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Home » Approfondimenti » Certificazione energetica » UNI 7697: sicurezza nelle applicazioni vetrarie

UNI 7697: sicurezza nelle applicazioni vetrarie

La UNI 7697:2021 stabilisce i criteri di scelta dei vetri in funzione della destinazione d’uso con lo scopo di garantire i requisiti minimi di sicurezza

Tempo di lettura stimato: 9 minutidi Redazione BibLus / 1 Agosto 2024/0 Commenti/in Certificazione energetica /di
UNI 7697

Il vetro in edilizia viene impiegato per le superfici trasparenti dei fabbricati e rappresenta un elemento versatile e duttile, utilizzato in diversi settori.

Negli ultimi anni la costante e crescente ricerca sviluppata dai produttori delle lastre di vetro ha permesso di raggiungere standard prestazionali molto elevati. Questa crescente importanza ha portato ad un’attenzione significativa anche nella normativa, con la commissione vetro dell’UNI che si è occupata delle UNI 7697: 2021.

Questa norma stabilisce una serie di criteri a cui attenersi nella scelta del vetro, sia con riferimento alle caratteristiche prestazionali del vetro, sia con riferimento ai requisiti di sicurezza minimi per garantire l‘incolumità dell‘utente.

Il vetro è diventato un elemento centrale nelle architetture moderne, apprezzato sia per le sue qualità estetiche che per le sue proprietà tecniche. Il vetro può contribuire a prevenire la dispersione del calore verso l’esterno, favorendo una temperatura uniforme negli ambienti, riducendo la formazione di condensa e evitando la sensazione di freddo vicino a finestre e portefinestre. Questo comporta una diminuzione dei consumi energetici per il riscaldamento.

Per sfruttare appieno i vantaggi offerti dal vetro, è essenziale eseguire una diagnosi energetica accurata e valutare le prestazioni energetiche dell’intero edificio attraverso un software per la certificazione energetica, che consente di effettuare una diagnosi energetica mirata agli interventi di miglioramento, con valutazioni personalizzate per l’utenza.

Indice

  • Cosa prevede la UNI 7697:2021
  • Campo di applicazione della UNI 7697:2021
  • UNI 7697: definizioni
  • UNI 7697: tipologie di vetrate
  • UNI 7697: posa delle vetrate
  • UNI 7697: azioni/sollecitazioni
  • UNI 7697 sui danni conseguenti alla rottura delle vetrate
  • UNI 7697 sulla progettazione
  • UNI 7697: vetrate a fissaggio puntuale
  • UNI 7697: criteri di scelta delle lastre da impiegare
  • UNI 7697: prospetti
  • L’utilizzo del vetro in edilizia

Cosa prevede la UNI 7697:2021

La UNI 7697 stabilisce i criteri di scelta dei vetri in funzione della destinazione d’uso, al fine di garantire i requisiti minimi di sicurezza, indicando le tipologie ammesse nelle varie applicazioni e costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti e operatori coinvolti (progettisti, costruttori, serramentisti, vetrai, rivenditori, ecc.).

Esamina, quindi, le vetrate in funzione del contesto in cui sono collocate, della loro funzione, del posizionamento, del tipo di montaggio e della possibilità di contatto con le persone, e in relazione a tutto questo, prescrive il tipo e il livello prestazionale delle lastre utilizzabili.

Campo di applicazione della UNI 7697:2021

La norma definisce i criteri di scelta dei vetri da impiegare, sia in esterni che in interni, in modo che nella destinazione di impiego prevista, sia assicurata la rispondenza fra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza degli utilizzatori costituendo un riferimento nei rapporti tra i vari soggetti ed operatori coinvolti.

Si applica ai vetri per edilizia e destinati a qualsiasi altro impiego non regolamentato da norme specifiche pertinenti, mentre per quelli regolamentato, la norma indica esclusivamente il riferimento da applicare. Per i vetri curvi la norma si applica per la scelta della tipologia di materiale, mentre per la classificazione prestazionale, si applica solo nel caso in cui per il vetro curvo sia definito un metodo di prova.

UNI 7697: definizioni

La UNI 7697:2021 definisce:

  • vetrina: una vetrata con superfici maggiori o uguali ai 6 m², posta al pian terreno;
  • vetrata isolante (IGU): formata da un insieme costituito da almeno due lastre di vetro, separate da uno o più distanziatori, sigillato ermeticamente lungo il perimetro, meccanicamente stabile e durevole;
  • lastra: elemento vetrato costituito da un unico vetro monolitico o da più vetri monolitici stratificati tra loro e resi solidali;
  • vetrata (o vetrazione): vetrate di varia natura e composizione.

UNI 7697: tipologie di vetrate

Secondo le applicazioni, le vetrate possono essere distinte in:

  • esterne: quando sono posizionate all’esterno o quando separano un ambiente esterno da un ambiente interno;
  • interne: quando sono posizionate all’interno o quando separano due ambienti interni.

In base al montaggio, le vetrate possono essere distinte in:

  • verticali: se l’angolo di montaggio rispetto alla verticale è minore o uguale a ± 15;
  • inclinate: se l’angolo di montaggio rispetto alla verticale è maggiore di ± 15 e minore o uguale a ± 85;
  • orizzontali: se l’angolo di montaggio rispetto alla verticale è maggiore di ± 85.

Inoltre, le vetrate possono essere:

  • accessibili: quando le persone possono venirne a contatto nelle condizioni di impiego previsto;
  • non accessibili: quando le persone non possono venirne a contatto nelle condizioni di impiego previsto;
  • protette: quando si sono adottati accorgimenti che eliminano in modo certo il rischio connesso alla eventuale rottura delle lastre;
  • non protette: quando non si sono adottati glia accorgimenti sopra riportati.

UNI 7697: posa delle vetrate

La posa delle vetrate deve essere eseguita in conformità alla UNI EN 12488 e alle eventuali prescrizioni del produttore.

Le vetrate trasparenti poste in luoghi di passaggio, a rischio di impatto per la loro scarsa visibilità, devono essere chiaramente segnalate sia in fase di montaggio/cantiere che, successivamente, durante l’impiego.

Le vetrate asimmetriche (per composizione e/o tipo di trattamento della superficie) devono essere orientate con il lato sottoposto ad impatto durante le prove rivolto verso la direzione di provenienza della sollecitazione da contrastare durante l’impiego.

Nel caso di vetrate isolanti con un solo vetro di sicurezza, e con urto prevedibile da un solo lato, il vetro di sicurezza deve essere installato sul lato di possibile impatto delle persone durante l’impiego. In fase progettuale devono comunque essere valutate le conseguenze della rottura di entrambi i lati.

UNI 7697: azioni/sollecitazioni

Al fine di orientare verso la scelta del vetro di sicurezza più idoneo, la norma tecnica considera diversi tipi di azioni/sollecitazioni che si presume possano agire sul prodotto vetrario per edilizia installato nelle normali condizioni d’uso.

Le azioni/sollecitazioni da prendere in considerazione sono:

  • carichi dinamici: climatici (interni e esterni) da vento, folla, traffico pedonale; onde di pressione e depressione ecc.;
  • carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari e piscine, ecc.;
  • urti dovuti a fenomeni atmosferici, quali ad esempio grandine;
  • vibrazioni;
  • carichi e urti accidentali;
  • esplosioni;
  • urti dovuti all’impatto di una persona;
  • urti di colpi rigidi (biglia), colpi di mazza e/o d’ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di effrazione;
  • urti di proiettile;
  • incendi.

UNI 7697 sui danni conseguenti alla rottura delle vetrate

Nel caso in cui il rischio di danno a persone o cose conseguente alla rottura della vetrata isolante sia prevedibile solo da un lato, il vetro di sicurezza deve essere installato dalla parte in cui si trovano le persone o le cose che si intende proteggere durante l’impiego. In fase progettuale, comunque, devono essere tenute in considerazione le conseguenze della rottura di entrambe le lastre e su questa base decidere quale vetro utilizzare per ogni lato.

Per garantire la sicurezza, è necessario tenere in considerazione i seguenti rischi:

  • danni, quando a causa della rottura, anche in conseguenza della caduta di frammenti, il vetro possa causare ferite a persone, animali o danni a cose;
  • caduta nel vuoto, quando in conseguenza della rottura della vetrata, si possa cadere nel vuoto da un’altezza maggiore o uguale a 1 m;
  • danni sociali, quando la rottura della vetrata possa causare danni alla collettività, come danni a opere d’arte, accesso ad esplosivi od oggetti pericolosi, evasione da carceri, ecc.

UNI 7697 sulla progettazione

Nella progettazione possono essere adottati criteri diversi da quelli indicati nella norma, purché non conducano a condizioni di sicurezza meno favorevoli.

Per la progettazione, devono essere noti:

  • luogo e posizione della posa;
  • destinazione di impiego (tipo di applicazione vetraria);
  • dimensione delle vetrate e il tipo di montaggio;
  • sollecitazioni che si prevede agiranno sulle vetrate.

Una volta effettuata la scelta del tipo di vetro occorre definire lo spessore atto a sopportare i carichi e sovraccarichi, mediante calcolo in conformità alle norme pertinenti.
Nel calcolo e nella scelta della composizione delle lastre da impiegare, devono essere considerate le dimensioni, il metodo di ancoraggio e di vincolo e la resistenza residua (post rottura).
Ai fini della sicurezza è necessario calcolare le deformazioni indotte dalle azioni sulla vetrata verificandone la compatibilità con i sistemi di fissaggio.

Qualora si ritenesse necessario verificare per via sperimentale l’effetto delle sollecitazioni previste sulle vetrate, è necessario essere certi che le prove riproducano con sufficiente approssimazione le azioni che si voglio simulare.

UNI 7697: vetrate a fissaggio puntuale

Nel caso di fissaggio puntuale è necessario impiegare vetri monolitici temprati termicamente sottoposti a trattamento Heat Soak Test (HST), in conformità alla UNI EN 14179-2.

In funzione della tipologia di fissaggio utilizzata è raccomandato valutare l’esigenza di impiegare prodotti stratificati di sicurezza composti da almeno uno dei seguenti elementi: vetro ricotto, vetro indurito e/o intercalare rigido che resti tale alle temperature di impiego della vetrata.
Per le vetrate isolanti, in alcuni casi, in funzione della tipologia di fissaggio, è necessario utilizzare sigillanti strutturali in conformità alle UNI EN 13022-1 e UNI EN 13022-2.

UNI 7697: criteri di scelta delle lastre da impiegare

Nel caso di vetrate isolanti a più camere con il lato inferiore ad altezza minore di 1 metro rispetto al piano di calpestio, qualora sia presente almeno un vetro temprato di sicurezza posto sul lato da cui può provenire l’impatto, si raccomanda di valutare se anche le lastre intermedie debbano essere di sicurezza. Per le applicazioni in aree suscettibili di affollamento anche le lastre intermedie devono essere di sicurezza.
Nel caso di vetrate inclinate, o inclinate quando aperte, se posizionate con il lato inferiore ad altezza maggiore di 4 m dal piano di calpestio o dal suolo esterno verso il quale sporgono, la lastra inferiore (interna o esterna a seconda dell’inclinazione) deve essere sempre stratificato di sicurezza. Nel caso di vetrate apribili, la quota del lato inferiore della vetrata è rilevata a vetrata chiusa.

Una vetrata isolante con i vetri di sicurezza di tipologia diversa viene definita con ambedue le classificazioni dei singoli vetri (UNI EN 12600 e UNI 1279-5). Nella posa bisogna tener conto delle prescrizioni della norma per l’applicazione in cui la vetrata deve essere inserita. Il verso di montaggio è condizionato dal tipo di vetro e, se del caso, dalla classe prestazionale ammissibile nell’applicazione.

Una vetrata isolante, sottoposta come tale a prova anti esplosione, antiproiettile o antieffrazione, assume la classificazione ottenuta con tale prova. Il verso di posa deve essere orientato in conformità al verso utilizzato nella prova di classificazione.

Una vetrata isolante avente una o ambedue le lastre esterne con caratteristiche antiproiettile, antieffrazione anti esplosione, qualora non si disponga della prova di classificazione delle vetrata isolante, assume la classificazione della lastra posizionata dal lato opposto al lato di attacco, quello che si intende proteggere , ovvero dal lato non esposto all’impatto/aggressione durante l’impiego.

UNI 7697: prospetti

La norma UNI 7697 si avvale di prospetti per indicare quali tipologie di vetro siano ammissibili nelle diverse applicazioni elencate.

In particolare, contiene due prospetti:

  • il primo tratta le prestazioni di sicurezza richieste per le specifiche applicazioni, per tutti gli edifici;
  • nel secondo prospetto si elencano le prescrizioni previste per edifici di particolare interesse (scuole, ospedali, banche, ecc.).

Nel caso di dubbi interpretativi circa il tipo di prescrizione da rispettare, è opportuno privilegiare quella relativa all’applicazione specifica a discapito di quella generica.

Nei prospetti sono definiti anche i casi nei quali la lastra deve fornire una prestazione residua dopo l’avvenuta rottura; in questi casi viene prescritto vetro stratificato di sicurezza che possieda tale caratteristica. Quando vi siano condizioni di impiego, di posa, o di fissaggio particolarmente critiche, è consigliabile verificare le prestazioni in condizioni reali.

L’utilizzo del vetro in edilizia

Il vetro è un solido amorfo che non possiede un reticolo cristallino ordinato ma si ottiene dalla solidificazione di un liquido a cui non segue la cristallizzazione. Il vetro principalmente utilizzato è detto anche vetro siliceo, in quanto costituito quasi esclusivamente da biossido di silicio SiO2, il cui punto di fusione è di circa 1800°C.

Composizione-del-vetro

Il vetro è un componente versatile ed utilizzato in molti campi in edilizia. Le principali tipologie sono le seguenti:

  • vetri temprati o temperati;
  • vetri accoppiati o stratificati;
  • vetri blindati;
  • vetri isolanti;
  • vetri strutturali.

Vetri temprati o temperati

Rientrano fra i vetri per edilizia i vetri temprati o temperati ottenuti tramite tempra, un trattamento termico in grado di conferire al vetro particolari caratteristiche di resistenza agli urti, agli shock termici e alla flessione. Per ottenere un cristallo temprato di sicurezza occorre:

  • porre la lastra in un apposito forno riscaldato alla temperatura di transizione vetrosa (640 °C circa);
  • raffreddarla bruscamente tramite getti di aria fredda (in modo che la superficie esterna si contrae e si indurisce, mentre la parte interna si raffredda più lentamente e rimane viscosa più a lungo).

Il vetro temperato è un vetro per edilizia usato per situazioni di sicurezza e in particolare ove si richiedono capacità di sopportare le sollecitazioni termiche, mentre non è idoneo come vetro anti-caduta. La sua robustezza fa del vetro temprato un materiale strutturale perfetto per realizzare elementi architettonici privi di struttura portante, come porte, separé, box doccia e “parapetti-realizzati” in solo vetro, oltre che per applicazioni nell’industria automobilistica.

Vetri accoppiati o stratificati

I vetri accoppiati o stratificati vengono invece realizzati accoppiando due o più lastre di vetro con un foglio di adesivo plastico (PVB o polivinilbutirrale), che conferisce solidità alla lastra anche in caso di rottura, evitando la dispersione di schegge. Inoltre, il vetro stratificato presenta capacità di isolamento termico e acustico ed è usato anche per scopi estetici.

Questo vetro è particolarmente idoneo per l’edilizia residenziale, commerciale e industriale: è usato per la realizzazione delle vetrine di negozi, di finestre e serramenti antisfondamento, di porte blindate, sportelli postali e bancari.

I cristalli stratificati sono impiegati in tutte le situazioni in cui un’eventuale caduta o rottura della lastra può causare danni a cose o persone e in tutte le situazioni in cui è richiesta un’elevata protezione contro atti vandalici, tentativi di intrusione e sfondamento. A seconda del grado di protezione richiesto, è possibile ottenere vetri antinfortunistici, antintrusione, antisfondamento e persino antiproiettile.

Vetri blindati

I vetri blindati sono vetri di sicurezza di classe superiore, composti dall’accoppiamento di almeno 3 lastre di vetro e 2 fogli di PVB adesivo e trasparente.

Tali vetri sono installati in ambienti residenziali o lavorativi, luoghi di lavoro o edifici pubblici, attività commerciali, negozi, musei, locali pubblici, banche o palazzetti sportivi, per la realizzazione di teche e vetrine, parapetti, finestre, porte blindate e vetrate a tutt’altezza.

I cristalli blindati sono in grado di aumentare il grado di sicurezza attiva (la capacità del vetro di impedire intrusioni indesiderate) e la sicurezza passiva (in caso di rottura, i cristalli blindati non causano danni a cose o persone).

Vetri isolanti

È considerato vetro per edilizia anche il vetro isolante, vantaggioso sia dal punto di vista economico che da quello ecologico. Questi vetri sono costituiti da doppi vetri, ossia da 2 o più lastre di vetro tra loro unite con una camera d’aria nel mezzo o da vetri sfilettati e riflettenti con coating magnetronico basso emissivo. Offrono anche buone caratteristiche di sicurezza antisfondamento.

Vetri strutturali

Infine, tra i vetri per edilizia rientra il vetro strutturale, con cui vengono realizzate vetrate autoportanti. Questa tipologia di vetro permette di realizzare strutture di grandi dimensioni senza dover ricorrere a complesse intelaiature. È possibile realizzare sia i rivestimenti esterni di facciate anche molto grandi, sia vetrate per la separazione di ambienti interni nell’ambito dell’edilizia residenziale, industriale o commerciale.

TerMus
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/vetri-per-ledilizia-ecco-la-nuova-uni-76972021/
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