Fattura elettronica: per il Garante è a rischio privacy

La fattura elettronica, obbligatoria tra privati dal prossimo 1° gennaio, per il Garante della privacy presenta diversi punti di forte criticità, che possono mettere a repentaglio i diritti e le libertà degli interessati

Con un provvedimento emesso lo scorso 15 novembre, il Garante per la privacy ha espresso forti perplessità per come l’obbligo di fatturazione elettronica B2B e B2C è stato regolato in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali.

Alla base dei rilievi del Garante c’è la “sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi“.

Dati personali presenti nelle fatture elettroniche

L’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di ‘postino’ attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo.
Ma ad essere archiviati non saranno solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria. Quindi non soltanto i dati fiscali, ma anche altre informazioni di dettaglio sui beni e servizi acquistati o forniti (ad esempio abitudini e tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali) che non devono interessare l’Agenzia.

Ruolo assunto dagli intermediari e dagli altri soggetti operanti nell’ambito della fatturazione elettronica

Problemi anche per quanto riguarda gli intermediari, cioè coloro che forniscono servizi di fatturazione, raccolta delle e-fatture e la successiva trasmissione al Fisco.

Gli intermediari finirebbero per accentrare “enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici”.

Messa a disposizione delle fatture sul portale dell’Agenzia

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.
L’allarme è evidente se si considera il fatto che il sistema SDI non usa un adeguato livello di crittografia, ed è quindi vulnerabile a eventuali attacchi informatici.

In presenza di queste ed altre gravi criticità,  l’Autorità ha deciso di esercitare per la prima volta il nuovo potere correttivo di avvertimento invitando l’Agenzia delle Entrate a rendere note le iniziative assunte per rendere la fatturazione elettronica conforme alle norme sulla privacy prima che gli obblighi diventino pienamente operativi e il Governo a fare le proprie valutazioni di competenza.

Sollecitazioni non proprio trascurabili, visto che l’introduzione della fattura elettronica è ormai alle porte e che non è immaginabile un congelamento dell’adempimento, dal momento che dallo stesso sono previste entrate per circa due miliardi.

 

Scarica il Provvedimento del Garante verso l’AE sulla fatturazione elettronica
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