Un sopraluce incide sulle distanze delle costruzioni dalle vedute?

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Per il Tar Liguria un sopraluce non rileva sulle distanze obbligate tra costruzioni e vedute

Un sopraluce (ossia una finestra “alta” che non consente la vista verso l’esterno) può essere considerato come semplice fonte di luce e non come un affaccio verso l’esterno, per cui  non incide sulle distanze tra le costruzioni regolate dall’art. 9 del dm n. 1444/1968.

Il chiarimento in merito arriva dal Tar Liguria con la sentenza n. 76/2021.

Il caso

Una società avviava, attraverso regolare permesso di costruire, la demolizione e ricostruzione di un edificio.

Successivamente, la società decideva di presentare una SCIA in variante al permesso di costruire, che prevedeva di realizzare alcuni sopraluce per l’aerazione dei bagni in luogo delle finestre con terrazzo come da progetto originario già assentito in precedenza.

Il vicino (confinante con il terreno della società) decideva di opporsi alla SCIA assentita dal Comune, poiché riteneva che i sopraluce violassero le distanze consentite tra pareti finestrate (art. 9 del dm n. 1444/1968).

Il Comune non riteneva fondata l’opposizione del confinante, per cui quest’ultimo faceva ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Liguria

I giudici del Tar osservano che i sopraluce indicati nella SCIA hanno la funzione di garantire la necessaria aerazione dei bagni.

Per i togati la presenza dei sopraluce sul fronte dell’edificio in costruzione non configura una parete finestrata e, pertanto, non rileva ai fini della disciplina sulle distanze delle costruzioni dalle vedute.

Il Tar spiega che come costantemente ribadito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, l’obbligo di osservare determinate distanze nelle costruzioni sussiste solo in relazione alle vedute, e non anche alle luci, sicché la dizione “pareti finestrate” di cui all’art. 9 del d.m. n. 1444/1968 si riferisce esclusivamente alle pareti munite di finestre qualificabili come vedute, senza ricomprendere quelle sulle quali si aprono finestre cosiddette “lucifere”.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questi articoli di BibLus-net

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Liguria

 

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