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Fondazioni a platea

Fondazioni a platea: dal calcolo alla realizzazione

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Scopriamo di più sulle fondazioni a platea, quando preferirle ai plinti e alle travi rovesce, come calcolarle e quali fasi di realizzazione seguire

La fondazione è l’elemento strutturale che permette il trasferimento dei carichi dalla struttura al terreno. Il carico dei solai passa prima ai pilastri e, sommato al loro peso, arriva sulla fondazione che, a sua volta, scarica l’intero peso dell’edificio sul terreno.

Esistono diversi tipi di fondazione da scegliere e calcolare in base ai carichi dell’edificio e alle caratteristiche del terreno. In tutti i casi, è sempre preferibile utilizzare un software per il calcolo strutturale per evitare errori di progettazione che possono rivelarsi anche molto gravosi per il tecnico e per i fruitori del bene.

In questo articolo approfondiamo le fondazioni a platea, uno dei sistemi più utilizzati per edifici di piccole e grandi dimensioni.

Cosa sono le fondazioni a platea?

Le fondazioni possono essere sostanzialmente di due tipologie:

  • dirette o superficiali;
  • indirette o profonde.

Le fondazioni profonde intercettano il terreno buono in profondità per arrivare ad un appoggio solido. Un tipico esempio sono:

  • pali;
  • micropali.

Le fondazioni superficiali, invece, possono essere:

  • a plinto;
  • a trave rovescia;
  • a platea.

Per approfondire, leggi anche “Tipi di fondazione“.

Le fondazioni a platea sono un tipo di fondazione superficiale che si estendono su tutta la superficie di appoggio dell’edificio. Generalmente realizzate in calcestruzzo armato, presentano uno spessore variabile da 40 a 100 cm in base ai carichi da sostenere e alle caratteristiche del terreno. Possono essere di vario genere: dalla classica piastra a spessore costante, alla platea nervata (piastra irrigidita da una maglia di travi), fino a quella a funghi, che presenta degli ingrossamenti in corrispondenza dei pilastri, per fronteggiare la punzonatura ed il taglio.

Realizzazione fondazioni a platea

Realizzazione fondazioni a platea

Grazie alla sua rigidezza, la platea riduce al minimo il rischio di cedimenti, ma è importante considerare la presenza di strati del terreno cedevoli in profondità, poiché potrebbero comprometterne la stabilità.

Le fondazioni, infatti, costituiscono il punto di contatto tra l’edificio e il terreno, assorbendo i carichi che viaggiano attraverso murature e pilastri. La resistenza e la compattezza delle fondazioni dipendono dalle caratteristiche specifiche del terreno.

Le fondazioni a platea rappresentano un’ottima soluzione per contrastare i dissesti legati a terreni si scarsa resistenza, i problemi di umidità di risalita, ecc.

La platea, infatti, rispetto alle fondazioni superficiali di tipo puntuale (i plinti per esempio) offre una superficie di appoggio molto ampia, distribuendo il carico in modo più uniforme sul terreno ed evitando cedimenti differenziali, quelli potenzialmente più pericolosi per la struttura.

Grazie alla sua superficie ampia, la platea esercita pressioni molto basse e meglio distribuite, adatte anche a terreni poco resistenti e compressibili. Se correttamente dimensionata e armata, una platea può permettere alla struttura di muoversi in modo monolitico, anche in presenza di cedimenti importanti.

solutore-FEM-calcolo-strutturale fondazioni a platea

Solutore-FEM-calcolo-strutturale fondazioni a platea

Il calcolo delle fondazioni a platea

Per beneficiare di tutti i vantaggi della fondazione a platea, occorre dimensionare correttamente la platea, calcolare le armature, scegliere in modo appropriato le caratteristiche del calcestruzzo e dell’acciaio, richiedere una perizia geologica sul terreno di fondazione e rispettare le prescrizioni normative in base al grado di sismicità della zona in esame.

Per il calcolo delle fondazioni a platea si possono utilizzare diversi metodi, molto complessi, uno dei quali considera la platea come una lastra isotropa su terreno alla Winkler. L’equazione differenziale che descrive il fenomeno non è di facile soluzione, per questo motivo si ricorre a metodi matematici semplificativi, come il Metodo degli Elementi Finiti (FEM).

Attualmente, per eseguire un calcolo rispondente alla situazione reale ed essere davvero sicuri di rispettare tutti i parametri definiti dalla normativa, si può ricorrere all’utilizzo di software per il calcolo strutturale. Errori di progettazione o difetti di realizzazione, infatti, potrebbero provocare danni anche alle strutture in elevazione.

L’utilizzo di software rende il processo di calcolo più semplice ma soprattutto evita di commettere errori.

Ecco un video che ti mostra come modellare una platea di fondazione con un software specifico.

Le fasi di realizzazione di una fondazione a platea

La realizzazione di una platea di fondazione richiede precisione e attenzione ai dettagli fin dalle prime fasi. Già il tracciamento della platea risulta un’operazione che richiede molta precisione.

In questa fase si procede con il disegno in scala reale del contorno della platea sul getto di magrone, utilizzando modine e spaghi per garantire precisione e accuratezza. Si usa una livella laser per segnare i livelli del calcestruzzo da gettare. È consigliabile verificare più volte le misure prese, per essere certi di posizionare correttamente l’edificio, anche in relazione al lotto e alle distanze da strade e fabbricati. Un errore di misurazione in questa fase potrebbe influire sull’intera realizzazione dell’edificio.

La posa delle armature segue il tracciamento. È possibile armare la platea con reti elettrosaldate o con barre in acciaio opportunamente calcolate. La posa delle barre richiede sicuramente più tempo e una maggiore pianificazione. Le scelte relative al tipo di acciaio, al diametro dei tondini da utilizzare e alla larghezza della maglia delle rete elettrosaldata sono il frutto di valutazioni e analisi fatte grazie all’utilizzo di software per il calcolo strutturale.

Si parte disponendo i profili copriferri inferiori, su cui si disporranno poi le barre in acciaio dell’armatura inferiore prima in una direzione e successivamente nell’altra. Le legature tra le barre ortogonali tra loro sono eseguite man mano che si procede con la posa dell’armatura.

Terminata la maglia inferiore si procede installando le forchette perimetrali e i tralicci distanzia-rete all’interno della platea per l’alloggiamento dell’armatura superiore.

Successivamente, si procede con la posa dei casseri, utilizzati per contenere il calcestruzzo durante il getto. I casseri vengono posati intorno al perimetro della platea e possono essere realizzati in pannelli di legno oppure in pannelli prefabbricati in acciaio.

In questa fase si esegue anche la disposizione delle tubature degli impianti che serviranno l’edificio. In particolare si predispongono gli scarichi idraulici e i passaggi impiantistici principali (per la fornitura idrica, elettrica e telefonica).

Prima del getto del calcestruzzo, si procede con la marcatura dei livelli.

In pratica, con l’aiuto di un laser viene segnalato il livello finito della platea (segnato con chiodi infissi sui pannelli perimetrali) che farà da guida durante il getto del calcestruzzo.

A questo punto si può procedere con il getto del calcestruzzo tramite autopompa con braccio idraulico, che permette di raggiungere facilmente tutti i punti della fondazione. Il calcestruzzo viene vibrato accuratamente con appositi macchinari per eliminare le bolle d’aria nell’impasto e avvolgere completamente le armature. Il getto viene ultimato con uno strato finale leggermente più fluido in modo da ottenere una superficie livellata e liscia con l’aiuto di apposite stagge. In questa fase vengono anche prelevati i campioni di calcestruzzo (provini) che, opportunamente etichettati, saranno indispensabili per eseguire le prove sul materiale.

Dopo alcuni giorni dal getto, si procede alla scasseratura, ovvero la rimozione delle casseforme.

 

Edilus

 

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