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Home » Approfondimenti » Varie e brevi » UNI 11337-8 Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni

UNI 11337-8 Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni

Nuova UNI sul sistema di gestione e governo dei processi digitalizzati per le organizzazioni che operano nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare

Tempo di lettura stimato: 5 minutidi Redazione BibLus / 17 Aprile 2026/0 Commenti/in Varie e brevi /di

È stata pubblicata la nuova UNI 11337-8  riguardante la gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni definendo i requisiti fondamentali per l’adozione di un Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD), pensato specificamente per le organizzazioni operanti nel settore delle costruzioni e del real estate. Il principio cardine della norma è l’integrazione strutturata dell’information management nei processi aziendali, che consente di superare una visione meramente operativa della digitalizzazione, elevandola a componente strategica della governance d’impresa.

Dal punto di vista applicativo, lo standard stabilisce criteri oggettivi per la qualificazione delle organizzazioni secondo logiche di qualità e performance e introduce parametri misurabili per valutare il livello di maturità digitale di un’impresa e la capacità di integrare strumenti e metodologie digitali all’interno del sistema di controllo di gestione. Un elemento tecnico rilevante è rappresentato dalla sua natura trasversale: l’efficacia dello standard non si esaurisce nella singola commessa o nel perimetro contrattuale, ma interessa l’intera struttura organizzativa, assicurando uniformità e coerenza nei processi.

Prima di analizzare cosa prevede la nuova UNI , ti dico subito che esiste un sistema integrato gratuito di applicazioni che puoi utilizzare per lavorare completamente in BIM: usBIM, il sistema integrato per gestire tutti gli aspetti di un progetto BIM

Disponibilità e cosa contiene

Dal 9 aprile 2026 è disponibile la:

  • UNI 11337-8: “Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 8: Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare”.

Il documento rappresenta un passaggio evolutivo rilevante nel quadro normativo dedicato alla digitalizzazione nel settore delle costruzioni. La UNI introduce un vero e proprio cambio di paradigma: il BIM non è più considerato esclusivamente come metodologia progettuale, ma viene ridefinito come un sistema strutturato di gestione e governo dei processi digitali.

Il principio tecnico alla base della UNI 11337-8 è chiaro: l’adozione del BIM non può essere considerata una competenza esclusivamente individuale o legata a singoli professionisti, ma deve essere inserita all’interno di un sistema organizzativo aziendale formalizzato. Ciò implica la definizione puntuale di ruoli, responsabilità e processi, in un’ottica di gestione integrata e controllata dell’informazione lungo l’intero ciclo di vita della commessa.

In questa prospettiva, diventa un’infrastruttura organizzativa stabile, finalizzata al controllo dei dati e al supporto dei processi decisionali e costituisce infatti l’evoluzione e maturazione dei contenuti della UNI/PdR 74:2019 “Sistema di Gestione BIM – Requisiti”, che da prassi di riferimento è stata progressivamente consolidata fino a diventare uno standard strutturato, più maturo e coerente con le attuali esigenze di governance digitale del comparto edilizio e immobiliare.

Per le imprese del settore edile, l’adeguamento a questo nuovo standard rappresenta un’opportunità concreta di evoluzione digitale. La norma, infatti, non si limita a introdurre strumenti o requisiti tecnologici, ma richiede una struttura organizzativa solida, capace di governare i processi digitalizzati e di integrarli stabilmente nelle attività operative quotidiane.

Cosa prevede la UNI 11337-8

Con la pubblicazione della UNI 11337-8:2026, il quadro normativo italiano compie un’evoluzione significativa, attesa da tempo. L’attenzione non è più limitata alle modalità di modellazione, ma si estende alla definizione strutturata di come un’organizzazione — che si tratti di uno studio professionale, un’impresa o una stazione appaltante — debba adottare e governare un Sistema di Gestione dei Processi Digitalizzati (SGPD).

La norma stabilisce i requisiti necessari per l’implementazione di un SGPD all’interno delle organizzazioni operanti nei settori delle costruzioni e dell’immobiliare, ponendo al centro il ruolo dell’information management come leva strategica. Il sistema deve essere progettato per garantire un equilibrio efficace tra la complessità organizzativa e le caratteristiche dei singoli interventi e investimenti gestiti.

Inoltre, la UNI 11337-8:2026 introduce criteri utili alla qualificazione delle organizzazioni, basati sui principi della qualità, per la valutazione dell’adozione di processi, metodologie e strumenti legati alla digitalizzazione. Tali criteri si applicano sia all’interno sia al di fuori dei contesti contrattuali e si integrano con eventuali sistemi di controllo di gestione già presenti.

Cosa si intende per SGPD?

La UNI 11337-8:2026 introduce formalmente il concetto di Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD), segnando l’evoluzione definitiva del BIM da tecnica di modellazione a pilastro strategico della governance aziendale nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare.

Questo standard, superando la natura sperimentale della precedente UNI/PdR 74:2019, adotta la High Level Structure (HLS) tipica delle norme ISO per garantire una perfetta integrazione con i sistemi di gestione della qualità e della sicurezza, focalizzandosi non solo sull’efficienza operativa della singola commessa, ma soprattutto sulla solidità dei processi di sede e sulla gestione dell’information management lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.

Attraverso una netta distinzione tra le infrastrutture organizzative e l’applicazione tecnica nei cantieri, l’SGPD abilita un ecosistema informativo allargato che coinvolge stakeholder istituzionali, finanziari e ispettivi, trasformando il dato digitale in un asset patrimoniale tracciabile e verificabile, capace di mitigare i rischi e di consolidare il vantaggio competitivo delle organizzazioni mediante un controllo di gestione evoluto e strutturato.

A chi si applica la nuova UNI 11337-8?

La pubblicazione della UNI 11337-8:2026 segna il passaggio definitivo dalla fase sperimentale della UNI/PdR 74:2019 a una fase di consolidamento industriale e l’introduzione del Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD) non deve essere letta come un’imposizione burocratica, bensì come un’evoluzione in continuità con i sistemi di gestione aziendale già ampiamente diffusi. L’obiettivo è chiaro: favorire una coerenza organica tra processi, metodologie e strumenti digitali, rafforzando l’impianto organizzativo esistente senza stravolgere le pratiche consolidate, ma elevandole a un nuovo standard di efficienza informativa.

Un approccio inclusivo: chi sono i destinatari?
La vera forza della norma risiede nella sua natura inclusiva. Non parliamo di un documento tecnico per soli specialisti BIM, ma di un protocollo che si rivolge all’intera catena del valore. Il suo campo di applicazione abbraccia trasversalmente ogni realtà coinvolta nella gestione, progettazione, realizzazione e valorizzazione di edifici e infrastrutture.

In particolare, e in modo non esaustivo, la norma si applica a:

  • soggetti pubblici e privati che operano come committenti;
  • sviluppatori immobiliari;
  • società di consulenza nel settore real estate;
  • studi e organismi di progettazione;
  • imprese di costruzione;
  • imprese specializzate nell’installazione di impianti;
  • produttori di componenti e materiali;
  • distributori e operatori commerciali della filiera;
  • etc.

Questo ampio spettro di applicazione riflette la volontà della norma di promuovere un approccio sistemico alla digitalizzazione, favorendo l’adozione di processi strutturati e condivisi lungo tutta la catena del valore.

Ma quali sono le novità che dobbiamo conoscere nel dettaglio?

1. Dal “BIM” al Sistema di Gestione dei Processi Digitalizzati (SGPD)
La norma non si limita più al solo acronimo BIM ma introduce il concetto di SGPD, ovvero un sistema di governo che integra dati, flussi informativi e decisioni aziendali. L’obiettivo è spostare il focus dalla singola commessa all’intera organizzazione.

2. Struttura HLS (High Level Structure)
La Parte 8 è stata scritta seguendo la struttura ad alto livello delle norme ISO (come la ISO 9001 per la qualità). Questo significa che: è molto più facile da integrare con altri sistemi di gestione già presenti in azienda.
Segue l’approccio Risk-based thinking: bisogna analizzare i rischi legati alla perdita o alla cattiva gestione dei dati digitali.

3. Sostituzione della UNI/PdR 74:2019
Questa è la novità operativa più importante: la UNI 11337-8 sostituisce ufficialmente la Prassi di Riferimento 74. Le aziende che sono attualmente certificate secondo la PdR 74 dovranno affrontare un periodo di transizione per adeguarsi ai nuovi requisiti della Parte 8 per mantenere la certificazione del proprio sistema di gestione BIM.

4. Integrazione con l’ACDat (CDE)
Viene data molta più enfasi alla gestione dell’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat), non più visto solo come un software, ma come un processo organizzativo che deve essere governato e tracciabile.

La UNI 11337-8 è disponibile a pagamento sul portale ufficale dell’UNI – Ente Italiano di Normazione.

FAQ – UNI 11337-8 e SGPD

Che cos’è la UNI 11337-8?
La UNI 11337-8 è una norma tecnica dell’UNI che definisce i requisiti per l’adozione di un Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD) nel settore delle costruzioni e del real estate.

Cosa introduce il Sistema SGPD?

Il SGPD è un modello organizzativo che integra la gestione dei dati digitali nei processi aziendali, trasformando il BIM da strumento operativo a sistema strutturato di governance e controllo delle informazioni.

A chi si applica la norma?

La UNI 11337-8 si rivolge all’intera filiera delle costruzioni: stazioni appaltanti, imprese, progettisti, sviluppatori immobiliari, fornitori e consulenti del settore edilizio e immobiliare.

Qual è la principale novità rispetto alla UNI/PdR 74:2019?

La norma sostituisce e supera la UNI/PdR 74:2019, introducendo un sistema più strutturato e integrato, basato su logiche ISO e su un approccio organizzativo della gestione digitale.

Qual è il ruolo dell’ACDat nella nuova UNI?

L’ACDat (Ambiente di Condivisione Dati) non è più solo uno strumento software, ma diventa un processo organizzativo fondamentale per la gestione, la tracciabilità e la condivisione delle informazioni digitali.

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