Rivalutazione terreni edificabili: i chiarimenti delle Entrate

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Per la rivalutazione 2021 dei terreni edificabili occorre il versamento di un’imposta sostitutiva pari all’11% del valore risultante dalla perizia da versare entro il 15 novembre

In riferimento al valore fiscalmente riconosciuto ai terreni edificabili, nulla vieta di procedere ad una rivalutazione: è possibile, quindi, utilizzare il valore rivalutato in luogo del costo storico.

Lo ha ribadito l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 704/2021 con cui ha, inoltre, chiarito come funziona la procedura di rivalutazione dei terreni edificabili e quali sono gli oneri in capo al contribuente.

Quesito

L’istante è proprietario di un terreno edificabile di 11.468 m² e con valore venale di 1.200 euro.

Nel 2010, a seguito di perizia giurata, è stato oggetto di rivalutazione fiscale, ai sensi dell’articolo 2, comma 229, della legge n. 191/2009.

In ottemperanza a quanto disposto dalla legge regionale, alcuni provvedimenti comunali hanno determinato la riduzione di area e cubatura edificabile del terreno di proprietà dell’istante, ossia: un’area di 973 m², corrispondenti a 1.128,60 m³ di cubatura.

Volendo l’istante cedere la sola parte attualmente edificabile del proprio terreno, chiede al Fisco quale sia il valore fiscalmente riconosciuto.

Inoltre, nel caso di un’eventuale ulteriore rivalutazione della sola area edificabile, ai sensi dell’articolo 1, commi 1122 e 1123 della legge n. 178/2020, l’istante chiede se è possibile scomputare dall’imposta sostitutiva dovuta quella già versata ai fini della prima rideterminazione dell’intera area di proprietà.

Parere dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ricorda che l’articolo 7 della legge n. 448/2001 (legge finanziaria 2002) ha consentito ai contribuenti, che alla data del 1° gennaio 2002 possedevano terreni edificabili, di rideterminare il loro costo o valore di acquisto.

Nulla vieta, quindi, di poter utilizzare il valore rivalutato in luogo del costo storico.

Tuttavia, il contribuente è tenuto al versamento di un’imposta sostitutiva, parametrata al valore risultante da un’apposita perizia giurata di stima redatta da professionisti abilitati.

Il versamento di tale imposta per l’anno 2021 corrisponde all’11% del valore risultante dalla perizia. Il termine ultimo per tali adempimenti era inizialmente fissato al 30 giugno 2021; successivamente, col decreto Sostegni bis è stato prorogato al 15 novembre 2021.

Conclusioni

In riferimento al caso in esame, è facoltà dell’istante procedere ad una nuova rideterminazione anche se interesserà solo una parte del terreno oggetto della prima rivalutazione.

In tal caso, NON è possibile scomputare dalla nuova imposta sostitutiva quella versata per la prima procedura (relativa all’intera area) ma solo la parte di importo riferibile all’area di cui intende nuovamente rideterminare il valore.

 

Clicca qui per scaricare la risposta n. 704/2021

 

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