Vano tecnico: i tre parametri che lo individuano

Vano tecnico: dal CdS i tre parametri che lo individuano

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Occhio ai tre parametri che individuano un vano tecnico: rapporto strumentale con il resto della costruzione, fuori dal corpo abitativo, nessuna autonomia funzionale

Un vano wc, per quanto piccolo, può essere considerato vano tecnico? La risposta è no!

Il Consiglio di Stato torna sul concetto di volume tecnico con la sentenza n. 157/2022.

Il caso di un WC scambiato per vano tecnico

In occasione di un sopralluogo di accertamento il Comune riscontrava la presenza di un vano wc in un’abitazione ricavato da un ampliamento in muratura di 2,50 m x 1 m x 2,30 di altezza.

Il wc veniva denunciato quale abuso edilizio con successiva ordinanza di demolizione, ma la proprietaria dell’abitazione si difendeva qualificando il vano come “vecchia fattura“:

  • risalente a prima dell’adozione del Regolamento edilizio;
  • configurante un vano tecnico;

La donna, in particolare, sosteneva che il vano wc lavanderia aveva sicuramente una destinazione strumentale ed accessoria rispetto all’appartamento essendo stato realizzato agli inizi del ‘900 proprio per dotare l’appartamento in questione di un vano wc di cui diversamente sarebbe stato privo.

Per tale motivo la signora faceva ricorso, prima al Tar che lo respingeva, e poi in appello presso il CdS.

La sentenza del Consiglio di Stato e i tre parametri che individuano un volume tecnico

I giudici di Palazzo Spada ritornano sulla sentenza di primo grado che rilevava la mancata prova della risalenza agli “inizi del ‘900” del manufatto contestato e l’inesistenza di titoli abilitativi che ne legittimavano la realizzazione.

Essi premettono e ribadiscono il consolidato principio per il quale l’ordinanza di demolizione delle opere edili abusive costituisce misura a carattere rigidamente vincolato, che non necessita di specifica motivazione in ordine all’interesse pubblico sottostante neanche qualora sia adottata a distanza di tempo dall’esecuzione degli abusi.

I togati spiegano che per volumi tecnici, ai fini dell’esclusione dal calcolo della volumetria ammissibile, devono intendersi i locali completamente privi di una autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinati a contenere impianti serventi di una costruzione principale, per esigenze tecnico-funzionali della costruzione stessa.

A tal riguardo sintetizzano i caratteri propri del “volume tecnico” in tre parametri:

  • il primo, positivo, di tipo funzionale, dovendo avere un rapporto di strumentalità necessaria con l’utilizzo della costruzione;
  • il secondo e il terzo negativi, ricollegati:
    • all’impossibilità di soluzioni progettuali diverse, nel senso che tali costruzioni non devono essere ubicate all’interno della parte abitativa;
    • ad un rapporto di necessaria proporzionalità che deve sussistere fra i volumi e le esigenze edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere gli impianti serventi di una costruzione principale stessa.

Il CdS, infine, sottolinea che il locale in questione, come correttamente rilevato dal Tar, non viene destinato ad ospitare un impianto servente che non poteva trovare collocazione all’interno dell’abitazione, ma consiste in un servizio igienico.

Tale destinazione funzionale lo differenzia dagli spazi accessori privi di rilievo urbanistico in quanto determina un ampliamento della superficie residenziale e dell’originaria volumetria.

Il ricorso non è, quindi, accolto

 

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