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Valutazione del rischio legionella cos'è

Valutazione rischio legionella con esempio PDF

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La valutazione rischio legionella consiste nella valutazione del rischio e nella definizione di un protocollo di gestione. Gratis esempio PDF

La legionella è un batterio che trova terreno fertile negli impianti idrici caratterizzati da una manutenzione insufficiente o assente, causando infezioni e patologie nell’essere umano.

L’analisi del rischio legionella costituisce il punto di partenza per esaminare gli aspetti critici e le potenziali fonti di rischio negli impianti idrici e aeraulici di una struttura suscettibile alla contaminazione da parte di questo batterio. La valutazione del rischio legionella si concretizza attraverso l’elaborazione del DVR, un documento obbligatorio che ogni datore di lavoro e responsabile di strutture collettive deve redigere.

Iniziare con una valutazione accurata del rischio è fondamentale per determinare le misure di prevenzione da adottare e, di conseguenza, ridurre la possibilità di contaminazione legata alla proliferazione incontrollata della legionella. Per farlo, puoi utilizzare il software per la redazione del dvr in cui puoi trovare le indicazioni e i riferimenti per una corretta valutazione dei rischi di tutte le attività di lavoro e produrre tutta la modulistica per la sicurezza sui luoghi di lavoro di cui hai bisogno.

valutazione rischio legionella

Valutazione rischio legionella – CerTus-LdL

Analizziamo cos’è la legionella, cosa prevede la normativa e come si effettua la valutazione del rischio.

Cos’è la legionella?

La legionella (Legionella pneumophila) è una tipologia di batterio responsabile della legionellosi, un’infezione a carico delle vie respiratorie che può comportare un serio rischio per la salute.

Il termine legionella si riferisce a un gruppo di batteri composto da 62 specie diverse (sottospecie incluse) e circa 70 sierogruppi. La specie più significativamente pericolosa per gli esseri umani è la legionella pneumophila, responsabile del 95% delle infezioni in Europa e dell’83% a livello globale.

Questo batterio può proliferare in moltissimi contesti quali: impianti di climatizzazione, impianti sanitari, frigoriferi, tubazioni, sifoni di docce e rubinetti, fontane, piscine, serbatoi d’acqua e, in generale, bacini idrici con temperature tra 25 e 55 gradi.

La legionellosi si presenta in due forme distinte:

  • febbre di Pontiac: forma meno grave che non coinvolge i polmoni e si manifesta con sintomi simili a quelli influenzali di lieve entità;
  • malattia dei legionari: forma più pericolosa con una mortalità che può raggiungere anche il 50% nei soggetti considerati fragili come anziani e immunodepressi. Di solito, ha un periodo di incubazione compreso tra 2 e 10 giorni, manifestandosi con i sintomi tipici dell’influenza e con sintomi analoghi a quelli della polmonite batterica. In assenza di una diagnosi appropriata e di terapie antibiotiche mirate, la malattia dei legionari spesso si trasforma in quadri clinici gravi.

Come si contrae la legionella

Generalmente, la legionellosi viene acquisita per via respiratoria tramite aspirazione o inalazione di aerosol contenente il batterio. Il grado di pericolosità delle particelle di acqua è inversamente proporzionale alle loro dimensioni.

Tra i più diffusi vettori di infezione vi sono:

  • soffioni della doccia in hotel o case vacanza (si consiglia perciò di far scorrere sempre l’acqua per un paio di minuti prima di entrare nella doccia e respirare il vapore);
  • vasche idromassaggio;
  • impianti di raffreddamento a nebulizzazione (per questa ragione, i filtri andrebbero essere puliti ciclicamente);
  • saune e bagni turchi;
  • inalazione del vapore del ferro da stiro (anche se oltre i 70 gradi il batterio muore sul colpo);
  • aria dei condizionatori che, se non puliti, possono essere sorgente di batteri.

I contesti lavorativi più a rischio di contaminazione sono ospedali, cliniche, case di cura, alberghi, campeggi, impianti per attività sportive, attività termali e in generale tutti i contesti in cui vi è una cattiva progettazione/manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua.

Valutazione rischio legionella: normativa e linee guida

I riferimenti normativi relativi alla valutazione del rischio legionella sono:

  • le linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi 2015;
  • il Testo unico sicurezza (D.Lgs. 81/08).

Le linee guida costituiscono il punto di riferimento primario a livello nazionale per quanto concerne la prevenzione ed il controllo della legionellosi. Queste forniscono dettagliate indicazioni destinate a tutti i gestori o datori di lavoro di attività i cui processi si espongono alla presenza di batteri della famiglia legionella.

Altro riferimento normativo importante per la gestione del rischio legionellosi è il D.Lgs. 81/08 che disciplina la sicurezza e la salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro, esaminando i reali rischi derivanti da agenti biologici.

La legionella, infatti, è classificata nell’allegato XLVI quale agente biologico di gruppo 2 come definito dal Titolo X del medesimo riferimento normativo.

Il D.Lgs. 81/08 prevede una serie di misure e indicazioni a cui devono attenersi i datori di lavoro per prevenire il rischio di contagio da legionella negli ambienti di lavoro.

Valutazione del rischio legionella: come si effettua

Il protocollo per il controllo del rischio legionellosi si divide in:

  • valutazione del rischio: questa fase mira a identificare le specificità degli impianti e delle strutture in cui possono verificarsi le condizioni favorevoli alla presenza e alla proliferazione del batterio. La valutazione del rischio di contrarre la legionellosi si basa sulla considerazione del potenziale di popolazione suscettibile, della capacità di proliferazione del batterio e del potenziale di esposizione all’aerosol. Operativamente le linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi suggeriscono di individuare il numero di fattori di rischio sulla base dei quali si determina lo stato e l’idoneità delle attività di controllo e gestione del rischio, spingendo ad eliminare i fattori di rischio individuati;
  • gestione del rischio: in questa fase vengono implementate procedure e interventi volti a limitare o eliminare le criticità individuate durante la valutazione del rischio. Si tratta di un insieme di azioni mirate a controllare attivamente e mitigare le potenziali fonti di contaminazione;
  • comunicazione del rischio: questa fase coinvolge tutte le azioni finalizzate a informare, formare e sensibilizzare coloro che potrebbero essere interessati al potenziale rischio di legionella. Ciò include, ad esempio, il personale addetto alla gestione e al controllo degli impianti. La comunicazione del rischio è importante per garantire una consapevolezza diffusa e la partecipazione attiva nella prevenzione della legionellosi;
  • informazione e formazione sul rischio: comprende corsi di formazione, divulgazione e iniziative di sensibilizzazione rivolte ai soggetti potenzialmente esposti o responsabili della gestione e controllo degli impianti.
fasi valutazione rischio legionella

Valutazione rischio legionella: fasi

Ogni quanto va aggiornata la valutazione del rischio legionella?

Il documento di valutazione dei rischi (DVR) relativo alla legionella deve essere sottoposto ad aggiornamenti periodici, con cadenza variabile in base alla tipologia della struttura di riferimento.

In generale, è necessario revisionare la valutazione del rischio legionella ogni 3 anni, fanno eccezione quelle tipologie di strutture per cui è richiesto un frequente aggiornamento, ossia:

  • ogni 2 anni per le strutture ricettive e alberghiere;
  • ogni anno per i stabilimenti termali e per le strutture sanitarie;
  • ogni volta che vi siano state modifiche degli impianti o in caso di presenza di legionella accertata durante le attività routinarie di monitoraggio.

Valutazione rischio legionella: altri documenti

In concomitanza con il DVR, si redige anche il registro per la documentazione degli interventi sugli impianti idraulici e/o aeraulici interessati. Questo registro riveste pari importanza in quanto raccoglie in maniera pratica e cronologica tutte le azioni di bonifica e manutenzione attuate per mitigare i rischi precedentemente individuati.

Oltre al registro degli interventi, viene elaborato anche il manuale di autocontrollo legionella. Questo documento contiene:

  • planimetrie tecniche degli impianti idrici e/o aeraulici;
  • valutazione dei rischi e individuazione dei punti critici dei suddetti impianti;
  • nome del responsabile della prevenzione del rischio legionella nella struttura;
  • indicazione degli interventi e trattamenti anti-legionella necessari per ridurre il rischio.

DVR, manuale di autocontrollo e registro degli interventi devono essere accuratamente conservati dai gestori delle strutture a rischio legionella, in modo da poter essere messi a disposizione in caso di richiesta da parte degli organi di controllo sanitario.

Valutazione rischio legionella pdf

Di seguito ti fornisco un esempio di valutazione rischio legionella in PDF realizzato con il software per la redazione del DVR che ti consente di effettuare tutte le valutazioni dei rischi, con metodologie e studi riconosciuti dalla normativa.

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Valutazione rischio legionella – CerTus-LdL

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