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Come gestire la sicurezza antincendio in azienda

Come gestire la sicurezza antincendio in azienda

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il manuale INAIL per gestire la sicurezza antincendio in azienda: dall’evoluzione normativa, alle statistiche degli infortuni, alle raccomandazioni per addetti al servizio e datore di lavoro

A seguito dell’emanazione del Codice di prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015) e alla riforma del D.M. 10 marzo 1998, il settore della prevenzione incendi è stato caratterizzato da continui cambiamenti normativi; revisione che, fondamentalmente, ha riguardato l’adozione di una metodologia di progettazione della sicurezza antincendio basata sull’approccio prestazionale con i 3 decreti di settembre 2021.

A fare il punto della situazione interviene l’INAIL con il volume “La nuova prevenzione incendi nei luoghi di lavoro“, contenente il quadro dell’evoluzione normativa in merito, nonché delle raccomandazioni per i datori di lavoro. A tal riguardo, ti ricordo che il titolare dell’attività soggetta, sotto la propria responsabilità segnala l’inizio dell’attività e incarica un professionista antincendio ed un tecnico abilitato per redigere la documentazione. Per affrontare in maniera unitaria la progettazione della prevenzione incendi, dalla redazione dei progetti alla documentazione per tutte le pratiche antincendio inerenti le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, secondo la Regola Tecnica Orizzontale le Regole Tecniche Verticali (attività normate) e le linee guida dei VVF, ti suggerisco di affidarti al software più performante per la progettazione unitaria ed integrata  della prevenzione incendi, in grado di produrre tutta la documentazione antincendio necessaria.

La nuova prevenzione incendi nei luoghi di lavoro: il volume INAIL

L’INAIL, da sempre impegnata nel promuovere iniziative informative e formative circa la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, ha recentemente pubblicato il volume che fa il punto della situazione in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro.

Si tratta di una guida pratica e di facile consultazione con la funzione di manuale formativo e informativo; l’obiettivo è quello di promuovere la consapevolezza dei datori di lavoro in merito alle disposizioni dei nuovi decreti antincendio ed alla loro attuazione.

Il documento, dopo una breve introduzione generale, si sofferma su:

  • l’evoluzione normativa dal vecchio decreto ai nuovi decreti, miglioramenti e punti forti dei nuovi criteri di formazione e informazione per gli addetti;
  • le statistiche di settore relative agli infortuni sul lavoro, ossia un’analisi delle dinamiche e cause infortunistiche dal sistema di sorveglianza nazionale su infortuni mortali e gravi Infor.Mo;
  • le raccomandazioni per la gestione della sicurezza antincendio;
  • la tabella sulla formazione/informazione per le diverse figure coinvolte in azienda.

L’evoluzione normativa dal vecchio decreto ai nuovi decreti

Si parte dal D.M. 10 marzo 1998 che ha rappresentato lo strumento principale per la valutazione del rischio incendio nei luoghi di lavoro: ha guidato per venti anni circa i progettisti nella definizione dei criteri generali di prevenzione incendi anche per la progettazione delle “attività soggette e non normate”, nonostante non fosse cogente in merito alle misure preventive, fino all’emanazione del D.M. 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi) con cui si è delineata una metodologia di progettazione della sicurezza antincendio basata sull’approccio prestazionale, procedendo così ad una sua considerevole revisione, al fine di tenere il passo con l’evoluzione normativa.

Tuttavia, già l’art. 46, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2008 prevedeva la possibilità di adottare uno o più decreti ai fini di individuare:

  • misure intese ad evitare l’insorgere di un incendio ed a limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi;
  • misure precauzionali di esercizio;
  • metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio;
  • criteri per la gestione delle emergenze;

nonché le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.

I contenuti indicati dall’art. 46 sono stati sviluppati in 3 distinti decreti monotematici: i 3 decreti di settembre 2021.

Le novità apportate dai provvedimenti non sono altro che un ampliamento ed un logico sviluppo. In particolare i 3 decreti di settembre hanno riscritto alcune regole sui presidi antincendio, sulla manutenzione, sul registro antincendio e sulla prevenzione incendi in generale:

  • il D.M. 1° settembre 2021 si è focalizzato l’aspetto relativo al controllo e manutenzione delle attrezzature, degli impianti e dei sistemi di sicurezza antincendio; rende obbligatorio il registro dei controlli antincendio per tutte le attività con almeno un lavoratore (di fatto tutte) e la manutenzione dovrà essere effettuata da un tecnico manutentore antincendio qualificato;
  • il D.M. 2 settembre 2021 si è focalizzato sull’aspetto relativo alla gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza ed alle caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio nonché sui corsi di formazione per gli addetti antincendio e per i formatori; definisce le nuove regole su piano di emergenza obbligatorio, formazione addetti antincendio, gestione della sicurezza antincendio;
  • il D.M. 3 settembre 2021 si è focalizzato l’aspetto relativo alla valutazione dei rischi d’incendio e sulle conseguenti misure di prevenzione, protezione e gestionali da attuare per la riduzione degli stessi, indicando per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio i criteri contenuti nell’allegato I; introduce i nuovi criteri generali per la valutazione del rischio incendio con il nuovo “mini codice di prevenzione incendi” per le attività a basso rischio incendio prive di regola tecnica.

Le statistiche di settore relative agli infortuni sul lavoro causati da incendio o esplosione

L’INAIL passa poi ad effettuare un’analisi del fenomeno infortunistico per gli aspetti ritenuti più rilevanti e prende in considerazione specificatamente gli infortuni definiti in occasione di lavoro, ossia la tipologia di infortunio in cui l’azione di prevenzione da parte delle aziende può essere più amplia ed efficace.

A tal riguardo si precisa che si considera “infortunio”, ai fini della tutela assicurativa obbligatoria, ogni evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro,
assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di 3 giorni.

Per la definizione di tutti i report e i grafici sono stati utilizzati i dati e le informazioni riguardanti le aziende assicurate degli archivi statistici dell’INAIL.

In tabella i dati degli infortuni, gravi e mortali, relativamente al quinquennio 2017/2021.

Come si può notare dai dati, gli infortuni hanno avuto un andamento altalenante nel triennio 2017/2019, presentando poi una forte calo nel biennio 2020-2021, con una diminuzione di oltre il 25% rispetto alla media degli anni precedenti. Il dato degli ultimi due anni è condizionato dalle misure di restrizione imposte dal governo ai fini del contenimento dell’epidemia da Covid-19 che hanno ridotto in molte realtà lavorative l’esposizione a talune tipologie di rischio. L’analisi degli infortuni con esito mortale presenta invece un picco nel 2019, con 11 casi, per poi diminuire fino ai 3 del 2021.

Lo studio analizza, inoltre, gli infortuni per grado di menomazione ed, infine, le singole cause di infortunio in cui si conferma (come per gli infortuni mortali) la maggiore gravità degli infortuni per esplosione rispetto a quelli causati da incendio.

Le raccomandazioni

Chiudono il volume le raccomandazioni per la gestione della sicurezza antincendio, oltre a quanto già espressamente previsto per legge, che riguardano sia gli addetti al servizio antincendio che il datore di lavoro.

Per gli addetti al servizio antincendio l’INAIL impartisce indicazioni ulteriori (oltre i contenuti dei corsi di formazione previsti dall’allegato ii del D.M. del 2 settembre 2021) in merito alla designazione, durante l’evacuazione e, in generale, nello svolgimento dei propri compiti.

Per i datori di lavoro, le schede forniscono alcune raccomandazioni ai fini di una corretta gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza per i seguenti aspetti:

  • sorveglianza;
  • manutenzione e controllo periodico;
  • gestione delle emergenze;
  • azionamento allarme incendio;
  • evacuazione in caso di incendio;
  • chiamata soccorsi esterni.

Inoltre, ulteriori raccomandazioni riguardano le misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio, che devono essere almeno riportate nel documento di valutazione dei rischi.

Tabelle sulla formazione/informazione

L’INAIL chiude la pubblicazione fornendo alcune tabelle riassuntive sugli aspetti relativi la formazione, aggiornamento antincendio per le diverse figure coinvolte.

E’ di fondamentale importanza in fase di progettazione una valutazione dei rischi dell’insorgere di un incendio; per questo l’attività di prevenzione incendi deve essere necessariamente svolta da tecnici che conoscono la normativa di riferimento per il rilascio dei verbali e dei certificati necessari. A tal riguardo ti segnalo il software antincendio, per produrre tutta la documentazione antincendio, la modulistica, il progetto, il carico incendi, la verifica rei, i tempi di esodo, ecc.

 

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