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tetto a padiglione

Caratteristiche e modellazione di un tetto a padiglione

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Cos’è, come si progetta e come si modella in 3D un tetto a padiglione con l’aiuto di un software BIM per l’architettura

Tra le varie tipologie di copertura, il tetto a padiglione è quella che può comportare maggiori difficoltà di progettazione e di modellazione. Per prevenire queste difficoltà è possibile utilizzare un software BIM per la modellazione architettonica che, a partire dalla pianta dell’edificio, genera in automatico il modello 3D della copertura. Questo automatismo funziona anche in caso di piante particolarmente complesse e irregolari. Leggi l’articolo e scopri come fare!

Che cos’è e com’è fatto di preciso un tetto a padiglione

Il tetto a padiglione è un tipo di copertura a falde spioventi che copre interamente la pianta dell’edificio. Può essere impiegato per piante quadrate, rettangolari ma anche irregolari. In linea di massima, il numero delle falde (o padiglioni appunto) è pari al numero dei lati della pianta e la pendenza costante per tutte le falde.

La particolarità e la bellezza di questa copertura sta proprio nella composizione delle falde che convergono verso il punto più alto della copertura (colmo).

Dal punto di vista tecnico, il tetto a padiglione deve avere le seguenti caratteristiche:

  • la pendenza delle falde deve essere sempre costante;
  • la linea di gronda è chiusa e corre sempre alla stessa quota;
  • il perimetro dell’edificio può essere di forma qualsiasi;
  • ciascuna falda è piana (sono escluse giaciture cilindriche, coniche o sferiche).

Oltre alla bellezza, queste coperture sono anche molto funzionali, soprattutto in zone dal clima piovoso o nevoso, in quanto favoriscono lo smaltimento dell’acqua e la pulizia delle falde da foglie e da altri rifiuti organici.

Inoltre, le costruzioni con copertura a padiglione assicurano un ampio spazio sottotetto che può essere utilizzato anche come loft e mansarde abitabili, mantenendo la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi delle falde inclinate (possibilità di inserire abbaini, pannelli fotovoltaici, ecc.).

Il manto di copertura di un tetto a padiglione può essere realizzato in diverse tipologie di materiali, tra cui:

  • legno – tipo di rivestimento molto utilizzato nei paesi dell’est e del nord Europa. Estremamente resistente e, se ben mantenuto, può durare dai 30 ai 60 anni. Inoltre, si tratta di un materiale sostenibile, completamente biodegradabile, riciclabile e smaltibile. È importante ricordare però, che le coperture in legno sono piuttosto costose e necessitano di costanti interventi di manutenzione per contrastare infestazioni di insetti o muffe che possono svilupparsi per l’eccessiva umidità;
  • bitume – si contraddistingue per il costo contenuto, la durabilità, la facilitò di installazione e manutenzione. Non risulta, però, particolarmente resistente a variazioni eccessive di temperatura;
  • tegole in laterizio – si tratta di un materiale senza tempo, disponibile in diversi finiture e non soggetto a particolare usura e dalle ottime qualità termiche;
  • tegole in cemento – riproduce fedelmente forme e colori delle tegole in laterizio ma con costi più contenuti;
  • lamiera – dall’estetica più contemporanea, assicura una buona resistenza all’umidità, agli agenti atmosferici e un’ottima durata nel tempo anche con poca manutenzione.

Per approfondire l’argomento “tetto”, puoi leggere anche:

Tetti a shed: uso e vantaggi delle coperture a dente di sega

Tetto a capanna: cos’è, vantaggi, pendenze e materiali

Tetto spingente: caratteristiche e soluzioni strutturali

Come si disegna un tetto a padiglione?

La complessità dei tetti a padiglione non è sempre compatibile con la rappresentazione bidimensionale schematizzata su un foglio di carta. Troppo spesso, infatti, ci si scontra con un’errata graficizzazione che può comportare problemi anche molto gravosi in fase di cantierizzazione dell’opera.

I tetti a padiglione, infatti, possono avere forme complesse in base alla pianta dell’edificio: ad ogni lato della pianta corrisponde una falda.

Modello 3D tetto a padiglione realizzato in automatico con Edificius

Modello 3D tetto a padiglione realizzato in automatico con Edificius

Per questo, progettare un tetto a padiglione non è sempre così semplice. Già la fase d’ideazione può essere macchinosa ed assicurarsi che le falde combacino ed abbiano la stessa pendenza, è un’operazione che può richiedere tempo e molta attenzione. Come accennato, questa complessità si riscontra poi anche in fase di rappresentazione della copertura (in sezione come in prospettiva) e di realizzazione dell’opera.

Per il corretto tracciamento geometrico di un tetto a padiglione occorre seguire un preciso procedimento che si basa sulla geometria descrittiva, definito metodo delle bisettrici. Questo metodo prevede che: “la retta di intersezione di due piani non paralleli, incidenti ed aventi uguale pendenza rispetto ad un piano orizzontale di riferimento, risulta in ogni suo punto equidistante dalle tracce di intersezione dei due piani con il piano orizzontale, e la sua proiezione sul piano orizzontale risulta pertanto la bisettrice dell’angolo formato dalle tracce stesse.”

Questo metodo non è sempre così agevole, in quanto le falde che si intersecano non sono di immediata identificazione.

Modello 3D di un tetto a padiglione

Se abbiamo una pianta particolarmente articolata, modellare il tetto a padiglione può essere complicato e il rischio di commettere errori è molto elevato.

Per facilitare il processo, c’è un unica soluzione davvero efficace: utilizzare un software BIM per la progettazione architettonica che, a partire dalla pianta dell’edificio, modella in automatico la copertura a padiglione in base alla pendenza stabilita in progetto.

Modellazione automatica di un tetto a padiglione

Modellazione automatica di un tetto a padiglione

Non occorre fare alcun calcolo, né seguire il metodo delle bisettrici, in poche mosse, si ottiene in automatico il modello 3D della copertura a padiglione, anche in caso di forme molto complesse e piante irregolari.

Basterà tracciare il perimetro dell’edificio dalla vista in pianta, scegliere la pendenza delle falde (ad esempio 30%) e cliccare sul comando Auto Falde per generare in automatico la copertura a padiglione. Il modello così ottenuto può essere ulteriormente modificato. Inoltre,  può essere esportato in formato IFC ed importato in un software per il calcolo strutturale, per ottenere anche il modello strutturale della copertura, effettuare le opportune verifiche ed ottenere i calcoli e gli elaborati richiesti della normativa. Puoi scegliere di modellare il tetto con varie tecniche costruttive e in base al tipo di materiale (legno, acciaio o cemento armato).

Di seguito ti mostro un video con tutti i passaggi da seguire. Ecco come modellare in automatico il tetto a padiglione con un software BIM.

In alternativa, per ulteriori personalizzazioni, puoi scegliere anche di procedere manualmente, seguendo il metodo geometrico tradizionale. Ecco un video che ti mostra come modellare manualmente il tetto a padiglione con un software BIM.

 

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