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UNI 8065

UNI 8065: il trattamento dell’acqua negli impianti di climatizzazione

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Cosa prevede la norma UNI 8065 e quali sono gli obblighi da rispettare: ecco tutto quello che devi sapere per essere in regola

La UNI 8065 ha per oggetto la definizione e la determinazione delle caratteristiche chimiche e chimico-fisiche delle acque impiegate negli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, per la produzione di acqua calda sanitaria con temperatura massima di 110° C e negli impianti solari termici per la climatizzazione invernale ed estiva e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Gli impianti di climatizzazione sono sistemi ideati per controllare e regolare le condizioni ambientali all’interno di un edificio con lo scopo di garantire un comfort termico adeguato.

Per progettare in maniera ottimale questa tipologia di impianti puoi usare un software BIM di impianti MEP che ti consente di gestire al meglio tutte le fasi del progetto, dall’ideazione alla realizzazione.

Cosa prevede la norma UNI 8065:2019 per il trattamento delle acque

La norma UNI 8065:2019 è stata introdotta il 18 luglio 2019 ed ha sostituito la precedente UNI 8065:1989. Sebbene la vecchia UNI contenesse concetti e metodi ancora validi, la nuova è stata creata per essere più dettagliata e specifica, adeguandosi alle nuove tecnologie impiantistiche più avanzate, riducendo i consumi energetici e l’impatto ambientale.

La UNI 8065:2019 introduce nuovi componenti impiantistici, come i filtri defangatori con magneti estraibili e i disaeratori automatici e sottolinea l’importanza di utilizzare correttamente specifici condizionanti chimici per il risanamento e la protezione degli impianti.

La UNI 8065 parla del trattamento delle acque per:

  • la climatizzazione estiva e invernale;
  • i circuiti di produzione di acqua calda sanitaria;
  • gli impianti solari termici.

La norma si divide in varie sezioni; nelle prime 10 pagine si introducono, con elementi di chimica correlati al tema, le caratteristiche degli elementi e si spiega come identificare, attraverso l’analisi delle acque, se un fluido ha caratteristiche corrosive o incrostanti.

Successivamente la norma descrive le problematiche inerenti ai fluidi contenuti nei circuiti (depositi, congelamento, degrado del fluido, ecc.).

Si passa, poi, ad analizzare le misure di trattamento dell’acqua da adottare per prevenire fenomeni di corrosione, incrostazioni e proliferazione microbiologica.

L’ultima parte si sofferma sulle tipologie di controlli da fare, gli strumenti da usare, le verifiche e le modalità di campionamento delle acque.

Norma UNI 8065: quali sono le caratteristiche dell’acqua da conoscere per una corretta progettazione dell’impianto di trattamento?

Prima di iniziare a progettare o installare un impianto di trattamento dell’acqua è necessario accertare:

  • le caratteristiche del sistema: tipo, portata pressione, temperatura di esercizio, potenzialità;
  • le caratteristiche dell’acqua disponibile per il riempimento e il reintegro del sistema;
  • lo stato di conservazione del generatore e dell’impianto;
  • i materiali con cui è stato costruito l’impianto.

Quindi nel progetto è necessario specificare: il tipo di acqua e il tipo di trattamento associato per renderla idonea al funzionamento dei circuiti.

L’acqua deve essere conforme ai requisiti prescritti per l’acqua destinata al consumo umano. L’aspetto deve essere limpido. Per poter capire quali sono le caratteristiche dell’acqua da conoscere al fine di una corretta progettazione e installazione dell’impianto, la norma fa un distinguo in base ai kW:

  • impianti sotto i 100 kW: nessun limite della durezza, ma è necessario stabilizzarla; il pH deve essere compreso tra 6.5 e 9.5;
  • impianti sopra i 100 kW: nessun limite della durezza (deve essere compresa tra 5° e 15 ° francesi, quindi bisogna fare un addolcimento), ma è necessario stabilizzarla; il pH deve essere compreso tra 6.5 e 9.5 e la conducibilità elettrica dell’acqua deve essere inferiore o uguale a 1500 μS/cm ad una temperatura di 20°.

Le caratteristiche dell’acqua prima del trattamento

L’acqua impiegata per il riempimento e il reintegro degli impianti termici, prima del trattamento, deve avere caratteristiche adeguate al consumo umano. L’aspetto dell’acqua dipende dalla presenza nella stessa di sostanze sedimentabili, in sospensione e colloidali, nonché di sostanze disciolte che le conferiscono caratteristiche rilevabili, quali la torbidità, la colorazione o la schiuma.

Queste sostanze possono determinare la formazione di depositi oppure possono provocare incrostazioni, abrasioni, ecc.

La temperatura dell’acqua è un indice importante perché influenza l’innesco più o meno rapido di diversi fenomeni (incrostazioni, corrosioni, crescite microbiologiche). Deve essere quindi precisata in fase di progetto e controllata in caso di anomalie.

Il pH deve essere calcolato usando la relazione:

pH= -log 10 aH+

dove:

  • aH+ è l’attività degli ioni idrogeno
  • il valore 0 è la massima acidità;
  • il valore 7 è la neutralità;
  • il valore 14 è la massima basicità.

Il pH è un parametro base per valutare la tendenza aggressiva di un’acqua. Importante anche nello sviluppo ed entità dei fenomeni di incrostazione, corrosione e crescita microbiologica. La temperatura influenza il pH, i valori misurati vanno riferiti ad una temperatura di 25° C.

La corrosione da ossigeno è un problema significativo negli impianti termotecnici, causato dalla presenza di ossigeno nell’acqua. Questo tipo di corrosione può danneggiare materiali metallici come acciaio, rame e ghisa, riducendo l’efficienza dell’impianto e causando perdite.

L’ossigeno può entrare negli impianti tramite l’acqua di riempimento o attraverso materiali plastici permeabili ai gas. Per evitare la corrosione, la norma UNI 8065 raccomanda l’installazione di disaeratori automatici che rimuovono l’aria dall’acqua in modo continuo, riducendo così il rischio di corrosione.

Presenza di aria negli impianti: cosa fare?

La presenza di aria negli impianti può causare vari problemi, tra cui perdita di efficienza e circolazione del liquido, oltre alla formazione di rumori. L’aria può entrare nell’impianto durante il riempimento o per differenza di pressione. È essenziale prevedere sfiati automatici e disaeratori per eliminare l’aria in modo efficace. Le tubazioni plastiche, a causa della loro permeabilità ai gas, possono introdurre ossigeno nell’impianto, causando corrosione. Le norme attuali prescrivono l’uso di tubazioni con barriera all’ossigeno per prevenire questi problemi.

Norma UNI 8065: gli obblighi previsti dal D.P.R. 74/2013

Secondo l’articolo 7, comma 3 del D.P.R. 74/2013, la norma è obbligatoria, soprattutto nei casi di manutenzione. Per chi non rispetta gli obblighi sono previste le sanzioni stabilite dal D.L.gs. 192/2005 (articolo 15 comma 2).

Più nello specifico, la norma UNI 8065:2019 stabilisce una serie di obblighi per il trattamento dell’acqua negli impianti termotecnici. Questi obblighi devono essere osservati da progettisti, installatori e manutentori per garantire il corretto funzionamento e la lunga durata degli impianti. Ecco i principali:

  • installare un filtro di sicurezza all’ingresso del circuito di riscaldamento e/o produzione acqua calda sanitaria;
  • istallare un filtro defangatore a masse filtranti;
  • effettuare il lavaggio dell’impianto di climatizzazione ad ogni modifica dello stesso (es. sostituzione generatore di calore);
  • effettuare sempre un condizionamento chimico, per tutti gli impianti termici, indipendentemente dalla loro potenza;
  • installare un addolcitore per portare la durezza tra i 5 e i 15° fr, per impianti con potenzialità maggiore di 100 kW; per impianti con potenza non inferiore a 350 kW o con durezza dell’acqua superiore a 35° fr, l’addolcimento è obbligatorio;
  • dotare le tubazioni di barriera all’ossigeno per impedire l’ingresso di ossigeno e prevenire la corrosione;
  • raccomandato l’uso di antigelo non tossico, vietato l’uso di glicole etilenico;
  • disinfettare gli impianti, specialmente quelli ad uso sanitario, prima della messa in funzione;
  • creare e mantenere aggiornata una scheda di registrazione degli esiti dei controlli effettuati da inserire nel libretto dell’impianto.

Trattamenti obbligatori per gli impianti climatizzazione estiva e invernale

Indipendentemente dal valore di durezza totale dell’acqua e della potenzialità dell’impianto, sono obbligatori i seguenti trattamenti:

  • impianto nuovo: lavaggio, filtrazione di sicurezza dell’acqua di carico dell’impianto, filtrazione e/o defangazione dell’acqua dell’impianto, disareazione, condizionamento chimico;
  • modifica impianto: verifica perdite, risanamento, filtrazione di sicurezza dell’acqua di carico dell’impianto, filtrazione e/o defangazione dell’acqua dell’impianto, disareazione, condizionamento chimico.

Per impianti di potenza termica maggiori di 100 kW (con o senza produzione di ACS) e in presenza di acqua di riempimento e reintegro con durezza totale maggiore di 15° fr, in aggiunta ai predetti trattamenti, è obbligatorio anche l’addolcimento per riportare la durezza totale dell’acqua di impianto entro i limiti sia per un impianto nuovo sia per una modifica sull’impianto.

Trattamenti obbligatori per gli impianti di produzione di acqua calda sanitaria

Indipendentemente dal valore di durezza totale dell’acqua e della potenzialità dell’impianto sono obbligatori i seguenti trattamenti:

  • impianto nuovo: lavaggio o disinfezione, filtrazione di sicurezza dell’acqua e condizionamento chimico;
  • impianto esistente: verifica perdite, risanamento, disinfezione impianto contaminato, filtrazione di sicurezza dell’acqua, condizionamento chimico.

Per impianti di potenza termica maggiori di 100 kW e in presenza di acqua di riempimento e reintegro con durezza totale maggiore di 25°fr, in aggiunta ai predetti trattamenti deve essere previsto anche l’addolcimento per riportare la durezza dell’acqua di impianto entro i limiti previsti, sia per un impianto nuovo che per un impianto esistente.

Trattamenti obbligatori per gli impianti solari termici

Per tutti gli impianti solari termici sono obbligatori i trattamenti seguenti:

  • impianto nuovo: lavaggio e riempimento con fluido termovettore;
  • impianto esistente: verifica perdite e risanamento, riempimento con fluido termovettore.

La norma UNI 8065 e il condizionamento chimico dell’acqua

In relazione alla qualità dell’acqua utilizzata negli impianti termici per la climatizzazione invernale (con o senza produzione di acqua calda sanitaria), il Decreto Requisiti Minimi (D.M. 26/06/2015) prevede l’obbligo del trattamento di condizionamento chimico.

Per impianti di potenza termica del focolare maggiore di 100 kW e in presenza di acqua di alimentazione con durezza totale maggiore di 15° fr, è obbligatorio un trattamento di addolcimento dell’acqua di impianto. Per quanto riguarda i predetti trattamenti si fa riferimento alla UNI 8065.

Il condizionamento chimico consente di mitigare gli effetti indesiderati dell’acqua sugli impianti. In particolare consente:

  • inibizione delle incrostazioni;
  • dispersione di depositi incoerenti inorganici ed organici;
  • correzione del pH;
  • formazione di film protettivi;
  • inibizione dei fenomeni corrosivi;
  • controllo delle crescite biologiche;
  • protezione dal gelo.

La concentrazione dei condizionamenti chimici deve essere verificata periodicamente in modo da determinare il livello protettivo nel tempo.

Il condizionamento chimico dell’acqua sanitaria e dell’acqua del circuito di climatizzazione devono essere eseguiti con prodotti e modalità d’impiego diverse: il condizionamento chimico dell’acqua per il consumo umano non ha alcuna efficacia nella protezione dei circuiti di climatizzazione.

Riempire un circuito di climatizzazione con acqua addizionata di condizionanti per l’acqua sanitaria non ha alcuna funzione per una protezione a lunga durata. I prodotti impiegati per il condizionamento dell’acqua dei circuiti di climatizzazione non sono idonei al trattamento delle acque destinate al consumo umano.

Condizionamento chimico dell’acqua del circuito di climatizzazione estiva e invernale

Le funzioni del condizionamento chimico sono:

  1. inibizione delle incrostazioni;
  2. dispersione dei depositi;
  3. inibizione dei fenomeni corrosivi;
  4. correzione del pH;
  5. controllo delle crescite microbiologiche;
  6. funzione antigelo.

La UNI 8065 fornisce una lista non esaustiva delle sostanze attive utilizzabili per il condizionamento adeguate ad ogni funzione sopra elencata. Le sostanze sono:

  1. fosfonati, policarbossilati;
  2. fosfonati, policarbossilati, ligninosulfonati;
  3. molibdati, carbossilati e dicarbossilati, derivati azolici, ammine filmanti;
  4. ammine, fosfati;
  5. fenoli, clorocresoli, sali d’ammonio quaternari polimerici, sostanze attive non ossidanti, composti quaternari non schiumogeni;
  6. glicoli atossici passivati.

Il dosaggio dei condizionanti può essere effettuato sia manualmente che automaticamente.

Condizionamento chimico dell’acqua sanitaria

Gli obiettivi principali del condizionamento chimico dell’acqua sanitaria sono:

  1. inibizione delle incrostazioni;
  2. inibizione dei fenomeni corrosivi;
  3. controllo delle formazioni microbiologiche;
  4. correzione del pH (neutralizzazione dell’acidità);
  5. attenuazione di incrostazioni pregresse.

Il dosaggio dei condizionanti nell’acqua degli impianti sanitari deve essere proporzionato alla portata. Le quantità dosate devono essere sufficienti ad ottenere gli effetti desiderati senza compromettere i requisiti di potabilità. Il dosaggio deve essere effettuato a monte delle apparecchiature e dei circuiti da proteggere.

Anche in questo caso la UNI 8065 fornisce una lista non esaustiva delle sostanze attive usate per il condizionamento delle acque destinate al consumo umano. Ad ogni funzione sopra elencata corrisponde una (o più) sostanza:

  1. fosfati, polifosfati;
  2. fosfati, polifosfati, silicati;
  3. perossido di idrogeno e argento;
  4. ipoclorito di sodio, biossido di cloro;
  5. dolomite, carbonati misti.

Condizionamento chimico del circuito solare termico

Il condizionamento chimico del circuito solare termico ha diversi obiettivi:

  • azione antigelo (se sussiste il problema di congelamento del fluido termovettore);
  • inibizione dei fenomeni corrosivi;
  • stabilizzazione dell’alcalinità e del pH.

Per l’antigelo è possibile utilizzare glicoli atossici, glicerina; per l’inibizione della corrosione si possono utilizzare: molibdati, carbossilati e dicarbossilati, derivati azolitici, ammine filmanti, inibitori in fase vapore o reversibili; per la correzione del pH è possibile usare: ammine e fosfati.

Come scaricare il testo della norma UNI 8065

Il testo della norma UNI 8065 può essere scaricata a pagamento direttamente dal sito UNI.

 

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