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Energia rinnovabile emissioni in calo

Transizione energetica: eolico e fotovoltaico al 17%

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Secondo l’analisi ENEA, nel 2023 la quota di domanda coperta da fonti fossili ha toccato il minimo degli ultimi 50 anni

Eolico e fotovoltaico sono arrivati a coprire il 17,5% della domanda italiana di energia su base annua, grazie alla crescita della capacità installata.

È quanto emerge dall’analisi del sistema energetico italiano dell’ENEA per l’intero 2023, che registra un forte calo delle emissioni di anidride carbonica (-8%) e una nuova riduzione dei consumi di energia primaria (-2,5%), leggermente inferiore a quella dell’Eurozona (-3%), mentre, la quota di domanda coperta dalle fonti fossili – petrolio, gas e carbone – ha segnato il minimo degli ultimi 50 anni (71%). La diminuzione di tali consumi è il risultato di un minor impiego di fonti fossili come gas (-10%), carbone (-30%) e petrolio (-2%), compensato solo parzialmente dalla maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili (+13%) e dalle importazioni di elettricità, salite al massimo storico (+19%).

L’energia rinnovabile è l’asset centrale delle politiche nazionali e comunitarie in vista degli obiettivi della decarbonizzazione confermati anche dalla Direttiva Case green.

Il settore fotovoltaico, spinto da un ampio programma di aiuti pubblici, offrirà nei prossimi anni molte opportunità di crescita. E’ il momento giusto investire in soluzioni software per il fotovoltaico innovative, professionali e al passo con le nuove richieste del contesto.

Calo della domanda energetica nel 2023

Secondo lo studio, il calo della domanda è legato prevalentemente a fenomeni non strutturali, come la diminuzione dei consumi di gas per riscaldamento nel primo trimestre 2023, dovuti a un inverno molto mite, al Piano nazionale di contenimento dei consumi e ai prezzi dell’energia ancora alti, ma anche alla contrazione della produzione industriale che ha toccato punte quasi drammatiche in alcuni settori energivori, scendendo sotto i livelli del 2020.

L’unico settore in controtendenza sono i trasporti, con una domanda di energia tornata a crescere ai livelli pre-crisi (+2%) sulla spinta del comparto aereo (+20%).  La diminuzione delle emissioni di CO2 (-8%) è imputabile al minor utilizzo di fonti fossili: oltre i tre quarti del calo si è registrato nei settori ETS (generazione elettrica e industria energivora), le cui emissioni sono stimate in calo del 16%, il resto è riconducibile alla contrazione dei consumi di gas nel settore civile (non-ETS), le cui emissioni sono stimate in calo del 3%.

Transizione energetica e decarbonizzazione: indice ISPRED 2023 in crescita

Il trend di crescita registrato da eolico e fotovoltaico rappresenta il principale driver virtuoso per la decarbonizzazione in atto.

Nel 2023 la transizione del sistema energetico ritrova il passo verso la decarbonizzazione, misurata dall’ENEA attraverso l’indice ISPRED (Indice Sicurezza-PREzzi-Decarbonizzazione che misura l’andamento della transizione energetica), che registra un miglioramento significativo (+25%) rispetto al 2022, quando era crollato al minimo della serie storica (dal 2008), penalizzato dall’aumento delle emissioni e dai prezzi record dell’energia.

Il valore complessivo dell’indicatore sintetico della decarbonizzazione risulta nel 2023 pressoché doppio rispetto a un anno prima, mentre la singola componente prezzi evidenzia un miglioramento del 20%.

Nonostante il rimbalzo, il valore medio dell’ISPRED nel 2023 resta comunque su livelli bassi, penalizzato in primo luogo dai bassi valori degli indicatori relativi alla decarbonizzazione, in secondo luogo da valori inferiori alla media di lungo periodo anche degli indicatori relativi ai Prezzi dell’energia e alla Sicurezza dei sistemi gas ed elettrico, a indicare una transizione che resta più lenta dell’auspicato e non è comunque in grado di conciliare questo insufficiente calo delle emissioni con prezzi dell’energia e sicurezza energetica tali da garantire la competitività del sistema economico. Per i prossimi anni è prevedibile che il trend positivo di decarbonizzazione continui nel settore della generazione elettrica, sebbene a ritmi più contenuti al netto dei fattori congiunturali che hanno caratterizzato il 2023.

Resta comunque difficile realizzare quel tasso di riduzione delle emissioni, intorno al 5% medio annuo, necessario per raggiungere il target di decarbonizzazione atteso al 2030.

Cos’è l’indice ISPRED

L’indice ISPRED valuta le 3 dimensioni cruciali per la transizione energetica:

  • decarbonizzazione;
  • sicurezza dell’approvvigionamento;
  • prezzo dell’energia.

Tre ambiti che, se mantenuti in equilibrio, dovrebbero appunto favorire il passaggio da un’economia – quella attuale – centrata sull’utilizzo di combustibili fossili a una a basse emissioni di carbonio.

Queste aree costituiscono il trilemma energetico, così definito per indicare l’interdipendenza e la complessità delle dimensioni appena descritte e una transizione energetica efficace e stabile, infatti non può prescindere dal bilanciamento di tutti e tre questi aspetti. Infine, nel contesto attuale, l’Enea ha il compito di valutare trimestralmente l’andamento nel nostro paese delle tre dimensioni e di sintetizzarle nell’indice Ispred. Per farlo, ricorre a numerosi indicatori per ciascun ambito.

Per quanto riguarda la decarbonizzazione, viene monitorato il livello di emissioni di Co2 e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, rispetto agli obiettivi Ue per il 2020 e il 2030, mentre, tra i fattori di sicurezza invece, viene considerato tra gli altri il livello di dipendenza dalle importazioni e la diversificazione degli approvvigionamenti per il sistema petrolifero e del gas. Infine, vengono considerati i prezzi del gasolio e i livelli di consumo di elettricità e gas naturale da parte di imprese e consumatori domestici.

 

Solarius-PV

 

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