BibLus-net
Newsletter 560 del 6 aprile 2018

In questo numero:



focus suonus
Guida isolamento acustico (PARTE 3): tutti gli strumenti necessari: guida PDF, file di calcolo e video esplicativo
Fisco
Ecobonus e nuovi Vademecum ENEA. Come fare la relazione tecnica
Opere edili
Le nuove istruzioni sulla progettazione, esecuzione e controllo delle strutture in legno
Opere edili
Quando si configura una lottizzazione abusiva? I chiarimenti del CdS
Sicurezza
Piani di lavoro amianto, ecco come procedere
Sicurezza
Adeguamento antincendio, obblighi per scuole e asili nido
Fisco
Super e iper ammortamento, tutto quello che occorre sapere
Opere edili
Eliminazione delle barriere architettoniche: si può derogare alle distanze?
Professioni tecniche
Al via le domande per i bandi Inarcassa: Prestiti d’onore 2018 e Finanziamento in conto interessi
Certificazione energetica
Certificazione energetica, la Puglia introduce l’obbligo di formazione per i certificatori
Opere edili
In vigore la UNI 11532-1:2018 sulle caratteristiche acustiche interne degli edifici
Lavori pubblici
Nuove FAQ sui CAM per l’edilizia
Tecnologie
Ecco la piastrella solare ibrida: calpestabile, può produrre elettricità ed acqua calda
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Guida isolamento acustico (PARTE 3): tutti gli strumenti necessari: guida PDF, file di calcolo e video esplicativo

Guida isolamento acustico: valutazione preventiva delle prestazioni acustiche. Esempio pratico con l’ausilio di un software (PARTE 3)

In quest’ultimo approfondimento di BibLus-net sull’isolamento acustico analizziamo un esempio pratico con l’ausilio del software.

Questo articolo costituisce la terza parte dello Speciale sui requisiti acustici passivi e sul DPCM 5 dicembre 1997:

  1. aspetti teorici e considerazioni secondo il DPCM 5/12/97 e le UNI 12354: 2017 (PARTE 1)
  2. esempio pratico di calcolo dell’isolamento acustico su un appartamento (PARTE 2)
  3. calcolo dell’isolamento acustico di un appartamento tramite un software di calcolo (PARTE 3)

In allegato a questo articoli forniamo:


  • il file di progetto realizzato con il software
  • il video che mostra come operare con il software

Calcolo valutazione preventiva prestazioni acustiche con un software di calcolo

In questo articolo, PARTE 3 della guida, vediamo un esempio pratico di calcolo dei requisiti acustici passivi sullo stesso edificio dell’esempio trattato nella PARTE 2 della guida.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - pianta e prospetto dell'immobile utilizzato per il calcolo dell'isolamento acustico

Pianta e prospetto dell’edificio oggetto del calcolo

Impostazioni preliminari

Lanciamo SuoNus e creiamo un nuovo file. Impostiamo in “Dati generali” le informazioni del “Committente”, del “Tecnico” e quelle relative all'”Edificio”. Questi dati sono necessari per le stampe.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera dei dati generali dell'edificio

Maschera dei dati generali dell’edificio

Modellazione unità immobiliari e ambienti per la valutazione preventiva prestazioni acustiche

Attraverso la barra multifunzione creiamo una “Nuova unità immobiliare” e oltre al “Nome” e alla “Descrizione” impostiamo la “Categoria degli ambienti” in base ai valori del DPCM 5 dicembre 1997. La categoria sarà usata in fase di validazione per verificare se i requisiti acustici passivi sono conformi al DPCM.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera visualizzata dopo la creazione di una nuova unità immobiliare

Dati generali dell’appartamento 1

Dalla barra multifunzione creiamo il “Nuovo ambiente” Ingresso-cucina per l’Appartamento 1. Per SuoNus l’ambiente creato è quello ricevente.

Impostiamo le dimensioni dell’ambiente e, per ogni riga della tabella presente nella maschera, scegliamo la struttura (parete/solaio) ed eventualmente lo strato (controparete, controsoffitto, pavimento) corrispondente.

La scelta delle struttura o dello strato può essere effettuata usando gli elementi già presenti nell’archivio di SuoNus, oppure è possibile aggiungere nuovi elementi.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera visualizzata dopo la creazione di un nuovo ambiente

Dati dell’ambiente cucina soggiorno oggetto di valutazione

Ingresso-cucina Appartamento 1 – Isolamento acustico per via aerea (ambienti adiacenti)

Per creare un calcolo isolamento acustico per via aerea per ambienti adiacenti usiamo il bottone “Nuovo calcolo” sulla barra multifunzione. Scegliamo dal menu la voce “Isolamento acustico per via aerea” e quindi “Ambienti adiacenti”.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera visualizzata dopo la creazione di una nuovo calcolo isolamento acustico per via aerea

Maschera del calcolo isolamento acustico per via aerea

Sulla scheda “Generale” impostiamo i dati dell’ambiente emittente: nel nostro caso impostiamo le dimensioni dell’ingresso-cucina dell’Appartamento 2.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera dati generali del calcolo isolamento acustico per via aerea

Dati generali del calcolo isolamento acustico per via aerea

Sulla scheda “Elementi” impostiamo, per ogni riga della tabella presente, la struttura (parete/solaio) ed eventualmente lo strato (controparete, controsoffitto, pavimento) corrispondente. I dati dell’ambiente ricevente risultano già compilati in quanto definiti in precedenza.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera degli elementi del calcolo isolamento acustico per via aerea

Elementi del calcolo isolamento acustico per via aerea

Nella scheda “Altri elementi” non impostiamo nessun valore in quanto nel nostro caso non abbiamo ne piccoli elementi ne corridoi/hall da inserire.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera degli altri elementi del calcolo isolamento acustico per via aerea

Altri elementi del calcolo isolamento acustico per via aerea

Sulla scheda “Giunti” impostiamo i giunti (vedi disegno nella PARTE 2 della guida) rispettando la geometria, il tipo di edificio, la tipologia e la trasmissione.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera dei giunti del calcolo isolamento acustico per via aerea

Giunti del calcolo isolamento acustico per via aerea

Una volta impostati i giunti, possiamo già visualizzare nella griglia in alto i valori di l’indice di riduzione delle vibrazioni per tutte le vie di trasmissione (kij) e l’indice di valutazione del potere fonoassorbente laterale.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Calcolo isolamento acustico per via aerea: indici di riduzione delle vibrazioni Kij e indici di valutazione del potere fonoisolante laterale Rij

Risultati del calcolo dei giunti del calcolo isolamento acustico per via aerea

Spostandosi sulla scheda “Risultati” è possibile visualizzare sia il valore dell’indice di valutazione del potere fonoassorbente apparente, sia la verifica rispetto al DPCM 5 dicembre 1997.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera dei risultati del calcolo isolamento acustico per via aerea

Risultati del calcolo isolamento acustico per via aerea

Cucina appartamento 1 – Isolamento acustico al calpestio (ambienti sovrapposti)

Per creare un calcolo isolamento acustico al calpestio per ambienti sovrapposti usiamo il bottone “Nuovo calcolo” sulla barra multifunzione. Scegliamo dal menu la voce “Isolamento acustico al calpestio” e quindi “Ambienti sovrapposti”.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera visualizzata dopo la creazione di un nuovo calcolo isolamento acustico al calpestio

Maschera del calcolo isolamento acustico al calpestio

Sulla scheda “Generale” impostiamo i dati dell’ambiente emittente: nel nostro caso impostiamo le dimensioni della Cucina dell’Appartamento 3.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera dati generali del calcolo isolamento acustico al calpestio

Dati generali del calcolo isolamento acustico al calpestio

Sulla scheda “Elementi”  impostiamo per ogni riga della tabella presente, la struttura (parete/solaio) ed eventualmente lo strato (controparete, controsoffitto, pavimento) corrispondente. I dati risulteranno già compilati in quanto inseriti nel nodo dell’ambiente Cucina.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera elementi del calcolo isolamento acustico al calpestio

Elementi del calcolo isolamento acustico al calpestio

Sulla scheda “Giunti” impostiamo i giunti come da PARTE 2 rispettando la geometria, il tipo di edificio, la tipologia e la trasmissione.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera giunti del calcolo isolamento acustico al calpestio

Giunti del calcolo isolamento acustico al calpestio

Una volta impostati i giunti possiamo già visualizzare nella griglia in alto i valori l’indice di riduzione delle vibrazioni per tutte le vie di trasmissione (kij) e l’indice di valutazione del livello di pressione sonora al calpestio normalizzato per trasmissione laterale.

Calcolo isolamento acustico al calpestio: indici di riduzione delle vibrazioni Kij e indici di valutazione del livello di pressione sonora laterale Ln,ij

Risultati dei giunti del calcolo isolamento acustico al calpestio

Spostandosi sulla scheda “Risultati” è possibile visualizzare sia l’indice di valutazione del livello di pressione sonora al calpestio totale, sia la verifica rispetto al DPCM 5 dicembre 1997.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera risultati del calcolo isolamento acustico al calpestio

Risultati del calcolo isolamento acustico al calpestio

Cucina appartamento 1 – Isolamento acustico di facciata

Per creare un calcolo isolamento acustico di facciata usiamo il bottone “Nuovo calcolo” sulla barra multifunzione. Scegliamo dal menu la voce “Isolamento acustico di facciata”.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera visualizzata dopo la creazione di un nuovo calcolo isolamento acustico di facciata

Maschera del calcolo isolamento acustico di facciata

Sulla scheda “Generale” impostiamo i dati richiesti: nel nostro caso impostiamo “Nome”, “Descrizione” e “Posizione della facciata”.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Dati generali del calcolo isolamento acustico di facciata

Dati generali del calcolo isolamento acustico di facciata

Sulla scheda “Pareti” impostiamo la parete ed eventualmente gli strati (controparete interna, controparete interna).

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera pareti del calcolo isolamento acustico di facciata

Pareti del calcolo isolamento acustico di facciata

Sulla scheda “Elementi” impostiamo attraverso la tabella in basso a sinistra e poi graficamente gli elementi presenti sulla facciata. Nel nostro caso trattandosi dell’ambiente Cucina dell’Appartamenti 1 andremo ad inserire un porta e una finestra.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera elementi del calcolo isolamento acustico di facciata

Elementi del calcolo isolamento acustico di facciata

Per ogni elemento andiamo ad applicare il sigillante. Cliccando sul bottone “Applica sigillante” è possibile indicare sia il tipo di sigillante, scegliendolo dall’archivio o inserendo uno nuovo, che impostare la lunghezza sigillata. Nel nostro caso useremo gli stessi valori indicati nella PARTE 2.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera sigillanti porta del calcolo isolamento acustico di facciata

Sigillante porta usato nel calcolo isolamento acustico di facciata

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera sigillanti finestra del calcolo isolamento acustico di facciata

Sigillante finestra usato nel calcolo isolamento acustico di facciata

Sulla scheda “Forma” è necessario scegliere la forma della facciata tra quelle previste dalla norma. Nel nostro caso scegliamo come forma “Ballatorio” e come tipo il secondo da sinistra come da PARTE 2.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera forma facciata del calcolo isolamento acustico di facciata

Forma facciata del calcolo isolamento acustico di facciata

Spostandosi sulla scheda “Risultati” è possibile visualizzare l’indice di valutazione dell’isolamento acustico di facciata normalizzato rispetto al tempo di riverberazione D2m,nT,w e la verifica rispetto al DPCM 5 dicembre 1997.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Maschera risultati del calcolo isolamento acustico di facciata

Risultati del calcolo isolamento acustico di facciata

Riepilogo dati isolamento acustico per unità immobiliare

Una volta inseriti tutti i calcoli per l’unità immobiliare “Appartamento 1” è possibile spostarsi sul relativo nodo dell’albero di sinistra per visualizzare i prospetti riepilogativi.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Riepilogo isolamento acustico per unità immobiliare

Riepilogo dati isolamento acustico per unità immobiliare

Generazione relazione tecnica: valutazione preventiva prestazioni acustiche

In conclusione è possibile generare e stampare la valutazione preventiva delle prestazioni acustiche spostandosi sul nodo “Relazione tecnica” dell’albero di sinistra.

Valutazione preventiva prestazioni acustiche - Relazione tecnica: valutazione preventiva delle prestazioni acustiche dell'edificio

Relazione tecnica: valutazione preventiva delle prestazioni acustiche dell’edificio

Ecco i link per le altre pagine:

  1. aspetti teorici e considerazioni secondo il DPCM 5/12/97 e le UNI 12354: 2017 (PARTE 1)
  2. esempio pratico di calcolo dell’isolamento acustico su un appartamento (PARTE 2)
  3. calcolo dell’isolamento acustico di un appartamento tramite un software di calcolo (PARTE 3)

Clicca qui per scaricare l’esempio proposto nell’articolo

Clicca qui per scaricare la relazione tecnica dell’esempio proposto nell’articolo

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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Ecobonus e nuovi Vademecum ENEA. Come fare la relazione tecnica

L’ENEA ha pubblicato i nuovi Vademecum per l’invio telematico per ottenere l’ecobonus. Tra le novità la relazione tecnica firmata dal professionista abilitato

L’ENEA ha da pochi giorni attivato il nuovo portale per l’invio telematico per la documentazione necessario per usufruire dell’ecobonus (detrazione fiscale a partire dal 50% fino all’85%).

Al riguardo la stessa ENEA ha aggiornato i Vademecum per l’invio della documentazione. In particolare, sono stati pubblicati i Vademecum relativi ai seguenti interventi edilizi:

  • Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75%)
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

In questo articolo vediamo come operare in caso di interventi su parti condominiali (per ottenere detrazioni del 70 e 75%) e come deve essere fatta la relazione tecnica dell’intervento da parte del tecnico abilitato.

Invio telematico ENEA parti comuni

In merito alla riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, sono agevolabili:

  1. interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (detrazione fiscale del 70%);
  2. stessi interventi del punto a) finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la “qualità media” di cui alle tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al DM 26/06/2015 – “decreto linee guida” – (detrazione fiscale del 75%);
  3. stessi interventi di cui ai punti a) e b) e contestuali interventi che conseguono la riduzione di 1 classe di rischio sismico (detrazione fiscale dell’80%);
  4. stessi interventi di cui ai punti a) e b) e contestuali interventi che conseguono la riduzione di 2 classi di rischio sismico inferiore (detrazione fiscale dell’85%).

Possono accedere alla detrazione tutti i contribuenti che:

  • sostengono le spese di riqualificazione energetica;
  • posseggono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio.

E’ possibile per tutti i contribuenti in luogo delle detrazioni, optare per la cessione del credito.

Relativamente agli edifici, alla data della richiesta di detrazione, questi devono

  • essere “esistenti” ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi;
  • dotati di impianto termico.

Per quanto riguarda la detrazione fiscale (da suddividere in 10 quote annuali costanti), si applicano le seguenti soglie:

  • interventi di tipo a) detrazione del 70% delle spese totali sostenute dal 1.1.2017 al 31.12.2021;
  • interventi di tipo b) detrazione del 75% , delle spese totali sostenute dal 1.1.2017 al 31.12.2021;
  • interventi di tipo c) detrazione dell’80% , delle spese totali sostenute dal 1.1.2018 al 31.12.2021;
  • interventi di tipo d) detrazione dell’85% , delle spese totali sostenute dal 1.1.2018 al 31.12.2021.

I limiti massimi di spesa ammissibili sono i seguenti:

  • interventi di tipo a) e b) = 40.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • interventi di tipo c) e d) = 136.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Relazione tecnica firmata dal professionista

In merito alla documentazione da trasmettere all’ENEA, la stessa ENEA sottolinea che per questi interventi la scheda descrittiva dell’intervento deve essere compilata e firmata da un tecnico abilitato e trasmessa  entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere, esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui essi sono terminati.

I tecnici abilitati sono:

  • ingegneri
  • architetti
  • geometri
  • periti

iscritti al proprio albo professionale.

La relazione elaborata dal tecnico deve contenere: 

  • la dichiarazione che l’intervento riguardi parti comuni dell’edificio e che abbia incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;
  • i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
  • i valori delle trasmittanze termiche dei nuovi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
  • la verifica che i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali rispettino i pertinenti limiti riportati nella tabella 2 del dm  26 gennaio 2010;
  • i valori di gtot delle schermature solari nel caso che esse siano state installate;
  • per gli interventi di tipo b), con riferimento alle tabelle 3 e 4 del “decreto linee guida”, la dichiarazione che l’involucro dell’intero edificio, sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva, abbia qualità bassa prima della realizzazione degli interventi, e che sia stata conseguita dopo la realizzazione degli interventi almeno la qualità media per entrambe le suddette prestazioni;
  • per gli interventi di tipo c) e d) ’asseverazione di cui all’Allegato B al DM 28.02.17 n.58 che attesti la classe di rischio di appartenenza prima dell’intervento e la classe di rischio conseguente alla realizzazione dell’intervento e che essa risulti:
    • inferiore di 1 classe rispetto alla precedente per gli interventi di tipo c);
    • inferiore di 2 o più classi rispetto alla precedente per interventi di tipo d).

Vademecum ENEA

Di seguito il link a tutti i Vademecum dell’ENEA:

  • Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75 percento)
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

Clicca qui per scaricare TerMus, il software per la certificazione energetica degli edifici

Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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Le nuove istruzioni sulla progettazione, esecuzione e controllo delle strutture in legno

Il CNR ha pubblicato le nuove DT 206-R1 (Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione ed il controllo delle strutture di legno). Il documento è in consultazione fino al 15 luglio 2018

Nel 2007 il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha pubblicato il documento DT 206/2007 contenente le “Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo delle Strutture di Legno”.

Il documento aveva lo scopo di fornire un contributo tecnico agli operatori impegnati nelle varie fasi della costruzione di strutture di legno, in linea con le conoscenze più avanzate del settore. Il documento, nel corso del tempo è diventato uno strumento indispensabile per i tecnici del settore.

Dal 2007 ad oggi il settore delle costruzioni si è evoluto, così come è avvenuto anche per il quadro normativo. Per rispondere alle nuove esigenze del settore, dunque, il CNR ha aggiornato e ampliato le istruzioni, pubblicando una nuova linea guida, denominata DT 206 R1.

Sottolineiamo che le Istruzioni CNR, per loro genesi e natura, non sono norme cogenti, ma rappresentano soltanto un ausilio offerto ai tecnici impegnati nella progettazione delle strutture di legno.

Il Documento Tecnico DT 206-R1 è sottoposto ad inchiesta pubblica fino al 15/07/2018: si possono fornire contributi a questo indirizzo e-mail.

DT 206-R1, struttura del documento

Il documento è così strutturato:

  • SIMBOLOGIA e  DEFINIZIONI
  • CAMPO D’APPLICAZIONE
  • RIFERIMENTI NORMATIVI
  • MATERIALI E PRODOTTI
  • PROPRIETÀ DEL MATERIALE
    • Resistenze, moduli elastici, massa volumica
    • Umidità del materiale
    • Variazioni termiche
    • Viscosità
  • PRODOTTI
    • Legno massiccio con sezioni rettangolari
    • Prodotti derivati dal legno
    • Elementi monodimensionali (travi)
    • Legno massiccio incollato (con giunti a dita)
    • Legno lamellare incollato
    • Elementi in micro-lamellare
    • Elementi bidimensionali (pannelli)
    • Pannelli di legno massiccio (SWP)
    • Pannelli di tavole incrociate (X-lam o CLT)
    • Pannelli a base di legno (compensato, OSB, MDF, ecc.)
    • Pannelli in micro-lamellare stratificati e compensati (LVL)
  • MATERIALI COMPLEMENTARI
  • ADESIVI
    • Adesivi per elementi incollati in stabilimento
    • Adesivi per incollaggi da realizzare in cantiere
  • ELEMENTI MECCANICI DI COLLEGAMENTO
  • ELEMENTI, TIPOLOGIE E SISTEMI STRUTTURALIELEMENTI STRUTTURALI
    • Travi e colonne
    • Travi di forma particolare
    • Travi e colonne composte
    • Pannelli
  • TIPOLOGIE STRUTTURALI
    • Solai
    • Pareti
    • Travature reticolari
    • Archi
    • Telai
  • CNR-DT 206 R1/2018
    • SISTEMI STRUTTURALI
    • Sistemi strutturali per edifici
    • Edifici a telai leggeri irrigiditi
    • Edifici a pareti di tavole incrociate (X-lam)
    • Edifici a telai pesanti
    • Edifici tipo “Blockhaus”
  • CRITERI E REGOLE DI PROGETTAZIONE
  • AZIONI DI CALCOLO E CLASSI DI DURATA DEL CARICO
  • INFLUENZE AMBIENTALI E CLASSI DI SERVIZIO
  • RESISTENZE DI CALCOLO
  • METODI DI ANALISI E DI VERIFICA
  • STATI LIMITE DI ESERCIZIO
    • Spostamenti istantanei e finali
    • Scorrimento nelle unioni
    • Norme specifiche per elementi inflessi (travi)
    • Vibrazioni
  • STATI LIMITE ULTIMI PER GLI ELEMENTI STRUTTURALI
    • Travi e colonne
    • Verifiche di resistenza
    • Trazione parallela alla fibratura
    • Trazione perpendicolare alla fibratura
    • Compressione parallela alla fibratura
    • Compressione perpendicolare alla fibratura
    • Compressione inclinata rispetto alla fibratura
    • Flessione
    • Tensoflessione
    • Pressoflessione
    • Taglio
    • Torsione
    • Taglio e torsione
    • Verifiche di stabilità
    • Elementi inflessi (Instabilità di trave)
    • Elementi compressi (Instabilità di colonna)
    • Elementi presso-inflessi (Instabilità composta di trave e di colonna)
    • Travi di forma particolare
    • Travi ad altezza variabile e travi curve
    • Travi a semplice rastremazione
    • Travi a doppia rastremazione
    • Travi curve .
    • Travi con intagli o rastremazioni d’estremità
    • Travi con forature d’anima
    • Travi e colonne composte
    • Travi composte con connessioni meccaniche
    • Travi incollate
    • Travi incollate con anima sottili
    • Travi incollate con ali sottili
    • Colonne composte
  • COLLEGAMENTI .
  • COLLEGAMENTI DI CARPENTERIA
    • Tipologie di collegamenti
    • Resistenza dei collegamenti
  • COLLEGAMENTI CON MEZZI DI UNIONE METALLICI A GAMBO CILINDRICO
    • Definizioni
    • Requisiti dei mezzi di unione
    • Collegamento con mezzi di unione multipli
    • Collegamenti con piani di taglio multipli
    • Forze di connessione inclinate rispetto alla fibratura
    • Forze di connessione alternate
    • Resistenza dei collegamenti
    • Collegamenti soggetti a sollecitazioni taglianti
    • Capacità portante di unioni legno-legno e pannello-legno
    • Capacità portante di unioni acciaio-legno
    • Rigidezza della connessione
    • Collegamenti con chiodi
    • Collegamenti con chiodi sollecitati da azioni taglianti
    • Unioni legno-legno con chiodi
    • Unioni pannello-legno con chiodi
    • Unioni acciaio-legno con chiodi
    • Collegamenti con chiodi soggetti a sollecitazioni assiali
    • Collegamenti con chiodi soggetti a sollecitazioni combinate taglianti ed assiali
    • Collegamenti con cambrette e graffe
    • Collegamenti con bulloni
    • Collegamenti con bulloni sollecitati da azioni taglianti
    • Unioni legno-legno e acciaio legno
    • Unioni pannello-legno
    • Collegamenti con bulloni soggetti a sollecitazioni assiali
    • Collegamenti con bulloni soggetti a sollecitazioni combinate taglianti ed assiali
    • Collegamenti con spinotti metallici
    • Collegamenti con viti
    • Collegamenti con viti sollecitati da azioni taglianti
    • Collegamenti con viti sollecitate da azioni assiali
    • Collegamenti con viti sollecitati da azioni combinate taglianti ed assiali
    • Disposizioni costruttive per collegamenti realizzati con mezzi di unione metallici a gambo cilindrico
    • Chiodi
    • Bulloni e rondelle
    • Spinotti
    • Viti
  • COLLEGAMENTI CON MEZZI DI UNIONE SPECIALI DI TIPO AD ANELLO, A
  • CAVIGLIA O A PIASTRA DENTATA
    • Collegamenti con mezzi di unione ad anello o a cavigliasoggette a sollecitazioni taglianti
    • Calcolo della capacità portante
  • CNR-DT 206 R1/2018
    • Numero efficace
    • Collegamenti con mezzi di unione a piastra dentata soggetti a sollecitazioni taglianti
    • Calcolo della capacità portante
    • Spaziature
    • Numero efficace
  • COLLEGAMENTI INCOLLATI
    • Collegamenti con elementi metallici incollati
    • Resistenza dei collegamenti
    • Resistenza di collegamenti con barre incollate
    • Collegamenti con barre soggette a sollecitazione parallela al proprio asse
    • Unioni con barre soggette a sollecitazione ortogonale al proprio asse
    • Verifiche in esercizio per barre incollate sollecitate ortogonalmente al proprio asse
    • Unione con barre soggette a sollecitazioni combinate
    • Resistenza di connessioni con piastre metalliche incollate
    • Resistenza caratteristica
    • Disposizioni costruttive
  • RIGIDEZZA DELLE UNIONI
  • CONNESSIONI TRAVE IN LEGNO-SOLETTA IN C.A.
    • Resistenza e deformabilità di connessioni con spinotti
    • Resistenza a deformabilità di connessioni realizzate con denti di calcestruzzo
    • Resistenza e deformabilità di connessioni realizzate con altri sistemi
  • REGOLE SPECIFICHE PER LE TIPOLOGIE E I SISTEMI STRUTTURALI
  • TIPOLOGIE STRUTTURALI
    • Travature reticolari
    • Archi
    • Telai
    • Controventature
    • Controventature orizzontali: diaframmi per tetti e solai
    • Controventature verticali: diaframmi per pareti
    • Azioni sulle controventature
    • Aste rettilinee compresse
    • Travi inflesse
    • Sistemi di travi parallele (ad anima piena o travature reticolari)
  • SISTEMI STRUTTURALI
    • Sistemi strutturali per edifici
    • Edifici a telai leggeri irrigiditi
    • Edifici a pareti di tavole incrociate
    • Edifici a telai pesanti
    • Edifici tipo “blockhaus”
  • PROGETTAZIONE PER LE AZIONI SISMICHE
  • AZIONI
  • COMPORTAMENTO DEI SISTEMI STRUTTURALI
  • CNR-DT 206 R1/2018
  • COMPORTAMENTO PLASTICO, FATTORI DI STRUTTURA, CLASSI DI DUTTILITA’ E GERARCHIA DELLE RESISTENZE
  • ANALISI STRUTTURALE
  • VERIFICHE ALLO SLV
  • VERIFICHE ALLO SLE (SLD)
  • PROGETTAZIONE PER LA DURABILITA’
  • REQUISITI DI DURABILITÀ NATURALE DEL LEGNO E DEI MATERIALI DERIVATI DAL LEGNO
  • PROVVEDIMENTI PER INCREMENTARE LA DURABILITÀ
  • RESISTENZA ALLA CORROSIONE
  • ROBUSTEZZA STRUTTURALE
  • COMPORTAMENTO AL FUOCO
  • RESISTENZA DI UN ELEMENTO LIGNEO ESPOSTO AL FUOCO
  • RESISTENZA DI UN COLLEGAMENTO ESPOSTO AL FUOCO
  • REGOLE DI ESECUZIONE
  • CONTROLLI SULLA PROGETTAZIONE
  • CONTROLLI DURANTE LA COSTRUZIONE E PROVE DI CARICO
    • Controlli di accettazione
    • Prove di carico
  • STRUTTURE ESISTENTI
  • APPENDICI
  • APPENDICE A – PROFILI PRESTAZIONALI
  • APPENDICE B – COEFFICIENTI PER LA VALUTAZIONE DELLE RESISTENZE DI
  • CALCOLO
  • APPENDICE C – COEFFICIENTI PER LE VALUTAZIONI DI DEFORMABILITÀ
  • APPENDICE D – NORMATIVE DI RIFERIMENTO
  • APPENDICE E – METODO GAMMA PER IL CALCOLO DELLE TRAVI COMPOSTE CON CONNESSIONE MECCANICA DEFORMABILE
  • APPENDICE F – ESEMPI DI CALCOLO
    • Trave di copertura inclinata
    • Trave di copertura controventata
    • Unione bullonata acciaio – legno – acciaio
    • Colonna soggetta a sforzo normale e momento flettente
    • Progetto-verifica di un solaio misto in legno lamellare-soletta in calcestruzzo

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Quando si configura una lottizzazione abusiva? I chiarimenti del CdS

L’indebito frazionamento di un suolo agricolo si configura come lottizzazione abusiva se perde la propria connotazione agricola originaria. Lottizzazione cartolare e sostanziale

Si ha la lottizzazione abusiva anche in caso di terreni coltivati e con alberi da frutto qualora vengono iniziate opere che comportano una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni, che perdono la propria connotazione agricola originaria.

Questo quanto chiarito in una recente sentenza del Consiglio di Stato  – sentenza del 23 marzo 2018, n.1878 – in materia di lottizzazione abusiva.

Il caso

Il caso in esame riguarda il ricorso presentato dai proprietari di un terreno, risultante da un indebito frazionamento di un suolo agricolo in piccoli lotti successivamente venduti a diversi acquirenti, utilizzato per attività agricole a livello amatoriale.

A seguito della realizzazione di alcuni interventi atti a consentire lo svolgimento dell’attività agricola, quali opere infrastrutturali (una strada di collegamento tra i vati lotti e la rete elettrica) e manufatti residenziali completi di logge e verande, dotati di tutti i confort (cucine e bagni, impianti di adduzione acqua e smaltimento rifiuti, impianti di riscaldamento, condizionamento ed elettrici), il Comune contestava loro una lottizzazione abusiva.

In particolare, il Comune motivava la propria scelta con le seguenti ragioni:

  • per aver realizzato intervento di lottizzazione non autorizzata di un terreno agricolo mediante acquisto di porzioni di terreno agricolo all’uopo frazionato, facenti parte di un originario e più grande appezzamento di terreno, in lotti di esigue dimensioni tali da non consentire il permanere di un’effettiva destinazione agricola e dotati di impianti ed elementi tali da determinare il cambiamento urbanistico della zona e snaturare la programmazione e l’uso del territorio
  • per aver costruito sui singoli lotti (ad eccezione della particella n. 199, F. 60) manufatti edilizi in assenza di idoneo titolo abitativo)
  • per utilizzare con scopi residenziali parte dei manufatti realizzati (particelle n. 200, 201, 202, 203, 217, 218, 219, 220, F. 60) attraverso la realizzazione all’interno di essi di cucine e bagni dotati di impianti di adduzione acqua e smaltimento rifiuti, presenza di impianti di riscaldamento, condizionamento ed elettrici e realizzazione di logge e verande, ecc.

Veniva, pertanto, ordinata la sospensione della lottizzazione a scopo edificatorio e l’immediata interruzione delle opere in corso.

L’ordinanza veniva impugnata dai proprietari dinanzi al Tar per la Toscana.

La sentenza del Tar Toscana

I giudici di primo grado rigettano l’ipotesi della lottizzazione cartolare ma affermano la sussistenza della lottizzazione abusiva sostanziale.

Dall’esame della documentazione in atti, si evidenzia che il suolo non è stato frazionato in lotti (lottizzazione cartolare); al contrario, però, risulta la realizzazione di manufatti ed impianti tecnici con caratteristiche tali da configurare uno sfruttamento a fini residenziali del terreno (lottizzazione abusiva sostanziale).

Brevemente la distinzione tra lottizzazione materiale e cartolare.

Lottizzazione materiale
La lottizzazione abusiva edilizia materiale è un insieme di opere fisiche comportanti la sostituzione funzionale del territorio assieme all’aumento del carico urbanistico; essa non richiede la realizzazione di vere e proprie costruzioni abusive, essendo sufficiente la sussistenza di opere le quali, sebbene nella fase iniziale, denotino che è stato iniziato o è in corso un procedimento di trasformazione urbanistica ed edilizia del terreno, in contrasto con le norme vigenti (Tar Lazio, Latina, Sez. I, 12 ottobre 2011, n. 798).

Lottizzazione cartolare
La lottizzazione abusiva cartolare si verifica per effetto di frazionamenti non autorizzati e vendite di terreni in lotti; essa si configura quando si hanno frazionamenti preordinati in modo non equivoco all’edificazione, anche se lo scopo edificatorio abusivo si realizza mediante successivi atti negoziali traslativi (Cass. Civ. II. n. 15991/2013, Cass. Pen. III n. 24985/2015).

I proprietari ricorrono contro tale decisione al CdS, in quanto, a loro giudizio, non si configura lottizzazione abusiva perché non sarebbe stata effettuata alcuna trasformazione del suolo che avrebbe conservato la propria natura agricola.

Il parere del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, conferma quanto stabilito dal Tar Toscana.

Ai sensi dell’art.30, comma 1, del dpr 380/2001 si configura la lottizzazione abusiva materiale (sostanziale) di terreni a scopo edificatorio quando vengono iniziate opere che comportano una trasformazione urbanistica o edilizia dei terreni in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione.

Nel caso in esame, gli interventi valutati nel loro complesso, avrebbero modificato la destinazione agricola del fondo originario, lasciando presupporre l’intenzione di sfruttarla a fini residenziali, attraverso la realizzazione della strada di collegamento tra i vari lotti e della rete elettrica dell’intero complesso. Inoltre, all’interno di molti lotti, sarebbero state realizzate strutture edilizie non precarie, alcune con caratteristiche simili ad una civile abitazione. Sarebbero stati realizzati, inoltre, anche lavori di sbancamento e livellamento del terreno.

In definitiva, la circostanza che il terreno sia (anche) coltivato ad orto e che vi siano stati piantati degli alberi da frutto appare irrilevante.

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Piani di lavoro amianto, ecco come procedere

Dal Piemonte le indicazioni operative per la redazione dei Piani di lavoro per la rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto

La regione Piemonte con delibera del 16 marzo 2018, n. 34-6629 ha adottato le Linee di indirizzo e indicazioni operative per la redazione dei Piani di Lavoro di demolizione/rimozione amianto ai sensi dell’ art. 256 del D.Lgs. 81/08.

Ricordiamo che ai sensi dell’art. 256, comma 2 del dlgs 81/2008 per tutte le attività lavorative che possono comportare esposizione ad amianto, il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, è tenuto a predisporre un Piano di lavoro.

Il Piano dovrà essere redatto dal datore dei lavori della ditta esecutrice; gli aspetti che il Piano deve contenere sono definiti dal comma 4 dell’art. 256 del dlgs 81/2008.

Linee guida Piemonte

Le linee guide contengono le indicazioni minime ed irrinunciabili per la redazione dei Piani di lavoro, per la rimozione dell’amianto o di materiali contenenti amianto in matrice compatta e friabile, in riferimento a quanto stabilito dall’art. 256 del dlgs 81/2008.

Finalità

Scopo del documento è di fornire alle imprese, che devono eseguire questa tipologia di lavori, le indicazioni chiare per la redazione dei Piani di lavoro, nonché rendere omogenee le valutazioni dei Piani che le strutture delle ASL della Regione Piemonte devono effettuare, nel rispetto della normativa vigente; non ultimo garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori occupati nei lavori di bonifica e la protezione dell’ambiente esterno.

Requisiti delle imprese

Come previsto dall’art. 256, i lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo dalle imprese rispondenti ai requisiti previsti dall’art. 212 commi 5 e 6 del dlgs 3 aprile 2006, n. 152.

Tutte le imprese, anche quelle individuali, devono quindi essere iscritte all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10 – bonifica dei beni contenenti amianto (cfr. Deliberazione 30.03.2004 n. 1 del Comitato Nazionale dell’Albo Nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti).

Formazione dei lavoratori

I lavoratori possono essere adibiti alle attività di bonifica amianto solo se in possesso di specifica abilitazione rilasciata a seguito della frequenza dei corsi di formazione professionale previsti dall’art. 10 c. 2 lett. h) della legge n. 257/92.

I contenuti della formazione per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dell’amianto e per i responsabili tecnici di gestione rimozione bonifica e smaltimento materiali contenenti amianto sono indicati nella Deliberazione della Giunta Regionale 12 dicembre 2016, n. 13-4341.

Gli oneri per la formazione, l’informazione e l’addestramento dei lavoratori sono a carico del datore di lavoro.

Restituibilità delle aree bonificate

L’art. 256 c. 4 lett. c) del dlgs 81/08 stabilisce espressamente che il Piano di lavoro deve contenere informazioni circa la verifica dell’assenza di rischi dovuti all’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto.

Tale verifica consiste nel visionare accuratamente l’area di cantiere per accertare l’assenza di residui di materiale contenente amianto.
Ferma restando tale verifica, che deve essere condotta in tutti i casi dall’impresa esecutrice dei lavori, si dovrà richiedere alla Struttura S.Pre.S.A.L. la certificazione di restituibilità nei seguenti casi:

  • rimozione amianto in matrice compatta in ambienti confinati
  • rimozione amianto in matrice friabile
  • rimozione amianto con tecnica del glove-bag se questa avviene in ambienti confinati

I costi del campionamento e delle analisi sono a carico del committente.

Schede per la redazione dei Piani di lavoro

Sono presenti, infine, 2 schede contenenti le indicazioni minime per la redazione dei Piani di lavoro circa la rimozione di:

  • materiale contenente amianto in matrice compatta: coperture, camini e tubazioni in cemento-amianto
  • materiale contenente amianto in matrice friabile

Nello specifico, la scheda relativa all’amianto in matrice compatta riguarda le coperture e le tubazioni in cemento-amianto; per quanto riguarda le tubazioni, non sono comprese quelle interrate.

Nella scheda relativa all’amianto in matrice friabile non è compresa la bonifica di amianto in matrice minerale, ballast e materiali dispersi nel terreno, nonché di materiali contenenti amianto utilizzati impropriamente (esempio polverino).

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Adeguamento antincendio, obblighi per scuole e asili nido

Ecco il decreto con le indicazioni sulle priorità per l’adeguamento alla normativa antincendio di scuole e asili nido

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n.74 del 29 marzo 2018) il decreto 21 marzo 2018 recante:

Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido.

Finalità

Il provvedimento ha lo scopo di adeguare alla normativa antincendio scuole e asili nido, definendo le indicazioni programmatiche prioritarie previste dal decreto, dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di adeguamento, che fissano livelli di priorità programmatica.

Ricordiamo, infatti, che il 31 dicembre 2017 è scaduto il termine, più volte prorogato, per adeguare le scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado e per gli edifici e locali adibiti ad asili nido ai requisiti previsti dal dm 26 agosto 1992.

Il decreto suddivide in 3 livelli di priorità le disposizioni di cui si deve tenere conto nel programmare le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole (rispettivamente indicate nel dm 26 agosto 1992 per le scuole e nel dm 16 luglio 2014 per gli asili nido).

Adeguamento antincendio: le indicazioni prioritarie per le scuole

Il provvedimento stabilisce che, per le scuole, i livelli di priorità programmatica sono:

  • livello di priorità A – osservanza delle disposizioni del dm 26 agosto 1992 relative a: impianto elettrico di sicurezza; sistemi di allarme; estintori; segnaletica di sicurezza; norme di esercizio
  • livello di priorità B – osservanza delle disposizioni dm 26 agosto 1992 relative a: spazi per esercitazioni; spazi per depositi; spazi per l’informazione e le attività parascolastiche; spazi per servizi logistici; impianti fissi di rivelazione e/o di estinzione degli incendi
  • livello di priorità C – le restanti disposizioni del decreto ministeriale

Le attività di adeguamento potranno essere realizzate secondo le suddette indicazioni, in alternativa, con l’osservanza delle norme tecniche del dm 3 agosto 2015 (come integrato dal dm 7 agosto 2017) e fatti salvi gli obblighi stabiliti dagli artt. 3 e 4 del dpr 151/2011 e  l’integrale osservanza del ddm 26 agosto 1992

Adeguamento antincendio: le indicazioni prioritarie per gli asili

Per l’adeguamento antincendio degli asili, i livelli di priorità programmatica sono:

  • livello di priorità A – osservanza delle disposizioni del dm 16 luglio 2014 relative a: servizi di sicurezza; illuminazione di sicurezza; estintori; allarme acustico; segnaletica di sicurezza; organizzazione e gestione della sicurezza antincendio; informazione e formazione antincendio
  • livello di priorità B: impianti elettrici per il sezionamento di emergenza; servizi di sicurezza
  • livello di priorità C: le restanti disposizioni del decreto ministeriale

Le attività di adeguamento degli asili nido potranno essere effettuate secondo le citate indicazioni, fermo restando gli obblighi stabiliti dagli artt. 3 e 4 del dpr 151/2011 e l’osservanza delle misure di sicurezza antincendio di cui all’art. 6, lettera a), del dm 16 luglio 2014.

Le indicazioni, inoltre, potranno essere utilizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco per impartire prescrizioni graduali e graduate, in presenza della rilevazione di carenze o lacune negli adempimenti inseriti nei diversi livelli di priorità dal decreto.

Sicurezza sui luoghi di lavoro

Infine, in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, restano confermate le disposizioni di cui al dlgs 81/2008.

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Super e iper ammortamento, tutto quello che occorre sapere

Dai commercialisti il punto su super e iper ammortamento: ambito di applicazione e novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018 e dalle Entrate

A professionisti, artigiani e imprese che investono nell’ammodernamento della propria attività sono concessi particolari benefici fiscali, comunemente indicati con il termine “super ammortamento” e “iper ammortamento“.

In particolare, le agevolazioni consentono a chi investe in beni strumentali nuovi, materiali ed immateriali, di godere di un ammortamento maggiorato ai fini fiscali.

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato una guida che fa il punto su super ammortamento e iper ammortamento, anche a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2018.

Documento commercialisti

Il documento analizza i tratti caratterizzanti delle agevolazioni (iper ammortamento e super ammostramento), con particolare riferimento alle recenti modifiche e novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018 e dai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate.

Super ammortamento

Il super ammortamento è la possibilità prevista per imprenditore e lavoratore autonomo di maggiorare il costo di acquisizione del 40% ai soli fini delle imposte sui redditi e con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.

Porta al 140% il valore della deduzione, riducendo la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte.

È stato introdotto ufficialmente dalla legge di stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208), in riferimento ad acquisti di beni materiali strumentali nuovi, impianti e macchinari effettuati entro il 31 dicembre 2016.

Successivamente, la legge di Bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga a tutto il 2017, alcune modifiche al super ammortamento e l’introduzione dell’iper ammortamento; ha esteso l’operatività e gli effetti del super ammortamento anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017 (escludendo taluni mezzi di trasporto a motore). Il termine può essere allungato fino al 30 giugno 2018, ma solo a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento dei rispettivi acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Ambito di applicazione

Il super ammortamento si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa (indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano) e agli esercenti arti e professioni.

Iper ammortamento

Introdotto dalla Finanziaria 2017, l’iper ammortamento consiste in una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione dei beni strumentali acquistati per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale 4.0. In pratica si tratta degli investimenti in macchine intelligenti, interconnesse.

Per usufruire della maggiorazione del 150% occorre rispettare anche il requisito dell’interconnessione; il bene potrà essere “iper ammortizzato” se, oltre ad essere entrato in funzione, sarà interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Pertanto, fino ad allora, potrà temporaneamente godere del beneficio del super ammortamento, se ricorrono i requisiti.

Le quote di iper ammortamento del 150% di cui l’impresa non ha fruito inizialmente a causa del ritardo nell’interconnessione saranno comunque recuperabili nei periodi d’imposta successivi.

Novità legge di Bilancio 2018

In merito alle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2018, il documento individua, in sintesi, le seguenti novità:

  • proroga del super ammortamento, introducendo alcune modifiche alla norma vigente fino al 2017
  • proroga dell’iper ammortamento
  • proroga della maggiorazione nella misura del 40% del costo di acquisizione di beni immateriali per i soggetti che fruiscono dell’iper ammortamento
  • ampliamento delle fattispecie previste dall’allegato B annesso alla legge di Bilancio 2017 (ovvero i casi per cui è previsto il super ammortamento per i beni immateriali)
  • obblighi documentatali per poter beneficiare delle agevolazioni (iper ammortamento e maggiorazione nella misura del 40%)
  • casi di esclusione delle agevolazioni
  • casi in cui vengono effettuati investimenti sostitutivi, nell’ambito dell’iper ammortamento

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Eliminazione delle barriere architettoniche: si può derogare alle distanze?

Per il Tar Lombardia è possibile derogare alle norme sulle distanze minime tra fabbricati per effettuare interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche… ma non in tutti i casi

Con la sentenza n. 809 del 27 marzo 2018 i giudici amministrativi lombardi hanno chiarito che, ai sensi del combinato disposto degli articoli 78 e 79 del dpr n. 380/2001, le opere dirette alla eliminazione delle barriere architettoniche possono essere realizzate in deroga alle norme sulle distanze previste dai regolamenti edilizi, salvo l’obbligo di rispetto delle distanze minime di cui agli artt. 873 e 907 Codice Civile, che prescrivono una distanza minima di 3 metri utile a garantire le giuste condizioni di salubrità e salute.

In questi casi, quindi, non è applicabile l’art. 9 del dm n. 1444/1968 (‘limiti distanze tra fabbricati’).

Il caso

Una società di una provincia brianzola impugna un provvedimento con cui era stata approvata la deroga alle distanze previste dalla disciplina urbanistica comunale in relazione ad una variante di progetto presentata da due privati per la realizzazione di un ascensore e di un vano scala all’esterno della sagoma dell’immobile di loro proprietà, in applicazione della legislazione sull’eliminazione delle barriere architettoniche.

A seguito di tale approvazione, il progetto viene a trovarsi a un confine di 9 metri invece che di 10 rispetto alla costruzione della società ricorrente; inoltre tale società ricorre ritenendo le opere realizzate come opere unicamente idonee a migliorare i servizi e il valore immobiliare dell’edificio.

Contro il provvedimento si costituiscono i due privati ed il comune.

La sentenza

Il Tar decide per il rigetto del ricorso ritenendolo infondato.

I giudici hanno considerato gli interventi realizzati rientranti nell’ambito di applicazione della disciplina sul superamento delle barriere architettoniche, essendo finalizzate all’adeguamento dell’immobile, costituito da più di tre livelli fuori terra, alla normativa sull’eliminazione delle barriere architettoniche.

Gli interventi sono difatti consistiti nella realizzazione di un ascensore e nella demolizione delle vecchie scale condominiali interne, troppo strette per montare il servoscale, e nella costruzione delle scale esterne.

Come riportato dall’articolo 79 del dpr 380/2001 (richiamato dai giudici), per l’abbattimento delle barriere architettoniche è prevista una specifica e automatica deroga alla disciplina delle distanze prevista dagli strumenti urbanistici comunali, senza la necessità di valutazioni discrezionali dell’Amministrazione, con il solo corollario di dover limitare al dato testuale il richiamo all’art. 873 c.c. e quindi dell’inapplicabilità della disciplina delle distanze dai fabbricati alieni prevista dall’art. 9 del dm n. 1444/1968.


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articolo 9 dm n. 1444/1968 – Limiti di distanza tra i fabbricati

Le distanze minime tra fabbricati per le diverse zone territoriali omogenee sono stabilite come segue:

  1. Zone A): per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale.
  2. Nuovi edifici ricadenti in altre zone: è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di m 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti.
  3. Zone C): è altresì prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all’altezza del fabbricato più alto; la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a ml 12.
    Le distanze minime tra fabbricati – tra i quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (con esclusione della viabilità a fondo cieco al servizio di singoli edifici o di insediamenti) – debbono corrispondere alla larghezza della sede stradale maggiorata di:

    • ml. 5,00 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml. 7
    • ml. 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra ml. 7 e ml. 15
    • ml. 10,000 per lato, per strade di larghezza superiore a ml. 15.

Qualora le distanze tra fabbricati, come sopra computate, risultino inferiori all’altezza del fabbricato più alto, le distanze stesse sono maggiorate fino a raggiungere la misura corrispondente all’altezza stessa. Sono ammesse distanze inferiori a quelle indicate nei precedenti commi, nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche.

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Al via le domande per i bandi Inarcassa: Prestiti d’onore 2018 e Finanziamento in conto interessi

Dal 1° aprile al 31 marzo le domande per il bando Prestiti d’onore 2018 (per under 35 e professioniste madri) e Finanziamento in conto interessi (per avvio studio)

Inarcassa ha ricordato (comunicato del 29 marzo 2018) che a partire dal 1° aprile saranno aperti i nuovi bandi per incoraggiare i giovani iscritti, anche riuniti in forma associativa o societaria, ad investire nella propria attività professionale: il bando Prestiti d’onore 2018, per gli associati under 35 e le professioniste madri di figli in età scolare (fino a 15.000 euro, con il 100% degli interessi a carico di Inarcassa) e il bando Finanziamenti in conto interessi, finalizzati all’allestimento o al potenziamento dello studio e allo svolgimento d’incarichi professionali (fino a 30.000 euro con l’abbattimento in conto interessi del 3% a carico Inarcassa), con un tasso nominale annuo agevolato

Prestito d’onore

Oggetto del bando è il finanziamento, con il 100% degli interessi in carico a Inarcassa , tramite convenzione con l’Istituto Tesoriere Banca Popolare di Sondrio, per l’avvio o il potenziamento dello studio professionale attraverso l’acquisto di beni strumentali (acquisto di immobilizzazioni materiali e immateriali necessari allo svolgimento dell’attività professionale) con un tasso nominale annuo agevolato.

Beneficiari

I soggetti che possono accedere al prestito d’onore sono:

  • gli Iscritti ad Inarcassa under 35 anni di età (rientranti nelle condizioni di cui all’art. 4.4 del Regolamento Generale Previdenza 2012 Inarcassa, contribuzione ridotta, anche riuniti in studi associati, o iscritti ad Inarcassa e soci di società di Ingegneria)
  • le professioniste madri di figli in età prescolare o scolare fino all’età dell’obbligo (16 anni di età non ancora compiuti alla data della domanda, sempre che sia attestata la frequenza ad un istituto scolastico)

Requisiti

I requisiti necessari per accedere sono:

  • essere utenti di Inarcassa On line
  • essere in regola con tutti gli adempimenti formali e contributivi previsti dal Regolamento Generale Previdenza 2012 Inarcassa
  • non aver già fruito di finanziamenti o contributi a carico di Inarcassa. E’ ammissibile la domanda per un secondo finanziamento se la sommatoria delle stesse non superi l’importo massimo concedibile.

Condizioni

  • importo finanziabile: da 5.000 a 15.000 euro
  • durata finanziamento concesso: a 12, 24, 36 mesi
  • abbattimento interessi a carico Inarcassa: 100%
  • tasso applicato: BCE vigente tempo per tempo maggiorato di 3,25 punti – tasso minimo pari allo spread (meno abbattimento interessi a carico Inarcassa)

Modalità di accesso

La domanda deve essere presentata, esclusivamente tramite Inarcassa On line, a partire dal 1° aprile 2018 fino al 31 marzo 2019; saranno prese in carico fino a capienza dello stanziamento deliberato per il 2018.

E’ necessario, inoltre, specificare:

  • le finalità del finanziamento in un breve progetto di utilizzazione
  • le spese di impianto dello studio professionale e quelle di acquisto di strumenti informatici

L’esito verrà inviata entro 60 giorni dalla richiesta; in caso di ammissione al finanziamento avrà seguito l’istruttoria bancaria a cura dell’Istituto convenzionato (Banca Popolare di Sondrio).

Finanziamenti in conto interessi

Il bando Finanziamenti in conto interessi, sempre per gli iscritti Inarcassa, è finalizzato all’allestimento o al potenziamento dello studio attraverso l’acquisto di beni strumentali, nonché allo svolgimento di incarichi professionali, con un tasso nominale annuo agevolato.

I finanziamenti sono erogati tramite convenzione con l’Istituto Tesoriere Banca Popolare di Sondrio; l’abbattimento in conto interessi a carico di Inarcassa per l’anno 2018 è del 3%.

Beneficiari

Possono accedere ai finanziamenti on line agevolati tutti gli associati con almeno 2 anni consecutivi di iscrizione alla data della domanda, anche riuniti in associazioni.

Requisiti

Per accedere ai finanziamenti on line agevolati è necessario:

  • essere utenti di Inarcassa On line
  • essere in regola con tutti gli adempimenti formali e contributivi previsti dal Regolamento Generale Previdenza 2012 Inarcassa
  • non aver già fruito di finanziamenti o contributi a carico di Inarcassa. E’ ammissibile la domanda per un secondo finanziamento purché la sommatoria delle stesse non superi l’importo massimo concedibile
  • aver dichiarato nell’anno antecedente a quello della domanda un volume di affari IVA superiore a 15.000 euro

Tipologia di finanziamento

E’ possibile accedere ai finanziamenti on line agevolati per:

  • l’avvio dello studio professionale, inteso come acquisto di immobilizzazioni materiali ed immateriali necessarie allo svolgimento dell’attività professionale fino ad un massimo di 30.000 euro per singola richiesta e fino ad un massimo di 45.000 euro per studio associato
  • l’anticipazione dei costi da sostenere a fronte della committenza (proveniente da enti pubblici o similari e società private) di uno o più incarichi professionali fino a un massimo di 30.000 euro
  • al momento dell’erogazione sarà trattenuta l’imposta sostitutiva pari allo 0,25% del capitale erogato

I due tipi di finanziamento non possono essere cumulati.

Il minimo finanziabile è di 5.000 euro.

Condizioni di finanziamento

  • durata finanziamento concesso a 19, 24, 36, mesi
  • abbattimento del 3%, preso in carico da Inarcassa, sul tetto di interesse
  • tasso nominale annuo: BCE vigente tempo per tempo maggiorato di 3,75 punti (tasso minimo pari allo spread)

Modalità di accesso

Le domande possono essere presentate dal 1° aprile 2018 al 31 marzo 2019 e saranno prese in carico fino a capienza dello stanziamento deliberato per il 2018.

Le richieste possono essere inoltrate esclusivamente tramite Inarcassa On line.
Le richieste verranno autorizzate secondo l’ordine cronologico di presentazione in via telematica fino all’esaurimento del budget annuale destinato da Inarcassa al versamento della quota degli interessi.

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Certificazione energetica, la Puglia introduce l’obbligo di formazione per i certificatori

Obbligatoria la frequenza di un corso di formazione entro il 31 dicembre 2018 per i certificatori energetici già iscritti negli elenchi regionali. Ecco i contenuti minimi

Per i certificatori energetici, aventi titolo di studio (di cui all’articolo 2 co. 4 del dpr 75/2013) e già iscritti all’elenco regionale, la regione Puglia prevede l’obbligo di frequenza di un corso di formazione entro il 31 dicembre 2018.

Questo quanto stabilito dalla legge regionale 27 marzo 2018, n. 6 (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 30 marzo 2018) recante:

Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2016, n. 36 (Norme di attuazione del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e dei decreti del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 e n. 75, di recepimento della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia. Istituzione del Catasto energetico regionale).

Obbligo corso di aggiornamento

In particolare, per quanto riguarda i certificatori energetici, l’art. 3 stabilisce che:

Al fine di garantire un’applicazione corretta sul territorio regionale del decreto interministeriale 26 giugno 2015 (linee guida) i soggetti iscritti all’elenco regionale, di cui all’articolo 2, comma 4, del d.P.R. 75/2013, entro il 31 dicembre 2018, devono frequentare un corso di aggiornamento di dieci ore con i contenuti minimi elencati nel modulo I e II del d.P.R. 75/2013.

Contenuti minimi

Per i contenuti minimi si farà riferimento, quindi, a quelli elencati nel modulo I e II del dpr 75/2013, ossia:

I Modulo

  • La legislazione per l’efficienza energetica degli edifici
  • Le procedure di certificazione
  • La normativa tecnica
  • Obblighi e responsabilità del certificatore

II Modulo

  • Il bilancio energetico del sistema edificio impianto
  • Il calcolo della prestazione energetica degli edifici
  • Analisi di sensibilità per le principali variabili che ne influenzano la determinazione

Ulteriori disposizioni della legge regionale

La legge dispone, inoltre, che la Regione deve individuare nelle Province e nella Città metropolitana di Bari le autorità competenti per lo svolgimento delle attività di accertamento e ispezione degli impianti termici, ciascuna per il territorio di propria competenza.

Infine, prevede che a partire dal 1° gennaio 2019 l’acquisizione dei bollini da parte dei manutentori avviene in modalità informatica attraverso sistemi di portafoglio digitale.

Le disposizioni della legge regionale entrano in vigore il 14 aprile 2018.

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In vigore la UNI 11532-1:2018 sulle caratteristiche acustiche interne degli edifici

Dal 15 marzo è in vigore la UNI 11532-1:2018 che definisce le caratteristiche acustiche interne di un edificio, i metodi di progettazione e le tecniche di valutazione

Pubblicata sul sito dell’UNI la norma 11532-1:2018 la norma dal titolo: Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione – Parte 1: Requisiti generali.

Caratteristiche acustiche

Le caratteristiche acustiche, ossia le qualità acustiche, di un ambiente sono fondamentali per definire un adeguato livello di comfort e di comunicazione.

Per alcune destinazioni d’uso, ad esempio scuole, ambienti destinati a conferenze e assimilabili, la comprensione del parlato è un’esigenza di primaria importanza; per altri ambienti, quali ristoranti, mense, spazi comuni, il controllo della qualità acustica è una condizione essenziale per rendere i luoghi accoglienti e piacevoli.

E’ quindi importante definire i descrittori acustici che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente.

La UNI 11532-1:2018

La nuova norma  definisce, in relazione alle diverse destinazioni d’uso degli ambienti, i descrittori acustici che meglio possono rappresentare le qualità acustiche degli ambienti proponendo, per ognuno di essi, i valori ottimali. Propone, inoltre, i metodi di progettazione e tecniche di valutazione che consentono di ottenere una metodologia operativa comune.

I contenuti

In pratica, la UNI 11532-1:2018 descrive gli aspetti generali comuni a tutti i settori di applicazione, in particolare:

  • i descrittori che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente, indicandone i valori di riferimento in relazione alla destinazione d’uso dell’ambiente stesso
  • i metodi di previsione
  • le tecniche di valutazione che costituiscono una metodologia operativa comune

Ambito di applicazione

La norma si applica ai seguenti settori, con diversa destinazione d’uso:

  • settore scolastico – comunicativo/collettivo – collettivo – piccole sale conferenze e/o polifunzionali col limite di 250 m³
  • settore sanitario
  • settore uffici, con riguardo degli open plan offices
  •  settore ristorazione
  • settore direzionale commerciale – sportivo – terziario
  • settore produttivo/industriale – fieristico – espositivo

La norma, in vigore dal 15 marzo 2018, sostituisce la precedente UNI 11532:2014.

Clicca qui per accedere al sito UNI

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Nuove FAQ sui CAM per l’edilizia

Gli impianti di un edificio sono inclusi nel piano di disassemblaggio? Dal Ministero nuovi chiarimenti sui CAM e il criterio di fine vita degli impianti

Gli impianti di un edificio, che sono stati progettati per essere disassemblati e riciclabili, sono inclusi nel piano di disassemblaggio.

Lo ha chiarito il ministero dell’Ambiente nell’ultimo aggiornamento delle FAQ (marzo 2018) sui CAM per l’edilizia (l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici).

CAM, cosa sono

Ricordiamo che i CAM sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

Il Codice degli appalti (dlgs 50/2016, modificato dal dlgs 56/2017) ha reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni
appaltanti CAM.
Questo obbligo garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia incisiva nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, nonché di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili.

Nuove FAQ sui CAM per l’edilizia

Nell’ultimo aggiornamento delle FAQ sui CAM per l’edilizia, in riferimento al criterio 2.3.7 Fine vita viene chiesto se il piano di disassemblaggio debba includere gli impianti.

La risposta è affermativa:

Se gli impianti sono inclusi in quanto il criterio si riferisce all’intera opera e scopo del criterio è acquisire le informazioni utili alla fase di fine vita dell’edificio a beneficio della stazione appaltante. Nella verifica si chiede un elenco di tutti i materiali e componenti che “possono” essere in seguito riutilizzati o riciclati, con l’indicazione del relativo peso rispetto al peso totale dell’edificio. Nel caso degli impianti, quelli che sono stati progettati per essere disassemblabili e riciclabili andranno inclusi nel piano di disassemblaggio, quelli che non lo sono, non andranno in elenco. Per stimolare il mercato della produzione di impianti verso principi di ecodesign e l’uso di componenti recuperabili, in futuro sarà previsto un criterio premiante per l’installazione di impianti (di riscaldamento o raffrescamento, elettrici ecc) che sono progettati per essere disassemblati e riciclati.

I CAM in vigore

Di seguito i CAM in vigore e il link alle relative FAQ e chiarimenti:

  • Arredi per interni – Fornitura e servizio di noleggio di arredi per interni (approvato con DM 11 gennaio 2017, in G.U. n. 23 del 28 gennaio 2017)
    • FAQ e chiarimenti
  • Arredo urbano – Acquisto di articoli per l’arredo urbano (approvato con DM 5 febbraio 2015, in G.U. n. 50 del 2 marzo 2015)
    • FAQ e chiarimenti
  • Ausili per l’incontinenza – Forniture di ausili per l’incontinenza (approvato con DM 24 dicembre 2015, in G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016)
    • FAQ e chiarimenti
  • Carta – Acquisto di carta per copia e carta grafica (approvato con DM 4 aprile 2013, in G.U. n. 102 del 3 maggio 2013)
  • Cartucce per stampanti – Forniture di cartucce toner e a getto di inchiostro e affidamento del servizio integrato di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro (approvato con DM 13 febbraio 2014, in G.U. n. 58 dell’11 marzo 2014)
    • FAQ e chiarimenti
  • Apparecchiature informatiche da ufficio – Fornitura di attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio (pc portatili, Pc da tavolo, stampanti, fotocopiatrici, apparecchiature multifunzione, per ufficio) (approvato con DM 13 dicembre 2013, G.U. n. 13 del 17 gennaio 2014)
  • Edilizia – Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici (approvato con DM 11 ottobre 2017, in G.U. Serie Generale n. 259 del 6 novembre 2017)
    • FAQ e chiarimenti
  • Illuminazione pubblica – Acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica (approvato con DM 27 settembre 2017, in G.U. n 244 del 18 ottobre 2017)
    • FAQ e chiarimenti
  • Illuminazione, riscaldamento/raffrescamento per edifici – Affidamento servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento (approvato con DM 7 marzo 2012, in G.U. n.74 del 28 marzo 2012)
  • Pulizia per edifici – Affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene (approvato con DM 24 maggio 2012, in G.U. n. 142 del 20 giugno 2012)
    • FAQ e chiarimenti
  • Rifiuti urbani – Affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani (approvato con DM 13 febbraio 2014, in G.U. n. 58 dell’11 marzo 2014)
  • Ristorazione collettiva – Servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari (approvato con DM 25 luglio 2011, in G.U. n. 220 del 21 settembre 2011)
    • FAQ e chiarimenti
  • Sanificazione strutture sanitarie – Affidamento del servizio di sanificazione per le strutture sanitarie e per la fornitura di prodotti detergenti (approvato con DM 18 ottobre 2016, in G.U. n. 262 del 9 novembre 2016)
    • FAQ e chiarimenti
  • Tessili – Forniture di prodotti tessili (approvato con DM 11 gennaio 2017, in G.U. n. 23 del 28 gennaio 2017)
  • Veicoli – Acquisizione dei veicoli adibiti al trasporto su strada (approvato con DM 8 maggio 2012, in G.U. n. 129 del 5 giugno 2012)
  • Verde pubblico – Affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, acquisto di ammendanti, piante ornamentali, impianti di irrigazione (approvato con DM 13 dicembre 2013, in G.U. n. 13 del 17 gennaio 2014)

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Ecco la piastrella solare ibrida: calpestabile, può produrre elettricità ed acqua calda

La nuova piastrella solare ibrida è in grado di sfruttare allo stesso tempo l’effetto fotovoltaico (energia elettrica) e l’effetto termico (acqua calda sanitaria)

Nasce da un team di ricerca del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Alma Mater di Bologna la nuova piastrella solare ibrida, un’importante novità per il settore del fotovoltaico capace di produrre sia energia elettrica che termica.

La nuova piastrella solare ibrida è in grado di garantire una doppia capacità produttiva di energia, termica ed elettrica, sfruttando le possibilità offerte dai sistemi ibridi.

Uno dei limiti storici degli impianti fotovoltaici tradizionali è infatti quello della scarsa produttività in rapporto alla superficie utilizzata.

Criticità a cui si è cercato di rimediare creando impianti ibridi: sistemi che utilizzano l’energia generata dal sole sfruttando allo stesso tempo sia l’effetto fotovoltaico, per produrre energia elettrica, che l’effetto termico, in grado di garantire alle abitazioni acqua calda sanitaria.

Rivestita con due diversi tipi di resina plastica, la piastrella solare è anche calpestabile, e quindi è idonea a qualsiasi applicazione: può essere utilizzata su superfici con particolari vincoli di metratura e di posa, fino ad oggi non del tutto superabili con le soluzioni presenti sul mercato.

Questo tipo di piastrella solare ibrida è stata progettata tenendo in massima considerazione due aspetti chiave per garantire la diffusione di questa nuova tecnologia: la facilità di produzione e la messa in opera da parte degli installatori.

Il risultato è un prodotto riproducibile in serie, con lo stesso spessore delle comuni piastrelle autobloccanti, che può essere facilmente installato.

piastrella solare ibrida

Piastrella solare ibrida: le caratteristiche tecniche

Lo stampo dedicato prevede canali adattati alla creazione delle coperture inferiore e superiore con sigillatura del sistema. Dispone inoltre di sistemi appositi per il distacco della piastrella ibrida ultimata post colata. Due delle quattro pareti laterali entro le quali effettuare la colata sono amovibili al fine di garantire la perfetta modularità in fase di produzione.

Non richiede maggiori abilità rispetto alla posa di comuni piastrelle autobloccanti, di cui conserva lo spessore.

Le possibili applicazioni

  • Nautica
  • Camperistica
  • Pavimentazioni industriali
  • Terrazze e tetti piani.

I vantaggi

  • Massimizzazione della produzione energetica integrata
  • Eliminazione di tutti i vincoli tecnici e funzionali
  • Facilitazione delle operazioni di posa, pulizia e manutenzione
  • Facile conversione della pavimentazione esistente nel caso di applicazioni al suolo.

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