Home » Notizie » Certificazione energetica » UNI 10683: installazione e manutenzione di impianti a biomassa

UNI 10683

UNI 10683: installazione e manutenzione di impianti a biomassa

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Come vengono verificati e installati i generatori di calore alimentati a legna o altri combustibili? Analizziamo la UNI 10683

Il sistema di evacuazione dei fumi è di fondamentale importanza per i generatori a biomassa a causa dei residui prodotti dai combustibili utilizzati. Di conseguenza, le operazioni di monitoraggio e manutenzione sono essenziali per assicurare il funzionamento ottimale dell’impianto a biomassa e per garantire la sicurezza degli edifici e delle persone coinvolte.

La UNI 10683 definisce proprio i requisiti di verifica, installazione, controllo e manutenzione di generatori di calore alimentati a legna o altri combustibili solidi.

Per eseguire il calcolo energetico di un edificio servito da un impianto a biomassa in modo efficiente e conforme alle normative puoi utilizzare un software termotecnico che ti consente di definire dati climatici e ponti termici. Una volta completata questa fase, puoi inserire l’impianto a biomassa più adatto alle tue esigenze e il software eseguirà automaticamente tutte le analisi necessarie.

UNI 10683: campo di applicazione

Nello specifico definisce i requisiti di:

  • verifica, installazione, controllo e manutenzione di impianti destinati al riscaldamento ambiente, con o senza produzione di acqua calda sanitaria e con o senza cottura dei cibi;
  • verifica, installazione, controllo e pulizia di impianti destinati alla sola cottura dei cibi dotati di sistema di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • verifica, installazione, controllo e pulizia di impianti destinati alla sola produzione di acqua calda sanitaria dotati di sistema di evacuazione dei prodotti della combustione.

La norma si applica agli impianti con generatori con potenza termica al focolare ≤ 35 kW alimentati con biocombustibili solidi di cui alle norme della serie UNI EN ISO 17225.

Indice della norma UNI 10683

Per avere un quadro chiaro e completo della norma in esame, ti riporto l’indice:

  • scopo e campo di applicazione;
  • riferimenti normativi;
  • termini e definizioni;
  • verifica del locale di installazione;
  • sistema di regolazione e distribuzione del calore;
  • ventilazione;
  • sistema di evacuazione dei prodotti della combustione: verifiche preliminari;
  • sistema di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • sistema di scarico delle condense;
  • messa in servizio dell’impianto;
  • manutenzione periodica;

e 10 appendici:

  • appendice A: sommatoria delle potenze in riferimento alla sicurezza idronica;
  • appendice B: compilazione della placca camino;
  • appendice C: requisiti dei prodotti per il sistema di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • appendice D: esempi di rivestimento per inserti e caminetti in adiacenza a pareti in materiale combustibile;
  • appendice E: formula per la conversione dei gradi di pendenza del tetto in percentuale;
  • appendice F: rapporto di controllo e manutenzione;
  • appendice G: dimensionamento del condotto di aria comburente nel caso di collegamento dell’apparecchio all’apertura di ventilazione;
  • appendice H: caldaie (UNI EN 303-5);
  • appendice I: esempi d’installazione di sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • appendice J: prova di ventilazione e caratteristiche degli strumenti.

Categorie di apparecchi da riscaldamento

Ti riporto di seguito le diverse categorie di apparecchi da riscaldamento degli impianti oggetto della norma:

  • inserti/caminetti a focolare chiuso (UNI EN 16510-1);
  • caminetti a focolare aperto (UNI EN 16510-1);
  • stufe (UNI EN 16510-1);
  • stufe ad accumulo (UNI EN 15250/ UNI EN 16510-1);
  • termocucine (UNI EN 16510-1);
  • caldaie (UNI EN 303-5);
  • stufe assemblate in opera (UNI EN 15544);
  • stufe a pellet (UNI EN 14785/ UNI EN 16510-1);
  • apparecchi a policombustibile (UNI EN 16510-1).

La UNI si applica ad apparecchi installati in locali e relative pertinenze e in spazi coperti adiacenti alle unità immobiliari.

Componenti e accessori di un sistema di evacuazione

Nell’immagine sottostante ti mostro i componenti e gli accessori di un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione (SEPC), dove:

  1. camino
  2. via di efflusso
  3. condotto fumario
  4. isolamento termico
  5. parete esterna
  6. involucro o rivestimento
  7. sezione del camino
  8. camino multiparete
  9. raccordo del camino
  10. canale da fumo
  11. generatore di calore collegato al SEPC (combustione)
Componenti e accessori di un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione

Componenti e accessori di un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione

Verifiche di installazione

È opportuno verificare l’esistenza o la possibilità di realizzare un opportuno impianto elettrico e idraulico/aeraulico se previsto per il funzionamento dell’apparecchio. Le installazioni devono essere realizzate in modo tale da non pregiudicare l’efficienza e la staticità dell’edificio.

Il locale di installazione non deve essere a rischio specifico di incendio, né adibito a magazzino di materiale combustibile. È ammesso uno stoccaggio di combustibile solido per un volume massimo di 1.5 m3.

Nei bagni, gabinetti, camere da letto e monolocale è consentita solo l’installazione stagna o di apparecchi a focolare chiuso con prelievo canalizzato dell’aria comburente dall’ambiente esterno. Il funzionamento dell’apparecchio avviene a focolare chiuso.

Distanze minime da rispettare

L’apparecchio deve essere installato rispettando gli spazi necessari per un uso corretto, per la pulizia e la manutenzione. Le distanze minime per gli apparecchi a legna, ad esempio, sono le seguenti:

  • distanza da parete dietro l’apparecchio: 100 cm;
  • distanza da parete laterale rispetto all’apparecchio: 100 cm;
  • distanza frontale rispetto all’apparecchio: 100 cm;
  • distanza da soffitto sopra l’apparecchio: 75 cm.

Sistema di regolazione e distribuzione del calore

Devono essere rispettate le indicazioni del fabbricante dell’apparecchio. Gli apparecchi, a loro volta, devono essere installati nel rispetto delle prescrizioni in materia d sicurezza elettrica e rispettando sempre gli impianti elettrici (collegamenti, cavi e gradi di protezione e isolamento, dispositivi di sicurezza, interruttori, ecc.). E’ proibiti l’immissione di aria nei locali a rischio incendio.

Sistema di evacuazione dei prodotti della combustione

Ogni apparecchio deve essere collegato ad un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione idoneo ad assicurare un’adeguata dispersione in atmosfera dei prodotti della combustione.

Il sistema di evacuazione dei prodotti della combustione deve essere dimensionato secondo la UNI EN 13384-1 tenendo in considerazione le prescrizioni del fabbricante dell’apparecchio. L’evacuazione dei prodotti della combustione deve avvenire a tetto.

É vietato lo scarico diretto a parete o in cavedi o verso spazi chiusi anche a cielo libero. Il sistema di evacuazione deve essere installato secondo le prescrizioni dei fabbricanti in relazione ad ogni componente. Non è ammesso l’uso di tubi metallici flessibili estensibili.

L’evacuazione deve essere realizzata tramite uno dei due seguenti modi:

  • evacuazione in sistema camino operante in depressione;
  • evacuazione tramite condotto per intubamento operante in depressione.

Sistema di scarico delle condense

Gli apparecchi a condensazione o apparecchi per i quali è possibile l’eventuale formazione di condensa nel SEPC devono essere allacciati sempre all’impianto smaltimento reflui domestici a mezzo dell’opportuno collegamento.

Dato che il SEPC opera in condizioni ad umido, è necessario realizzare un sistema di scarico delle condense allacciato a tale sistema, a meno che il costruttore dell’apparecchio non lo dichiari espressamente idoneo a ricevere anche i condensati provenienti dal SEPC. In ogni caso deve essere evitato il ristagno delle consente nel SEPC, ad eccezione del battente liquido presente nel suo eventuale sifone di scarico.

Messa in servizio dell’impianto

Il collaudo dell’impianto deve prevedere una serie di operazioni:

  • verifica visiva dei sistemi di sicurezza: devono essere collegati correttamente e posizionati secondo le indicazioni del fabbricante;
  • verifica della corretta installazione e funzionamento dei singoli componenti;
  • verifica della compatibilità e corretto funzionamento di componenti già presenti nel caso di intervento o modifica parziale dell’impianto;
  • verifica dell’intero circuito idraulico, nel caso di apparecchi inseriti in un impianto idronico;
  • verifica dei corretti collegamenti elettrici;
  • prova di accensione;
  • verifica di non presenza di reflusso dei prodotti della combustione in ambiente;
  • verifica delle condizioni idonee di ventilazione;
  • prova di depressione (UNI 10389-2).

Documentazione da rilasciare al responsabile dell’impianto

Al responsabile dell’impianto devono essere rilasciati i seguenti documenti:

  • libretto d’uso e manutenzione dei componenti dell’impianto;
  • libretto di impianto;
  • progetto;
  • rapporto di collaudo e allegati;
  • rapporto di prova secondo la UNI 10389-2;
  • placca camino (per le nuove installazioni o intubamenti di SEPC);
  • dichiarazione di conformità;
  • documentazione fotografica dell’installazione realizzata (facoltativa).

Manutenzione periodica

L’operatore deve eseguire una serie di verifiche durante la manutenzione che vanno dall’esame della documentazione al controllo dello stato complessivo dell’installazione, dall’esame visivo del locale di installazione alla corrispondenza del libretto di impianto con l’esistente, ecc.

Il controllo e la manutenzione vanno eseguite secondo frequenza e modalità ben precise riportate nella seguente tabella:

UNI 10683 frequenza manutenzione

UNI 10683: frequenza manutenzione

Prima di procedere con le operazioni di manutenzione, l’apparecchio deve essere scollegato da ogni fonte di energia elettrica se presente e spento per il periodo tale da consentire il raffreddamento corretto ed eseguire le operazioni di manutenzione in totale sicurezza.

Si può procedere, quindi, alla pulizia del focolare, dei passaggi dei prodotti della combustione e di eventuali scambiatori/girifumi limitatamente al lato fumi con mezzi idonei fino ad eliminare incrostazioni e fuliggini eventualmente presenti.

La griglia dei focolari deve essere sgombra da scorie e si deve provvedere alla pulizia secondo le indicazioni del fabbricante: occorre togliere le ceneri e le scorie dal cassetto di raccolta cenere.
All’atto della pulizia bisogna ripristinare gli eventuali materiali refrattari.

Occorre, poi, assicurarsi visivamente della tenuta della camera di combustione degli apparecchi a tiraggio naturale provvedendo alla sigillatura delle fessure eventualmente rilevate. così si evitano infiltrazioni di aria o fuoriuscite di prodotti della combustione. Dopo la pulizia i turbolatori devono essere riposizionati secondo le prescrizioni del fabbricante.

TerMus

 

TerMus
0 commenti

Lascia un Commento

Cosa ne pensi?
Lascia un commento sull'articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *