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Vincolo paesaggistico

Vincolo paesaggistico: cos’è e come gestirlo

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Scopri tutto sul vincolo paesaggistico in edilizia: definizione e procedure burocratiche. Come verificare i vincoli? Ecco le aree protette

Il vincolo paesaggistico è un concetto molto diffuso nell’ambito dei progetti edilizi. In questo articolo analizziamo in dettaglio cos’è il vincolo paesaggistico, le sue implicazioni legali e burocratiche e come gestirlo correttamente nei progetti edilizi. Approfondiremo anche la procedura per richiedere l’autorizzazione paesaggistica, capendo come verificare i vincoli paesaggistici.

Cos’è il vincolo paesaggistico?

Il vincolo paesaggistico è una disposizione legale prevista dalla legislazione italiana che mira a proteggere le aree di particolare pregio paesaggistico da interventi edilizi e infrastrutturali che potrebbero comprometterne il valore estetico e ambientale. Si tratta di una misura precauzionale che ha lo scopo di preservare la bellezza naturale del nostro paese, garantendo che gli interventi umani siano in armonia con l’ambiente circostante.

I vincoli paesaggistici possono essere suddivisi in diverse categorie, ognuna delle quali rappresenta una specifica tutela. Queste categorie includono territori costieri, marini e lacustri, fiumi e corsi d’acqua, parchi e riserve naturali, territori boschivi, rilievi alpini e appenninici e altro ancora. La finalità principale di queste categorie è preservare le caratteristiche uniche di queste aree, limitando gli interventi umani che potrebbero alterarle.

Definizione tecnica del vincolo paesaggistico

Dal punto di vista tecnico il vincolo paesaggistico può essere definito come un insieme di norme e regolamenti che disciplinano gli interventi edilizi e le opere di urbanizzazione all’interno di specifiche zone geografiche identificate come di “pregio paesaggistico”. Queste zone possono variare, comprendendo territori costieri, aree montane, parchi naturali, siti storici e molto altro ancora. La loro caratteristica comune è rappresentata dalla particolare bellezza paesaggistica e dall’importanza ambientale.

Come verificare vincoli paesaggistici

La verifica dei vincoli paesaggistici è un passo fondamentale per chiunque intenda intraprendere un progetto edilizio o di sviluppo all’interno di un’area che potrebbe essere soggetta a tali vincoli. Questa fase richiede attenzione e precisione, in quanto ignorare i vincoli può comportare seri problemi legali e finanziari. Di seguito analizziamo come verificare i vincoli paesaggistici in modo accurato e affidabile:

  1. consultare gli strumenti urbanistici del Comune in cui si trova l’area di interesse: questi documenti includono il Piano Urbanistico Comunale (PUC), il Piano di Assetto del Territorio (PAT) e altre regolamentazioni locali. Gli strumenti urbanistici identificano le zone soggette a vincolo paesaggistico e forniscono dettagli sulle restrizioni e le norme specifiche per ciascuna area;
  2. contattare la Soprintendenza competente per la regione in cui si trova l’area: è l’ente responsabile della tutela del paesaggio e sarà in grado di fornire informazioni precise sui vincoli in vigore. Potete richiedere un incontro o inviare una richiesta scritta contenente i dettagli del vostro progetto;
  3. ricerca online: alcuni comuni e regioni mettono a disposizione del pubblico banche dati o mappe interattive che consentono di verificare i vincoli in modo autonomo. Questi strumenti possono fornire una panoramica generale, ma è comunque consigliabile confermare i dati con la Soprintendenza;
  4. consultare un tecnico: per una verifica accurata e completa dei vincoli paesaggistici è consigliabile consultare un tecnico esperto nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica. Un ingegnere, un architetto o un geometra con competenze specifiche può condurre una verifica dettagliata e interpretare correttamente le normative locali e nazionali. Questo professionista può anche assistervi nella procedura di richiesta di autorizzazione paesaggistica, se necessario;
  5. utilizzare strumenti professionali specifici come il software relazione paesaggistica che ti consente di ottenere in pochi minuti la documentazione per l’autorizzazione paesaggistica ordinaria ai sensi del D.Lgs. 42/04 o semplificata ai sensi del D.P.R. 31/2017.

Scopo del vincolo paesaggistico

L’obiettivo principale del vincolo paesaggistico è quello di bilanciare lo sviluppo umano con la conservazione delle risorse naturali e della bellezza del territorio. Ciò significa che, mentre il vincolo paesaggistico non vieta necessariamente ogni forma di sviluppo o costruzione all’interno di queste aree, impone delle restrizioni e delle regole molto rigorose per garantire che tali interventi siano realizzati in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Prima di avviare qualsiasi progetto edilizio all’interno di un’area soggetta a vincolo paesaggistico, è necessario ottenere un’autorizzazione specifica dalle autorità competenti. Questa autorizzazione è rilasciata solo dopo un’attenta valutazione, che tiene conto del progetto proposto, degli effetti sull’ambiente circostante e del rispetto di criteri paesaggistici e architettonici.

La normativa di riferimento

L’attuazione di un progetto edilizio in un’area soggetta a vincolo paesaggistico comporta una serie di implicazioni legali e burocratiche. Innanzitutto è necessario ottenere un’autorizzazione paesaggistica da enti gerarchicamente sovraordinati, come la Regione, previa valutazione e parere vincolante della Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici e Ambientali. Questa autorizzazione richiede la presentazione di documenti dettagliati e il rispetto di specifici parametri per garantire il rispetto del paesaggio circostante.

Togliere il vincolo Soprintendenza

In alcuni casi potrebbe essere necessario rimuovere un vincolo imposto dalla Soprintendenza. Tuttavia, questa procedura è complessa e richiede un’attenta valutazione da parte delle autorità competenti. Va sottolineato che ottenere una deroga non è un’operazione semplice, e solo in casi eccezionali può essere autorizzata. Di solito, ciò che si cerca di fare è dimostrare che l’intervento proposto, seppur all’interno di un’area sottoposta a vincolo, non arrecherà danni significativi al paesaggio o all’ambiente circostante.

Per richiedere la deroga, è necessario fornire una serie di argomenti solidi che dimostrino la validità dell’intervento e la sua importanza per la collettività o per lo sviluppo economico della zona. Questi argomenti possono includere:

  • interesse pubblico: dimostrare che l’intervento proposto è di notevole interesse pubblico e che i benefici derivanti superano ampiamente i possibili danni al paesaggio;
  • valore storico-culturale: se l’intervento contribuisce a preservare o ripristinare un bene di valore storico o culturale, è più probabile ottenere una deroga;
  • impatto ambientale ridotto: dimostrare che l’impatto sull’ambiente circostante sarà minimo e che saranno adottate misure per mitigare qualsiasi impatto negativo;
  • assenza di alternative: mostrare che non ci sono alternative realistiche all’intervento proposto all’interno dell’area sottoposta a vincolo.

La procedura per ottenere una deroga dal vincolo paesaggistico è lunga e complessa e coinvolge diverse fasi: richiesta preliminare, valutazione preliminare, valutazione tecnica, consultazione pubblica, decisione finale.

Procedura per richiedere l’autorizzazione paesaggistica

La procedura per ottenere l’autorizzazione paesaggistica può essere complessa e richiede la produzione di documenti dettagliati. Si tratta di un processo che coinvolge un tecnico abilitato nella redazione della scheda di relazione paesistica, la presentazione del progetto, l’analisi delle valutazioni del progettista e la documentazione delle mappe urbanistiche comunali e di pianificazione paesistica.

Il vincolo paesaggistico è un elemento fondamentale da considerare quando si pianificano progetti edilizi in Italia. Rispettare le normative e le procedure associate a questo vincolo è essenziale per garantire la tutela delle nostre risorse naturali e paesaggistiche. Mantenendo un’attenta considerazione delle implicazioni legali e burocratiche e seguendo le procedure correttamente, è possibile sviluppare progetti edilizi che contribuiscano alla bellezza e all’armonia delle nostre terre.

Aree soggette a vincolo paesaggistico

Quali sono le aree soggette a vincolo paesaggistico? Dobbiamo far riferimento al codice dei beni culturali e del paesaggio, D.Lgs. 42/2004.

Secondo l’art. 136 (del decreto legislativo sopra citato) gli immobili ed aree di notevole interesse pubblico sono:

  • le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali;
  • le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle disposizioni della parte seconda del D.Lgs. 42/2004, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
  • i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici;
  • le bellezze panoramiche e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
Vincoli paesaggistici

Vincoli paesaggistici – Praticus-APS

 

Secondo l’art. 142 (del decreto legislativo sopra citato) le aree tutelate per legge sono:

  • i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
  • i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
  • i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
  • le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
  • i ghiacciai e i circhi glaciali;
  • i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;
  • i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento (articoli 3 e 4 del D.Lgs. 34/2018);
  • le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;
  • le zone umide incluse nell’elenco previsto dal D.P.R. 13 marzo 1976, n. 448;
  • i vulcani;
  • le zone di interesse archeologico.
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