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Tetto a capanna

Tetto a capanna: cos’è, vantaggi, pendenze e materiali

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Il tetto a capanna rappresenta una tipologia di copertura che va oltre la mera protezione dalle intemperie. Esaminiamone le caratteristiche distintive, analizzando la sua evoluzione nel corso del tempo e come crearlo con un software BIM

Il tetto a capanna va oltre la sua funzione strutturale; rappresenta l’evoluzione di un’idea semplice e primordiale legata al concetto di “casa”.

In questo articolo esploreremo tutto ciò che c’è da sapere sul tetto a capanna, dalla definizione di questo elemento architettonico ai vantaggi che lo contraddistinguono.

Infine potrai visualizzare un video che ti mostra come creare in modo semplice e dettagliato un tetto con un software per la progettazione architettonica.

Tetto a due falde di un edificio moderno

Tetto a due falde di un edificio moderno

Tipologie di tetto: configurazioni geometriche

Le coperture a tetto presentano diverse configurazioni geometriche, ciascuna con caratteristiche uniche. Esaminiamo attentamente alcune di queste tipologie.

Tetto a una falda o a leggio

I tetti a leggio, all’interno delle soluzioni a displuvio, si caratterizzano per il deflusso delle acque lungo una sola superficie. Questa configurazione, con una falda unica poggiante su pareti di altezze differenziate, rappresenta la matrice base di tutti i tetti a spioventi. Questa sezione illustra la semplice forma e la sommatoria complessa di leggii, ponendo le basi per la comprensione delle tipologie più intricate.

Tetto a due falde o a capanna

Il tetto a capanna rappresenta l’archetipo per eccellenza della chiusura architettonica. Due falde convergono in alto lungo la linea di colmo, definendo una porzione triangolare di muro chiamata timpano. Questa sezione fornisce una visione dettagliata delle geometrie coinvolte, originando il tetto a capanna dalla sommatoria di due leggii regolari contrapposti. Si analizzano gli obiettivi di semplificazione costruttiva e la suddivisione delle falde per un efficace smaltimento delle acque.

Tetto a due falde con diversa pendenza

Il tetto a due falde con diversa pendenza offre una prospettiva unica. Le falde convergono in alto lungo il colmo, creando un’immagine iconica di chiusura architettonica. Questa sezione approfondisce la geometria di questa tipologia di tetto, evidenziando come la diversa pendenza contribuisca all’estetica e all’efficienza nel deflusso delle acque.

Tetto a padiglione regolare

Il tetto a padiglione regolare rappresenta un’opzione in cui lo smaltimento delle acque avviene su tutti i lati del rettangolo di base. La sezione sottolinea la presenza di una linea di gronda lungo l’intero perimetro, e le falde a vista che concludono ogni facciata dell’edificio. Si esplora anche la proiezione in pianta della linea di colmo inclinata e la sua relazione con la lunghezza della gronda.

Tetto a padiglione irregolare

Anche il tetto a padiglione irregolare consente lo smaltimento delle acque su tutti i lati del poligono di base. Questa sezione si concentra sulle intersezioni tra le falde, dando vita a displuvi o compluvi. Si evidenziano le differenze tra tetti regolari ed irregolari, con una particolare attenzione alla geometria planimetrica e alle configurazioni volumetriche.

Tetti piani e coperture a terrazza

I tetti piani o coperture a terrazza rappresentano una scelta diffusa nei paesi mediterranei, caratterizzati da limitata piovosità e scarsa presenza di neve. Tuttavia, la realizzazione di un tetto piano di qualità richiede specifiche attenzioni alle dettagliate opere che permettano il corretto deflusso delle acque verso punti prestabiliti, garantendo impermeabilizzazione e coibentazione. Un’implementazione accurata di tali opere può notevolmente ridurre i costi associati a questi tetti rispetto a quelli a falde.

Ti consiglio, infine, di leggere l’articolo i approfondimento “Come progettare un tetto” per avere maggiori informazioni sui diversi sistemi di copertura.

Nomenclatura degli elementi che costituiscono il tetto

Nomenclatura degli elementi che costituiscono il tetto

Evoluzione storica dei tetti a capanna

L’evoluzione storica dei tetti a capanna ha tracciato un percorso affascinante, portando a vantaggi significativi sia dal punto di vista formale che tecnologico. Vediamo insieme i progressi dalla semplice forma di copertura della “capanna” ai moderni tetti, evidenziando le trasformazioni significative e le ragioni dietro tali cambiamenti.

Le prime coperture, essenzialmente capanne, erano inizialmente realizzate con elementi vegetali e successivamente evolute con l’introduzione di manufatti in argilla. Originariamente poggiati a terra, questi tetti servivano principalmente come rifugio dagli agenti atmosferici. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica e le mutevoli necessità sociali hanno trasformato queste capanne in tetti sorretti da mura, aprendo la strada a nuove possibilità architettoniche.

I tetti a capanna moderni sono caratterizzati da una notevole flessibilità e possibilità di personalizzazione. Camini, abbaini, finestre a tetto, sfiati e botole di ispezione possono essere integrati senza compromettere la resistenza e la funzione del tetto. La scelta dei materiali, che va dai tradizionali laterizi, coppi o tegole, a pannelli, lamiere o altre finiture, offre una vasta gamma di opzioni estetiche e funzionali.

Una sezione chiave nella progettazione dei tetti a capanna riguarda la ventilazione. La forma inclinata e lineare delle falde agevola lo scolo rapido dell’acqua piovana e favorisce la ventilazione, sfruttando l’effetto camino dell’aria interstiziale. Questo non solo contribuisce a un buon funzionamento del tetto ma rappresenta anche un aspetto cruciale per il suo mantenimento nel tempo.

I tetti a capanna, quando utilizzati in contesti edilizi, devono rispettare le normative vigenti in fatto di costruzione e prestazioni. La microventilazione emerge come un requisito fondamentale, rappresentando un valore aggiunto per il corretto funzionamento e la conservazione a lungo termine del tetto. Un tetto ventilato adeguatamente deve incorporare sezioni d’ingresso e d’uscita per l’aria, assicurando una circolazione regolare e prevenendo ristagni che potrebbero compromettere le prestazioni termiche.

Contrariamente all’idea obsoleta, il tetto a capanna è tutt’altro che antiquato. Architetture contemporanee, soprattutto nei paesi del nord, abbracciano l’utilizzo di tetti a capanna rivisitati in termini di materiali e dimensioni. Questi tetti non solo rispettano la forma funzionale originaria ma ne reinterpretano il significato allegorico, trovando spazio non solo in edifici residenziali ma anche in musei, industrie ed edifici iconici.

Caratteristiche di un tetto a capanna

Il tetto a capanna si distingue per la sua classica forma a due falde, con una pendenza uniforme che varia dal 15% al 50%. Questa struttura è ancorata alla muratura dell’edificio, assumendo la tradizionale forma di “casa”.

Le falde, di norma, poggiano sul lato più lungo dell’edificio, delineando le facciate e contribuendo alla volumetria del sottotetto. Questa sezione offre una dettagliata descrizione delle caratteristiche principali di questa tipologia di tetto, enfatizzando la sua forma tradizionale e la pendenza uniforme.

Altro aspetto fondamentale nelle caratteristiche della composizione di un tetto a capanna è fornita dalla stratigrafia. Questa è l’insieme di diversi elementi, ciascuno progettato con uno scopo specifico. Prima di esaminare dettagliatamente questi componenti, è essenziale comprendere le tecniche di calcolo utilizzate in questa fase progettuale.

Tecniche di calcolo per la precisione del tetto

Per determinare con precisione lo spessore del tetto, si ricorre a diverse tecniche di calcolo basate sull’analisi termica e igrometrica dell’edificio. Queste metodologie considerano fattori come la conducibilità termica dei materiali isolanti, le condizioni climatiche locali e il fabbisogno energetico dell’edificio.

L’applicazione di tali tecniche permette di valutare accuratamente la quantità di isolamento termico necessario per garantire un comfort interno adeguato. Questo risulta particolarmente cruciale in regioni con climi estremi, dove un tetto ben isolato contribuisce a mantenere temperature interne confortevoli e a ridurre i consumi energetici.

Componenti tipici della stratigrafia del tetto

Ora esaminiamo i componenti chiave della stratigrafia di un tetto a capanna:

  1. strato di copertura: questo strato esterno visibile, composto da materiali come tegole, lamierini metallici o coperture bituminose, ha la funzione principale di proteggere l’edificio dagli agenti atmosferici;
  2. strato isolante: responsabile dell’isolamento termico, questo strato aiuta a mantenere una temperatura confortevole all’interno dell’edificio. La scelta del materiale isolante e del suo spessore è determinante per la regolazione termica;
  3. strato di supporto: fornisce un supporto strutturale al tetto, generalmente composto da travi o pannelli in legno, cemento armato o acciaio, in base alle esigenze strutturali dell’edificio;
  4. strato di guaina o impermeabilizzazione: previene infiltrazioni d’acqua e protegge gli strati sottostanti. È realizzato con membrane bituminose, membrane sintetiche o materiali simili;
  5. strato di aerazione: favorisce la corretta circolazione d’aria sotto il tetto, prevenendo la formazione di condensa e marcescenza. Un flusso d’aria efficace contribuisce a mantenere la salute del tetto;
  6. strato di finitura: il livello più interno, spesso costituito da pannelli di rivestimento o cartongesso, ha una funzione estetica e contribuisce all’aspetto interno del tetto.

La combinazione sinergica di questi strati, attentamente progettati e calcolati, crea un tetto a capanna che non solo offre protezione dagli agenti atmosferici ma contribuisce anche al comfort termico e all’efficienza energetica dell’edificio.

Video modellazione tetto

In questo video puoi vedere come progettare un tetto con un software per la progettazione architettonica 3D.

 

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