Variante in corso d'opera lavori pubblici

Variante in corso d’opera lavori pubblici

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Cos’è una variante in corso d’opera nei lavori pubblici: chi l’autorizza e come si esegue?

Il tema delle varianti costituisce uno degli aspetti più delicati della fase esecutiva di un appalto pubblico. Le varianti sono lo strumento con cui è possibile modificare l’oggetto del contratto d’appalto, nei limiti quantitativi e qualitativi previsti dalla norma. L’art. 106 del codice appalti disciplina in modo dettagliato le ipotesi e le modalità con le quali vengono modificati i contratti durante il periodo di efficacia.

Nello specifico, al comma 1, viene specificato che la possibilità di introdurre tali modifiche deve essere prevista negli atti di gara, in clausole chiare, precise ed inequivocabili. Tutto ciò a prescindere dal loro valore economico.

E’ necessario, quindi, prevedere anticipatamente la possibilità di modificare il contratto di appalto inserendo le opportune clausole nei documenti di gara. Pertanto, può esserti d’aiuto:

Cos’è una variante in corso d’opera lavori pubblici?

L’art. 106 del codice appalti (comma 1 lett. c) definisce “varianti in corso d’opera” le modifiche derivanti da circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per l’ente aggiudicatore. Tra le predette circostanze può rientrare anche la sopravvenienza di nuove disposizioni legislative o regolamentari o provvedimenti di autorità od enti preposti alla tutela di interessi rilevanti.

In particolare, il comma 2 dello medesimo articolo prevede che i contratti possono essere parimente modificati se il valore della modifica è al di sotto di entrambi i seguenti valori:

  • importi fissati all’art. 35 dlgs 50/2016 (soglie di rilevanza comunitaria);
  • 10% del valore iniziale del contratto di lavori per servizi e fornitura sia nei settori ordinari che speciali, ovvero il 15 % per i contratti di lavori sia nei settori ordinari che speciali.

Ti ricordo che, con l’entrata in vigore del PNRR il 30 giugno 2022 tra le novità introdotte spiccano le modifiche all’art. 7 (recante: “Ulteriori misure urgenti abilitanti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”) con i commi 2-ter e 2-quater relativi al costo dei materiali necessari alla realizzazione dell’opera:

  • al comma 2-ter viene espressamente riconosciuto che, tra le circostanze che possono dar luogo a modifiche o varianti dei contratti di appalto in corso di esecuzione, debbano essere annoverate anche gli eventi imprevisti ed imprevedibili che alterino in maniera significativa il costo dei materiali necessari alla realizzazione dell’opera;
  • al comma 2-quater il legislatore ha procedimentalizzato la possibilità per le parti del rapporto contrattuale (stazione appaltante e appaltatore) di proporre varianti in corso d’opera che assicurino, a determinate condizioni, risparmi di spesa da utilizzare in compensazione per far fronte alle sopravvenute variazioni del costo dei materiali.

Chi autorizza le varianti in corso d’opera?

Le varianti in corso d’opera devono essere autorizzate dal responsabile unico del procedimento (RUP), con l’ausilio del direttore dei lavori o del direttore dell’esecuzione del contratto, attraverso le modalità previste dall’ordinamento della stazione appaltante cui il RUP dipende.

In mancanza di un regolamento specifico della stazione appaltante o di indicazioni nelle linee guida dell’ANAC, per “autorizzazione” si intende l’atto tramite il quale il RdP fornisce il suo nulla-osta al direttore dei lavori per l’elaborazione della variante.

Varianti in corso d’opera: modulo in PDF da scaricare gratis e modalità di invio

Di seguito ti fornisco il modulo varianti in corso d’opera da trasmettere all’Anac entro 30 giorni dall’approvazione; il modello è stato realizzato con un software capitolati e modulistica che puoi usare e scaricare gratuitamente per 30 giorni gratis.

Nel modulo “varianti in corso d’opera” è necessario indicare i seguenti dati:

  • dati identificativi della stazione appaltante (o di altro soggetto) e del responsabile del procedimento (RdP);
  • oggetto/descrizione concisa della variante in corso d’opera;
  • CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico di Progetto);
  • numero di protocollo e data del provvedimento di approvazione della variante in corso d’opera e soggetto che approva la variante in corso d’opera;
  • numero di protocollo e data del provvedimento di autorizzazione della variante da parte del RdP;
  • settore/tipologia d’intervento o di contratto;
  • trasmissioni di precedenti varianti in corso d’opera;
  • comunicazioni all’Osservatorio dell’Anac di avvenute modifiche del contratto in corso d’opera;
  • comunicazioni di avvenute modifiche del contratto;
  • comunicazioni esiti del contenzioso;
  • variante ex art.132, comma 1, dlgs 163/2006 come catalogate dal RdP;
  • importi di riferimento principali delle varianti in corso d’opera;
  • documentazione da trasmettere a corredo della variante;
  • modalità di trasmissione e sanzioni per ritardi: avvertenze.
Modulo varianti in corso d'opera

Modulo varianti in corso d’opera

 

Il modulo deve essere inoltrato all’indirizzo pec dell’Autorità protocollo@pec.anticorruzione.it insieme all’indice dettagliato dei documenti. L’invio, mediante raccomandata ed eventuale supporto informatico, può essere utilizzato a discrezione della stazione appaltante, ad esempio in ragione della voluminosità della documentazione.

Variante in corso d’opera: come si svolge?

Se la variante in corso d’opera non modifica di molto gli elementi essenziali del contratto originariamente pattuiti, il contratto di appalto può essere modificato senza la necessità di ricorrere a una nuova procedura di affidamento.

I contratti di appalto sia nei settori ordinari sia nei settori speciali possono essere modificati senza una nuova procedura nei seguenti casi:

  • quando le modifiche sono state previste nei documenti di gara;
  • per lavori, servizi e forniture supplementari da parte del contraente originale che si sono resi necessari e non erano inclusi nell’appalto iniziale qualora un cambiamento di contraente risulti impraticabile o notevolmente costoso per la Pubblica Amministrazione;
  • per sostituzione del contraente,
  • se le modifiche non sono sostanziali (ai sensi del comma 4 art. 106 codice appalti).

Obblighi di comunicazione per le varianti in corso d’opera

L’art. 106 del codice appalti (comma 14) prevede l’obbligo di comunicazione e trasmissione per le varianti in corso d’opera.

Per i contratti sotto soglia tutte le varianti devono essere comunicate all’Osservatorio dei lavori pubblici, nelle sezioni regionali, entro 30 giorni dalla loro approvazione. Tale comunicazione è obbligatoria anche per il sopra soglia quando il valore della variante è inferiore al 10%. Qualora si superi tale percentuale, il RUP dovrà inviare la documentazione della variante all’ANAC che ne accerterà l’eventuale illegittimità (obblighi di trasmissione).

In caso di mancata trasmissione delle varianti in corso d’opera comporta sanzioni amministrative (art. 213 dlgs 50/2016, comma 13). Per evitare queste sanzioni, ti consiglio di scaricare un software per compilare tutta la modulistica per lavori pubblici e privati che puoi utilizzare gratis per 30 giorni.

 

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