurezza attuali.

Con il d.m. 12 aprile 2019 viene esteso il campo di applicazione delle attività progettabili con il “Codice” ed eliminato per molte attività il cosiddetto ‘‘doppio binario”, ovvero la possibilità di scelta, da parte del progettista, tra l’applicazione delle normative tradizionali preesistenti rispetto al Codice e l’approccio prestazionale costituito da quest’ultimo.

Con il d.m. 18 ottobre 2019, invece, è stato interamente sostituito l’allegato 1 del Codice, modificando e/o integrando alcune previsioni relative alle misure tecniche di prevenzione incendi di cui alle Sezioni G, S ed M, sulla base delle esperienze maturate nel primo triennio di applicazione del Codice.

Come detto, avendo il d.m. 12 aprile 2019 determinato la fine del cosiddetto “doppio binario”, per le attività soggette e non normate non esiste più la possibilità di scegliere il criterio progettuale da utilizzare tra il Codice e i preesistenti criteri tecnici.

L’utilizzo del Codice è pertanto ormai obbligatorio; il  “doppio binario” permane esclusivamente per le attività per le quali è presente una regola tecnica verticale di tipo tradizionale ancora vigente, ad eccezione delle autorimesse di nuova costruzione.

Struttura del Codice di Prevenzione Incendi

Il d.m. 3 agosto 2015 si compone di cinque articoli e di un voluminoso allegato tecnico.

L’articolato specifica le attività cui potrà essere applicata la nuova normativa e precisa, anche, le modalità di adozione della nuova metodologia introdotta in alternativa alle vigenti disposizioni di prevenzione incendi, per consentire l’introduzione del nuovo approccio con la necessaria gradualità.

Esso è applicabile sia alle nuove attività quanto alle attività esistenti, garantendo il medesimo livello di sicurezza.

Le sezioni G, S e M sono applicabili, senza distinzioni, per le diverse attività.

Il risultato, pertanto, è una RTO (applicabile a tutte le attività) che costituisce un vero e proprio codice dei principi e delle moderne tecniche di prevenzione incendi, e che tende ad aggiornare il tradizionale sistema prescrittivo, introducendo maggiore flessibilità e dando nuovo impulso all’analisi prestazionale.

Il Codice, in via generale, ha valenza per le attività prive di RTV per le quali si rimanda ai relativi decreti vigenti. La Sezione V – Regole Tecniche Verticali (RTV), contiene le regole tecniche di prevenzione incendi applicabili a specifiche attività o ad ambiti parziali di esse (aree a rischio specifico V.1, aree a rischio per atmosfere esplosive V.2 e vani degli ascensori V.3), le cui misure tecniche previste sono aggiuntive o integrative a quelle generali previste nella sezione “Strategia antincendio”.

Tale sezione è implementata nel tempo con le regole tecniche (V. n) riferite ad ulteriori attività.

Sezione G Generalità

Capitolo G.1 Termini, definizioni e simboli grafici
Capitolo G.2 Progettazione per la sicurezza antincendio
Capitolo G.3 Determinazione dei profili di rischio delle attività

Sezione S Strategia antincendio

Capitolo S.1 Reazione al fuoco
Capitolo S.2 Resistenza al fuoco
Capitolo S.3 Compartimentazione
Capitolo S.4 Esodo
Capitolo S.5 Gestione della sicurezza antincendio
Capitolo S.6 Controllo dell’incendio
Capitolo S.7 Rivelazione ed allarme
Capitolo S.8 Controllo di fumi e calore
Capitolo S.9 Operatività antincendio
Capitolo S.10 Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio

Sezione V Regole tecniche verticali

Capitolo V.1 Aree a rischio specifico
Capitolo V.2 Aree a rischio per atmosfere esplosive
Capitolo V.3 Vani degli ascensori
Capitolo V.4 Uffici
Capitolo V.5 Attività ricettive turistico-alberghiere
Capitolo V.6 Autorimesse
Capitolo V.7 Attività scolastiche
Capitolo V.8 Attività commerciali
Capitolo V.9 Asili nido
Capitolo V.10 Musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi in edifici tutelati
Capitolo V.11 Strutture sanitarie
Capitolo V.12 Altre attività in edifici tutelati
Capitolo V.13 Chiusure d’ambito degli edifici civili
Capitolo V.14 Edifici di civile abitazione
Capitolo V.15 Attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico

Sezione M Metodi

Capitolo M.1 Metodologia per l’ingegneria della sicurezza antincendio
Capitolo M.2 Scenari di incendio per la progettazione prestazionale
Capitolo M.3 Salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale

Codice prevenzione incendi: campo di applicazione

Le disposizioni del codice non sono obbligatorie ma “facoltative”, nel senso che non “debbono” ma “possono” essere utilizzate “in alternativa” alle precedenti regole finora cogenti.

Questo è valido sia per attività soggette che per attività che non rientrano nei limiti di assoggettabilità previsti per i controlli di prevenzione incendi di competenza dei VV.F..

Questo utilizzo “in alternativa” da un lato, è espressione della flessibilità di cui all’impostazione generale del decreto, dall’altro, è logica conseguenza della consapevolezza della necessaria transitorietà del cambiamento.

Il Codice, in sintesi:

  • si può applicare in alternativa alle disposizioni finora vigenti alle:
    • “attività soggette” prive di regola tecnica di cui al dpr n. 151/2011, individuate con i numeri: 9; 14; da 27 a 40; da 42 a 47; da 50 a 54; 56; 57; 63; 64; 70; 75; limitatamente ai depositi di mezzi rotabili e ai locali adibiti al ricovero di natanti e aeromobili; 76;
    • “attività non soggette” come riferimento per la progettazione, realizzazione e gestione;
  • si può applicare ad attività nuove ed esistenti, di cui al precedente punto, senza distinzione;
  • per le attività in possesso di SCIA e CPI non sono previsti adempimenti aggiuntivi;
  • non è applicabile, in via generale, per le “attività soggette” normate, ovvero dotate di regola tecnica.

Successivamente all’emanazione del Codice, sono entrate in vigore le seguenti RTV che hanno ampliato il campo di possibile applicazione dello stesso.

Codice di Prevenzione Incendi:  schema riepilogativo delle modalità applicative del DM 3 agosto 2015

 

 

Le Regole Tecniche Verticali aggiunte al DM 3 agosto 2015

Il testo aggiornato dell’allegato I del DM 3 agosto 2015 è coordinato con le modifiche introdotte dalle nuove disposizioni normative e dai decreti ministeriali che hanno introdotte le nuove Regole Tecniche Verticali per le attività previste:

  • Dm 8 giugno 2016: nuovo capitolo V.4 “Uffici
  • Dm 9 agosto 2016: nuovo capitolo V.5 “Attività ricettive turistico – alberghiere
  • Dm 21 febbraio 2017: nuovo capitolo V.6 “Attività di autorimessa
  • Dm 7 agosto 2017: nuovo capitolo V.7 “Attività scolastiche
  • Dm 23 novembre 2018: nuovo capitolo V.8 “Attività commerciali
  • Dm 18 ottobre 2019: aggiornamento di tutti i capitoli ad esclusione di V.4-V.8
  • Dm 6 aprile 2020: nuovo capitolo V.9 “Asili nido” (in vigore dal 29/04/2020), correzione refusi nei paragrafi V.4.2, V.7.2 e tabella V.5-2
  • Dm 15 maggio 2020: aggiornamento capitolo V.6 “Attività di autorimessa” (in vigore dal 19 novembre 2020)
  • Dm 10 luglio 2020: nuovo capitolo V.10 “Musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi in edifici tutelati” (in vigore dal 21 agosto 2020)
  • Dm 29 marzo 2021: nuovo capitolo V.11 “Strutture sanitarie” (in vigore dal 9 maggio 2021)
  • Dm 14 ottobre 2021: nuovo capitolo V.12 “Altre attività in edifici tutelati” (in vigore dal 25 novembre 2021)
  • Dm 24 novembre 2021: errata corrige e integrazione per locali molto affollati (in vigore dal 1° gennaio 2022)
  • Dm 30 marzo 2022: nuovo capitolo V.13 “Chiusure d’ambito degli edifici civili” (in vigore dal 7 luglio 2022)
  • Dm 19 maggio 2022: nuovo capitolo V.14 “Edifici di civile abitazione” (in vigore dal 29 giugno 2022)
  • Dm 14 ottobre 2022: aggiornamento tabelle capitolo S.1 (in vigore dal 27 ottobre 2022).
  • Dm 22 novembre 2022: nuovo capitolo V.15 “Attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico” (in vigore dal 1° gennaio 2023).

Decreti di settembre 2021

Ricordiamo, inoltre, l’emanazione dei 3 decreti di settembre in materia di prevenzione incendi che sostituiscono il dm 10 marzo 1998, in continuità al Codice:

  • DM 1° settembre 2021 relativo al controllo e manutenzione delle attrezzature, degli impianti e dei sistemi di sicurezza antincendio;
  • DM 2 settembre 2021 relativo alla gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza ed alle caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio; esso comprende anche i corsi di formazione per gli addetti antincendio e per i formatori;
  • DM 3 settembre 2021; relativo alla valutazione dei rischi d’incendio, e sulle conseguenti misure di prevenzione, protezione e gestionali da attuare per la riduzione degli stessi, indicando i criteri per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, conduce al definitivo superamento del dm 10 marzo 1998.

I nuovi provvedimenti delineano una procedura di valutazione dei rischi molto più semplificata.

In particolare, il DM 3 settembre 2021 (cd. decreto “minicodice”) per quanto concerne i luoghi di lavoro, ha esteso il campo di applicazione del Codice di prevenzione incendi a tutti i luoghi di lavoro non dotati di regole tecniche, e a tutti quelli che comprendono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ad esclusione delle attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili.

Il DM 1° settembre 2021, invece, dispone l’obbligo di redigere il registro dei controlli antincendio per tutte le attività con almeno un lavoratore (di fatto tutte).

Per ottemperare al nuovo obbligo in vigore dal 25 settembre 2022 e non sbagliare, ti consiglio di utilizzare un software per registro antincendio, che ti guida passo dopo passo alla sua compilazione. Provalo gratis per 30 giorni, il programma ti consente di censire l’impianto antincendio, aggiungere schede tecniche con l’anagrafica dei componenti, creare check list di controllo e di manutenzione.

Il dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato sul proprio sito la versione aggiornata al 27 dicembre 2022 del Testo coordinato dell’allegato I del DM 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi) e dell’articolato.  In allegato, rispettivamente, il testo coordinato dell’Allegato I del DM 3 agosto 2015 e l’articolato, aggiornati al 27 dicembre 2022.

 

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