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UNI 10339

UNI 10339: ricambi d’aria negli impianti aeraulici

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Il ricambio dell’aria è fondamentale per garantire il benessere degli occupanti di un luogo: ecco cosa dice la UNI 10339:1995

Nella progettazione e nella costruzione di impianti si presta sempre più attenzione al benessere delle persone che frequentano ambienti chiusi. Questi aspetti sono strettamente connessi alla qualità dell’aria respirata, motivo per cui è fondamentale garantire condizioni termoigrometriche adeguate, un corretto ricambio d’aria e adeguati trattamenti di filtraggio per ridurre al minimo l’inquinamento interno.

La UNI 10339, in vigore dal 1995, si occupa proprio di questi aspetti. Negli ultimi anni, infatti, la Comunità Europea ha emanato diverse direttive per migliorare la qualità degli ambienti in cui viviamo. Tra queste, la Direttiva EPBD (“Direttiva sull’etichettatura energetica degli edifici”) ha portato il CEN (Comitato Normatore Europeo) a sviluppare diverse norme per il calcolo del fabbisogno energetico dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e climatizzazione.

La UNI 10339 verrà ritirata il 4 luglio 2024. Nell’ambito della progettazione della ventilazione per gli edifici rimane il pacchetto di norme UNI EN 16798 (in vigore dal 2018).

La ventilazione meccanica rappresenta una risorsa importante per affrontare efficacemente il problema dell’inquinamento indoor e per prevenire potenziali rischi per la salute degli occupanti degli edifici. È fondamentale conoscere anche gli strumenti appropriati per poter progettare in maniera ottimale questa tipologia di impianti. Infatti solo con un software BIM di impianti MEP puoi gestire al meglio tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla realizzazione.

Normativa ricambio aria abitazioni

Le normative sul ricambio dell’aria nelle abitazioni sono fondamentali per garantire la salute e il benessere degli occupanti. In Italia, le principali direttive riguardano sia le nuove costruzioni che le ristrutturazioni e seguono principalmente la norma UNI 10339 e il D.Lgs. 192/2005. Sulla norma UNI ci focalizziamo in questo approfondimento.

Per quanto riguarda il decreto legislativo, invece, esso stabilisce criteri di efficienza energetica per gli edifici e include requisiti per la ventilazione:

  • ventilazione naturale e meccanica: devono essere adottati sistemi di ventilazione, sia naturali che meccanici, per garantire un sufficiente ricambio d’aria;
  • sistemi di recupero del calore: sono incentivati i sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore per migliorare l’efficienza energetica degli edifici;
  • isolamento e tenuta all’aria: gli edifici devono essere progettati e costruiti per minimizzare le perdite di calore attraverso un’adeguata tenuta all’aria e isolamento termico, mantenendo comunque un buon ricambio d’aria.

La UNI 10339/1995

La UNI 10339/1995: “impianti aeraulici a fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la richiesta d’offerta, l’offerta, l’ordine e la fornitura” fornisce una classificazione degli impianti, la definizione dei requisiti minimi e i valori delle grandezze di riferimento durante il funzionamento.

Si applica agli impianti aeraulici destinati al benessere delle persone, comunque installati in edifici chiusi, con esclusione:

  • degli impianti per la climatizzazione invernale degli edifici adibiti ad attività industriale o artigianale (per i quali si applica la UNI 8852);
  • degli impianti destinati a scopi diversi, per esempio quelli per la conservazione di prodotti deteriorabili e/o per la realizzazione di condizioni adatte a particolari lavorazioni industriali (impianti di processo);
  • degli impianti di solo riscaldamento invernale e raffrescamento estivo senza immissione meccanica di aria esterna.

Essa indica i volumi minimi d’aria da introdurre negli ambienti, in base alla loro destinazione d’uso e alla quantità di persone presenti. Questi parametri, proprio per garantire una corretta ventilazione, tengono in conto una serie di informazioni:

  • tipologia dell’attività svolta;
  • caratteristiche dell’edificio;
  • numero di occupanti.

Un impianto aeraulico deve permettere di raggiungere e mantenere condizioni ottimali di qualità e movimento dell’aria, nonché le condizioni termiche e igrometriche adeguate alle sue funzioni (filtrazione, riscaldamento, raffrescamento, umidificazione, deumidificazione), in conformità con le indicazioni della UNI 10339.

La qualità dell’aria per la UNI 10339

Secondo la UNI 10339/1995 la qualità dell’aria è una caratteristica dell’aria trattata che risponde ai requisiti di purezza. Essa non contiene contaminanti noti in concentrazioni tali da arrecare danno alla salute e causare condizioni di malessere per gli occupanti. I contaminanti, contenuti sia nell’aria di rinnovo che in quella ricircolata, sono gas, vapori, microrganismi, fumo e altre sostanze particolate.

Cosa sono e come vengono classificati gli impianti aeraulici

Un impianto aeraulico è l’insieme di apparecchiature, dispositivi, accessori e controlli necessari per realizzare la desiderata qualità dell’aria nelle condizioni prefissate. Gli impianti aeraulici sono classificati con un codice alfanumerico composto da una lettera e da un numero di almeno 3 cifre le cui posizioni indicano:

  • le funzioni svolte;
  • le modalità di funzionamento;
  • la localizzazione dei trattamenti.

Vengono impiegati per: climatizzazione invernale ed estiva, per termoventilazione invernale ed estiva e per ventilazione.

Requisiti degli impianti

La sensazione termica dell’uomo è legata al bilancio di energia del corpo. Il progettista deve usare un metodo di calcolo attraverso un software per il comfort termico per prevedere la sensazione termica e il grado di benessere delle persone esposte ad un ambiente termicamente moderato.

L’impianto aeraulico deve consentite di raggiungere e mantenere:

  • le condizioni di qualità e movimento dell’aria;
  • le condizioni termiche e le condizioni igrometriche dell’aria specifiche delle funzioni assegnate.

UNI 10339: ricambi aria residenze

La UNI 10339 propone un indice di affollamento per le residenze pari a 0,04 ed indica una portata di ventilazione per persona pari a 11 l/s che corrisponde a 39,6 m3/h. L’aria interna deve essere mantenuta a livelli accettabili di qualità, riducendo la concentrazione di inquinanti come anidride carbonica (CO2), composti organici volatili (VOC), particolato (PM10) e altri contaminanti.
La norma raccomanda l’uso di filtri adeguati a purificare l’aria immessa negli ambienti.

È opportuno favorire la ventilazione naturale aprendo regolarmente finestre e porte, specialmente in cucina e bagno, dove l’umidità e gli inquinanti sono più concentrati. Procedere all’installazione di sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC) che garantiscono un ricambio d’aria continuo, migliorando la qualità dell’aria interna e l’efficienza energetica. Inoltre è buona norma monitorare la qualità dell’aria attraverso sensori e strumenti professionali, così da tenere sotto controllo i livelli di CO2 e altri inquinanti.

Svolgere un corretto monitoraggio dell’aria interna significa arginare i possibili effetti nocivi per l’uomo e quindi evitare problematiche più o meno gravi. Al riguardo, ti consiglio un software piano di manutenzione con il quale elaborare il programma di monitoraggio e controllo della qualità dell’aria interna.

UNI 10339: ricambi aria palestre

Il ricambio dell’aria è particolarmente importante nelle palestre e negli spogliatoi. L’elevato livello di umidità, la sudorazione degli atleti, la presenza di molte persone in spazi spesso ristretti e il fatto che alcune strutture siano operative 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rendono essenziale una gestione accurata dell’aria in questi ambienti pubblici. Per queste ragioni, i progettisti solitamente includono sistemi di ventilazione progettati per introdurre aria fresca dall’esterno, opportunamente filtrata, con l’obiettivo di rinnovare l’aria interna, mantenere una buona qualità dell’aria e garantire condizioni di temperatura confortevoli per gli utenti.

Nelle palestre la normativa UNI 10339 prescrive una movimentazione dell’aria (nel volume convenzionale occupato) con velocità comprese da 0,15 a 0,25, sia per quanto riguarda il riscaldamento sia per il raffrescamento.

UNI 10339: ricambi aria scuole

Secondo la UNI 10339 è necessario assicurare le portate di rinnovo dell’aria nelle scuole con occupazione prevalentemente sedentaria con una portata variabile della destinazione d’uso dell’ambiente.

La portata di aria immessa per persona va dai 4 (asili nido e scuole materne) fino a raggiungere i 7 (università e laboratori). Per le scuole elementari, invece, è previsto un valore di 5 l/s, le scuole medie 6.

UNI 10339: ricambio aria uffici

La norma UNI 10339:1995 e i regolamenti edilizi stabiliscono standard specifici per vari ambienti di lavoro. Per gli uffici, sono previsti rapporti di aerazione ≥ 1/8 e un numero di ricambi d’aria orari n ≥ 0,5. La normativa richiede di assicurare un adeguato ricambio d’aria (attraverso mezzi meccanici o naturali) in tutti gli ambienti con postazioni di lavoro e personale, migliorando l’apporto controllato di aria primaria e promuovendo l’apertura frequente di finestre e balconi.

L’obiettivo è introdurre aria esterna pulita negli ambienti di lavoro, riducendo al contempo le concentrazioni di inquinanti specifici (come COV, PM10, ecc.), CO2, odori, umidità e bioaerosol (che possono trasportare batteri, virus, allergeni e muffe), diminuendo così il rischio di esposizione per il personale e gli utenti dell’edificio.

Come avviene il calcolo del ricambio aria secondo la UNI 10339

L’impianto deve assicurare un’immissione di aria esterna pari o maggiore ai valori minimi, per ciascun tipo di destinazione d’uso, riferiti al numero di persone presenti o alla superficie in pianta oppure ancora al volume dell’ambiente.

Inoltre deve assicurare una filtrazione minima convenzionale dell’aria esterna e ricircolata tramite impiego di filtri di classe appropriata per ciascun locale. Deve garantire, poi, una movimentazione dell’aria nel volume convenzionale occupato con velocità comprese entro i limiti (di cui in 9.1.3 della norma UNI).

Per poter effettuare il calcolo dei ricambi d’aria è necessario:

  • determinare il volume dell’ambiente, moltiplicando la superficie del locale per l’altezza del soffitto;
  • individuare il numero degli occupanti, moltiplicando la superficie dell’ambiente per l’indice di affollamento (fornito dalla normativa);
  • individuare la portata totale di aria da fornire all’ambiente, moltiplicando la portata unitaria di aria (indicata dalla normativa) per il numero di persone. Questo risultato, diviso per il volume dell’ambiente, fornirà il valore minimo di ricambio d’aria necessario per quell’ambiente specifico.

Approccio prescrittivo e prestazionale

Il progettista, per garantire condizioni di comfort termoigrometrico negli ambienti e quindi porre attenzione alla qualità dell’aria interna, ha a disposizione due approcci, la cui scelta è a sua discrezione: uno prescrittivo e uno prestazionale.

La scelta del metodo prestazionale è dettata da condizioni di contaminazione che si differenziano da quelle di riferimento o da esigenze di efficienza energetica che portano ad utilizzare sensori per la valutazione della qualità dell’aria interna.

In alternativa si applica l’approccio prescrittivo che vede la determinazione di portate d’aria in base al tipo di ambiente e al livello di occupazione, in base alla seguente formula:

Qv,o,n = n · q v,o,p + A · q v,o,s

dove:

  • Qv,o,n è la portata volumica di aria esterna nominale;
  • n è l’affollamento di riferimento, ovvero numero di persone previste a progetto o calcolate mediante l’indice di affollamento per unità di superficie, ns, espressa in m2;
  • q v,o,p  è la portata volumica di aria esterna minima per persona;
  • A  è l’area della superficie del locale in pianta;
  • q v,o,s è la portata volumica di aria esterna minima per unità di superficie.
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