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Porte tagliafuoco normativa

Porte tagliafuoco: la normativa di riferimento

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Cosa sono le porte tagliafuoco e perché sono importanti nella prevenzione incendi. Ecco la normativa di riferimento a cui adeguarsi

Le porte tagliafuoco sono componenti essenziali nella costruzione di edifici sicuri. In questo articolo analizziamo tutto ciò che c’è da sapere su queste porte facendo riferimento alla normativa vigente, dalla loro costruzione alle normative di sicurezza che le regolamentano. Scopriremo anche l’importanza dell’autochiusura, le diverse tipologie disponibili e i luoghi in cui sono obbligatorie. Infine, ti forniremo istruzioni sulla manutenzione e le penalità per la non conformità alla normativa.

Cos’è una porta tagliafuoco?

Le porte tagliafuoco, conosciute anche come porte antincendio, sono serramenti progettati per resistere al fuoco e prevenire la sua propagazione all’interno di un edificio. Sono realizzate con materiali speciali, tra cui acciaio, alluminio, gesso, legno e vetro, che conferiscono loro caratteristiche uniche. Si differenziano da qualsiasi altra tipologia di porta in quanto hanno due caratteristiche specifiche: l’autochiusura e la resistenza al fuoco.

L’autochiusura è possibile grazie a cerniere a molla o grazie al chiudiporta che consente l’isolamento automatico delle zone colpite da un incendio. Alcune porte tagliafuoco funzionano grazie ad un elettromagnete connesso all’allarme antincendio, che consente alla porta di rimanere aperta esclusivamente in situazioni di sicurezza e di chiudersi automaticamente in caso di allarme. Inoltre le porte antincendio sono dotate di guarnizioni specifiche adatte a non sciogliersi durante un incendio, proprio per evitare fumi nocivi.

La capacità di resistere al fuoco varia in base al tipo di porta. Le porte antincendio devono superare test rigorosi per essere conformi alle normative di sicurezza. La resistenza al fuoco è indicata in minuti e può variare da 10 a 240 minuti. Ad esempio, le porte REI120 (Resistenza, Ermeticità, Isolamento termico) offrono una resistenza e una tenuta di isolamento di 120 minuti al fuoco. Avere una porta con caratteristiche REI120 significa, dunque, che il serramento garantisce una resistenza strutturale, un isolamento dal fumo e un isolamento dal calore per 120 minuti superati i quali tutte o alcune delle capacità vengono meno.

Porte tagliafuoco: misure

Quali sono le dimensioni delle porte tagliafuoco? Le porte tagliafuoco devono rispettare degli standard di sicurezza e devono avere determinate misure. Esistono misure standard per porte tagliafuoco ad un battente:

  • larghezza minima di 40 cm e massima di 135 cm;
  • l’altezza minima di 175 cm, massima di 265 cm.

E misure standard per porte tagliafuoco a due battenti:

  • larghezza minima di 120 cm,  massima pari a 260 cm;
  • altezza minima di 206 cm, massima pari a 265 cm.

Chiudiporta per porte tagliafuoco: normativa

La normativa di riferimento per i chiudiporta delle porte tagliafuoco è la UNI 1154:2003: “Accessori per serramenti – Dispositivi di chiusura controllata delle porte – Requisiti e metodi di prova“. La norma indica i requisiti per i dispositivi di chiusura controllata delle porte e si applica ai dispositivi di chiusura di porte a chiusura ed apertura manuale, dove l’energia di chiusura è generata dall’utilizzatore nella fase di apertura della porta, in modo tale che la porta in rilascio ritorna alla posizione di chiusura in maniera controllata.

I chiudiporta possono essere installati in vari modi, tra cui:

  • il montaggio esterno sull’anta della porta;
  • l’incasso nel telaio o nello stipite;
  • il fissaggio a pavimento.

È importante notare che a partire dal 1° ottobre 2004, la normativa europea richiede che i chiudiporta destinati a queste installazioni siano contrassegnati con la marcatura CE.

Inoltre, il D.M. 67/2007 sancisce che a partire dal 6 ottobre 2007 non è consentito l’utilizzo di chiudiporta privi della marcatura CE per le porte soggette alla UNI 1154. È fondamentale rispettare questa disposizione per garantire la conformità alle norme di sicurezza.

La normativa UNI EN 1154 deve essere applicata in congiunzione con altre norme, come la UNI EN 1155 per i dispositivi fermaporta e la UNI EN 1158 per i dispositivi che coordinano la chiusura delle ante in modo sincronizzato. Queste norme collaborano per garantire un ambiente sicuro e conforme alle normative vigenti.

Porta tagliafuoco: normativa

Per quanto riguarda la normativa di riferimento per le porte tagliafuoco bisogna far riferimento, oltre che al codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015), alla UNI EN 16034:2014, per quanto riguarda l’attività di posa in opera e manutenzione, alla UNI 11473-1:2013, per quanto riguarda le sanzioni all’art. 55 del D.Lgs. 81/08. Di seguito analizziamo tutti gli argomenti più importanti relativi a questa particolare tipologia di porte riprese dalle normative sopra elencate.

La UNI 16034:2014 ha modificato definitivamente il meccanismo di omologazione delle porte tagliafuoco instaurato da decenni dal nostro Ministero dell’Interno. I prodotti marcati CE possono circolare in tutto lo spazio EEA-European Economic Area senza obbligo di rifare le prove di laboratorio. L’introduzione della norma UNI ha di fatto fissato l’obbligo, a partire dal novembre 2019, di marchiatura CE per poter immettere sul mercato manufatti tagliafuoco.

La nuova norma introduce requisiti essenziali, tra cui la valutazione delle prestazioni relative al controllo della dispersione del fumo. Questa rappresenta un’importante innovazione nel panorama delle norme sulla prevenzione degli incendi in Italia e dà vita a una nuova generazione di porte antincendio. Il test di dispersione del fumo assume un ruolo fondamentale, specialmente nelle fasi iniziali di un incendio all’interno di un compartimento antincendio protetto. Garantire la visibilità e la respirabilità lungo le vie di fuga è fondamentale.

Con il D.M. 3 agosto 2015 l’introduzione della marcatura CE, i produttori di porte, professionisti del settore, laboratori ed enti di controllo devono tener conto non solo delle porte tagliafuoco EI, ma anche di quelle progettate per il controllo del fumo, identificate dalle sigle Sa e Sm. La prova di controllo della dispersione del fumo per le porte e i sistemi di chiusura è disciplinata dalla UNI EN 1634-3. Per esser certo di rispettare tutte le norme riferite alle porte tagliafuoco ed essere sempre in regola con la tua attività, ti consiglio di affidarti al software antincendio.

Tenuta fumi Sa e Sm

Vengono identificati 2 livelli di prestazione per valutare la capacità di una porta nel controllare la dispersione del fumo:

  • la tenuta al fumo a temperatura ambiente (Sa);
  • la tenuta al fumo a temperatura ambiente e media (Sm).

La prova di controllo di dispersione di fumo comporta la misurazione delle perdite di portata d’aria, espresse in metri cubi all’ora (m3/h), attraverso la porta. Questo avviene quando la pressione nella camera di prova, chiusa su un lato dalla porta stessa, è mantenuta a 50 Pascal (Pa). Se le portate d’aria superano i valori-limite della norma, la porta non può essere classificata.

Tipologie di porte tagliafuoco

Esistono diverse tipologie di porte tagliafuoco, ognuna adatta a esigenze specifiche:

  • porte scorrevoli e a scomparsa: queste porte sono ideali per edifici commerciali e industriali, dove è necessario consentire il passaggio di macchinari o grandi oggetti. Le porte scorrevoli offrono un’apertura ampia e sono altamente resistenti al fuoco;
  • porte a battente: le porte a battente sono utilizzate in luoghi pubblici come ospedali, scuole e cucine, dove il transito deve essere consentito in entrambe le direzioni. Spesso sono dotate di finestre per evitare collisioni in caso di spinte opposte;
  • porte in vetro ignifugo: queste porte sono esteticamente gradevoli e sono adatte ad alberghi e luoghi di aggregazione moderni. Realizzate con lastre di vetro unite da resine atossiche, offrono sicurezza e design contemporaneo.

Composizione delle porte tagliafuoco

Come è fatta una porta tagliafuoco?  Di solito si compone di:

  • un’anta che ha un nucleo resistente al fuoco;
  • un dispositivo chiudiporta;
  • guarnizioni intumescenti (a vista o nascoste);

Per soddisfare altre necessità (come ad esempio il fonoisolamento) le porte possono avere guarnizioni di battuta a base gommosa e di guarnizioni saliscendi per la battuta inferiore.

Manutenzione delle porte tagliafuoco

La normativa richiede un’adeguata manutenzione obbligatoria nonché ispezione delle porte tagliafuoco. Questo processo assicura non solo che le porte si aprano e si chiudano senza problemi, ma che siano totalmente in grado di svolgere la loro funzione, dimostrando integrità e conformità di ogni singolo componente secondo le norme tecniche e le indicazioni del produttore.  La manutenzione può essere:

  • ordinaria: ogni 6 mesi da parte del personale interno qualificato che ha il compito di controllare visivamente lo stato delle porte e lubrificare una serie di elementi: cerniere, cuscinetti, bracci articolati e serrature. Verifica, inoltre, la targhetta identificativa e il libretto d’uso e manutenzione, si assicura che nn ci siano ostacoli/deformazioni che impediscano l’apertura o la chiusura automatica;
  • straordinaria: in caso di guasto che richiede la sostituzione di parti intere della porta o una revisione più approfondita dei componenti.

Oltre all’attività di controllo periodico e alla manutenzione descritte, condotte da personale qualificato, i sistemi antincendio devono essere sorvegliati con regolarità dai lavoratori normalmente presenti, adeguatamente istruiti, mediante la predisposizione di idonee liste di controllo (D.M. 1 Settembre 2021, detto decreto GSA), per questo diviene praticamente indispensabile un software per manutenzione impianti antincendio che, grazie alla tecnologia cloud e alle web app mobile, ti permette di accedere sempre e ovunque ai dati del tuo impianto antincendio

 

Quali sono le fasi della manutenzione delle porte tagliafuoco?

Possiamo dividere il processo di manutenzione delle porte antifuoco in 6 fasi:

  1. controllo e lubrificazione;
  2. verifica molle di chiusura;
  3. controllo guarnizioni;
  4. verifica dispositivi di apertura e chiusura;
  5. verifica targhetta e libretto;
  6. rapporto e documentazione.

Normativa e penalità

Le porte tagliafuoco sono regolamentate da normative europee e nazionali. Non conformarsi a queste norme può comportare gravi conseguenze. È importante che le porte siano certificate e conformi alle normative per garantire la sicurezza dell’edificio.

Secondo l’art. 55 comma 1 lett. c) del D.Lgs. 81/08 il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro per la violazione degli obblighi riferiti alle misure per prevenire gli incendi e per tutelare l’incolumità dei lavoratori.

L’obbligo di porte tagliafuoco

Le porte tagliafuoco sono obbligatorie in vari luoghi, tra cui:

  • uffici pubblici;
  • ospedali;
  • centri commerciali;
  • scuole;
  • supermercati;
  • locali caldaia con potenza superiore a 35 kW;
  • garage e autorimesse;
  • ecc.

Questi luoghi devono rispettare gli standard di sicurezza antincendio e avere porte tagliafuoco con un adeguato tempo di resistenza al fuoco.

 

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