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Home » BIM Topic » BIM e progettazione » Tetto a capanna: cos’è, vantaggi, pendenze e materiali

Tetto a capanna: cos’è, vantaggi, pendenze e materiali

Il tetto a capanna rappresenta una tipologia di copertura che va oltre la mera protezione dalle intemperie. Esaminiamone le caratteristiche distintive, analizzando la sua evoluzione nel corso del tempo e come crearlo con un software BIM

Tempo di lettura stimato: 9 minutidi Redazione BibLus / 17 Gennaio 2025/0 Commenti/in BIM e progettazione /di
Tetto a capanna cos’è, vantaggi, pendenze e materiali

Il solaio di copertura è un componente essenziale per un edificio, incidendo sulla sicurezza e sul comfort: divide il fabbricato dall’esterno e lo protegge dalle intemperie esterne, oltre ad essere un elemento di importanza strutturale.

Tra le varie tipologie di solaio di copertura troviamo i tetti a spioventi, ovvero quelli costituiti da falde in pendenza che favoriscono lo scolo delle acque meteoriche.

Quando pensiamo ai tetti a spioventi ed in generale al concetto primordiale di casa, ci viene sicuramente in mente il tetto a capanna: in questo articolo esploreremo tutto ciò che c’è da sapere sul tetto a capanna, dalla definizione di questo elemento architettonico ai vantaggi che lo contraddistinguono.

Infine potrai visualizzare un video che ti mostra come creare in modo semplice e dettagliato un tetto con un software per la progettazione architettonica.

Tetto a due falde di un edificio moderno

Tetto a due falde di un edificio moderno

Cos’è un tetto a capanna?

Il tetto a capanna rappresenta l’archetipo per eccellenza della chiusura architettonica. Due falde convergono in alto lungo la linea di colmo, definendo una porzione triangolare di muro chiamata timpano. La facciata che si crea viene per l’appunto definita “a capanna” o “a doppio spiovente”, rimandando alla delimitazione dei due spioventi del tetto stesso.

Questa sezione fornisce una visione dettagliata delle geometrie coinvolte, originando il tetto a capanna dalla sommatoria di due leggii regolari contrapposti. Il timpano diventa un elemento architettonico chiave, spesso rivestito diversamente per conferirgli maggiore impatto estetico.

In questo video puoi vedere come progettare un tetto con un software per la progettazione architettonica 3D.

YouTube Video

Evoluzione storica dei tetti a capanna

L’evoluzione storica dei tetti a capanna ha tracciato un percorso affascinante, portando a vantaggi significativi sia dal punto di vista formale che tecnologico. Vediamo insieme i progressi dalla semplice forma di copertura della “capanna” ai moderni tetti, evidenziando le trasformazioni significative e le ragioni dietro tali cambiamenti.

Le prime coperture, essenzialmente capanne, erano inizialmente realizzate con elementi vegetali e successivamente evolute con l’introduzione di manufatti in argilla. Originariamente poggiati a terra, questi tetti servivano principalmente come rifugio dagli agenti atmosferici. Tuttavia, l’evoluzione tecnologica e le mutevoli necessità sociali hanno trasformato queste capanne in tetti sorretti da mura, aprendo la strada a nuove possibilità architettoniche.

I tetti a capanna moderni sono caratterizzati da una notevole flessibilità e possibilità di personalizzazione. Camini, abbaini, finestre a tetto, sfiati e botole di ispezione possono essere integrati senza compromettere la resistenza e la funzione del tetto. La scelta dei materiali, che va dai tradizionali laterizi, coppi o tegole, a pannelli, lamiere o altre finiture, offre una vasta gamma di opzioni estetiche e funzionali.

Una sezione chiave nella progettazione dei tetti a capanna riguarda la ventilazione. La forma inclinata e lineare delle falde agevola lo scolo rapido dell’acqua piovana e favorisce la ventilazione, sfruttando l’effetto camino dell’aria interstiziale. Questo non solo contribuisce a un buon funzionamento del tetto ma rappresenta anche un aspetto nodale per il suo mantenimento nel tempo.

I tetti a capanna, quando utilizzati in contesti edilizi, devono rispettare le normative vigenti in fatto di costruzione e prestazioni. La microventilazione emerge come un requisito fondamentale, rappresentando un valore aggiunto per il corretto funzionamento e la conservazione a lungo termine del tetto. Un tetto ventilato adeguatamente deve incorporare sezioni d’ingresso e d’uscita per l’aria, assicurando una circolazione regolare e prevenendo ristagni che potrebbero compromettere le prestazioni termiche.

Contrariamente all’idea obsoleta, il tetto a capanna è tutt’altro che antiquato. Architetture contemporanee, soprattutto nei paesi del nord, abbracciano l’utilizzo di tetti a capanna rivisitati in termini di materiali e dimensioni. Questi tetti non solo rispettano la forma funzionale originaria ma ne reinterpretano il significato allegorico, trovando spazio non solo in edifici residenziali ma anche in musei, industrie ed edifici iconici.

Caratteristiche di un tetto a capanna

Il tetto a capanna si distingue per la sua classica forma a due falde, con una pendenza uniforme che varia dal 15% al 50%. Questa struttura è ancorata alla muratura dell’edificio, assumendo la tradizionale forma di “casa”.

Le falde, di norma, poggiano sul lato più lungo dell’edificio, delineando le facciate e contribuendo alla volumetria del sottotetto. Questa sezione offre una dettagliata descrizione delle caratteristiche principali di questa tipologia di tetto, enfatizzando la sua forma tradizionale e la pendenza uniforme.

Altro aspetto fondamentale nelle caratteristiche della composizione di un tetto a capanna è fornita dalla stratigrafia. Questa è l’insieme di diversi elementi, ciascuno progettato con uno scopo specifico. Prima di esaminare dettagliatamente questi componenti, è essenziale comprendere le tecniche di calcolo utilizzate in questa fase progettuale.

Tecniche di calcolo per la precisione del tetto

Per determinare con precisione lo spessore del tetto, si ricorre a diverse tecniche di calcolo basate sull’analisi termica e igrometrica dell’edificio. Queste metodologie considerano fattori come la conducibilità termica dei materiali isolanti, le condizioni climatiche locali e il fabbisogno energetico dell’edificio.

L’applicazione di tali tecniche permette di valutare accuratamente la quantità di isolamento termico necessario per garantire un comfort interno adeguato. Questo risulta particolarmente cruciale in regioni con climi estremi, dove un tetto ben isolato contribuisce a mantenere temperature interne confortevoli e a ridurre i consumi energetici.

Componenti tipici della stratigrafia del tetto

Ora esaminiamo i componenti chiave della stratigrafia di un tetto a capanna:

  1. strato di copertura: questo strato esterno visibile, composto da materiali come tegole, lamierini metallici o coperture bituminose, ha la funzione principale di proteggere l’edificio dagli agenti atmosferici;
  2. strato isolante: responsabile dell’isolamento termico, questo strato aiuta a mantenere una temperatura confortevole all’interno dell’edificio. La scelta del materiale isolante e del suo spessore è determinante per la regolazione termica;
  3. strato di supporto: fornisce un supporto strutturale al tetto, generalmente composto da travi o pannelli in legno, cemento armato o acciaio, in base alle esigenze strutturali dell’edificio;
  4. strato di guaina o impermeabilizzazione: previene infiltrazioni d’acqua e protegge gli strati sottostanti. È realizzato con membrane bituminose, membrane sintetiche o materiali simili;
  5. strato di aerazione: favorisce la corretta circolazione d’aria sotto il tetto, prevenendo la formazione di condensa e marcescenza. Un flusso d’aria efficace contribuisce a mantenere la salute del tetto;
  6. strato di finitura: il livello più interno, spesso costituito da pannelli di rivestimento o cartongesso, ha una funzione estetica e contribuisce all’aspetto interno del tetto.

La combinazione sinergica di questi strati, attentamente progettati e calcolati, crea un tetto a capanna che non solo offre protezione dagli agenti atmosferici ma contribuisce anche al comfort termico e all’efficienza energetica dell’edificio.

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Tetto a capanna: vantaggi e svantaggi

Il tetto a capanna è una copertura molto comune perché presenta vari vantaggi:

  • budget limitato, è un tetto facile da realizzare, quindi il costo complessivo di costruzione e installazione sarà inferiore rispetto ad altre opzioni costruttive;
  • efficace drenaggio, con le ripide pendenze delle falde, il tetto a capanna facilita il drenaggio di acqua e neve, facilita la ventilazione ovviando a problemi di umidità;
  • limitazione della dispersione termica, con conseguente riduzione dei costi di riscaldamento;
  • ottima soluzione per la posa di pannelli solari e solari termici, l’inclinazione delle falde infatti permette ai pannelli di captare più energia solare;
  • creazione di una soffitta, sfruttando quello spazio tra il solaio dell’ultimo piano ed il tetto stesso.

Vi sono tuttavia anche alcuni svantaggi legati a tale tipologia costruttiva:

  • fortemente soggetto all’azione del vento, soprattutto se la sporgenza delle falde dalla linea di gronda è maggiore. Il vento infatti potrebbe esercitare una pressione notevole causando distacchi del tetto o addirittura il crollo;
  • è necessaria una struttura portante solida, a causa del rischio di danni significativi causati dal vento. Perciò è necessario strutturare per bene la copertura, utilizzando materiali efficaci e verificando strutturalmente la stabilità della stessa;
  • soggetto a manutenzioni e riparazioni più frequenti, per via dei danni dovuti alle condizioni meteorologiche.

Altre tipologie di tetto a falde: configurazioni geometriche

Oltre alla tipologia a capanna, le coperture a tetto presentano diverse configurazioni geometriche, ciascuna con caratteristiche uniche. Esaminiamo attentamente le principali tipologie.

Tetto a una falda o a leggio

I tetti a leggio, all’interno delle soluzioni a displuvio, si caratterizzano per il deflusso delle acque lungo una sola superficie. Questa configurazione, con una falda unica poggiante su pareti di altezze differenziate, rappresenta la matrice base di tutti i tetti a spioventi. Questa sezione illustra la semplice forma e la sommatoria complessa di leggii, ponendo le basi per la comprensione delle tipologie più intricate.

Tetto a due falde asimmetrico

Il tetto a due falde asimmetrico, ovvero con falde con diversa pendenza, offre una prospettiva unica. Le falde convergono in alto lungo il colmo, ma non hanno la stessa dimensione, una delle due presenta infatti una sporgenza asimmetrica su uno dei due lati creando un’immagine iconica di chiusura architettonica.

Ciò significa che ogni lato del tetto ha una lunghezza diversa e talvolta ha anche una pendenza diversa, e i loro bordi formano un angolo irregolare. Questa sezione approfondisce la geometria di questa tipologia di tetto, inoltre grazie alla maggiore lunghezza di un lato del tetto si crea spazio extra sotto di esso, dando la possibilità di allestire spazio in più.

I tetti asimmetrici scaricano più velocemente neve e acqua piovana rispetto agli altri tetti, proprio per via della loro forma, la pendenza è infatti maggiore, soprattutto sul lato lungo. Inoltre, la maggiore lunghezza di un lato significa che la neve o l’acqua piovana vengono distribuite su una superficie più grande, il che riduce la probabilità di accumuli pericolosi.

Tetto a padiglione regolare

Il tetto a padiglione regolare rappresenta un’opzione in cui lo smaltimento delle acque avviene su tutti i lati del rettangolo di base. La sezione sottolinea la presenza di una linea di gronda lungo l’intero perimetro, e le falde a vista che concludono ogni facciata dell’edificio. Si esplora anche la proiezione in pianta della linea di colmo inclinata e la sua relazione con la lunghezza della gronda.

Tetto a padiglione irregolare

Anche il tetto a padiglione irregolare consente lo smaltimento delle acque su tutti i lati del poligono di base. Questa sezione si concentra sulle intersezioni tra le falde, dando vita a displuvi o compluvi. Si evidenziano le differenze tra tetti regolari ed irregolari, con una particolare attenzione alla geometria planimetrica e alle configurazioni volumetriche.

Tetto a piramide

Il tetto a piramide è il tetto a padiglione più semplice, si sviluppa su base quadrata, quindi su un edificio a pianta quadrata e si compone da quattro falde uguali, in dimensioni e pendenza, che si congiungono in sommità in un unico punto.

Tetto a due falde volanti

Un tetto a due faldi volanti, detto “flying gable roof” è un comune tetto a due falde inclinate in cui la loro sporgenza al livello della linea di colmo è maggiore rispetto a quello della linea di gronda. È tipicamente usato negli chalet o nelle case rustiche che potrebbero essere soggette a forti carichi di neve.

Tetto a mansarda

È un design francese ed è più difficile da costruire rispetto al tetto a due falde. In realtà presenta due pendenze all’interno di una, su ciascun lato. La parte inferiore della pendenza del tetto è più ripida in modo che il passo del tetto inizi a malapena. Ciò consente più spazio all’interno e nella maggior parte dei casi crea uno spazio aggiuntivo.

Tetto a fienile

Il tetto a fienile è simile al tetto a mansarda, è infatti un tetto a due lati con due pendenze su ogni lato, dove la pendenza inferiore è più ripida di quella superiore, ma è dotato di timpani verticali alle altre due estremità. È più spesso visto nelle case coloniali olandesi nordamericane del XVIII secolo.

Tetto a due falde olandesi

Il tetto a due falde olandesi o tetto a padiglione olandese è sostanzialmente una combinazione tra un tetto a padiglione ed un tetto a due falde. Si tratta infatti di un tetto a padiglione a quattro lati con un piccolo timpano in cima. I tetti a due falde olandesi sono leggermente più costosi da costruire a causa delle travi extra coinvolte nella struttura, ma crea sicuramente un design interessante.

Patio con tetto a due falde

Un tetto a due falde può essere un’ottima soluzione tecnica anche per coprire un patio o una veranda. Il tetto spiovente di una veranda, di un patio o di un posto auto coperto permette di aumentare lo spazio utilizzabile di un’abitazione, conferendo al contempo massima sensazione di apertura. Rispetto ad una copertura piana, un patio con copertura a spiovente permette di drenare meglio le acque piovane, senza compromettere l’integrità della copertura stessa

Tetti piani e coperture a terrazza

I tetti piani o coperture a terrazza rappresentano una scelta diffusa nei paesi mediterranei, caratterizzati da limitata piovosità e scarsa presenza di neve. Tuttavia, la realizzazione di un tetto piano di qualità richiede specifiche attenzioni alle dettagliate opere che permettano il corretto deflusso delle acque verso punti prestabiliti, garantendo impermeabilizzazione e coibentazione. Un’implementazione accurata di tali opere può notevolmente ridurre i costi associati a questi tetti rispetto a quelli a falde.

Ti consiglio, infine, di leggere l’articolo di approfondimento “Come progettare un tetto” per avere maggiori informazioni sui diversi sistemi di copertura.

Nomenclatura degli elementi che costituiscono il tetto

Nomenclatura degli elementi che costituiscono il tetto

Tetto a padiglione vs tetto a due falde: differenze e combinazione

Il tetto a padiglione è una struttura più solida rispetto a quello a due falde, risultando più adatto a zone con vento forte o neve pesante e richiedendo meno rinforzi diagonali. La struttura più solida rispetto a quello a due falde si traduce però anche in maggiori costi, sia in termini di progettazione che di costruzione.

La struttura risulta esteticamente più elegante e gradevole grazie alle gronde che circondano il perimetro dell’intero tetto in maniera lineare ed uniforme.

Il tetto a capanna, dal canto suo, nonostante sia soggetto a danni in zone troppo ventose, è più facile da costruire, risulta fornire una migliore ventilazione e maggiore spazio in soffitta rispetto ad una copertura a padiglione.

Le due tipologie di copertura possono essere combinate per dare vita a numerose soluzioni di design come lo è il tetto a piramide ad esempio o quello combinato, che incorpora in una singola struttura più design.

Tetto a due falde vs tetto a shed: differenze e combinazione

Le coperture a shed nascono dall’utilizzo di una serie di falde inclinate unidirezionali che si susseguono da un’estremità all’altra della struttura. Rappresentano una soluzione architettonica ideale per favorire l’ingresso della luce naturale in ambienti di grandi dimensioni: l’ingresso della stessa è reso possibile grazie alla distanza tra gli elementi trasparenti, che deve essere massimo due volte e mezza l’altezza dell’ambiente.

Seppur il tetto a shed trovi origine dal tetto falde, esso risulta essere molto più funzionale: nella sua progettazione si considerando fattori quali l’angolo solare e condizioni di illuminazione nel corso della giornata, poiché utilizzato per massimizzare l’ingresso della luce negli ambienti sottostanti ed utilizzato soprattutto per strutture ampie come capannoni.

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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/tetto-a-capanna/
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