Tende da sole attività commerciali: occorre autorizzazione comunale?
Il Tar Lazio spiega la relazione tra l'installazione di tende da sole su ingressi e vetrine dei negozi e l'occupazione di suolo pubblico
Capita sovente che l’estetica urbana e la funzionalità degli spazi pubblici si intreccino: l’installazione di elementi apparentemente leggeri come tende frangisole può rivelarsi un campo minato di normative e autorizzazioni. In passato abbiamo affrontato molti casi di discussioni giuridiche sollevate dalla collocazione di tende da sole: questi accessori, spesso considerati semplici e facilmente installabili, possono in realtà sollevare complesse questioni legali riguardo alla loro conformità alle regole urbanistiche. La sottile linea tra decorazione e abuso di spazio pubblico diventa determinante, richiedendo un attento bilanciamento tra le esigenze commerciali e il rispetto delle normative locali. Il caso proposto e discusso dal Tar Lazio nella sentenza n. 22/2025 mette in luce le sfide che imprenditori e amministrazioni affrontano nel tentativo di armonizzare innovazione e regolamentazione, rivelando come anche gli oggetti più leggeri possano avere pesanti conseguenze giuridiche.
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Installare una tenda da sole sull’ingresso del negozio è occupazione di suolo pubblico?
La ricorrente, titolare di un’attività storica di rivendita di biciclette, aveva richiesto l’occupazione di 7,04 m2 di suolo pubblico e l’installazione di tende frangisole. La richiesta era stata presentata secondo il regolamento comunale, ma il Comune avrebbe dovuto concludere il procedimento entro 30 giorni. Tuttavia, l’amministrazione avendo ritenuto che non si fosse ancora formato il titolo per l’occupazione, non aveva rispettato il limite dei 30 giorni.
Nel dettaglio dei fatti, il parere della Polizia Locale si era rivelato negativo riguardo all’installazione delle tende, mentre un parere favorevole era stato emesso dall’Area Tecnica del Comune. Nonostante ciò, la ricorrente ha proceduto all’installazione delle tende, ritenendo che si fosse formato un silenzio assenso.
Successivamente, la Polizia Locale effettuava un sopralluogo e confermava la concessione del suolo pubblico, ma ribadiva il parere negativo riguardo alle tende, a cui seguiva un provvedimento di non accoglimento della richiesta per l’installazione.
La ricorrente contestava, quindi, la legittimità del provvedimento di non accoglimento principalmente per:
- violazione del silenzio-assenso: la ricorrente sosteneva che, decorso il termine di 30 giorni dalla richiesta, si sarebbe dovuto considerare il silenzio assenso;
- contraddittorietà dei pareri: si lamentava una contraddizione tra il parere favorevole dell’Area Tecnica e quello negativo della Polizia Locale.
Il Comune rispondeva alle accuse sostenendo che:
- procedura legittima: il procedimento amministrativo seguito era conforme alle normative vigenti e non vi era stata alcuna violazione dei diritti della ricorrente;
- pareri non contraddittori: i pareri espressi dall’Area Tecnica e dalla Polizia Locale non erano in conflitto; il secondo era una verifica delle condizioni poste dal primo;
- occupazione abusiva: l’installazione delle tende avvenuta senza autorizzazione costituiva un’occupazione abusiva di suolo pubblico, giustificando quindi l’emanazione del provvedimento di rimozione.
Tar Lazio: la proiezione verticale a terra dell’ingombro di una tenda da sole sul fronte di un negozio, costituisce occupazione di suolo pubblico
A parere del Tar, il ricorso presentato non trova fondamento. Emerge chiaramente che la ricorrente ha inoltrato una richiesta unica per l’occupazione di suolo e soprassuolo pubblico, finalizzata all’esposizione di merce e all’installazione di tende. Pertanto, il procedimento avviato è da considerarsi un’unica procedura amministrativa, soggetta alle normative relative al rilascio delle concessioni per l’occupazione del suolo e del soprassuolo.
Per l’installazione di una tenda che equivalga all’occupazione di suolo pubblico, occorre un provvedimento espresso di concessione
Contrariamente a quanto sostenuto, il Regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico richiede un’autorizzazione espressa sia per l’occupazione del suolo pubblico che per quella del soprassuolo. In particolare, è stabilito che “l’occupazione di strade, di spazi ed aree pubbliche è consentita solo previo rilascio di un provvedimento espresso di concessione“.
Analogamente, in merito alle “occupazioni con tende”, si specifica che è necessaria l’autorizzazione comunale per collocare tende sopra gli ingressi dei negozi e in altre aree pubbliche. Inoltre, senza un’autorizzazione specifica, non è consentita la collocazione di elementi che si proiettano verticalmente sul suolo pubblico (occupazione soprassuolo).
Di conseguenza, non si può considerare significativo il silenzio dell’amministrazione trascorsi i trenta giorni previsti per la conclusione del procedimento. Pertanto, il diniego all’autorizzazione per l’installazione delle tende risulta legittimo.
Nessuna contraddizione di pareri
È errato affermare che i pareri forniti dall’Area Vasta Tecnica e dalla Polizia Locale siano in contrasto. Il parere dell’Area Tecnica rappresenta un parere endoprocedimentale favorevole alla richiesta di occupazione del suolo pubblico e installazione delle tende, ma subordinato al rispetto delle prescrizioni normative vigenti. Il successivo parere della Polizia Locale conferma l’approvazione dell’occupazione del suolo ma esprime un parere negativo riguardo all’occupazione del soprassuolo a causa della non conformità delle tende al Piano dell’Arredo Urbano (PAU).
Pertanto, non sussiste contraddittorietà tra i due pareri; il secondo è una conseguenza necessaria del primo.
Il ricorso non è, quindi, accolto.
Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:
- “Tenda ombrasole e tenda solare: differenze e titolo edilizio“
- “Gazebo e pergotende ad uso commerciale: quando occorre il permesso di costruire?“
- “Occupazione di suolo pubblico: la concessione può essere negata?“
- “Pergotenda: l’uso improprio può creare un abuso edilizio?“

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/tende-da-sole-attivita-commerciali-occorre-autorizzazione-comunale/


