Trasparenza amministrativa e varianti urbanistiche, vale anche per le proposte

Trasparenza amministrativa e varianti urbanistiche: vale anche per le proposte

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

ANAC: l’obbligo per i Comuni di rendere pubblici i piani urbanistici e le varianti non vale solo per gli atti definitivi, ma anche per le proposte di modifica degli strumenti urbanistici vigenti

Con la delibera n. 800 del 1 dicembre 2021, recante: “Obblighi di pubblicazione di cui all’art. 39 – Trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio – co. 2, D.Lgs. 33/2013. Indicazioni di carattere generale sulla pubblicazione dei procedimenti di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica d’iniziativa privata o pubblica in variante allo strumento urbanistico generale“, l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) precisa che i Comuni sono obbligati  a rendere pubblici non solo gli atti definitivi che riguardano le varianti dei piani urbanistici, ma anche le stesse proposte di modifica di quest’ultimi.

Le indicazioni di ANAC sulla trasparenza amministrativa in merito alle proposte di variati urbanistiche

La richiesta di chiarimenti da parte di un Comune lombardo nasce quando un gruppo di cittadini residenti ha fatto domanda di accesso civico agli atti e ai documenti della proposta di variante urbanistica finalizzata alla realizzazione di un capannone industriale in un’area residenziale.

Trattandosi di semplice “proposta di variante”, il Comune non aveva provveduto alla pubblicazione dei documenti relativi, intenzionato a darne pubblicità solo dopo la delibera di adozione della variante. Cioè a provvedimento concluso.

Varianti generali e parziali

L’ANAC ricorda che le varianti urbanistiche sono spesso necessarie a causa di sopravvenute ragioni che possono rendere inattuabili nel tempo, in tutto o in parte, gli strumenti urbanistici approvati. L’uso di varianti, comportando il mutamento delle scelte e delle destinazioni urbanistiche originarie, può determinare una compressione dei diritti e degli interessi dei privati cittadini coinvolti dalle nuove scelte urbanistiche. Perciò le varianti devono essere sostenute da forti motivazioni di pubblico interesse.

Quest’ultimo può attenere sia all’ordinato assetto del territorio, che a valori costituzionali, quali la tutela ambientale (cfr. Corte Cost. n. 189/2016; Cons. Stato, Sez. IV, 29 aprile 2014, n. 2222).

Le varianti possono essere generali o parziali:

  • le prime comportano una riconsiderazione complessiva dell’intero territorio comunale e conducono a modifiche riguardanti una pluralità di ambiti territoriali. La variante generale partecipa, pertanto, degli stessi caratteri del P.R.G., applicandosi ad essa gli stessi principi dettati per il Piano Regolatore;
  • le varianti parziali, invece (quale quella del caso in esame) interessano soltanto una parte del territorio comunale, rispondendo a particolari esigenze sopravvenute e a necessità urbanistiche parziali e localizzate;

la cui procedura di approvazione è regolata ai sensi dell’art. 10 “Approvazione del piano generale” della l. 1150/1942 secondo la medesima procedura di approvazione del PRG.

Pianificazione e governo del territorio ed obblighi di trasparenza

Il dlgs n. 33/2013 disciplina specifici obblighi di trasparenza con riguardo agli atti di pianificazione e governo del territorio all’art. 39.

Tale disposizione è composta da quattro commi:

  • il primo comma prevede che le amministrazioni pubblichino gli atti di governo del territorio, quali, tra gli altri: a) i piani territoriali; b) i piani di coordinamento; c) i piani paesistici; d) gli strumenti urbanistici, generali e di attuazione, nonché le loro varianti. Si tratta sostanzialmente degli atti di governo del territorio definitivi. La pubblicazione di questi atti è condizione di efficacia degli atti stessi, come precisato espressamente dal comma 3;
  • il comma 2 (quello che rileva in particolare nel caso in esame) stabilisce, tra l’altro, che la documentazione relativa a ciascun procedimento di presentazione e approvazione delle proposte di trasformazione urbanistica d’iniziativa privata o pubblica in variante allo strumento urbanistico generale vigente, sia pubblicata in una sezione apposita nel sito del comune interessato e continuamente aggiornata;
  • il comma 4, infine, fa salve le discipline di dettaglio, previste dalla vigente legislazione statale e regionale, qualora impongano ulteriori obblighi. Il comma citato dà quindi atto del coordinamento esistente in materia di governo del territorio tra il dlgs 33/2013 e la normativa nazionale e regionale di dettaglio sul tema.

In conclusione, l’Autorità Nazionale Anticorruzione precisa che tutti gli atti riguardanti il governo del territorio devono trovare adeguata pubblicità, nell’ottica della trasparenza e della prevenzione della corruzione.

Tale obbligo, però, non vale esclusivamente per gli atti definitivi, ma anche nel caso di “proposte di varianti”. Pertanto, tutta la documentazione riguardante progetti di trasformazione urbanistica, privata o pubblica, volti a modificare lo strumento urbanistico in vigore, va messa a disposizione del pubblico. Innanzitutto con la pubblicazione nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Comune.

 

 

software-acca-gamma-completa
software-acca-gamma-completa

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.