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Newsletter 621 del 4 luglio 2019

In questo numero:



Focus successioni
Dichiarazione di successione 2019 online, tutto quello che occorre sapere
Varie e brevi
In Gazzetta la legge Crescita: novità per tecnici, imprese e cittadini
Fisco
Detrazioni fiscali per spese sanitarie, la guida aggiornata delle Entrate
Sicurezza
Prevenzione incendi autorimesse: in arrivo nuove regole
Lavori pubblici
Fondo salva opere: con lo 0,5% del ribasso si pagheranno i crediti dei subappaltatori
Fisco
Sconto ecobonus e sismabonus in luogo della detrazione fiscale grazie alla legge Crescita
Lavori pubblici
Appalti: operativo dal primo luglio il portale unico per la pubblicità delle gare
Architettura e BIM
Il BIM negli appalti pubblici: convegno il 16 luglio a Bagnoli Irpino
Fisco
Sismabonus, le novità della legge Crescita
Titoli edilizi
Distanza tra edifici nel caso di apertura con inferriate
Fisco
Più tempo per l’emissione della fattura elettronica: da 10 a 12 giorni
Lavori pubblici
Appalti pubblici nell’edilizia scolastica, ecco le novità contenute nella legge Crescita
Fisco
Spese di rifacimento del tetto condominiale e cessione del credito. I chiarimenti delle Entrate
Lavori pubblici
Legge Crescita: in Gazzetta i fondi per i piccoli Comuni
Lavori pubblici
Immobili della Polizia di Stato: in arrivo ristrutturazioni e nuove costruzioni
Certificazione energetica
Generatori di calore: pubblicata la UNI 10389-1:2019
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Dichiarazione di successione 2019 online, tutto quello che occorre sapere

Dichiarazione di successione online 2019, il focus sulle nuove regole, con il download dei modelli e con il confronto tra software gratuito e professionale per l’invio telematico

Dichiarazione di successione 2019 online

/ di Nicola Furcolo

La successione ereditaria è un processo giuridico che comporta il trasferimento del patrimonio ereditario dal soggetto defunto (anche denominato “de cuius“) ai suoi successori.

Per patrimonio ereditario si intende l’insieme dei rapporti patrimoniali attivi e passivi trasmissibili che fanno capo al defunto al momento della sua morte.

Esistono due tipi di successione:

  • successione testamentaria, quando è regolata da un testamento;
  • successione legittima, quando è disciplinata esclusivamente dalla legge.

Nel caso esista un testamento, ma non disciplini l’intera successione, la stessa sarà in parte testamentaria e in parte legittima.

A taluni soggetti, quali il coniuge, i discendenti e gli ascendenti in mancanza di discendenti, spetta in ogni caso il diritto ad una quota di eredità. Questo diritto alla quota di legittima configura un limite all’autonomia testamentaria e si inquadra nell’ambito della cosiddetta successione necessaria.

Successibili, legittimari ed eredi legittimi

Nella successione legittima la legge individua 5 categorie di soggetti che possono diventare eredi, cosiddetti successibili:

  1. il coniuge
  2. i discendenti
  3. gli ascendenti
  4. i collaterali;
  5. gli altri parenti e lo Stato

La devoluzione a tali soggetti segue le regole dettate dagli artt. 565 e successivi del Codice civile.

Nella categoria dei successibili si individuano:

  • i legittimari: il coniuge, i discendenti (ossia i figli) ed, in caso di mancanza di figli, gli ascendenti (genitori)
  • gli eredi legittimi (che verranno alla successione solamente in mancanza dei legittimari): collaterali, altri parenti sino al sesto grado ed, in mancanza di un successibile, lo Stato Italiano, il quale acquista di diritto senza accettazione.

La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un particolare adempimento a carico degli eredi chiamati all’eredità da effettuarsi entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. La data di apertura della successione coincide generalmente con la data del decesso del de cuius.

La dichiarazione può essere presentata:

  • direttamente dal contribuente
  • tramite un intermediario

Come si presenta la dichiarazione di successione

Secondo le nuove regole, la dichiarazione di successione con la relativa domanda di voltura catastale, con riferimento alle successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006, deve essere presentata per via telematica. L’uso del modello cartaceo era consentito fino al 31 dicembre 2018.

Se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006 è necessario, comunque, utilizzare le vecchie regole con la compilazione del Modello 4. Anche per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una precedente dichiarazione presentata con il Modello 4, occorre continuare ad utilizzare questo modello seguendo le relative modalità di presentazione.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi
  • i chiamati all’eredità (purché non vi abbiano espressamente rinunciato o – non essendo nel possesso dei beni ereditari – chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione)
  • i legatari
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trustee.

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente presentarne una sola.

Contribuenti esonerati dalla dichiarazione di successione

Non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha le seguenti caratteristiche:

  • valore dell’eredità non superiore a 100.000 euro
  • l’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Come versare le imposte di successione

Quando nell’attivo ereditario è presente un immobile, prima di presentare la dichiarazione di successione occorre autoliquidare:

  • l’imposta ipotecaria
  • l’imposta catastale
  • l’imposta di bollo
  • la tassa ipotecaria
  • i tributi speciali (per esempio, per le formalità ipotecarie).

Il pagamento delle somme dovute e calcolate in autoliquidazione avviene con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione, convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, ed intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica, identificati dal relativo codice fiscale. Per questo, quando si compila la dichiarazione vanno indicati il codice Iban del conto sul quale addebitare le somme dovute ed il codice fiscale dell’intestatario del conto corrente.

In caso di addebito su conto corrente, occorre compilare preventivamente questo modello.

Relativamente all’imposta di successione, questa è liquidata dall’ufficio territoriale competente sulla base della dichiarazione presentata e può essere pagata anche a rate in base alle seguenti modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

La rateazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro.

La decadenza è esclusa in caso di “lieve inadempimento”, cioè:

  • insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro
  • tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.

Il lieve inadempimento è applicabile anche al versamento in unica soluzione.

Download modelli di dichiarazione

 Modello di successione da utilizzare a partire dal 15 marzo 2018:
  • Modello – pdf
  • Istruzioni fascicolo 1 – pdf
  • Istruzioni fascicolo 2 – pdf

Vecchio Modello 4

  • Modulo 04 – Dichiarazione di successione – pdf

Software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia delle Entrate, guida all’installazione e all’uso

SuccessioniOnLine è il software delle Entrate che consente la compilazione della dichiarazione di successione secondo le nuove regole.

Per installare il software è necessario procedere a tutta una serie di preliminari, tra cui l’installazione del software Java Virtual Machine 1.7.

Java

Dopo aver installato la macchina virtuale di Java, occorre lanciare il software dal collegamento che viene creato nel seguente percorso:

Start -> Tutti i programmi -> Atti registro -> Dichiarazione di successione 

Lanciato l’applicativo, bisogna compilare il proprio “Profilo Utente”

scelta-profilo-utente

Occorre specificare se il contribuente trasmetterà direttamente la dichiarazione (attraverso altri servizi e procedure. NB: precisiamo sin da ora che con SuccessioniOnLine non si può inviare la dichiarazione, ma solo generare un file da trattare successivamente) oppure se l’utilizzatore è un soggetto intermediario che invierà la dichiarazione per conto di altri.

Dopo aver lanciato il programma, è possibile avviare la compilazione di una nuova dichiarazione di successione, premendo il bottone “Nuova dichiarazione”.

Si avvia una sorta di compilazione assistita, che ricorda innanzitutto all’utente i limiti del programma, tra cui quello di poter usare il programma solo per le successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006.

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Si procede ad inserire manualmente i dati richiesti: codice fiscale e dati anagrafici del defunto, codice fiscale e dati anagrafici del dichiarante, codice carica, ecc.

Il software effettua controlli sulla correttezza dei dati (come ad esempio del codice fiscale), ma non offre alcuna utility per correggere/definire i valori corretti.

wizard-controlli

Completata la compilazione del Wizard, si passa alla compilazione del frontespizio (con i dati generali) e dei vari quadri.

Occorre compilare i campi richiesti; tuttavia non è presente una guida puntuale per la spiegazione dei dati, né vengono forniti particolari aiuti. In caso di errore e mancata compilazione di dati necessari, viene semplicemente indicato che il dato è errato o mancante, senza funzionalità di diagnostica.

errore

Purtroppo, durante la compilazione della pratica ci si è anche trovati nella condizione di dover provare a modificare diversi campi, riuscendo a “sbloccare” la situazione di stallo dopo un bel po’ di tempo.

Si procede poi a compilare l’attivo ereditario, compilando tutti i dati richiesti. I valori relativi a Codice Comune, valore catastale, ecc. vanno inseriti manualmente. Il programma non prevede la definizione automatica.

Nei quadri EB, EC è possibile aggiungere nuovi beni, selezionando il bottone “nuovo modello”, posto nella parte in basso a destra della finestra.

Terminata la compilazione dei quadri relativi ai beni posseduti, si procedere alla liquidazione delle imposte.
liquidazione-delle-imposte

Il software definisce in automatico le imposte; tuttavia, ravvedimenti, sanzioni, interessi o altro tipo di imposte vanno inseriti manualmente.

Occorre anche inserire le coordinate bancarie con codice fiscale e iban dell’intestatario del conto.

Relativamente ai documenti allegati (dichiarazione sostitutiva atto di morte, autoliquidazione, albero genealogico, ecc.) non è presente un editor che guidi il contribuente nella compilazione, ma vanno semplicemente allegati alla pratica. A tal fine, nel quadro EG, per ogni documento occorre procedere nel seguente modo, non troppo intuitivo:

  1. specificare il numero di allegati per ogni rigo: esempio “1”
  2. cliccare sul bottone “+”
  3. attendere l’apertura del dialogo e scegliere il file da allegare
  4. confermare con il bottone “Apri…”
  5. inserire una descrizione
  6. confermare

allegati

Occorre ripetere l’operazione per ogni allegato.

Infine, solo se tutti i dati immessi sono corretti, la cartella del quadro EH diventa verde ed è possibile procedere alle dichiarazioni sostitutive, ecc.

quaxdro-eh

Diventa finalmente possibile visualizzare il quadro EE con il prospetto riepilogativo dell’asse ereditario.

Selezionando “Chiudi” si completa l’iter di generazione del file XML; in particolare, il file con estensione “.suc” viene salvato nella cartella: “C:\AttiRegistro\arc\”.

creazione-xml

Da notare che il file “.suc” dovrà poi essere validato e trattato per il successivo invio telematico.

Di seguito si analizza l’iter per la compilazione e l’invio della nuova dichiarazione di successione mediante l’utilizzo di un software professionale, ossia DeCuius versione 9.00 di ACCA software.

Dichiarazione di successione con il software professionale ACCA DeCuius

La nuova versione del software professionale DeCuius presenta nella parte sinistra della schermata un navigatore ad albero che guida l’utente nella compilazione di tutti i campi richiesti.

Il software è in grado di guidare e supportare costantemente l’utilizzatore con l’ausilio di una diagnostica in tempo reale; anche l’input dei dati appare agevole e assistito. I campi tipo (codice fiscale, CAP, codice comune, ecc.) sono generati automaticamente dal programma.

È possibile generare dichiarazioni di successione anche antecedenti al 3 ottobre 2006.

Nella maschera iniziale, dopo aver inserito i dati richiesti, viene visualizzata “diagnostica dinamica” che informa l’utente sullo stato della pratica: ad esempio se fossero già scaduti i termini di presentazione della pratica, il software ci informerebbe delle tempistiche e dei modi per avvalersi del ravvedimento operoso (qualora possibile). Anche i calcoli vengono effettuati in automatico.

Albero genealogico

Terminata la compilazione dei dati generali degli attori, DeCuius fornisce in automatico l’albero genealogico, sia in forma grafica che in forma testuale.

Definizione dell’asse ereditario e calcoli automatici

Anche l’input dei beni immobili (sia terreni che fabbricati) risulta snello e agevolato: basta inserire la rendita e il software determina in automatico il valore imponibile (mostrando anche i calcoli effettuati).

Inoltre, è possibile importare i dati catastali in maniera automatizzata direttamente da una visura catastale in formato PDF: il software riconosce tutti i cespiti presenti con i rispettivi dati (rendite, classi, categorie, consistenze, ecc.).

Diagnostica costante e help normativo

DeCuius offre una diagnostica completa che “vigila” sull’operato del tecnico, impedendogli di volta in volta di commettere errori in fase di compilazione.

Inoltre, è disponibile un help normativo sui vari quadri e campi, che “spiega” le nuove regole in maniera semplice e comprensibile.

help-de-cuius

Documentazione da allegare

Con DeCuius si ottiene direttamente, e senza possibilità di errore, la compilazione automatica degli allegati obbligatori.

Dopo aver inserito i dati richiesti, il software genera automaticamente i documenti:

  • prospetto di liquidazione
  • modello di pagamento (se necessario)
  • altri modelli (compilabili e personalizzabili con l’editor interno)

Tutti gli allegati generati dal programma sono già conformi al formato richiesto dall’Agenzia delle Entrate (PDF/A).

Infine, è possibile stampare la dichiarazione di successione e ottenere, in funzione dei casi:

  • il Modello di dichiarazione di successione 2017
  • il vecchio Modello 4
  • il file per l’invio telematico (.suc)

Vantaggi offerti da DeCuius

Pur apprezzando lo sforzo effettuato dall’Agenzia delle Entrate di offrire un software per la compilazione della dichiarazione di successione ed i vantaggi derivanti da un software gratuito, l’uso di un software professionale offre al tecnico una serie innumerevole di vantaggi.

Di seguito riportiamo alcuni dei vantaggi offerti da un software professionale come DeCuius:

  • semplicità d’utilizzo
  • assistenza tecnica telefonica gratuita
  • diagnostica continua e con controllo completo sull’input dei dati
  • diagnostica con un primo controllo per la produzione dei file per l’invio telematico
  • help in linea che guida il tecnico nella compilazione dei dati secondo le indicazioni tecniche del Fascicolo 1 e 2 e secondo i vari provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
  • strumento unico ed integrato, con compilazione automatica di: codice fiscale, codice Comune
  • calcolo automatico di sanzioni e interessi
  • definizione automatica del ravvedimento operoso
  • compilazione automatica della modulistica da allegare
  • generazione automatica del prospetto di autoliquidazione
  • generazione automatica dell’albero genealogico sia in formato grafico che testuale
  • editor di testo per la compilazione e la personalizzazione dei modelli
  • possibilità di gestire la voltura anche in maniera separata dalla successione
  • possibilità di gestire successioni apertesi prima del 3 ottobre 2006
  • possibilità di modifica/integrazione di successioni aperte con la vecchia modalità
  • possibilità di generazione e stampa F24
  • allegati prodotti dal programma già validati secondo le regole e i formati previsti.

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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In Gazzetta la legge Crescita: novità per tecnici, imprese e cittadini

In vigore dal 30 giugno le nuove misure contenute nella legge Crescita: superammortamento, sconti alternativi a ecobonus e sismabonus, sgravi Imu-Tasi e tanto altro

Molte le novità in arrivo per professionisti, imprese e cittadini: è stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale (supplemento ordinario n. 26/L n. 151 del 29 giugno 2019) la legge 28 giugno 2019, n. 58 (la cosiddetta “legge Crescita”) recante:

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.

Il provvedimento introduce:

Capo I – Misure fiscali per la crescita economica (artt. 1-16)
Capo II – Misure per il rilancio degli investimenti privati (artt. 17-30)
Capo III -Tutela del Made in Italy  (artt. 31-32)
Capo IV – Ulteriori misure per la crescita (artt. 33-50)

Di seguito una sintesi delle principali novità di interesse per tecnici, imprese e cittadini per il rilancio dell’edilizia, dalla riqualificazione edilizia ed energetica degli immobili, sismabonus potenziato sull’acquisto di case antisismiche, sconto immediato alternativo all’ecobonus, conferma del superammortamento, fino alle modifiche alla nuova Sabatini.

Maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi

Reintrodotto dal 1° aprile 2019 il superammortamento al 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi.

Rispetto alle norme previgenti, il provvedimento introduce un tetto di 2,5 milioni di euro agli investimenti agevolabili; la maggiorazione non si applica, quindi, sulla parte di investimenti complessivi eccedenti il limite di 2,5 milioni di euro.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi il costo di acquisizione è maggiorato del 30%.

La maggiorazione del costo si applica:

  • dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019
  • entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Come già disposto dalla legge di Bilancio 2018, sono esclusi dal superammortamento gli investimenti in veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali.

Revisione mini-IRES

Abbandonata definitivamente l’ipotesi di una mini-IRES pari al 15%.

Secondo le nuove regole, l’IRES per gli utili disponibili e reinvestiti (v. definizione art. 1 comma 2 del dl crescita) subirà le seguenti rimodulazioni:

Anno Aliquota IRES
Anno 2019 IRES pari al 22,5%
Anno 2020 IRES pari al 21,5%
Anno 2021 IRES pari al 21%
Anno 2022 IRES pari al 20,5%

Deducibilità IMU

Aumentata gradualmente dal 40% al 70% la deducibilità IMU sugli immobili strumentali delle imprese e dei lavoratori autonomi, come i capannoni, dalle imposte sui redditi; in particolare:

  • dal 40% al 50% per il periodo d’imposta 2019
  • al  60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019
  • al 60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020
  • al 70% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021.

Presentazione dichiarazione Imu-Tasi

Slitta al 31 dicembre (rispetto al 30 giugno) dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo, il termine per la presentazione della dichiarazione Imu-Tasi.

Regime forfetario

Per i contribuenti che applicano il regime forfettario e che si avvalgono dell’impiego di dipendenti e collaboratori è previsto l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2019.

Incentivi per la valorizzazione edilizia

Al fine di incentivare il recupero di vecchi edifici, è stato introdotto un regime di tassazione agevolata per gli interventi che consentono di raggiungere classi energetiche elevate nel rispetto delle norme antisismiche: per le imprese che acquistano interi fabbricati per riqualificarli e rivenderli è previsto, fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna, a condizione che entro i successivi 10 anni provvedano:

  • alla demolizione e ricostruzione degli immobili, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche
  • all’alienazione degli stessi.

Per accedere alla tassazione agevolata, gli interventi devono essere conformi alla normativa antisismica e permettere il conseguimento della classe energetica A, B o NZEB – Near Zero Energy Building.

Inoltre, al fine di favorire trasferimenti di fabbricati da sottoporre ad interventi di recupero, è introdotto il seguente incentivo fiscale: l’importo complessivo e fisso del trasferimento è di 600 euro in luogo dell’applicazione dell’imposta di registro dei trasferimenti immobiliari pari al 9% del valore dell’immobile dichiarato, più ipotecarie e catastali complessivamente pari a 100 euro.

Esenzione Tasi

Dal 1° gennaio 2022 è prevista l’esenzione dal pagamento della TASI (tributo per i servizi indivisibili) sugli immobili costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita. L’agevolazione permane fin quando l’immobile non sia venduto o affittato.

Estensione degli interventi agevolativi al settore edile

Le piccole e medie imprese del settore edile in difficoltà e titolari di crediti certificati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni, potranno accedere al Fondo di garanzia per le Pmi: concessa, quindi, alle imprese dell’edilizia la possibilità di poter accedere alla Sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi introdotto dal Dl Semplificazioni (n.135/2018).

La garanzia copre un importo pari al massimo all’80% dell’esposizione alla data dell’11 febbraio 2019 e fino a un importo massimo di 2,5 milioni di euro.

Sisma bonus

Estese le detrazioni previste per gli interventi di rafforzamento antisismico realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici anche all’acquirente delle unità immobiliari ricomprese nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3.

Fino ad ora l’agevolazione riguardava esclusivamente le zone a rischio sismico 1.

Pertanto, anche chi acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito nelle zone 2 o 3 potrà ottenere una detrazione, su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro, pari al:

  • 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • 85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore

cui corrisponde una detrazione massima di:

  • 72.000 euro con riduzione di una classe di rischio sismico
  • 81.600 euro in caso di riduzione di 2 classi di rischio sismico.

L’agevolazione viene concessa per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e la detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

A tal riguardo rimandiamo all’articolo di BibLus-netSismabonus acquisto case antisismiche

Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico

Introdotta la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico di ricevere, in luogo della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

Tale contributo è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.

I fornitori che hanno effettuato gli interventi hanno, a loro volta, la facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi. Stessa facoltà è stata concessa ai beneficiari di detrazioni per interventi di realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, nonché ai relativi fornitori.

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 34/2019, sarà emanato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in cui sono definite le modalità attuative delle suddette disposizioni.

A tal riguardo rimandiamo all’articolo di BibLus-netSconto ecobonus e sismabonus: le novità nella legge Crescita

Semplificazione in materia di termine per l’emissione della fattura

A partire dal 1° luglio 2019, la fattura dovrà essere emessa entro 12 giorni dal momento dell’effettuazione dell’operazione.

A tal riguardo rimandiamo all’articolo di BibLus-net12 giorni per l’emissione della fattura elettronica

Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali

Al via la rottamazione ter: gli enti territoriali possono disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, con stralcio della sanzione, circa le ingiunzioni di pagamento ricevute dal 2000 al 2017 al netto delle sanzioni.

Gli enti locali possono stabilire entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Crescita, l’esclusione delle sanzioni relative a tali entrate; saranno gli stessi enti a stabilire:

  • il numero delle rate e le relative scadenze, che non possono superare il 30 settembre 2021
  • le modalità con cui il debitore manifesta la volontà di avvalersi della definizione agevolata
  • i termini per la presentazione dell’istanza di adesione alla definizione.

Fondo garanzia prima casa

Al Fondo di garanzia per la prima casa sono assegnati 100 milioni di euro nell’anno 2019; ridotta, inoltre, all’8%, (dal 10%) la percentuale minima del finanziamento da accantonare a copertura del rischio.

Nuova Sabatini

In arrivo novità anche per la Nuova Sabatini, la misura a sostegno delle micro, piccole e medie imprese che consente loro di accedere a finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali Industria 4.0, concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, e di ottenere un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati in via convenzionale sui predetti finanziamenti.

In particolare, la norma introduce:

  •  tra i soggetti abilitati a rilasciare i predetti finanziamenti agevolati anche gli altri intermediari finanziari iscritti al relativo albo di cui all’articolo 106 del TUB (D.Lgs. 385/1993), che statutariamente operano nei confronti delle Pmi
  • un aumento dell’importo massimo del finanziamento agevolato concedibile a ciascuna impresa durante il periodo dell’intervento, portandolo da 2 a 4 milioni di euro
  • l’erogazione di un contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 100.000 euro

Nuove imprese a tasso zero, Smart & Start e Digital Transformation

Al fine di favorire la trasformazione digitale dei processi produttivi delle Pmi, imprese di piccola e media dimensione, con decreto di natura non regolamentare del Ministero dello Sviluppo economico sono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50% dei costi ammissibili definite nei limiti stabiliti dal regolamento UE n. 1407/2013.

Le agevolazioni sono dirette a sostenere la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologia e digitale aventi le seguenti caratteristiche:

  • essere diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecuruty, big data e analytics)
  • presentare un importo di spesa almeno pari a 200.000 euro.

Contributi ai Comuni

Erogati ai Comuni 500 milioni di euro per l’anno 2019, per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Le risorse saranno proporzionali alla popolazione dei Comuni: da un minimo di 50.000 euro per i Comuni fino a 5.000 abitanti ad un massimo di 250.000 euro per quelli oltre i 250.000 abitanti.

In particolare, i contributi sono destinati a misure di:

  • efficientamento energetico, compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica, anche quelli di edilizia residenziale pubblica
  • sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nonché progetti in materia di mobilità sostenibile.

I contributi sono corrisposti dal MEF, su richiesta del MISE, sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT). I Comuni beneficiari del contributo sono tenuti a iniziare l’esecuzione delle opere pubbliche entro il 31 ottobre 2019, a pena di decadenza automatica dall’assegnazione del contributo stesso.

Vedi per approfondimento articolo BibLus-netDecreto crescita: in Gazzetta i fondi per i piccoli Comuni.

Messa in sicurezza delle scuole

Gli Enti beneficiari di finanziamenti statali per la messa in sicurezza delle scuole, in caso di ritardi da parte di Consip o Invitalia, tenuti a pubblicare gli atti di gara entro novanta giorni dalla presentazione alle stesse, potranno affidare le gare di importo fino alle soglie comunitarie (5,5 milioni di euro) con procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori economici, ove esistenti.

Vedi per approfondimento articolo BibLus-net: Appalti pubblici nell’edilizia scolastica

Tutela del made in Italy

Predisposta la tutela dei marchi storici italiani, con l’istituzione di un apposito registro; inoltre, ai consorzi nazionali che operano nei mercati esteri al fine di assicurare la tutela dell’originalità dei prodotti italiani, compresi quelli agroalimentari, venduti all’estero, è concessa un’agevolazione pari al 50%o delle spese sostenute per la tutela legale dei propri prodotti colpiti dal fenomeno dell’Italian Sounding (imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità). L’agevolazione è concessa fino ad un importo massimo annuale per soggetto beneficiario di euro 30.000.

Nuove assunzioni

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato ad assumere, a partire dal 1° dicembre 2019, 100 unità di personale, con contratto a tempo indeterminato, di alta specializzazione ed elevata professionalità, per efficientare e velocizzare lo svolgimento dei compiti dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche. Nel dettaglio, le assunzioni riguardano il seguente personale (da inquadrare nel livello iniziale dell’Area III del comparto delle funzioni centrali):

  • 80 unità di elevata professionalità tecnica, da individuare tra architetti, ingegneri, geologi e, come specificato nel corso dell’esame in Commissione, dottori agronomi e dottori forestali
  • 20 giuristi, esperti di gare e contratti pubblici
  • 20 giuristi, esperti di gare e contratti pubblici

L’assunzione degli 80 tecnici e 20 giuristi, da destinare ai Provveditorati interregionali alle Opere pubbliche, ha lo scopo di accelerare l’affidamento delle gare d’appalto.

Vedi per approfondimento articolo BibLus-net: Nuove assunzioni al MIT 

Fondo salva opere

Tra le misure introdotte dalla legge Crescita si segnala il “Fondo salva opere” a tutela del subappalto, al fine di sbloccare i cantieri fermi, garantendo il rapido completamento delle opere pubbliche e la tutela dei lavoratori delle imprese edili.

E’ prevista, in pratica, l’istituzione di un fondo alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di lavori, nel caso di:

  • lavori, per importo a base d’appalto pari o superiore a euro 200.000
  • servizi e forniture, nel caso di importo a base d’appalto pari o superiore a euro 100.000.

Le risorse del Fondo, una dotazione di 45,5 milioni di euro, 12 per il 2019 e 33,5 per il 2020, sono destinate a soddisfare nella misura massima del 70% i crediti insoddisfatti dei sub-appaltatori, dei sub-affidatari e dei sub-fornitori nei confronti dell’appaltatore ovvero, nel caso di affidamento a contraente generale, dei suoi affidatari di lavori, quando questi sono assoggettati a procedura concorsuale, nei limiti della dotazione del Fondo.

Il Fondo andrà a risollevare i crediti verso le aziende interessate, imprese sub-appaltatrici e sub-fornitrici che non vengono pagate dal General contractor in crisi, crisi avviate dopo il 1° gennaio 2018.

Vedi per approfondimento articolo BibLus-net: Fondo salva opere

Misure a sostegno della liquidità delle imprese

All’articolo 159 del codice appalti (dlgs n. 50/2016) è inserito il seguente comma 4-bis:

In caso di contratti ad impegno pluriennale superiore a tre anni, l’importo dell’anticipazione di cui all’articolo 35, comma 18, del presente codice è calcolato sul valore delle prestazioni di ciascuna annualità contabile del contratto di appalto, stabilita nel cronoprogramma dei pagamenti, ed e’ corrisposto entro quindici giorni dall’effettivo inizio della prima prestazione utile relativa a ciascuna annualità, secondo il cronoprogramma delle prestazioni»

Credito d’imposta per la partecipazione di PMI a fiere internazionali

Al fine di migliorare il livello e la qualità’ di internazionalizzazione delle PMI italiane, alle imprese esistenti alla data del 1° gennaio 2019 e’ riconosciuto, per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge, un credito d’imposta nella misura del 30% delle spese, fino ad un massimo di 60.000 euro, per le spese di partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore che si svolgono in Italia o all’estero, relativamente alle spese per:

  • l’affitto degli spazi espositivi
  • l’allestimento dei medesimi spazi
  • le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione.

Il credito d’imposta e’ riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020 ed è utilizzabile, esclusivamente in compensazione.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono stabilite le disposizioni applicative del presente articolo.

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Detrazioni fiscali per spese sanitarie, la guida aggiornata delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato a giugno 2019 la guida sulle agevolazioni fiscali che riguardano le spese sanitarie. Prevista una detrazione del 19% per le spese eccedenti 129,11 euro

Tra le numerose detrazioni previste dalla normativa fiscale italiana, quella delle spese sanitarie rappresenta la tipologia più richiesta.

Per avere un’idea di quanto la voce “spese sanitarie” sia presente nella dichiarazione dei redditi, basta osservare i recenti dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2019 dall’Agenzia delle Entrate: sono 754 milioni i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini nel periodo d’imposta 2018 e comunicati all’Agenzia da:

  • farmacie
  • studi medici
  • cliniche
  • ospedali

Nella maggior parte dei casi, per le spese sanitarie è riconosciuta una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta del 19% per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (la cosiddetta franchigia). In alcune situazioni, invece, della detrazione dall’imposta lorda, si può usufruire di una deduzione dal reddito complessivo.

La guida focalizza l’attenzione sulla categoria “spese sanitarie”, evidenziando le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf)  e facendo un sunto sui vari documenti e circolari prodotti dalle Entrate.

Sono specificati tutti i documenti che è necessario esibire all’intermediario che predispone e invia la dichiarazione o che devono essere conservati per eventuali controlli dell’Agenzia.

Un capitolo della guida è dedicato alle spese mediche generiche e a quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dalle persone con disabilità.

Viene inoltre ricordato come nella circolare  n. 7/E del 27 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate aveva fornito istruzioni e chiarimenti per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi e per l’apposizione del visto di conformità da parte dei Caf (Centri di assistenza fiscale) e dei professionisti abilitati, offrendo un quadro completo delle spese e degli oneri che danno diritto a detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta.

Con la circolare n. 13/E del 31 maggio 2019 l’Agenzia ha aggiornato queste informazioni, fornendo nuovi chiarimenti sulle novità normative e interpretative intervenute nel 2018

Regole principali

Per usufruire delle detrazioni è necessario:

  • indicare le spese nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui sono state sostenute e documentarle adeguatamente
  • conservare i  giustificativi delle spese per tutto il tempo in cui l’Agenzia delle Entrate può effettuare un accertamento (31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione). L’eventuale eccedenza non può essere chiesta a rimborso né utilizzata nel periodo d’imposta successivo

Le detrazioni possono essere fruite solo se le spese restano effettivamente a carico di chi le ha sostenute e nel limite dell’imposta lorda annua.

La detrazione delle spese sanitarie è ammessa anche per quelle sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico e, in alcuni casi, nell’interesse di familiari non a carico (spese sanitarie per patologie che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario)

Non si ha il diritto alla detrazione quando la spesa è intestata al genitore e sostenuta per il figlio che nel corso dell’anno ha percepito redditi superiori al limite previsto per essere considerato a carico. In tale situazione, non può fruirne né la persona che ha sostenuto l’onere, né la persona che ha beneficiato della prestazione.

Le spese detraibili

Le spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a:

  • prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle di medicina omeopatica)
  • acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco o con ricetta medica
  • prestazioni specialistiche
  • analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie
  • prestazioni chirurgiche
  • ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici
  • trapianto di organi
  • cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno)
  • acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie)

Inoltre, sono detraibili, nella stessa misura del 19%, le seguenti spese di assistenza specifica:

  • assistenza infermieristica e riabilitativa (per esempio, fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia, ecc.)
  • prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona
  • prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo
  • prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale
  • prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Tra le spese sanitarie detraibili rientrano anche quelle relative a una persona deceduta, se sostenute dagli eredi dopo il suo decesso, anche se non era un familiare a carico. Se le spese sono state effettuate da più eredi, ognuno di essi beneficerà della detrazione sulla quota di spesa effettivamente sostenuta.

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Prevenzione incendi autorimesse: in arrivo nuove regole

Ecco cosa prevede la bozza di revisione della regola tecnica verticale sulle autorimesse con superficie superiore a 300 metri quadrati. Le osservazioni entro il 15 luglio

Novità in arrivo in materia di prevenzione incendi autorimesse: nella seduta del 18 giugno scorso, il Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) dei Vigili del Fuoco ha presentato la bozza di revisione della regola tecnica verticale sulle autorimesse – Codice di prevenzione incendi (DM 03/08/2015).

La regola tecnica si applica alle autorimesse di superficie lorda utile superiore a 300 m² di cui all’allegato I del dpr n. 151/2011 individuate con il numero 75:

Autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 m²; locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m²; depositi di mezzi rotabili (treni, tram, ecc.) di superficie coperta superiore a 1.000 m².

Contenuti della bozza di revisione RTV autorimesse

Definizioni

Il documento fornisce, innanzitutto, le definizioni di:

  • autorimessa
  • superficie lorda utile dell’autorimessa
  • autorimessa isolata
  • veicolo
  • posto auto
  • autosilo
  • montauto

In particolare, si definisce “autorimessa”:

l’area coperta, con servizi annessi e pertinenze, destinata al ricovero, alla sosta ed alla manovra di veicoli. Non sono considerate autorimesse le aree coperte destinate al ricovero, alla sosta ed alla manovra di veicoli in cui:

  • ciascun posto auto sia accessibile direttamente da spazio scoperto con un percorso massimo inferiore a due volte l’altezza del piano di parcamento (es. box a schiera, piccole tettoie, …)
  • il ricovero sia destinato all’esposizione, alla vendita o al deposito di veicoli provvisti di quantitativi limitati di carburante per la movimentazione nell’area (es. autosaloni, …).

Classificazioni

In base alla bozza, le autorimesse sono classificate:

  • in relazione alle caratteristiche prevalenti degli occupanti
  • in relazione alla superficie lorda
  • in relazione alla quota di tutti i piani

Valutazioni del rischio incendio

Il provvedimento considera che, per effettuare la valutazione del rischio:

  • la progettazione della sicurezza antincendio deve essere effettuata attuando la metodologia di cui al capitolo G.2.
  • tutti i riferimenti della RTO alla quota -5 m devono intendersi sostituiti dal riferimento alla quota – 6 m
  • i profili di rischio sono determinati secondo la metodologia di cui al capitolo G.3
  • le aree TZ sono trattate in base a specifica valutazione del rischio

Strategia antincendio

La norma indica, inoltre, le strategie antincendio in riferimento alla:

  • resistenza al fuoco
  • compartimentazione
  • esodo
  • gestione della sicurezza
  • controllo dell’incendio, dei fumi e del calore
  • sicurezza degli impianti tecnologici

Metodi

Il provvedimento, infine, prevede la possibilità di impiegare gli scenari d’incendio di progetto per l’applicazione dei metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio.

Circolare CNI

Il Consiglio nazionale degli ingegneri, CNI, invita (con la circolare n. 403/2019) i vari Ordini a formulare ed inviare eventuali osservazioni tecniche entro il 15 luglio.

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Fondo salva opere: con lo 0,5% del ribasso si pagheranno i crediti dei subappaltatori

La legge Crescita istituisce un fondo alimentato dallo 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario di appalti pubblici: sarà destinato a soddisfare i crediti insoddisfatti dei sub-appaltatori

La legge Crescita, recentemente pubblicata in Gazzetta, prevede all’art. 47 due novità per il settore dei lavori pubblici:

  • al comma 1 è previsto un piano di 100 assunzioni al MIT – Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
  • al comma 1 bis è istituito un fondo denominato “Fondo salva-opere” alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5 % del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici

Fondo salva opere

Al fine di garantire il rapido completamento delle opere pubbliche e di tutelare i lavoratori delle imprese edili, la legge Crescita ha istituito il “Fondo salva opere” che sarà utilizzato per il saldo dei crediti insoddisfatti dei sub-appaltatori, dei sub-affidatari e dei sub-fornitori nei confronti dell’appaltatore.

Il Fondo è alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5 % del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici, nel caso di:

  • lavori, per importo a base d’appalto pari o superiore a euro 200.000
  • servizi e forniture, nel caso di importo a base d’appalto pari o superiore a euro 100.000.

Il predetto contributo rientra tra gli importi a disposizione della stazione appaltante nel quadro economico predisposto dalla stessa al termine di aggiudicazione definitiva.

Le risorse del Fondo sono destinate a soddisfare, nella misura massima del 70% , i crediti insoddisfatti di:

  • sub-appaltatori
  • sub-affidatari
  • sub-fornitori

nei confronti dell’appaltatore ovvero, nel caso di affidamento a contraente generale, dei suoi affidatari di lavori, quando questi sono assoggettati a procedura concorsuale, nei limiti della dotazione del Fondo.

Pagamenti

Le amministrazioni aggiudicatrici o il contraente generale, entro 30 giorni dalla data dell’aggiudicazione definitiva, provvedono al versamento del contributo all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo. Le somme non impegnate in ciascun esercizio finanziario possono esserlo in quello successivo.

L’erogazione dei fondi prevede i seguenti step:

  1. i sub-appaltatori, i sub-affidatari e i sub-fornitori, al fine di ottenere il pagamento da parte del Fondo salva-opere dei crediti maturati prima della data di apertura della procedura concorsuale e alla stessa data insoddisfatti, devono trasmettere all’amministrazione aggiudicatrice ovvero al contraente generale la documentazione comprovante l’esistenza del credito e il suo ammontare
  2. l’amministrazione aggiudicatrice ovvero il contraente generale, svolte le opportune verifiche, certifica l’esistenza e l’ammontare del credito
  3. la certificazione è trasmessa al MIT, e costituisce prova del credito nei confronti del Fondo ed è inopponibile alla massa dei creditori concorsuali
  4. il Ministero accertata la sussistenza delle condizioni per il pagamento dei crediti, provvede all’erogazione delle risorse del Fondo.

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, sono individuati i criteri di assegnazione delle risorse e le modalità operative del Fondo salva-opere, ivi compresa la possibilità di affidare l’istruttoria, anche sulla base di apposita convenzione, a società o enti in possesso dei necessari requisiti tecnici, organizzativi e di terzietà, scelti mediante gara.

Gli eventuali oneri derivanti dalla convenzione sono posti a carico del Fondo.

Fondi per il 2019/2020

Per i crediti insoddisfatti alla data di entrata in vigore della legge, in relazione a procedure concorsuali aperte dalla data del 1° gennaio 2018 fino alla predetta data di entrata in vigore, sono appositamente stanziati sul Fondo salva-opere:

  • 12 milioni di euro per l’anno 2019
  • 33,5 milioni di euro per l’anno 2020.

Piano assunzioni al MIT

Al fine di consentire un più celere ed efficace svolgimento dei compiti dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la legge crescita autorizza l’assunzione a tempo indeterminato, a partire dal 1° dicembre 2019, di 100 unità di personale ad alta specializzazione, da individuare tra:

  • ingegneri
  • architetti
  • dottori agronomi
  • dottori forestali
  • geologi
  • e, nella misura del 20 %, di personale amministrativo

Sarà pubblicato apposito decreto del MIT, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge Crescita, con cui saranno definiti gli specifici requisiti di cui il personale deve essere in possesso.


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Sconto ecobonus e sismabonus in luogo della detrazione fiscale grazie alla legge Crescita

Ok all’utilizzo della detrazione come sconto sull’importo dei lavori effettuati dall’impresa: diventa credito d’imposta da utilizzare in compensazione

Il 30 giugno 2019 è entrata in vigore la legge n. 58/2019, cosiddetta “legge Crescita” contenente, tra l’altro, modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico: ecobonus e sismabonus.

Per chi sostiene le spese per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico viene introdotta la possibilità di ricevere un contributo anticipato dall’impresa che ha effettuato l’intervento in luogo dell’utilizzo della detrazione, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

La somma, in pratica, viene anticipata all’impresa diventando credito d’imposta di pari ammontare, da utilizzare in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.

Il fornitore dell’intervento a sua volta potrà cedere tale credito d’imposta (corrispondente allo sconto applicato al proprietario) ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi; resta confermata la non cedibilità a banche e intermediari finanziari.

Modifiche alle detrazioni fiscali

Nel dettaglio, il comma 1, art. 10, della legge n. 58/2019 inserisce all’art. 14 del dl n. 63/2013 (contenente Disposizioni fiscali per interventi di efficienza energetica), il seguente nuovo comma 3.1:

3.1. Per gli interventi di efficienza energetica di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.

Il comma 2, art. 10, della n. 58/2019 inserisce all’art. 16 del dl n. 63/2013, il seguente nuovo comma 1-octies:

1-octies. Per gli interventi di adozione di misure antisismiche di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, senza l’applicazione dei limiti di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Rimane in ogni caso esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.

Le modalità attuative delle disposizioni relative alla possibilità di optare per lo sconto al posto della detrazione, da effettuarsi d’intesa con il fornitore, verranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Per maggiori dettagli sulle novità introdotte dalla legge Crescita al sismabonus rimandiamo all’articolo di BibLus-net.

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Appalti: operativo dal primo luglio il portale unico per la pubblicità delle gare

Il portale unico per la pubblicità delle gare di lavori, beni e servizi permette di visualizzare con un solo clic tutti gli appalti in corso in Italia, sia a livello nazionale che regionale

Dal 1° luglio il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) ha reso pianamente funzionante il portale unico per la pubblicità delle gare di lavori, beni e servizi.

L’iniziativa ha visto coinvolti il Ministero e gli Osservatori regionali dei contratti pubblici, mediante la realizzazione della cooperazione applicativa tra la piattaforma nazionale ed i sistemi informatizzati regionali. Le Regioni e le Province autonome hanno adeguato i propri sistemi informativi alle specifiche tecniche condivise ed indicate dal Ministero.

Il portale rende possibile, con la consultazione di una unica piattaforma a livello nazionale, di:

  • semplificare l’attività delle stazioni appaltanti relativamente agli obblighi informativi previsti dal Codice dei contratti pubblici
  • facilitare l’accesso ai dati relativi ai bandi, avvisi ed esiti di gara, nonché alla programmazione di lavori, beni e servizi delle amministrazioni, assicurandone la massima trasparenza
  • rendere più efficaci gli strumenti di analisi e di valutazione delle politiche pubbliche sugli investimenti.

Una grande novità non solo per gli operatori del settore, ma anche per i singoli cittadini che permetterà maggior trasparenza e pubblicità delle procedure di gara e di programmazione.

Le novità per stazioni appaltanti ed imprese

A decorrere dal 1° luglio 2019, gli obblighi di pubblicità di cui al comma 2 dell’articolo 29 ed al comma 7 dell’articolo 21 del Codice Appalti sono assolti utilizzando le nuove modalità rese disponibili dal Sistema a rete MIT (SCP) -Regioni/Province autonome.

Da tale data:

  • le stazioni appaltanti statali e di livello centrale e le stazioni appaltanti di ambito locale con sede nelle Regioni/Province autonome che non hanno ancora attivato un proprio sistema informativo assolveranno agli obblighi informativi, di cui sopra, tramite il Servizio Contratti Pubblici
  • le stazioni appaltanti di ambito locale con sede nelle Regioni/Province autonome che hanno attivato un proprio sistema informativo pubblicheranno su detti sistemi, i bandi/avvisi ed esiti di gara e i programmi di lavori, beni e servizi, secondo le indicazioni fornite dagli Osservatori Regionali o strutture equivalenti; in caso di utilizzo della piattaforma SCP quest’ultima reindirizzerà le stazioni appaltanti direttamente sui sistemi informativi regionali attivi.

Il Sistema a rete MIT (SCP) – Sistemi regionali garantirà:

  • la pubblicità di avvisi, bandi ed esiti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (articoli 29 e 73 del Codice dei contratti pubblici e Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2 dicembre 2016)
  • la pubblicità dei programmi biennali di acquisti di beni e servizi e dei programmi triennali dei lavori pubblici, nonché dei relativi aggiornamenti annuali (articolo 21 del Codice dei contratti pubblici e Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 16 gennaio 2018, n. 14)
  • la rilevazione e la pubblicazione dell’elenco anagrafe delle opere incompiute (Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 13 marzo 2013, n. 42).

Il Servizio Contratti Pubblici continuerà a garantire il Servizio di supporto tecnico giuridico a tutte le stazioni appaltanti di ambito nazionale e territoriale sulla corretta applicazione della disciplina dei contratti pubblici, al fine di favorire uniformità di indirizzi ed evitare molteplicità di soluzioni operative (articolo 214, comma 10, del Codice dei contratti pubblici).

Gli Osservatori regionali/provinciali dei contratti pubblici provvederanno all’emanazione di analoghi comunicati alle stazioni appaltanti che operano sui propri territori.


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Il BIM negli appalti pubblici: convegno il 16 luglio a Bagnoli Irpino

L’importante convegno chiarirà come il BIM sarà parte integrante degli appalti pubblici nei prossimi anni. Presente il Governatore della Campania ed il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

Il 16 luglio 2019 si terrà a Bagnoli Irpino un convegno dal titolo:

Il BIM come nuovo obbligo normativo per gli appalti pubblici: i vantaggi per i tecnici del settore delle costruzioni e per la Pubblica Amministrazione

L’evento, che avrà luogo nell’auditorium di ACCA software in contrada Rosole – 83043 Bagnoli Irpino (AV), garantirà crediti formativi professionali.

Patrocini

Il ruolo del BIM negli appalti pubblici

Il BIM (Building Information Modeling) è il processo che sta rivoluzionando il mondo delle costruzioni, portando a pieno titolo un settore economico così importante nel nostro Paese nell’era digitale.

La normativa italiana, tramite il Codice degli appalti ed il Decreto BIM, rende progressivamente obbligatorio il BIM per tutti gli appalti pubblici: entro il 2025 non ci sarà alcun appalto che non adotterà metodologie e tecnologie BIM.

Si tratta di un processo che interessa:

  • Pubbliche Amministrazioni
  • tecnici
  • imprese
  • cittadini

e che cambierà profondamente il lavoro e la vita di tutti gli operatori del settore. Un impegno di cambiamento che implica una diffusa attività di formazione e sperimentazione, ma che promette vantaggi enormi in termini economici e sociali.

Di seguito la video-intervista a Beniamino Palmieri, sindaco di Montemarano, che illustra il ruolo strategico del BIM all’interno di un appalto pubblico.

Il convegno del 16 luglio

L’incontro è diviso in due sessioni, una mattutina ed una pomeridiana, che avranno uno scopo divulgativo e didattico, mostrando i casi di eccellenza e le esperienze pilota condotte in Regione Campania da Pubbliche Amministrazioni, progettisti ed Università.

Le esperienze BIM riportate durante il convegno saranno oggetto di concorsi internazionali (buildingSMART International Awards – Pechino 2019), in particolare nell’ambito dei processi di E-Permit BIM, il che fa comprendere l’avanguardia di alcune esperienze condotte nella Regione Campania.

La sessione pomeridiana divulgherà metodologie operative che supportino le imprese e i tecnici nella partecipazione ad un appalto BIM e rendano le realtà produttive del territorio più competitive a livello locale e nazionale.

Crediti formativi professionali

La partecipazione all’evento dà diritto a:

  • per gli Architetti, fino ad un massimo di 6 CFP (nel caso di partecipazione sia al Convegno che al Workshop)
  • per i Dottori agronomi, fino ad un massimo di 0,875 CFP (nel caso di partecipazione sia al Convegno che al Workshop)
  • per i Geometri, fino ad un massimo di 3 CFP (nel caso di partecipazione sia al Convegno che al Workshop)
  • per i Periti industriali, fino ad un massimo di 6 CFP (nel caso di partecipazione sia al Convegno che al Workshop).

Inchiesta sul BIM

In omaggio ai partecipanti del convegno l’inchiesta sul BIM:

Stato dell’arte, aspettative e timori dei professionisti del Building Information Modeling – Indagine su professionalità, contesto di mercato e future criticità del BIM.

Si tratta di un’inchiesta sul BIM promossa da ACCA software e condotta dall’agenzia Kickthecan su un campione di professionisti scelti tra architetti, ingegneri ed esperti operanti nel settore delle infrastrutture e dell’ingegneria civile.

La ricerca ha evidenziato lo stato dell’arte, le aspettative ed i timori dei professionisti del settore alle prese con l’obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici e con la progressiva emersione di nuovi e dinamici player nel settore della progettazione.

Programma dell’evento

Programma dell’evento

Di seguito proponiamo il video di presentazione del convegno.

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Sismabonus, le novità della legge Crescita

La legge Crescita rende possibile applicare anche nelle zone 2 e 3 le detrazioni fiscali relative all’acquisto di case demolite e poi ricostruite seguendo le norme antisismiche

Con la pubblicazione in Gazzetta della legge di conversione del dl n. 34/2019 (decreto Crescita) vengono introdotte due importanti novità riguardo le detrazioni fiscali per l’adeguamento sismico degli edifici (sismabonus).

Nello specifico:

  • nell’art. 8 della legge Crescita viene prevista l’estensione del sismabonus alle zone 2 e 3
  • nell’art. 10 è previsto per ecobonus e sismabonus la possibilità di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto immediato per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi

Estensione alle zone sismiche 2 e 3

In particolare l’art. 8 della nuova legge, in applicazione dell’art 16 della legge n. 90/2013, si prevede l’estensione delle detrazioni per l’acquisto di case antisismiche anche per gli immobili situati nelle zone a rischio sismico 2 e 3 (finora era applicabile solo per le zone 1).

Il testo aggiornato dell’art 16 comma 1-septies della legge 90/2013 infatti è il seguente:

Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3  […] mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile, le detrazioni dall’imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano all’acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del 75% e dell’85 % del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita e, comunque, entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. I soggetti beneficiari di cui al periodo precedente possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari.

In pratica chi acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito, rispettando la normativa antisismica, anche nelle zone 2 o 3 (oggi previsto solo per gli edifici in zona 1) potrà ottenere una detrazione, su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro, pari al:

  • 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi deriva il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • 85% del prezzo della singola unità immobiliare, se gli interventi comportano il passaggio a due classi di rischio inferiori.

cui corrisponde una detrazione massima di:

  • 72.000 euro con riduzione di una classe di rischio sismico
  • 81.600 euro in caso di riduzione di 2 classi di rischio sismico.

Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico

Con l’art. 10 della legge Crescita viene introdotta la possibilità di trasferimento del credito al fornitore tramite uno sconto per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficientamento energetico (ecobonus)e messa in sicurezza dal rischio sismico (sismabonus).

In particolare, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, al posto dell’utilizzo diretto delle stesse, ad un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi; tale sconto sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo.

Cos’è il sismabonus

Ricordiamo che per gli interventi di adozione di misure antisismiche sugli edifici, il dl n. 63/2013 ha introdotto il cosiddetto “sismabonus”, un’agevolazione che dal 1° gennaio 2017 può essere fruita per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive.

Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3).

È prevista una detrazione d’imposta del 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96.000 euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.

La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio ad 1 classe di rischio inferiore e aumenta fino all’80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a 2 classi di rischio inferiori.

Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti di godimento sui beni oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese. Dal 2018 tra i beneficiari dell’agevolazione sono inclusi anche gli istituti autonomi per le case popolari ed i soggetti con finalità analoghe.

Dal 1° gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85%, i condomini possono scegliere di cedere il credito a favore dei fornitori che hanno effettuato i lavori o ad altri soggetti privati che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

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Distanza tra edifici nel caso di apertura con inferriate

Il Tar chiarisce che la distanza tra edifici va osservata soltanto per le pareti finestrate, non in caso di apertura con inferriate: ecco la differenza tra “luci” e “vedute”

L’apertura con inferriate non deve osservare le regole sulle distanze tra edifici (di cui all’art. 9 del DM 1444/1968): è finalizzata a dare aria e luminosità ai locali e, essendo posta a un’altezza tale dal pavimento, non consente di affacciarsi sulla proprietà del vicino.

Se, al contrario, l’inferriata permette di affacciarsi sul fondo del vicino la finestra è una “veduta” e non più una “luce” e deve osservare, quindi, la distanza di 10 m. L’importante chiarimento arriva dal Tar Lombardia con la sentenza n. 1484/2019.

I fatti in breve

Il caso in esame riguarda il ricorso presentato da un cittadino contro il Comune per il diniego al rilascio del permesso di costruire in sanatoria per violazione delle distanze tra edifici previste dall’art. 9 del DM 1444/1968.

Secondo il provvedimento, le finestre poste sul fabbricato integrano la previsione della norma perché non sono “luci”, anche se dopo l’accertamento comunale sono state munite di inferriate, ma “vedute” in quanto svolgono la funzione aeroilluminante di spazi di abitazione e servizi (cottura e bagno), così come risulta dai titoli abilitativi rilasciati.

A detta del ricorrente, invece, trattasi di “luci” e non di “vedute” e non può essere quindi applicato il limite di 10 m (art. 9, primo comma, n. 2, DM 1444/1968) perché tale distanza presuppone pareti munite di finestre qualificabili come vedute appunto.

La difesa del Comune ha eccepito l’improcedibilità del ricorso in quanto le finestre in questione hanno dimensioni e struttura di veduta, anche se ad esse sono state applicate e solo di recente le inferriate; inoltre, in base a quanto sostiene il Comune, l’art. 9 del DM 1444/1968 prescinde dalla classificazione civilistica tra “luci” e “vedute” e quindi, a prescindere, andava rispettata la distanza tra edifici.

Decisione del Tar Lombardia

I giudici del Tar Lombardia, aderendo all’orientamento giurisprudenziale (TAR Lombardia, Milano, sez. II, 30/11/2018 n. 2706) secondo il quale il DM 1444/1968 opera con riferimento alle pareti che presentano vedute ma non nel caso di un’apertura con inferriate, qualificabile come “luce”, chiariscono che:

l’art. 9 del D M  1444 del 1968, in materia di distanze tra edifici,  fa espresso ed esclusivo riferimento alle pareti finestrate, per tali dovendosi intendere unicamente le pareti munite di finestre qualificabili come vedute, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono semplici luci” (Consiglio di Stato, sez. IV, 5 ottobre 2015, n. 4628; cfr., nella giurisprudenza civile, Cassazione civile, sez. II, 20 dicembre 2016, n. 26383). 

I giudici respingono, pertanto, la difesa dell’amministrazione nella parte in cui sostiene che le distanze previste dalla norma si applicherebbero anche alle “luci” e quindi la distinzione con le “vedute” sarebbe irrilevante; ma definitivamente pronunciandosi sul ricorso lo respingono.

I motivi della decisione

Affinché sussista una veduta è necessario, oltre al requisito della inspectio, anche quello della prospectio nel fondo del vicino, dovendo detta apertura non solo consentire di vedere e guardare frontalmente, ma anche di affacciarsi, vale a dire di guardare non solo di fronte ma anche obliquamente e lateralmente, così assoggettando il fondo alieno ad una visione mobile e globale, senza ricorrere all’impiego di mezzi artificiali.

Infatti, secondo la giurisprudenza (TAR Puglia-Bari, Sez. III, sentenza 22.04.2015 n. 641):

Si ha veduta quando è consentita non solo una comoda “inspectio” -senza l’uso di mezzi artificiali- sul fondo del vicino ma anche una comoda, agevole e sicura “prospectio”, cioè la possibilità di affaccio -con sporgenza del capo- per poter guardare di fronte, lateralmente e obliquamente.

Affacciarsi, nell’uso corrente recepito dal legislatore nella definizione delle vedute, è il porsi l’osservatore di normale altezza, comodamente, senza pericolo e senza l’ausilio di alcun mezzo artificiale, col petto, protetto dall’opera, a livello superiore a quello massimo dell’opera stessa nel punto di osservazione, in modo da poter sporgere oltre tale livello il capo e vedere, anche obliquamente e lateralmente, l’immobile altrui e, nello stesso tempo, da poter esser visto dall’esterno.

Per poter distinguere una veduta prospettica da una finestra lucifera, bisogna accertare, avuto riguardo non all’intenzione del proprietario, ma alle caratteristiche oggettive ed alla destinazione dei luoghi, se essa adempie alla funzione, normale e permanente non esclusiva, di dare aria e luce all’ambiente e di permettere la “inspectio” e la “prospectio” sul contiguo fondo altrui, in modo da determinare un inequivoco e durevole assoggettamento di quel fondo a tale peso. Non può sussistere veduta quando, pur essendo possibile l’affaccio attraverso un’apertura, non possa attuarsi normalmente, e cioè agevolmente e senza pericoli, la sporgenza del capo per guardare di fronte, obliquamente e lateralmente sul fondo del vicino.

Le conclusioni

Un‘apertura con inferriate non può essere qualificata come finestra ma come “luce” e, conseguentemente, non opera il regime delle distanze previste dall’art. 9 del DM n. 1444/1968.

Tuttavia nel caso in esame occorre precisare che le inferriate sono state collocate dopo l’accertamento effettuato dal Comune e, sebbene libere dalle inferriate poi installate, le finestre in questione (in particolare quella del secondo piano) non svolgono solo la funzione di dare luce ed aria all’appartamento ma permettono anche agli occupanti una comoda prospectio, sia per l’altezza alla quale è posizionata che per le sue dimensioni, integrando quindi i requisiti della “veduta”.

Ne consegue che l’eventuale eliminazione della “veduta” mediante l’apposizione della grata non è idonea ad escludere l’esistenza della violazione edilizia, almeno al momento della realizzazione dell’abuso, e ciò determina l’insussistenza del requisito della doppia conformità: il ricorso è respinto.

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Più tempo per l’emissione della fattura elettronica: da 10 a 12 giorni

Legge Crescita: dal 1° luglio il termine per l’emissione della fattura elettronica è di 12 giorni; sanzioni senza sconti per i ritardatari; imposta di bollo virtuale sulle fatture elettroniche

Il 1° luglio 2019, finito il periodo transitorio, è entrata a pieno regime la fatturazione elettronica.

Ricordiamo che l’obbligo della fattura elettronica è stato introdotto dal decreto Fiscale (dl n. 119/2018, convertito nella legge n. 136/2018) che aveva stabilito un termine di 10 giorni per l’emissione della fattura.

Il periodo transitorio prevedeva che dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2019, bisognava procedere con l’emissione dal momento in cui era effettuata l’operazione fino al giorno precedente a quello della liquidazione d’imposta.

Dal 30 giugno, invece, è in vigore la legge 28 giugno 2019, n. 58, cosiddetta “legge Crescita“, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, che ha fissato a 12 giorni il termine per l’emissione della fattura elettronica.

L’Agenzia ha spiegato che, se la fattura non è emessa contestualmente alla prestazione, ma nei 12 giorni successivi, è comunque necessario indicare entrambe le date in fattura, cioè quella della prestazione e quella dell’emissione.

Il Fisco ha ribadito che la fattura elettronica non è obbligatoria per i professionisti rientranti nel regime dei minimi o nel regime forfettario. Se la fatturazione avviene tra due soggetti rientranti entrambi nel regime forfetario e il cedente/prestatore vuole procedere alla fatturazione elettronica via SdI, senza preventivo accordo della controparte, potrà farlo, ma dovrà consegnarle una copia analogica.

Fattura elettronica e legge Crescita

Nel dettaglio l’art. 12-ter della legge Crescita, contenente Semplificazione in materia di termine per l’emissione della fattura, riporta:

All’articolo 21, comma 4, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il primo periodo è sostituito dal seguente: «La fattura è emessa entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’articolo 6».

Inoltre, l’art. 12-novies interviene in merito all‘imposta di bollo virtuale sulle fatture elettroniche e alle sanzioni:

Ai fini del calcolo dell’imposta di bollo dovuta ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 giugno 2014, in base ai dati indicati nelle fatture elettroniche inviate attraverso il sistema di interscambio di cui all’articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, l’Agenzia delle entrate integra le fatture che non recano l’annotazione di assolvimento dell’imposta di bollo di cui all’ultimo periodo del citato articolo 6, comma 2, avvalendosi di procedure automatizzate. Nei casi in cui i dati indicati nelle fatture elettroniche non siano sufficienti per i fini di cui al periodo precedente, restano applicabili le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’imposta resa nota dall’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del citato decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 giugno 2014, si applica la sanzione di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471. Le disposizioni di cui al primo periodo, salvo quanto previsto dal terzo periodo, si applicano alle fatture inviate dal 1° gennaio 2020 attraverso il sistema di interscambio di cui al citato articolo 1, commi 211 e 212, della legge n.244 del 2007.

Ricordiamo che le sanzioni potranno oscillare dai 250 euro, se la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo, ai 2.000 euro; prima del 1° luglio, invece, chi ha emesso fattura entro i termini di liquidazione dell’imposta è stato invece esente da multe o ha beneficiato di una decurtazione fino all’80%.

Rimaniamo in attesa, come chiarito nel provvedimento, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze in cui verranno definite le disposizioni di attuazione per l’emissione della fattura elettronica, comprese le procedure per il recupero dell’imposta di bollo non versata e l’irrogazione delle sanzioni.

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Appalti pubblici nell’edilizia scolastica, ecco le novità contenute nella legge Crescita

Prevista la trattativa privata fino a 5,5 milioni di euro per la messa in sicurezza di edifici di edilizia scolastica, anche se non è possibile cambiare destinazione d’uso per almeno 5 anni

Dopo la pubblicazione in Gazzetta della legge 28 giugno 2019, n. 58cosiddetta “legge Crescita”, arrivano importanti novità in tema di appalti pubblici per la messa in sicurezza degli edifici di edilizia scolastica.

Il provvedimento introduce una speciale deroga (limitata al periodo 2019-2021) che consente agli Enti beneficiari di finanziamenti e contributi statali, per la messa in sicurezza delle scuole, di affidare le gare di importo fino alle soglie comunitarie (5,5 milioni di euro) con procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori economici.

Più esattamente, la norma consente a Comuni e Province beneficiari di finanziamenti statali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, relativi al triennio 2019-2021 e nell’ambito della programmazione triennale nazionale (art. 10 del dl n.. 104/2013), di avvalersi di:

  • Consip S.p.A. – per gli acquisti di beni e servizi
  • Invitalia S.p.A.  – per l’affidamento dei lavori di realizzazione.

Qualora le 2 centrali di committenza non pubblichino gli atti di gara entro 90 giorni dalla presentazione dei progetti definitivi da parte degli enti locali, è consentito agli stessi enti locali di avvalersi di una specifica procedura negoziata, con la consultazione di almeno 15 operatori economici, ove esistenti, per l’affidamento di lavori sotto-soglia comunitaria (5,5 milioni di euro).

La norma indica, inoltre, l’obbligo da parte degli edifici scolastici pubblici, oggetto di interventi di messa in sicurezza a valere su finanziamenti e contributi statali, a mantenere la destinazione ad uso scolastico per almeno cinque anni dalla fine dei lavori.

Articolo 30-bis – Norme in materia di edilizia scolastica

In merito alla messa in sicurezza delle scuole, in base all’art. 30-bis, si ha che:

1. Al fine di garantire la messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico, gli enti locali beneficiari di finanziamenti e contributi statali possono avvalersi, limitatamente al triennio 2019-2021 e nell’ambito della programmazione triennale nazionale di cui all’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, quanto agli acquisti di beni e servizi, della società Consip Spa e, quanto all’affidamento dei lavori di realizzazione, dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa-Invitalia, che sono tenute a pubblicare gli atti di gara entro novanta giorni dalla presentazione alle stesse, da parte degli enti locali, dei progetti definitivi.

2. Qualora la società Consip Spa e l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa – Invitalia non provvedano alla pubblicazione degli atti di gara entro il termine di novanta giorni di cui al comma 1, gli enti locali possono affidare i lavori di cui al medesimo comma 1, anche di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, mediante procedura negoziata con consultazione, nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti, di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene anche l’indicazione dei soggetti invitati.

3. Gli edifici scolastici pubblici, oggetto di interventi di messa in sicurezza a valere su finanziamenti e contributi statali, mantengono la destinazione a uso scolastico per almeno cinque anni dall’avvenuta ultimazione dei lavori.

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Spese di rifacimento del tetto condominiale e cessione del credito. I chiarimenti delle Entrate

Se un condomino si fa carico di tutte le spese di rifacimento del tetto condominiale, può usufruire della cessione del credito per la riqualificazione energetica per il totale delle spese sostenute

L’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 213 chiarisce il caso di un cittadino che chiede se, facendosi carico di tutte le spese di rifacimento del tetto condominiale, fosse possibile accedere alla cessione del credito per l’intero ammontare delle spese sostenute.

Quesito

Un cittadino ha iniziato nel 2018 i lavori di rifacimento del tetto condominiale di un edificio con 4 appartamenti; egli precisa di essere l’unico proprietario dell’unica mansarda (riscaldata) posta all’ultimo piano.

L’intervento di riqualificazione energetica è stato effettuato dopo la convocazione di preventiva assemblea in cui l’istante ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione di tutti i proprietari all’effettuazione dei lavori da sostenere a titolo personale.

L’interpellante precisa, inoltre, di aver ricevuto conferma da parte dei consulenti del Front Office dell’ufficio Territoriale dell’Agenzia della possibilità di avvalersi del meccanismo della cessione del credito. Tuttavia, alla data di presentazione dell’istanza di interpello, i lavori risultano eseguiti e pagati solo gli acconti; il saldo, invece, deve essere ancora pagato.

L’interpellante chiede se, effettuando il pagamento del 35% della somma complessiva, possa cedere il credito pari al 65% dell’intero ammontare.

L’istante, in mancanza del provvedimento che disciplina le modalità operative della cessione per gli interventi effettuati nel 2018, ritiene di poter cedere il credito procedendo entro dicembre 2018 al pagamento del saldo per la quota pari al 35% dell’ammontare totale dei lavori.

Il parere dell’Agenzia

L’Agenzia premette che:

il contribuente istante, con riguardo all’intervento sulla parte comune condominiale (il tetto), ha diritto a fruire della detrazione per il totale delle spese sostenute, anche eccedenti rispetto a quelle a lui imputabili in base ai millesimi di proprietà, comunque entro il limite massimo di detrazione di euro 60.000 previsto dal comma 345 dell’art. 1 della legge n. 296/2006.

In altri termini, per i lavori condominiali il condomino istante può sfruttare interamente il limite di detrazione previsto dalla norma citata per la propria unità immobiliare, ma non può avvalersi dei limiti attribuibili ad altre unità immobiliari del medesimo condominio.

In conclusione si ritiene che in presenza di apposita convenzione stipulata in forma scritta tra tutti i condomini, che attribuisce all’istante la possibilità di sostenere le spese di rifacimento del tetto, lo stesso possa cedere la detrazione sulla spesa sostenuta nei termini sopraindicati, a condizione che sia l’amministratore del condominio ad eseguire gli adempimenti per la cessione del credito.

Rimane fermo, infatti, che gli adempimenti riguardanti gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali e previsti dalle richiamate disposizioni in materia di detrazioni per il risparmio energetico devono essere posti in essere da parte del condominio stesso.


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Legge Crescita: in Gazzetta i fondi per i piccoli Comuni

Con la pubblicazione in Gazzetta della legge Crescita sono confermati i fondi per progetti di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile per i piccoli Comuni

Pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 151/2019, la legge n. 58/2019 ed il relativo testo coordinato, di conversione del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 34/2019 (decreto Crescita).

In particolare, sono previsti  dall’art. 30:

Contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Ricordiamo che la norma assegna contributi in favore dei Comuni, nel limite massimo di 500 milioni di euro per il 2019 a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), per la realizzazione di progetti di:

  • efficientamento energetico – compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • sviluppo territoriale sostenibile – compresi interventi in materia di mobilità sostenibile, nonché interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ammontare del contributo

Il contributo è attribuito a ciascun Comune sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), come di seguito indicato:

POPOLAZIONE RESIDENTE CONTRIBUTO
fino a 5000 abitanti 50.000 euro
tra 5001 e 10.000 abitanti 70.000 euro
tra 10.001 e 20.000 abitanti 90.000 euro
tra 20.001 e 50.000 abitanti 130.000 euro
tra 50.001 e 100.000 abitanti 170.000 euro
tra 100.001 e 250.000 abitanti 210.000 euro
superiore a 250.000 abitanti 250.000 euro

Condizioni per accedere

I Comuni possono finanziare una o più opere pubbliche a condizione che esse:

  1. non abbiano già ottenuto un finanziamento a valere su fondi pubblici o privati, nazionali, regionali, provinciali o strutturali di investimento europeo;
  2. siano aggiuntive rispetto a quelle già programmate sulla base degli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione dell’anno 2019.

Il Comune beneficiario è tenuto ad iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 31 ottobre 2019. I Comuni che non rispettano il termine decadono automaticamente dall’assegnazione del contributo.

L’erogazione avviene:

  • per il 50%o, previa richiesta da parte del MISE sulla base dell’attestazione dell’ente beneficiario dell’avvenuto inizio dell’esecuzione dei lavori entro il termine suddetto
  • a saldo, determinato come differenza tra la spesa effettivamente sostenuta per la realizzazione del progetto e la quota già erogata, nel limite dell’importo del contributo. Il saldo è corrisposto su autorizzazione del MISE anche sulla base dei dati inseriti, nel sistema di monitoraggio dall’ente beneficiario, in ordine al collaudo e alla regolare esecuzione dei lavori.

Per i Comuni delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano i contributi sono erogati per il tramite delle Autonomie speciali.

Finanziamento annuale per i comuni con meno di 1000 abitanti

La legge prevede all’art. 14-bis. di:

stabilizzare i contributi in conto capitale ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile di cui al presente articolo, a decorrere dall’anno 2020 è autorizzata l’implementazione del programma pluriennale per la realizzazione dei progetti di cui al comma 1. A partire dall’anno 2020, le effettive disponibilità finanziarie sono ripartite con decreto del MISE, da emanare entro il 15 gennaio di ciascun anno, tra i comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, assegnando a ciascun comune un contributo di pari importo.

In sostanza il Ministero ogni anno finanzierà, con apposito decreto emanato entro il 15 gennaio di ciascun anno, interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile nei Comuni con meno di 1000 abitanti.

I Comuni beneficiari dei contributi di cui al presente comma sono tenuti a iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 15 maggio di ciascun anno.

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Immobili della Polizia di Stato: in arrivo ristrutturazioni e nuove costruzioni

Firmato un protocollo d’intesa MIT/Viminale che ha come obiettivo l’ammodernamento del patrimonio immobiliare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed il Ministero dell’Interno hanno firmato, lo scorso 28 giugno, un protocollo d’intesa per l’ammodernamento e l’implementazione degli immobili della Polizia di Stato.

Per tali immobili, il documento prevede che i Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche avranno il ruolo di Stazione Appaltante, curando tutti gli adempimenti che riguardano gli interventi su di essi in base ad un crono-programma fissato dallo stesso Ministero dell’Interno.

La  stipula del Protocollo d’intesa tra le due Amministrazioni rimette alle rispettive componenti decentrate, in relazione alle risorse finanziarie di volta in volta disponibili, l’attivazione di  “Convenzioni Tecniche di Attuazione”, nonché del pertinente programma di lavoro, secondo un modello standard nel quale sono definite le concrete e dettagliate modalità attuative e procedurali di ciascun intervento.

La convenzione ha un valore complessivo stimato di 180 milioni di euro circa.

Gli interventi riguardano:

  • la realizzazione di nuove strutture
  • l’esecuzione di interventi di ristrutturazione/risanamento conservativo degli edifici esistenti
  • l’adeguamento e la riqualificazione funzionale degli edifici esistenti.

Tra i vari interventi, che sono su tutto il territorio nazionale, spiccano:

  • il reparto operativo di Reggio Calabria
  • la nuova questura di Venezia.

Il Ministero dell’Interno anche tramite i suoi Organismi periferici si impegna a:

  1. rappresentare alla Stazione Appaltante le esigenze funzionali e ogni altra specifica tecnica che dovesse rendersi necessaria per il perseguimento degli obiettivi prefissati
  2. rendere disponibili alla Stazione Appaltante gli immobili o porzioni di essi per l’esecuzione delle opere, fino al termine dei lavori
  3. fornire alla Stazione Appaltante ogni necessario supporto, sia nella fase della progettazione che nelle successive fasi di esecuzione dei lavori
  4. eseguire una periodica ricognizione sullo sviluppo della progettualità, allo scopo di fronteggiare e dirimere eventuali criticità che dovessero verificarsi
  5. prendere in consegna dalla Stazione Appaltante a fine lavori e a collaudo avvenuto, gli immobili o porzioni di essi
  6. effettuare il pagamento delle relative spese ai soggetti beneficiari.

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Generatori di calore: pubblicata la UNI 10389-1:2019

La UNI 10389-1:2019 si applica a tutti i generatori di calore alimentati da combustibile gassoso e/o liquido destinati al riscaldamento degli ambienti ed alla produzione di acqua calda sanitaria

Sul sito UNI (ente italiano normazione) è stata pubblicata la UNI 10389-1:2019, dal titolo: “Misurazioni in campo – Generatori di calore – Parte 1: Apparecchi alimentati a combustibile liquido e/o gassoso”.

La norma, in vigore del 27 giugno 2019, prescrive le procedure per eseguire in opera l’analisi dei prodotti della combustione e la misurazione del rendimento di combustione dei generatori di calore.

La UNI 10389-1:2019:

  • si applica a tutti i generatori di calore alimentati a combustibile gassoso e/o liquido, destinati al riscaldamento degli ambienti e/o alla produzione di acqua calda sanitaria
  • non si applica agli impianti inseriti in cicli di processo e ai generatori di calore alimentati a combustibile solido.

La norma fornisce la modalità per il calcolo del rendimento di combustione dei generatori di calore per uso civile alimentati a combustibile liquido e/o gassoso e definisce, inoltre, le procedure per eseguire le seguenti misurazioni in campo:

  • portata termica del generatore di calore
  • temperature dei prodotti della combustione e dell’aria comburente
  • concentrazioni di ossigeno (O2) o anidride carbonica (CO2) e di monossido di carbonio (CO)
  • indice di fumosità (per i soli generatori alimentati con combustibili liquidi).

La norma non si applica a misurazioni effettuate con strumentazione fissa.


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