Home » BIM Topic » Impiantistica e Antincendio » Manutenzione impianti antincendio: norme e registro dei controlli

Manutenzione impianti antincendio

Manutenzione impianti antincendio: norme e registro dei controlli

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Cosa prevede la manutenzione degli impianti antincendio? Cosa stabilisce la normativa di riferimento? Cos’è il registro di manutenzione?

La manutenzione degli impianti antincendio è un insieme di attività pianificate e sistematiche volte a garantire che tutti gli elementi di un sistema antincendio siano in condizioni ottimali di funzionamento, pronti a rispondere in modo efficace in caso di emergenza.

Questi impianti sono progettati per prevenire, controllare o estinguere incendi e proteggere la vita umana, le proprietà e l’ambiente.

Esempi comuni di impianti antincendio includono estintori, idranti, impianti di sprinkler, sistemi di allarme antincendio e dispositivi di rilevamento del fumo.

In cosa consiste la manutenzione dell’impianto antincendio?

La manutenzione degli impianti antincendio è un’operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza ed in buono stato impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio.

Il controllo periodico è l’insieme di operazioni da effettuarsi con frequenza non superiore a quella indicata da disposizioni, norme, specifiche tecniche o manuali d’uso e manutenzione per verificare la completa e corretta funzionalità di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio.

Manutenzione impianto antincendio: perché è importante

La manutenzione regolare assicura che gli impianti siano sempre pronti all’uso in caso di emergenza. Qualsiasi guasto o malfunzionamento potrebbe compromettere la risposta rapida e efficace necessaria per contenere o estinguere un incendio.

È importante anche per garantire vita più lunga agli impianti, riducendo il rischio di guasti imprevisti e assicurando che gli elementi critici siano sostituiti o riparati quando necessario.

Gli interventi di manutenzione regolare possono essere meno costosi rispetto alla sostituzione di un intero sistema antincendio danneggiato o malfunzionante. Inoltre, una risposta tempestiva a problemi minori può evitare costosi danni causati da incendi non controllati.

Non bisogna tralasciare l’aspetto delle responsabilità in caso di emergenza: in caso di incendio, se un sistema antincendio non funziona correttamente a causa della mancanza di manutenzione, potrebbe esserci una responsabilità legale.

Per queste e altre ragioni, è opportuno affidarsi a software specifici per la manutenzione di impianti antincendio e sperimentare anche le potenzialità del cloud e di app mobile per gestire gli impianti e redigere correttamente tutta la documentazione necessaria, in linea con le normative vigenti.

Manutenzione impianti antincendio: normativa di riferimento e registro dei controlli

L’art. 46 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che nei luoghi di lavoro vige l’obbligo di adottare idonee misure di prevenzione incendi (tra le quali la manutenzione degli impianti) al fine di tutelare la sicurezza dei lavoratori.

Il D.M. 1 settembre 2021 stabilisce precise regole di condotta circa la manutenzione degli impianti antincendio, proprio ai sensi dell’articolo art. 46 del D.Lgs. 81/2008.

La manutenzione ed il controllo periodico di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio devono essere effettuati da tecnici manutentori qualificati, secondo la regola dell’arte, in accordo a norme e specifiche tecniche pertinenti ed al manuale di uso e manutenzione dell’impianto, dell’attrezzatura o del sistema di sicurezza antincendio.

Il datore di lavoro deve predisporre obbligatoriamente un registro dei controlli dove siano annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, secondo le cadenze temporali indicate da disposizioni, norme e specifiche tecniche pertinenti, nazionali o internazionali, nonché dal manuale d’uso e manutenzione. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.

Valuta quindi l’utilizzo di un software registro antincendio che ti aiuta a compilare velocemente e senza errori il registro antincendio per qualsiasi attività lavorativa, soggetta a controlli di prevenzione incendi o meno.

Tabella impianti e attrezzature con specifiche tecniche di riferimento

La tabella sottostante è tratta dal D.M. 1 settembre 2021 ed indica alcune possibili norme e specifiche tecniche di riferimento per la manutenzione ed il controllo di impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, che integrano le disposizioni applicabili.

Manutenzione impianti antincendio normative e UNI di riferimento

Manutenzione impianti antincendio normative e UNI di riferimento

Cosa fa il tecnico manutentore qualificato?

Il tecnico manutentore antincendio qualificato si assume la responsabilità dell’esecuzione accurata della manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio. Deve possedere le necessarie conoscenze, abilità e competenze relative alle attività di manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio. Per soddisfare questi requisiti, il tecnico deve partecipare ad un percorso di formazione erogato da soggetti formatori, sia pubblici che privati.

Le 6 fasi della manutenzione impianti antincendio

Possiamo individuare 6 fasi relative alla manutenzione degli impianti antincendio:

  • controllo inziale: si tratta di un controllo visivo sull’impianto;
  • sorveglianza: è una misura di prevenzione da parte della persona responsabile con adeguata formazione per esaminare lo stato dell’impianto nella posizione in cui è collocato;
  • controllo periodico: è una misura di prevenzione che ha lo scopo di verificare, con periodicità, l’efficienza degli impianti tramite accertamenti di vario genere a seconda della tipologia dell’impianto;
  • revisione programmata: include una serie di interventi tecnici di prevenzione, da effettuare con scadenza regolare nel tempo per rendere perfettamente efficiente l’impianto;
  • collaudo: operazione che serve a verificare le prestazioni degli impianti e la loro corretta funzionalità;
  • manutenzione straordinaria: si richiede quando quella ordinaria non basta a ripristinare le condizioni di efficienza dell’impianto.
Manutenzione impianti antincendio le fasi

Manutenzione impianti antincendio le fasi

Manutenzione impianti antincendio: i dispositivi

Sono diversi i dispositivi antincendio oggetto di manutenzione: estintori, idranti, sprinkler, porte tagliafuoco, impianti di spegnimento e di rilevazione, evacuatori di fumo, ecc. Le attrezzature, gli impianti e i sistemi di sicurezza antincendio, oltre al controllo periodico e alla manutenzione, sono soggetti a sorveglianza da parte dei lavoratori presenti, adeguatamente istruiti per mezzo di idonee liste di controllo predisposte. Analizziamo di seguito i principali dispositivi antincendio in relazione alla manutenzione da effettuare.

Manutenzione estintori

La normativa di riferimento per la manutenzione degli estintori antincendio è la UNI 9994-2013 in vigore dal 20 giugno 2013. Essa definisce i criteri per effettuare il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata ed il collaudo degli estintori di incendio, per garantirne l’efficienza. La norma si applica alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli estintori d’incendio portatili e carrellati, inclusi gli estintori d’incendio per fuochi di classe D. Ogni estintore deve avere un cartellino di manutenzione che riporta una serie di informazioni, quali:

  • numero di matricola;
  • ragione sociale e indirizzo e dell’azienda di manutenzione/persona competente;
  • tipologia dell’estintore;
  • massa lorda dell’estintore;
  • carica effettiva;
  • data dell’intervento (mm/aa);
  • scadenza del controllo successivo (ove previsto da specifiche normative vigenti);
  • sigla o codice di riferimento/punzone identificativo del manutentore.

Il controllo periodico degli estintori è una misura di prevenzione antincendio che assicura l’efficienza degli estintori portatili o carrellati. Deve essere effettuato entro 6 mesi dall’ultimo controllo.

Manutenzione idranti

L’attività di manutenzione degli idranti è regolamentata dalla norma UNI EN 671-3 in vigore dal 14 maggio 2009, versione ufficiale della EN 671-3 (edizione marzo 2009). La norma specifica i requisiti relativi al controllo ed alla manutenzione dei naspi antincendio e degli idranti a muro, per garantirne l’efficienza operativa per cui sono stati prodotti, forniti ed installati, cioè per assicurare un primo intervento d’emergenza di lotta contro l’incendio, in attesa del sopraggiungere di mezzi più potenti. La norma si applica agli impianti di naspi antincendio ed idranti a muro in ogni tipo di edificio indipendentemente dall’uso dello stesso. La manutenzione degli idranti viene regolamentata anche dalla norma UNI 10779 in vigore dal 25 marzo 2021.

Durante la fase di controllo di naspi e idranti, è essenziale verificare diversi aspetti. In primo luogo è necessario assicurarsi che sistemi siano facilmente accessibili e privi di danni o punti di corrosione e perdite. Inoltre è fondamentale che sia presente una segnaletica di sicurezza conforme al D.Lgs. 81/2008, rendendo i presidi immediatamente visibili da una distanza di osservazione. Altri punti di controllo includono:

  • l’efficienza dei fissaggi a parete dei dispositivi e delle tubazioni,
  • il corretto funzionamento degli indicatori di pressione (se presenti),
  • la rotazione adeguata della bobina per i naspi in entrambi i sensi,
  • la funzionalità e la manovrabilità agevole delle valvole di intercettazione,
  • la verifica di eventuali criticità nelle tubazioni di alimentazione idrica,
  • l’integrità delle cassette e la facilità di apertura dei portelli delle cassette,
  • il corretto funzionamento e la manovrabilità agevole delle lance erogatrici.

Manutenzione sprinkler

L’Utente deve verificare lo stato dell’impianto e provare il corretto funzionamento della campana idraulica dell’impianto sprinkler come indicato dalla norma UNI EN 12845. Deve inoltre verificare l’impianto di riscaldamento atto a evitare il congelamento dell’acqua nell’impianto sprinkler. Un tecnico qualificato deve svolgere le ispezioni periodiche, previste almeno una volta all’anno e deve possedere requisiti specifici. La norma tratta:

  • sprinkler per applicazioni specifiche di deposito;
  • sprinkler residenziali;
  • sprinkler a copertura estesa;
  • sprinkler speciali all’interno di scaffali.

Manutenzione porte tagliafuoco

Bisogna far riferimento alla UNI EN 16034:2014 per quanto riguarda l’attività di posa in opera e manutenzione delle porte tagliafuoco. Il processo di manutenzione e di ispezione garantisce non solo un corretto funzionamento nell’apertura e chiusura delle porte, ma anche l’integrità e la conformità di ogni componente alle norme tecniche e alle indicazioni del produttore. La manutenzione, svolta ogni 6 mesi, può essere ordinaria, affidata al personale interno qualificato che si occupa di controllare visivamente lo stato delle porte, lubrificare cerniere, cuscinetti, bracci articolati e serrature e verificare targhette identificative e libretti d’uso e manutenzione. Nel caso di guasti o necessità di sostituzione di parti, si effettua una manutenzione straordinaria, coinvolgendo una revisione più approfondita dei componenti o la sostituzione di parti intere della porta.

Leggi l’approfondimento “Sicurezza antincendio condomini

AntiFuocus-RA

 

AntiFuocus-RA

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *