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Tetto mansardato

Tetto mansardato: tipologie e isolamento

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Il tetto mansardato è una soluzione pratica, funzionale e confortevole per le abitazioni: scopri tutti i dettagli

Il tetto mansardato è un elemento architettonico che può essere utilizzato per creare spazi accoglienti e luminosi all’interno di una casa. Questo tipo di tetto, caratterizzato da una forma a volta, può essere utilizzato per creare una camera o uno studio, offrendo uno spazio aggiuntivo rispetto al resto della casa.

Tetto a mansarda: cos’è

Il tetto a mansarda è un elemento architettonico complesso che deriva dal barocco francese. Deve il nome al suo inventore, l’architetto francese François Mansart.

Il tetto a mansarda ha come basi le forme del tetto a padiglione, del tetto a uno spiovente o anche del tetto a due spioventi. Confrontandola con queste forme di tetto, la superficie del tetto a mansarda non è continua, cioè si piega in un punto. Al di sotto di questa piega, c’è una forte pendenza del tetto. Il tetto a mansarda è sostenuto da traverse portanti e arcarecci di legno.

La parte inferiore della costruzione presenta una inclinazione del tetto molto accentuata, del 70% circa, mentre la parte superiore ha un angolo di inclinazione del 30% circa. Questa caratteristica consente al tetto a mansarda di creare più superficie abitativa utile sotto le pendenze rispetto alle altre tipologie di tetto.

Come deve essere il tetto di una mansarda?

Il tetto di una mansarda deve presentare specifiche caratteristiche strutturali per garantire la conformità normativa e la funzionalità degli spazi abitativi. L’altezza minima calcolata dal pavimento al soffitto per una mansarda abitabile deve essere di 2,7 metri per i locali ad uso soggiorno e di 2,4 metri per i locali di servizio, in conformità con la normativa nazionale.

Ogni tipologia di tetto mansardato presenta caratteristiche strutturali specifiche che influenzano la percezione degli ambienti e la funzionalità degli spazi abitativi. Per garantire un ambiente confortevole e luminoso, il tetto a mansarda deve essere progettato considerando l’installazione di finestre per tetti che permettono il passaggio della luce naturale, assicurano un’adeguata ventilazione e contribuiscono al comfort termico degli ambienti. L’illuminazione, insieme alla ventilazione, è un aspetto fondamentale per rendere il sottotetto abitabile. Secondo il D.M. 5 luglio 1975 l’ampiezza delle finestre deve essere proporzionata per assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2%.

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Tipi di tetti per mansarde

Le mansarde presentano una varietà di forme e caratteristiche che influenzano l’aspetto e la funzionalità degli spazi interni. Rispetto agli appartamenti tradizionali con soffitti orizzontali e pareti verticali, le mansarde offrono una volumetria più articolata, determinata dalla forma dell’involucro e dal tipo di tetto utilizzato.

Sono diverse le possibili configurazioni di una mansarda che, a differenza degli appartamenti convenzionali con soffitti orizzontali e pareti verticali, offrono una volumetria più variegata, influenzata dalla forma del tetto, dal tipo di copertura e dalla sua relazione con gli spazi sottostanti. Si distinguono, infatti:

  • tetto piano;
  • a falda singola;
  • tetto a falda doppia (simmetrico o asimmetrico);
  • tetto curvo.

La forma del tetto è fondamentale per la percezione degli interni. Ad esempio, una mansarda con tetto piano, comune negli edifici condominiali, può derivare dalla ristrutturazione di locali tecnici o lavatoi condominiali. Rispetto agli appartamenti convenzionali, offre maggiore luce naturale e una vista panoramica sulla città o sul paesaggio circostante. I soffitti possono essere più bassi, ma l’apertura di finestre sul tetto evita la sensazione di confinamento.

Una mansarda con tetto a falda singola presenta una superficie inclinata, determinando la sensazione di spazio in base all’altezza massima e minima del tetto e alla presenza di finestre. La distribuzione interna e gli arredi devono considerare la variazione dell’altezza del soffitto.

I tetti a doppia falda, simmetrici o asimmetrici, caratterizzano gli spazi con una linea di colmo lungo l’intero appartamento. Molto comune nelle abitazioni, la mansarda con tetto a doppia falda offre varie possibilità di composizione e utilizzo, determinati principalmente dalla posizione della linea di colmo, il punto in cui le due falde si incontrano. Nei punti più alti e centrali, vicino alla linea di colmo, è possibile collocare arredi e funzioni accessibili alle persone, mentre nei punti più bassi ai lati si possono inserire soluzioni su misura per lo stoccaggio. Per garantire comfort e luminosità, l’installazione di finestre sul tetto, dimensionate in base alla superficie totale, è fondamentale per rendere il sottotetto abitabile e ben illuminato dalla luce zenitale.

Il tetto curvo, meno comune rispetto alle tipologie tradizionali, è spesso associato ad edifici non destinati a uso residenziale, ma prevalentemente commerciale o industriale. Questa particolare conformazione può offrire spunti interessanti per progetti di trasformazione creativi e originali. Ogni caso richiede un’attenta valutazione della curvatura del tetto, delle altezze sottostanti, dei materiali utilizzati per la copertura e della disposizione degli spazi inferiori al fine di creare una mansarda confortevole e funzionale.

Altre tipologie di tetto e combinazioni di quelle citate possono essere presenti. È importante che la progettazione e l’arredamento tengano conto delle specifiche di ciascuna mansarda. La presenza di una doppia altezza arricchisce ulteriormente gli spazi, consentendo un’ottimale ventilazione e illuminazione naturale, oltre a creare interessanti giochi volumetrici.

Isolamento termico tetto mansarda

La mansarda è un piano abitativo a tutti gli effetti, quindi è necessario prevedere anche la coibentazione del tetto mansarda. Bisogna progettare un’idonea stratigrafia che consente di vivere serenamente in ogni momento dell’anno, evitando dispersioni, costi ed impatti negativi sull’ambiente.

In passato, il sottotetto era principalmente uno spazio di deposito per oggetti vari e ricordi, ma soprattutto fungeva da isolante termico: proteggeva gli ambienti abitativi sottostanti dall’esterno. Oggi, invece, grazie alle moderne tecniche costruttive, i sottotetti sono stati trasformati in bellissime mansarde abitabili, che richiedono una stratigrafia complessa per garantire comfort e efficienza energetica.

La stratigrafia del tetto comprende diversi strati, ognuno con una funzione specifica, che devono interagire in modo sinergico per assolvere efficacemente alle esigenze di protezione e isolamento termico dell’edificio. Questi strati possono includere elementi come:

  • isolamento termico;
  • impermeabilizzazione;
  • copertura e protezione dalle intemperie.

La stratigrafia del tetto di una mansarda mira a garantire protezione dalle intemperie, trattenimento del calore, isolamento termico, copertura efficace e impermeabilizzazione per preservare la qualità degli ambienti interni e garantire il comfort abitativo.

Isolamento interno tetto mansarda

Le dispersioni che avvengono attraverso la copertura possono incidere fino al 30-40% rispetto alle dispersioni globali. Le tecniche più usate per isolare questo elemento costitutivo dell’abitazione sono 3:

  • isolamento dall’esterno (estradosso);
  • isolamento dall’interno (intradosso);
  • isolamento sul sottotetto (estradosso dell’ultima soletta).

L’isolamento dall’interno è la soluzione maggiormente utilizzata per gli edifici con tetti a falde inclinate, dotati di sottotetto abitabile e nelle coperture in legno delle abitazioni civili durante la ristrutturazione degli stessi. La coibentazione, in questo caso, consiste nell’applicare il materiale isolante dall’interno.

L’isolamento del tetto dall’interno è una soluzione efficace per raggiungere un comfort termico ottimale all’interno dell’abitazione. Questo tipo di intervento comporta anche un considerevole risparmio energetico, in quanto evita dispersioni di calore attraverso il tetto. Esistono diverse opzioni per isolare termicamente il tetto dall’interno, come la creazione di un controsoffitto o l’impermeabilizzazione delle doghe in caso di tetti in legno a falde.

La scelta dei pannelli isolanti adatti è fondamentale per ottenere un buon risultato. Alcuni materiali comunemente utilizzati sono lana di roccia, polistirene espanso, fibra di legno e schiume poliuretaniche. Il controsoffitto rappresenta un’ottima soluzione per l’isolamento termico del tetto dall’interno da realizzare con pannelli pre-accoppiati in cartongesso e materiali isolanti come lana di roccia o sughero. Questa soluzione si adatta sia ai tetti spioventi che a quelli piani, offrendo un’alternativa versatile e funzionale per migliorare l’isolamento termico dell’abitazione.

L’isolamento termico interno del tetto offre numerosi vantaggi, tra cui:

  • riduzione delle dispersioni di calore e conseguente risparmio energetico;
  • miglioramento della classe energetica dell’edificio;
  • aumento del valore dell’immobile;
  • eliminazione di problemi come freddo, umidità e spifferi all’interno dell’abitazione.

Che differenza c’è tra sottotetto e mansarda?

Sebbene i termini “sottotetto” e “mansarda” possano sembrare sinonimi, in realtà vi è una differenza significativa a livello normativo, con importanti implicazioni anche dal punto di vista commerciale.

Il sottotetto è lo spazio compreso tra il tetto e il solaio di copertura dell’unità immobiliare posta all’ultimo piano di un’abitazione. Questo spazio è caratterizzato da una volumetrica non uniforme, con zone più ampie e alte in corrispondenza della parte centrale del tetto e zone meno fruibili dove la falda scende sotto l’altezza di 1,80 metri. Per le sue caratteristiche di scarsa illuminazione naturale, il sottotetto non è destinato ad essere abitabile secondo la normativa. Il sottotetto può essere utilizzato come deposito per oggetti in disuso o per ospitare elementi tecnici come centrali termiche o cisterne. Dal punto di vista strutturale, il sottotetto si distingue in due tipologie: la “camera d’aria”, un vano sprovvisto di solaio idoneo a sopportare il peso di persone e cose, e la “soffitta”, un vano non abitabile ma utilizzabile solo come deposito.

La mansarda, invece, è uno spazio sottotetto con caratteristiche tali da consentirne la permanenza prolungata di persone. La mansarda deve essere ricavata all’interno della falda del tetto, con una pendenza normale nella parte centrale (colmo) e una pendenza più inclinata nella parte perimetrale (gronda). Affinché una mansarda possa essere considerata abitabile e ottenere il certificato di agibilità, deve rispettare una serie di requisiti minimi stabiliti dalle leggi regionali, tra cui:

  • altezza media e minima adeguata;
  • rapporto aeroilluminante sufficiente per garantire illuminazione e ventilazione naturale;
  • requisiti di urbanizzazione primaria (acqua, gas, luce, fognatura);
  • opere di isolamento termico per contenere i costi energetici.

In sostanza, mentre il sottotetto non è destinato all’abitabilità, la mansarda è uno spazio abitabile che risponde a specifici requisiti normativi.

Rifare il tetto della mansarda

Prima di iniziare la ristrutturazione di un sottotetto per trasformarlo in una mansarda accogliente, è importante affrontare diverse questioni pratiche. La necessità di ottenere permessi per la ristrutturazione del sottotetto dipende dalla natura dei lavori da svolgere. Interventi di edilizia libera, come la sostituzione di una finestra senza modifiche strutturali, di solito richiedono solo una comunicazione. Per interventi più significativi, come modifiche strutturali o l’apertura di nuove aperture, potrebbe essere necessaria una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) con il supporto di un professionista tecnico abilitato.

Prima di procedere con la ristrutturazione, è essenziale verificare che il sottotetto soddisfi i requisiti minimi per essere abitabile. Questi includono altezze minime per gli ambienti vivibili, il rapporto aero-illuminante e le normative igienico-sanitarie locali.

Ecco i passaggi fondamentali per avviare il progetto di recupero del sottotetto:

  • contattare un progettista e verificare la superficie utilizzabile del sottotetto, rispettando i requisiti di altezza minimi previsti dalla normativa regionale;
  • identificare il tipo di intervento necessario, valutando se è sufficiente una ristrutturazione interna o se è richiesto anche il rifacimento del tetto;
  • verificare i permessi necessari per l’intervento, a partire dalla richiesta di permesso di costruire (nel caso di cambio di destinazione d’uso o incremento di volumetria);
  • definire il progetto della nuova mansarda insieme ad un tecnico esperto, prestando particolare attenzione all’illuminazione naturale.

Quanto costa alzare il tetto di una mansarda?

Il costo per alzare il tetto di una mansarda può variare notevolmente in base a diversi fattori. Secondo una stima, possiamo dire in termini puramente indicativi che il costo medio per alzare un tetto oscilla tra 500 € e 1.000 € al metro quadro. Tuttavia, è importante considerare che i costi specifici dipendono dalle dimensioni dell’intervento, dai materiali utilizzati, dalla complessità della struttura esistente e dalle finiture desiderate. Per ottenere una stima più precisa, è consigliabile consultare direttamente un professionista del settore che possa valutare le specifiche circostanze del progetto.

 

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