Tettoia senza titolo edilizio: no alla demolizione se trasformata in pergolato fotovoltaico

Tettoia senza titolo edilizio: no alla demolizione se trasformata in pergolato fotovoltaico

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Il CdS si è pronunciato sul caso di una tettoia abusiva trasformata in pergolato fotovoltaico in luogo della demolizione

Una recente sentenza del Consiglio di Stato, la n. 5567/2021, conferma che a determinate condizioni è possibile recuperare parzialmente una struttura realizzata abusivamente e da demolire.

Nel caso specifico si tratta di una tettoia che, invece di essere demolita, è stata convertita in un pergolato fotovoltaico.

Ricordiamo che, secondo una precedente sentenza del Tar, le condizioni perché tale trasformazione sia legittima, sono che:

  1. la tettoia non deve essere più riconoscibile, perdendo la sua funzionalità originaria per sottrazione di elementi essenziali;
  2. la copertura, sostituita con i pannelli fotovoltaici, deve essere permeabile all’acqua ed alla luce.

Il caso

Il proprietario di una tettoia, realizzata senza il necessario titolo edilizio, decideva di non demolirla completamente, così come chiesto dal Comune, ma di presentare una Cila (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) per la sua conversione in pergolato fotovoltaico.

Per tale trasformazione, e per garantire la permeabilità all’acqua, il Comune prescriveva il rispetto della distanza minima di 5 cm tra i pannelli fotovoltaici.

La proprietaria del fondo confinante, tuttavia, decideva di opporsi a tale progetto diffidando due volte (in tempi diversi) il Comune:

  • nella prima diffida chiedeva di accertare l’inottemperanza del vicino all’ordine di demolizione della tettoia;
  • nella diffida successiva chiedeva invece l’inibizione della Cila.

La questione arrivava sui tavoli del Tar, in quanto:

  • la tettoia, in qualità di abuso edilizio, andava demolita completamente come da decisione iniziale del Comune;
  • il Comune, attraverso una presunta posizione di silenzio inadempimento, si sarebbe dimostrato inerte acquisendo passivamente la Cila.

Il Tar respingeva il ricorso e la vicenda giungeva dinanzi al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato

Il CdS in merito alla prima diffida della ricorrente fa notare che l’Amministrazione aveva risposto espressamente al riguardo, rilevando che la tettoia risultava demolita e che (quindi) risulta eseguito quanto disposto con l’ordinanza di demolizione (ndr La tettoia trasformata in pergolato fotovoltaico risulta privata delle sue caratteristiche e funzione originari, quindi può essere considerata demolita).

Per quel che riguarda la seconda diffida, i giudici chiariscono che non si è consumato alcun silenzio inadempimento, in quanto il Comune non si è limitato al recepimento passivo della CILA, ma ha effettuato sopralluoghi ed ha dato disposizione su come trasformare legittimamente la tettoia in pergolato fotovoltaico, prescrivendo una distanza di 5 cm tra un pannello e l’altro.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-Net: “Trasformare una tettoia in pergolato fotovoltaico: quando è possibile?

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

 

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