Certificato di idoneità statica: cos’è e quando è necessario
Il certificato di idoneità statica attesta la sicurezza dell'edificio. Scopri quando è obbligatorio e come viene utilizzato per sanatorie e condoni edilizi
Il certificato di idoneità statica è un documento che attesta la sicurezza strutturale di un edificio. Spesso confuso con il collaudo statico, tale documento ha uno scopo specifico e riveste un ruolo primario in situazioni di sanatoria o condono edilizio.
Scopri cos’è, quando è richiesto e come si differenzia dal certificato di collaudo statico in una guida completa.
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Indice
- Cos’è il CIS (certificato di idoneità statica) e quando serve?
- Certificato di idoneità statica: normativa di riferimento
- Chi può redigere il certificato di idoneità statica?
- Come redigere e rilasciare il certificato di idoneità statica?
- Quali sono i contenuti del certificato di idoneità statica?
- Quando è obbligatorio il certificato di idoneità statica?
- Certificato di idoneità statica edifici ante 1967
- Certificato di idoneità statica a Milano
- Differenze tra il certificato di idoneità statica e collaudo statico
- Certificato di idoneità statica per sanatoria: i chiarimenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
- Sentenze e approfondimenti di riferimento
Cos’è il CIS (certificato di idoneità statica) e quando serve?
Il certificato di idoneità statica CIS è un documento tecnico che attesta la sicurezza strutturale di un immobile, verificando che le sue strutture portanti siano in grado di sopportare i carichi previsti dalle normative in vigore al momento della costruzione.
È spesso richiesto per ottenere l’agibilità di un immobile, in particolare quando non è disponibile un certificato di collaudo statico rilasciato ai sensi della Legge 1086/71. Inoltre, è necessario in situazioni di accertamento di conformità o sanatorie edilizie, ad esempio nel caso di richieste di condono edilizio secondo la Legge 47/85. In tali circostanze, il certificato deve essere depositato presso il Genio Civile, in quanto va sempre integrato con altre verifiche e certificazioni nei casi di interventi strutturali significativi al fine di fornire una valutazione della sicurezza strutturale dell’edificio.
Il CIS non può sostituire il certificato di collaudo statico, soprattutto in contesti di nuove costruzioni o ristrutturazioni significative.
Certificato di idoneità statica: normativa di riferimento
Il certificato di idoneità statica (CIS) si colloca all’interno di un quadro normativo ben definito, volto a garantire la sicurezza degli edifici in Italia.
Le principali normative di riferimento sono:
- Legge 1086/1971: una delle prime leggi che disciplina le costruzioni in cemento armato, introducendo l’obbligo di collaudo per le strutture;
- D.P.R. 380/2001: il testo unico sull’edilizia che specifica le procedure per l’ottenimento dell’agibilità degli edifici e il rilascio del certificato di collaudo statico;
- NTC 2018: norme tecniche per le costruzioni che aggiornano i criteri per la sicurezza e la progettazione degli edifici, con particolare attenzione alla resistenza sismica.
Oltre a queste, esistono normative specifiche che riguardano la certificazione di stabilità degli edifici:
- Decreto Ministeriale del 15 maggio 1985: stabilisce le linee guida per la certificazione della stabilità degli edifici, indicando le procedure di verifica necessarie;
- Decreto Ministeriale del 20 settembre 1985: definisce i requisiti tecnici per strutture in cemento armato, acciaio, muratura e legno, con particolare attenzione agli edifici situati in aree sismiche;
- Legge 47/1985: regola le procedure di condono edilizio, richiedendo il CIS per edifici che superano una volumetria di 450 m2 in caso di richiesta di sanatoria.
Chi può redigere il certificato di idoneità statica?
Il CIS deve essere redatto da un professionista abilitato, come un architetto o un ingegnere edile/civile. Non è richiesta una specifica anzianità di iscrizione all’albo professionale per la redazione del CIS, a differenza del collaudo statico.
Come redigere e rilasciare il certificato di idoneità statica?
Il tecnico abilitato deve redigere il certificato di idoneità statica (CIS) includendo alcune informazioni essenziali (descrizione dell’edificio, documentazione storica acquisita presso il Comune, caratteristiche tecniche della costruzione, i materiali impiegati) ed effettuando una serie di analisi.
In primo luogo, è fondamentale studiare la geometria dell’edificio, determinare l’epoca di costruzione e documentare eventuali modifiche subite nel tempo, come ampliamenti, sopraelevazioni o modifiche strutturali.
Successivamente, si procede con ispezioni sul posto per valutare le condizioni del terreno di fondazione, con il possibile supporto di un geologo, e verificare la qualità e la resistenza dei materiali utilizzati nelle strutture.
Il passo successivo consiste nell’analizzare il tipo di strutture portanti, che possono essere realizzate in cemento armato, muratura, acciaio, legno o materiali compositi. Il tecnico deve anche controllare la presenza di fessure, lesioni o segni di assestamento, che potrebbero indicare cedimenti o problemi di stabilità.
Una volta completate tutte le verifiche necessarie, se l’esito risulta positivo, si procede con il rilascio della dichiarazione di idoneità statica, che rappresenta l’ultima fase del processo di certificazione.
Egli dichiara, sotto la propria responsabilità, che le strutture dell’edificio non presentano difetti costruttivi, dissesti o cedimenti nelle fondazioni tali da compromettere la sicurezza dell’immobile, attestando specificamente che:
- le fondazioni sono idonee a sostenere i carichi e sovraccarichi previsti in base alle caratteristiche del terreno;
- le strutture verticali ed orizzontali sono in grado di sopportare i carichi richiesti dalle normative vigenti;
- l’edificio è staticamente adeguato per l’uso previsto.
Nel caso in cui emergano dubbi sulla sicurezza dell’edificio, è possibile intervenire con opere di consolidamento. Dopo aver completato tali interventi, il certificato, inizialmente sospeso, può essere rilasciato.
Nel caso si rilevino cedimenti o dissesti, il tecnico dovrà indicare gli interventi necessari, come rinforzi strutturali o adeguamenti antisismici.
La progettazione di interventi per migliorare o adeguare sismicamente le strutture esistenti è complessa e richiede calcoli accurati. Per questo, può essere utile un software specifico per la verifica degli edifici esistenti, che assiste nella progettazione e nella valutazione dell’efficacia degli interventi sull’intera struttura.
Quali sono i contenuti del certificato di idoneità statica?
I contenuti del certificato di idoneità statica (CIS) sono generalmente suddivisi in vari paragrafi che affrontano diverse tematiche fondamentali per l’analisi dell’edificio.
Essi includono:
- descrizione dell’immobile: il tecnico incaricato descrive l’edificio, fornendo tutte le informazioni necessarie per identificare la struttura, come la sua ubicazione, la tipologia costruttiva e le caratteristiche architettoniche e strutturali rilevanti;
- acquisizioni preliminari: prima di eseguire l’analisi statica, il professionista deve raccogliere tutta la documentazione progettuale disponibile presso il Comune, come vecchi permessi di costruzione, DIA, CILA, concessioni edilizie e altre autorizzazioni al fine di ricostruire la storia dell’edificio e valutare eventuali modifiche o interventi strutturali avvenuti nel tempo;
- caratterizzazione dei materiali: il tecnico deve analizzare i materiali utilizzati, considerando eventuali fenomeni di degrado. Se non sono disponibili certificati sufficienti riguardanti le proprietà dei materiali impiegati, sarà necessario eseguire ulteriori indagini per determinarne la resistenza e confrontarla con le normative vigenti o con i parametri dell’epoca di costruzione;
- individuazione dello schema statico e verifica delle condizioni d’uso: il tecnico deve definire lo schema statico dell’edificio e verificare la congruità dei carichi in base alla destinazione d’uso attuale. Ciò include l’analisi delle strutture portanti e il controllo di eventuali rischi di sfondellamento o altri problemi statici;
- dichiarazione di idoneità statica: dopo aver completato tutte le verifiche e i calcoli necessari, il certificato presenta la dichiarazione di idoneità statica, attestando che l’edificio è sicuro dal punto di vista strutturale.
Quando è obbligatorio il certificato di idoneità statica?
Il certificato di idoneità statica (CIS) è obbligatorio in diverse circostanze, specialmente per edifici più vecchi e in specifiche località come Milano:
- edifici con più di 50 anni: il CIS è richiesto per tutti gli edifici che hanno superato i 50 anni di vita. Questo è particolarmente vero per il Comune di Milano, dove la normativa prevede controlli e verifiche per certificare lo stato di conservazione e l’agibilità di tali strutture;
- richiesta di agibilità: il certificato è indispensabile quando si richiede l’agibilità di un fabbricato, specialmente se non è disponibile il certificato di collaudo statico, introdotto dalla Legge 1086/71;
- condono edilizio: è necessario anche nel caso di condoni edilizi, dove il CIS deve essere depositato presso il Genio Civile.
Certificato di idoneità statica edifici ante 1967
Per gli edifici costruiti prima del 1967, il certificato di idoneità statica (CIS) non è richiesto in quanto, fino a quell’anno, non esistevano normative specifiche riguardanti la stabilità strutturale degli edifici.
Il 1° settembre 1967 è infatti entrata in vigore la Legge n. 765, nota come “Legge Ponte”, che ha introdotto l’obbligo di licenza edilizia su tutto il territorio comunale, modificando le regole precedenti.
Gli edifici costruiti ante ’67 sono quindi considerati legittimi anche senza documentazione tecnica, purché sia possibile dimostrare la loro esistenza e le caratteristiche originali al momento della costruzione. Tuttavia, il CIS diventa necessario se in seguito sono stati effettuati interventi che rientrano nei casi previsti dalla normativa.
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Certificato di idoneità statica a Milano
Il certificato di idoneità statica a Milano è un requisito obbligatorio e può essere necessario per ottenere l’agibilità e per le pratiche di condono.
Secondo il Regolamento edilizio del Comune di Milano, è stabilito che:
“Tutti gli edifici realizzati o collaudati da almeno 50 anni devono sottoporsi a una verifica dell’idoneità statica per ottenere il Certificato di Idoneità Statica (CIS) rilasciato da un tecnico abilitato.”
Il regolamento prevede le seguenti scadenze, dalla sua entrata in vigore, per le diverse categorie di edifici da controllare:
- entro 5 anni (ossia entro il 26 novembre 2019): tutti i fabbricati ultimati da oltre 50 anni o che raggiungeranno i 50 anni durante questo periodo, privi di certificato di collaudo;
- entro 10 anni (ossia entro il 26 novembre 2024): tutti i fabbricati la cui data di collaudo statico supera i 50 anni o che compiranno 50 anni in questo intervallo.
Inoltre, tutti gli edifici che subiscono un cambio di destinazione d’uso per almeno metà della loro superficie, o che sono soggetti a interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione, devono essere verificati, a meno che non ci siano motivi legali per un nuovo collaudo statico.
Differenze tra il certificato di idoneità statica e collaudo statico
Il certificato di idoneità statica e il certificato di collaudo statico riguardano entrambi la sicurezza strutturale di un edificio, ma si differenziano notevolmente per scopo, modalità di redazione e utilizzo.
Il certificato di idoneità statica attesta la sicurezza strutturale di un edificio ed è spesso richiesto in contesti specifici, come nelle pratiche di condono edilizio o negli accertamenti di conformità, senza dover seguire le procedure rigorose previste per il collaudo statico.
Questo certificato può essere richiesto sia durante la fase progettuale, sia in seguito a modifiche strutturali ed è redatto da un tecnico abilitato, senza requisiti specifici in termini di esperienza professionale.
È particolarmente utile quando non è disponibile un certificato di collaudo statico, come nel caso di edifici costruiti prima dell’entrata in vigore della legge 1086/71 o di quelli privi di agibilità. A differenza di altri documenti, il certificato di idoneità statica non ha una scadenza fissa; tuttavia, la sua validità può essere limitata a seconda delle condizioni strutturali verificate.
Al contrario, il certificato di collaudo statico è un documento ufficiale che attesta la conformità delle strutture portanti alle normative vigenti.
Questo certificato attesta che le opere realizzate sono conformi al progetto approvato e rappresenta il risultato finale di una serie di verifiche condotte durante o dopo la costruzione. La sua finalità principale è quella di accertare la buona esecuzione dell’opera e la sua capacità di funzionare secondo le specifiche progettuali. Senza il certificato di collaudo statico, l’edificio non può essere messo in esercizio.
A differenza del certificato di idoneità statica, il collaudo deve essere redatto da un professionista, chiamato collaudatore statico, una figura con almeno 10 anni di esperienza nel settore, che effettua controlli diretti sulle strutture, comprese prove di carico e ispezioni visive.
Una volta emesso, questo certificato ha validità permanente, a meno che non si verifichino modifiche strutturali significative che richiedono un nuovo collaudo.
| Tipologia | Certificato di Idoneità Statica | Certificato di Collaudo Statico |
| Scopo | Verifica progettuale | Verifica esecuzione |
| Fase | Pre-costruzione o modifiche | Post-costruzione |
| Emittente | Professionista abilitato | Collaudatore statico |
| Necessità per l’uso | Non sempre necessario | Obbligatorio per l’uso |
Certificato di collaudo statico
Il collaudatore ha il compito di redigere, sotto la propria responsabilità, il certificato di collaudo. Questo documento viene inviato tramite PEC all’ufficio tecnico regionale competente e al committente, con una comunicazione contestuale allo sportello unico. Il deposito del certificato di collaudo statico funge da attestazione di conformità dell’opera alle normative tecniche per le costruzioni, come previsto dall’articolo 62 del D.P.R. 380/2001.
Il certificato di collaudo attesta che:
- l’opera e le strutture portanti sono state realizzate in completa corrispondenza e conformità con le specifiche del progetto esecutivo e delle eventuali varianti approvate, nel rispetto della normativa vigente;
- le strutture sono state realizzate secondo le migliori pratiche del settore, utilizzando materiali adeguati anche durante il corso dei lavori;
- i sovraccarichi previsti dal progetto sono conformi all’uso previsto per l’opera e, in ogni caso, pari o superiori ai minimi richiesti dalle normative in vigore al momento della progettazione.
La relazione del direttore dei lavori, una volta completata la struttura, conferma la regolarità del processo costruttivo.
Se durante le visite di collaudo non sono emerse carenze o problematiche che potrebbero compromettere la stabilità o l’uso dell’opera, assumendosi la piena responsabilità per la sicurezza e la stabilità dell’opera, il collaudatore procede dunque al collaudo.
Certificato di idoneità statica per sanatoria: i chiarimenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha fornito chiarimenti sull’uso del certificato di idoneità statica nelle pratiche di sanatoria al fine di garantire la sicurezza delle costruzioni. La richiesta di chiarimento è stata avanzata dall’Associazione MASTER e ha dato origine a un’analisi approfondita delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) del 2018, con particolare attenzione al controllo dei materiali utilizzati.
La questione principale riguarda l’estensione del certificato di idoneità statica nelle pratiche di sanatoria, ovvero nei processi finalizzati a regolarizzare costruzioni non conformi. Si è discusso, in particolare, dell’accettazione dei campioni di materiali (come accettazione calcestruzzo e acciaio) basata esclusivamente sulla dichiarazione del proprietario dell’immobile.
Un punto sollevato nel parere riguarda la tracciabilità dei materiali: secondo le NTC 2018, la validità dei controlli sui materiali è direttamente legata alla loro identificazione. Se i materiali non possono essere tracciati, il laboratorio che esegue le prove deve chiarire che i risultati non possono essere utilizzati per le verifiche di accettazione.
Un altro tema affrontato è relativo alle prove sui materiali effettuate oltre i termini previsti. Ad esempio, le prove di compressione sul calcestruzzo devono essere effettuate entro 45 giorni dal prelievo del campione; in caso contrario, sono necessarie ulteriori indagini.
Per le strutture non oggetto di condono e prive di un progetto strutturale, il parere rimanda a specifiche tabelle delle NTC 2018, che indicano i livelli di conoscenza richiesti e il numero minimo di prelievi necessari per garantire la sicurezza delle strutture.
In conclusione, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sottolinea l’importanza di applicare rigorosamente le NTC 2018 nel controllo dei materiali e nella verifica dell’idoneità statica delle costruzioni. In presenza di prelievi non tracciati o effettuati in ritardo, è fondamentale condurre ulteriori accertamenti.
Sentenze e approfondimenti di riferimento
Di seguito si propongono una serie di sentenze in riferimento ai certificati di idoneità e al collaudo.
Certificato di idoneità statica per condono edilizio
L’articolo 35 della legge 47/1985 stabilisce che, per garantire la sicurezza statica di un’opera sottoposta a condono, è fondamentale presentare una certificazione di idoneità statica firmata da un professionista qualificato. In caso di una valutazione negativa, è richiesto anche un progetto di adeguamento.
Per richiedere il condono edilizio in zone sismiche, il certificato di idoneità statica è obbligatorio. Questa norma, stabilita dal primo condono edilizio (legge 47/1985), è stata confermata dal TAR Toscana con la sentenza 1120/2024.
Nel caso esaminato, il comune aveva respinto una richiesta di sanatoria per opere che includevano la demolizione e la ricostruzione di una copertura, trasformando un sottotetto con un rialzamento del tetto. La domanda era stata presentata in base alla legge regionale Toscana n. 53 del 20 ottobre 2004, ma il comune aveva ordinato la demolizione delle opere abusive, con un termine di 90 giorni per ripristinare lo stato originale. Questi lavori prevedevano la conversione di spazi precedentemente destinati a soffitta in ambienti abitabili, con un leggero rialzamento del manto di copertura per la creazione di un cordolo in c.a. e l’aggiunta di un bagno e di un angolo cottura. Il rifiuto si basava sul fatto che non era stata allegata la documentazione attestante il deposito degli atti di certificazione di idoneità statica e sismica presso l’Ufficio Tecnico del Genio Civile della Provincia di Firenze, come richiesto dall’articolo 35 della legge 47/1985. Il ricorrente sosteneva che il comune avesse commesso un errore ritenendo necessaria la certificazione di idoneità statica, affermando che, secondo l’articolo 35, comma 3, tale documentazione fosse richiesta solo se l’opera abusiva superava i 450 metri cubi.
Il TAR ha respinto il ricorso, chiarendo che l’articolo 35 della legge 47/85 richiede sempre il deposito di una certificazione di idoneità statica per garantire la sicurezza dell’opera, sia che l’edificio si trovi in una zona sismica sia in una non sismica. Sebbene per le costruzioni non soggette a vincoli sismici sia necessario solo per opere superiori ai 450 m2, per quelle in aree sismiche la certificazione è richiesta indipendentemente dal volume.
Pertanto, il comune ha agito correttamente richiedendo tale attestazione nel caso specifico. Quando la richiesta di condono è stata presentata entro i termini stabiliti dalla legge 47/1985, essa deve essere esaminata secondo la normativa originale, senza applicare le modifiche introdotte da condoni successivi. Infine, il TAR ha ribadito che la valutazione di idoneità statica dell’immobile non influisce sulla necessità di presentare il certificato. La domanda di condono è stata rigettata non per il fatto che l’immobile fosse staticamente inidoneo, ma per il mancato rispetto degli obblighi documentali richiesti dalla legge.
In conclusione, senza la certificazione necessaria, il condono non può essere concesso, e le opere abusive devono essere demolite.
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/tutto-sulla-dichiarazione-di-idoneita-statica-degli-edifici-linee-guida-diagnostica-strutturale-ed-esempi-pratici/




