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Home » Approfondimenti » Adempimenti fiscali e catastali » Codice destinatario fattura: cos’è, dove e come si inserisce

Codice destinatario fattura: cos’è, dove e come si inserisce

Il codice SDI è una sequenza di 7 caratteri indispensabile per l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche. Scopri come si ottiene e dove si inserisce

Tempo di lettura stimato: 2 minutidi Redazione BibLus / 25 Gennaio 2024/7 Commenti/in Adempimenti fiscali e catastali /di
Codice destinatario fattura

Uno degli elementi da conoscere per utilizzare in modo corretto la fattura elettronica è il codice destinatario. Si tratta di una sequenza utilizzata per indicare al Sistema di Interscambio (SdI) il soggetto al quale recapitare i documenti e per identificare il canale telematico scelto dal contribuente per ricevere le fatture elettroniche.

L’inserimento del codice destinatario permette, quindi, una corretta ricezione della fattura sul gestionale del soggetto verso cui è stata emessa. Ti ricordo che la fatturazione elettronica è obbligatoria: chi non emette la fattura elettronica rischia sanzioni amministrative (anche care); inoltre, è importante compilare correttamente la fattura, pena lo scarto da parte di SDI.

Per essere sicuro di emettere correttamente le tue fatture elettroniche, utilizza il software per la fatturazione elettronica, che ti guida passo dopo passo dall’emissione della fattura alla conservazione sostitutiva.

Cos’è il codice destinatario fattura?

Il codice destinatario, anche conosciuto come codice SDI, è una sequenza alfanumerica di 7 cifre (6 caratteri per le Pubbliche Amministrazioni) rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Costituisce una sorta di indirizzo telematico, in quanto consente al Sistema di Interscambio (SdI) di indirizzare (mediante un postino virtuale) la fattura elettronica al corretto destinatario.

Il codice destinatario fattura si chiama così perché il suo utilizzo è legato al Sistema di Interscambio telematico dell’Agenzia delle Entrate, che gestisce il flusso delle fatture elettroniche.

Da sottolineare che il codice destinatario non è obbligatorio e non è l’unico modo per ricevere correttamente le fatture elettroniche. Può essere, infatti, utilizzata anche la PEC. In questo caso non occorre alcuna richiesta di accreditamento.

Il codice destinatario può essere richiesto direttamente dal soggetto interessato all’Agenzia delle Entrate, attivando un canale diretto e continuo di comunicazione con questa.

In alternativa si può utilizzare il codice destinatario di un intermediario che, in tal caso, riceverà le fatture del delegante.

Codice destinatario fattura: dove e come si inserisce

Possono verificarsi 3 condizioni:

  1. se disponi del codice destinatario (che ti è stato comunicato dal ricevente), inserisci direttamente il codice alfanumerico;
  2. se disponi solo della PEC del destinatario, nel campo codice destinatario inserisci una stringa di 7 zeri: “0000000” e nel campo “PEC destinatario” inserisci la sua PEC;
  3. se non disponi né di PEC né di codice destinatario (esempio fatturazione B2C), inserisci una stringa di 7 zeri. In questo caso, dovrai ricordare al cliente che la fattura elettronica è recuperabile nella sua area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.

Di seguito, ti fornisco due semplici schemi che chiariscono il processo di emissione e ricezione di una fattura elettronica:

codice destinatario fattura

Codice destinatario fattura: emissione

codice destinatario fattura

Codice destinatario fattura: ricezione

Come ottenere il codice destinatario?

La richiesta di accreditamento finalizzata ad ottenere un proprio codice destinatario serve solo se un’azienda intende creare un canale telematico dedicato e sempre attivo (canale di tipo FTP o Web-Service) tra i suoi server e il SdI.

Come chiarisce la stessa Agenzia delle Entrate, questa procedura è rivolta principalmente agli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuità e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere e/o ricevere un numero molto rilevante di file fatture elettroniche.

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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/fatturazione-elettronica-e-codice-destinatario-le-5-domande-piu-frequenti/
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La redazione di BibLus non fornisce risposte a chiarimenti su casi specifici né offre consulenza di carattere tecnico o legale sugli argomenti trattati negli articoli.
7 commenti
  1. Luigi Retanda
    Luigi Retanda dice:
    10 Gennaio 2019 en 23:32

    Ottimo chiarimento

    Rispondi
  2. Vince
    Vince dice:
    11 Gennaio 2019 en 10:27

    Complimenti per l’articolo.
    I miei 2 dubbi sono:
    1) se ho la pec ( da libero professionista) ma non sono tenuto a ricevere la fattura elettronica (regime forfettariao), o ancora meglio mi devono fatturare con codice fiscale (per eventuale ristrutturazione di casa mia che non centra con l’attività), posso non fornirla come se non la tenessi ??? E quindi seguire la strada ( senza codice destinatario e senza pec) ??
    2) Da quale area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate si preleva la fattura originale ??
    Grazie

    Rispondi
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:
      11 Gennaio 2019 en 11:44

      Se lei si trova nel regime forfettario, non è tenuto a rispettare l’art. 21 del dpr 633/72 (Decreto IVA) e la legge 205/2017 (legge bilancio 2018) potrà quindi non utilizzare la fatturazione elettronica.

      Non avendo un codice destinatario e non avendo comunicato la sua PEC al fatturante potrà scaricare le fatture dalla sezione “fatture e corrispettivi” del portale dell’Agenzia. Potrà accedere a questo portale attraverso SPID, CNS o registrandosi al portale dell’Agenzia delle Entrtate.

      Cordiali saluti, la redazione di BibLus

      Rispondi
  3. Fabio
    Fabio dice:
    11 Gennaio 2019 en 20:43

    Salve, se dovessi fatturare ad un privato con codice fiscale, ad esempio genitore separato che deve dimostrare una spesa, non devo indicare né codice né PEC, giusto?

    Rispondi
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:
      14 Gennaio 2019 en 9:10

      Ciao Fabio, se non è in possesso né di PEC né di codice destinatario,
      dovrà solamente emettere la fattura elettronica ed inviarla al sistema di interscambio.
      Il destinatario della fattura potrà scaricarla dalla sezione “fattura e corrispettivi” del portale dell’Agenzia delle Entrate.
      Cordiali saluti, la redazione di BibLus

      Rispondi
  4. Paolo
    Paolo dice:
    28 Febbraio 2019 en 18:59

    Siamo un associazione identificata come Odv terzo settore e quindi esonerati da fattura elettronica. Purtroppo un fornitore, per poter ricevere regolare fattura ci ha chiesto una dichiarazione scritta al fine di avere il documento. La mia domanda è, possibile che debba essere io ad inviare tale dichiarazione e non il fornitore ad essere informato sulla legge? devo necessariamente farla ed inviargliela?
    Grazie e saluti.

    Rispondi
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:
      1 Marzo 2019 en 9:26

      Ciao Paolo,
      la vostra associazione dovrebbe rientrare tra quelle esonerate dagli obblighi di invio di fatture elettroniche.
      Per cui se voi emettete una fattura verso un cliente, in quel caso il cliente si dovrà “adeguare”, e gli invierete la fattura cartacea.
      Se invece voi dovete ricevere la fattura da un fornitore, e questo è soggetto agli obblighi di fatturazione elettronica:
      1 il fornitore vi potrebbe inviare una copia cartacea di cortesia, che però è facoltativa
      2 dovrete registrarvi alla sezione “fatture e corrispettivi” delle Entrate e scaricare la fattura

      Rispondi
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