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Home » Approfondimenti » Rinnovabili ed edilizia sostenibile » Materiali edili riciclati: verso un mondo sempre più green

Materiali edili riciclati: verso un mondo sempre più green

Materiali edili riciclati: si va sempre più verso un mondo green e attento all'impatto ambientale delle costruzioni

Tempo di lettura stimato: 7 minutidi Redazione BibLus / 21 Novembre 2024/0 Commenti/in Rinnovabili ed edilizia sostenibile /di
Materiali edili riciclati

Il settore edile è tra i più impattanti a livello ambientale, sia per il consumo di risorse naturali sia per la produzione di rifiuti. Negli ultimi anni, la crescente attenzione alla sostenibilità e alle normative ambientali ha portato alla ricerca e all’adozione di materiali edili riciclati. Questi materiali non solo riducono la domanda di risorse naturali, ma contribuiscono a minimizzare l’impatto ambientale della costruzione e della demolizione.

Indice

  • Cosa si intende per materiali edili riciclati?
  • Come avviene il riciclo dei materiali edili?
  • Utilizzo di materiali riciclati in edilizia
  • Materiali riciclati edilizia: le tipologie
  • Materiali riciclabili edilizia: i benefici ambientali ed economici

Cosa si intende per materiali edili riciclati?

L’impiego di materiali edili riciclati è un tema fondamentale nella transizione verso un’edilizia sostenibile. Con un impatto diretto sulla riduzione dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) e un notevole risparmio energetico rispetto all’utilizzo di materie prime, i materiali riciclati contribuiscono all’economia circolare. Tuttavia, l’adozione su larga scala richiede una comprensione approfondita delle caratteristiche, dei processi produttivi e delle normative. Partiamo, dunque, dalla definizione di materiali riciclati.

Gli aggregati riciclati derivano dal trattamento dei rifiuti di costruzione e demolizione. La normativa UNI EN definisce l’aggregato riciclato come materiale minerale ottenuto da residui inorganici pre-esistenti. Si distinguono due categorie principali:

  • aggregati riciclati: materiali inerti recuperati e trasformati da demolizioni edili;
  • aggregati artificiali: prodotti derivanti da processi industriali, come scorie o materiali soggetti a modificazioni termiche.

Questi materiali, dopo trattamenti adeguati, trovano impiego nelle opere stradali, nei rilevati, nelle fondazioni e in applicazioni non strutturali in ambito edile.

Il mondo ha bisogno di una conversione sostenibile del processo di costruzione! I metodi di bioedilizia possono essere integrati negli edifici in qualsiasi fase, dalla progettazione e costruzione alla ristrutturazione e demolizione. Non è mai troppo tardi per iniziare a progettare edifici sostenibili realizzati anche con materiali riciclati e si può fare con l’aiuto professionale del software progettazione edilizia.

Come avviene il riciclo dei materiali edili?

Il ciclo produttivo degli aggregati riciclati è un processo complesso e regolamentato, progettato per trasformare i rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) in materiali idonei per impieghi edili, stradali, ferroviari, e infrastrutturali. Ogni fase del ciclo produttivo è fondamentale per garantire la qualità, la purezza e la sicurezza degli aggregati riciclati, secondo gli standard previsti dalle normative europee e italiane.

Raccolta e pre-selezione

La fase iniziale del ciclo di produzione degli aggregati riciclati inizia con la raccolta dei rifiuti di C&D, che comprendono principalmente cemento, calcestruzzo, mattoni, miscele bituminose, asfalti, vetro e materiali metallici. La raccolta può avvenire tramite impianti di recupero fissi, oppure direttamente in cantiere tramite impianti mobili per progetti di demolizione su larga scala.

Durante questa fase, una pre-selezione manuale o meccanica elimina materiali contaminanti o non inerti (come plastica, carta, legno e gesso) che possono compromettere la qualità del prodotto finale. In alcuni casi, viene eseguito un censimento preliminare dei materiali per valutare la presenza di contaminanti come amianto o materiali friabili pericolosi, che devono essere rimossi e smaltiti separatamente.

Frantumazione primaria

Una volta che i materiali sono stati pre-selezionati, il ciclo produttivo prosegue con la frantumazione primaria, il cui obiettivo è quello di ridurre i rifiuti inerti di dimensioni maggiori (calcestruzzo, pietre, blocchi di cemento) in particelle più piccole, generalmente di dimensioni comprese tra 30 e 100 mm. Questa fase è fondamentale per migliorare la gestione delle successive fasi di separazione e vagliatura.

Per la frantumazione primaria si utilizzano generalmente frantoi a mascelle o frantoi a urto, che operano con forze di compressione e impatto. I frantoi a mascelle sono più adatti per materiali duri e abrasivi, mentre quelli a urto risultano utili per ridurre materiali friabili e ridurre al minimo le inclusioni indesiderate.

Separazione dei materiali

Dopo la frantumazione primaria, si procede alla separazione delle diverse componenti dei materiali. Questa fase è essenziale per rimuovere impurità e ottenere aggregati riciclati con caratteristiche omogenee. La separazione può avvenire tramite:

  • separazione magnetica: rimuove le componenti ferrose e metalliche, utilizzando magneti o elettromagneti per separare i metalli dai componenti lapidei. Questa tecnologia è fondamentale per materiali contenenti armature metalliche, come nel caso del calcestruzzo armato;
  • separazione per corrente parassita: rimuove i metalli non ferrosi (rame, alluminio) mediante campi magnetici alternati che generano correnti parassite nei metalli non magnetici, permettendo la loro espulsione dalla catena di trattamento;
  • separazione pneumatica: viene utilizzata per eliminare le frazioni più leggere (carta, plastica, legno) grazie all’impiego di correnti d’aria forzata che “soffiano” via le impurità, lasciando inalterato il materiale lapideo.

Frantumazione secondaria e classificazione granulometrica

Dopo la separazione, i materiali sono sottoposti a una frantumazione secondaria per ottenere dimensioni ancora più ridotte e uniformi, generalmente tra i 4 e i 20 mm, adeguate ai diversi impieghi nel settore edile. Durante la frantumazione secondaria, si utilizzano mulini a martelli o frantoi a cono, che assicurano la riduzione ulteriore e uniforme delle dimensioni delle particelle.

Dopo la frantumazione secondaria, il materiale viene sottoposto a vagliatura per ottenere aggregati con granulometrie specifiche. La vagliatura avviene tramite setacci a maglia differenziata, che suddividono il materiale in base alla dimensione delle particelle. Questo processo permette di ottenere frazioni granulometriche variabili, a seconda della destinazione d’uso (es. sottofondi stradali, massicciate ferroviarie, conglomerati bituminosi).

Controlli qualitativi e test di compatibilità ambientale

Ogni lotto di aggregati riciclati viene sottoposto a rigorosi controlli di qualità e test di compatibilità ambientale. Tra le prove più comuni:

  • prove di resistenza meccanica: utilizzate per verificare che l’aggregato abbia la resistenza richiesta per l’uso in calcestruzzi o altre strutture portanti;
  • prove di abrasione (Test Los Angeles): per misurare la resistenza all’usura e alla frammentazione, valutando la durabilità del materiale in condizioni d’uso;
  • prove di assorbimento d’acqua e permeabilità: importanti per determinare la resistenza all’umidità e l’idoneità a usi come sottofondi drenanti o strati di fondazione stradale;
  • test di cessione: necessario per valutare la compatibilità ambientale del materiale, esaminando il rilascio di potenziali inquinanti in condizioni di esposizione all’acqua. Questo test è obbligatorio per la conformità al D.M. 5 febbraio 1998 e prevede l’analisi di parametri come pH, metalli pesanti, solfati, cloruri e altre sostanze pericolose.

Imballaggio e marcatura CE

Una volta superati i test di qualità e compatibilità, gli aggregati riciclati possono essere utilizzati in ambito edilizio e per questo vengono imballati e marchiati CE, come richiesto dal Regolamento UE 305/2011. La marcatura CE certifica che il prodotto rispetta i requisiti di sicurezza e prestazione per l’uso nel settore delle costruzioni. Ogni lotto prodotto è accompagnato da una Dichiarazione di Prestazione (DoP), che garantisce la tracciabilità e la qualità del materiale per l’intera filiera di utilizzo.

Ciclo produttivo aggregati riciclati

Ciclo produttivo aggregati riciclati

Utilizzo di materiali riciclati in edilizia

Come abbiamo visto, l’adozione di materiali riciclati in edilizia è una pratica sempre più consolidata che risponde alla necessità di ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni, abbattere i costi e allinearsi alle normative di sostenibilità.

Le normative sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) obbligano all’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale negli appalti pubblici (articolo 57 D.Lgs. 36/2023). Tra i requisiti specifici:

  • almeno il 50% del peso dei materiali deve essere riciclabile o riutilizzabile;
  • il contenuto di materia recuperata deve essere pari almeno al 15% del peso totale dei materiali usati nell’edificio, promuovendo l’uso di aggregati riciclati;
  • la conformità ai CAM rappresenta un criterio di premialità negli appalti, favorendo le imprese che adottano pratiche sostenibili.

L’adozione dei criteri ambientali minimi serve a garantire il rispetto degli obiettivi stabiliti dal PAN GPP (Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione) e promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili allo scopo di ridurre:

  • gli impatti ambientali;
  • diffondere l’occupazione verde;
  • sviluppare il Green Public Procurement (GPP), appalto pubblico verde.

Ai sensi dell’articolo 57 del d.lgs. 36/2023, l’aggiudicatario di un appalto ha l’obbligo di rispettare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi. La relazione CAM, ad esempio, rientra tra le clausole contrattuali e nasce con l’obiettivo di descrivere e motivare le scelte progettuali che garantiscono la conformità ai singoli criteri. Grazie al software capitolati speciali elabori la relazione secondo le tue esigenze e i tuoi obiettivi, rispettando gli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Relazione CAM materiali riciclati

Relazione CAM materiali riciclati

Numerosi progetti testimoniano l’efficacia dell’uso di materiali riciclati. A Torino, il nuovo stadio della Juventus è stato costruito con 40.000 metri cubi di calcestruzzo e 5.000 tonnellate di acciaio recuperati dal vecchio stadio. A Roma, la pista ciclabile GRAB è stata pavimentata con asfalto riciclato e additivi green. In Danimarca, il progetto Rebrick ricicla mattoni, riducendo le emissioni di CO₂, mentre in Italia, Wienerberger produce laterizi con il 10% di materiali riciclati.

Materiali riciclati edilizia: le tipologie

Di seguito analizziamo le principali tipologie di materiali riciclati, i benefici ambientali ed economici, i principali utilizzi e le normative di riferimento.

  • aggregati riciclati: derivano dalla frantumazione e trattamento dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D). Sono utilizzati principalmente per sottofondi stradali, pavimentazioni e calcestruzzi non strutturali. Gli aggregati riciclati sono regolamentati dalle norme UNI EN per garantire prestazioni adeguate per specifici usi;
  • calcestruzzo riciclato: realizzato utilizzando aggregati derivati da calcestruzzo demolito, che vengono separati, trattati e riutilizzati in nuovi composti cementizi. Il calcestruzzo riciclato è generalmente utilizzato in applicazioni non strutturali, come marciapiedi, massetti e elementi di riempimento, poiché le proprietà meccaniche sono inferiori rispetto a quelle del calcestruzzo tradizionale;
  • acciaio e metalli riciclati: derivati principalmente dalle demolizioni, questi materiali sono quasi interamente recuperabili e vengono riutilizzati in strutture portanti o in componenti prefabbricati grazie all’alta resistenza e alla facilità di lavorazione e rifusione;
  • legno riciclato: recuperato dalle demolizioni e ristrutturazioni, il legno riciclato trova impiego in pannelli di compensato, rivestimenti, pavimentazioni e pannelli di truciolare, soprattutto se sottoposto a trattamenti per la durabilità e la resistenza agli agenti atmosferici;
  • materiali plastici riciclati: trasformati in granuli o componenti misti (come i WPC – Wood Plastic Composite), questi materiali sono usati per rivestimenti, recinzioni, e pavimentazioni esterne grazie alla resistenza agli agenti chimici e all’acqua;
  • vetro riciclato: viene spesso utilizzato come aggregato fine per migliorare le prestazioni termiche e acustiche dei materiali edili. Il vetro espanso, ad esempio, è un eccellente isolante termico impiegato in pannelli e isolamenti a basso impatto ambientale.

Materiali riciclabili edilizia: i benefici ambientali ed economici

L’adozione di materiali riciclati in edilizia offre numerosi benefici sia in termini ambientali sia economici, favorendo una transizione sostenibile nel settore delle costruzioni. L’utilizzo di questi materiali permette, innanzitutto, di ridurre l’impatto ambientale, poiché diminuisce significativamente la domanda di nuove risorse naturali, come sabbia, ghiaia e pietre, limitando così fenomeni di erosione e degrado del territorio. Questo approccio contribuisce inoltre a contenere la quantità di rifiuti di costruzione e demolizione destinati alle discariche, riducendo il consumo di suolo e mitigando gli effetti negativi associati allo smaltimento tradizionale.

Un altro aspetto fondamentale riguarda il risparmio energetico. La lavorazione dei materiali riciclati richiede infatti molta meno energia rispetto alla produzione di materiali vergini, poiché i processi di trasformazione sono più semplici e diretti rispetto all’estrazione e alla lavorazione di materie prime. Per esempio, la produzione di calcestruzzo riciclato può richiedere fino al 30% in meno di energia rispetto a quella necessaria per produrre calcestruzzo nuovo, il che rappresenta un vantaggio non solo in termini di costi ma anche di riduzione delle emissioni di CO₂.

Dal punto di vista economico, i materiali riciclati risultano spesso meno costosi delle materie prime tradizionali, una caratteristica che si riflette positivamente sui costi di costruzione, specialmente nei progetti di larga scala come le opere infrastrutturali.

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