Veranda abusiva in zona vincolata

Veranda abusiva in zona vincolata: sempre escluso il condono!

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Una veranda abusiva anche se conforme alle norme urbanistiche non può essere condonata se realizzata in zona paesaggisticamente vincolata. Lo chiarisce il CdS

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5262/2021 si esprime nuovamente sul caso di una veranda realizzata in abuso in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

In questi casi l’opera, anche se conforme alle norme urbanistiche, non può essere condonata ma è consentita la sanatoria dei soli abusi formali.

Ricordiamo che il peculiare accertamento della c.d. “doppia conformità” – art. 36 del dpr 380/2001 –  previsto per una sanatoria ordinaria, non è contemplato nelle leggi speciali che riguardano il condono edilizio.

Il caso

L’ufficio tecnico di un Comune rilevava la realizzazione (senza alcuna autorizzazione) di una veranda coperta in area rientrante nella fascia di 300 m dal confine del demanio marittimo.

L’Amministrazione, quindi, invitava il proprietario, che già aveva presentato una richiesta di condono, a presentare istanza all’Autorità preposta alla tutela del vincolo secondo l’art. 32 (Opere costruite su aree sottoposte a vincolo) legge n. 47/85.

Successivamente, arrivava il parere negativo all’istanza da parte della Soprintendenza e della Commissione per il paesaggio.

Il proprietario, quindi, decideva di fare ricorso al Tar che lo respingeva.

A questo punto, il medesimo ricorreva in appello al CdS con la motivazione che il Tar non aveva preso in considerazione la (presunta) conformità delle opere realizzate ai fini della corretta applicazione dell’art. 32 (Misure per la riqualificazione urbanistica, ambientale e paesaggistica, per l’incentivazione dell’attività di repressione dell’abusivismo edilizio, nonché per la definizione degli illeciti edilizi e delle occupazioni di aree demaniali) del dl n. 269/2003 (convertito in legge n. 326/2003, c.d. legge terzo condono).

La sentenza  del Consiglio di Stato

I giudici, in riferimento alla condonabilità di opere situate in aree vincolate, richiamano l’art. 32 del dl 269 del 2003.

Spiegano che il comma 27 (opere abusive non suscettibili di sanatoria) dell’art. 32, alla lett. d) ha chiarito che devono intendersi espressamente escluse dal condono edilizio le opere realizzate successivamente alla istituzione del vincolo e che conseguentemente:

sono condonabili soltanto le opere realizzate su immobili assoggettati a vincolo dopo la loro realizzazione, e soltanto per esse si pone l’esigenza della verifica delle ulteriori congiunte condizioni della conformità urbanistica

Pertanto, concludono i giudici di Palazzo Spada, la asserita conformità dell’opera contestata agli strumenti urbanistici non è rilevante, attesa la sussistenza del vincolo nell’area dove insiste l’opera.

Il CdS ha ulteriormente precisato che nelle zone sottoposte a vincolo paesistico, sia esso assoluto o relativo, è consentita la sanatoria dei soli abusi formali.

Nel caso in esame (chiariscono i giudici) la veranda ha generato un incremento di superficie che esclude l’eventualità di un abuso formale.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

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Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

 

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