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Tensione nominale: cos’è e come si calcola

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

La tensione nominale è il voltaggio utilizzato per progettare un impianto elettrico e quindi il funzionamento dello stesso. Scopri cos’è e come si calcola

La corrente elettrica è il movimento di cariche elettriche attraverso un conduttore che ne permette il passaggio ordinato, grazie ad una differenza di potenziale tra il polo negativo, a maggior concentrazione di elettroni, e quello positivo, a minor potenziale.

La trasmissione di energia può avvenire in due modi:

  • sottoforma di corrente continua, che utilizza cariche elettriche che si muovono nella stessa direzione con un ciclo continuo e costante, mentre la tensione rimane stabile nel tempo. La corrente continua è utilizzata soprattutto in elettronica, per apparecchiature alimentate in pile;
  • sottoforma di corrente alternata, che utilizza invece un moto sinusoidale, ottenuto da un flusso di energia variabile e oscillatorio che passa da un massimo positivo a un massimo negativo. La corrente alternata è quella tipicamente utilizzata negli impianti civili.

Per generare, distribuire ed utilizzare la corrente elettrica sarà necessario l’ausilio di un impianto elettrico, che combina componenti elettrici collegati tra di loro. Per classificare i vari impianti elettrici si utilizza in genere un indice, la tensione nominale, sai cos’è e come si calcola con un software di progettazione di impianti elettrici?

Scopri questo e molto altro in questo articolo!

Cos’è la tensione nominale?

La tensione nominale è il valore di tensione con cui viene progettato un sistema elettrico e ne identifica le sue caratteristiche di funzionamento. Questo valore è importante poiché serve come riferimento per la progettazione e la gestione degli impianti, garantendo che le installazioni elettriche funzionino correttamente e siano sicure per l’uso.

La tensione nominale è differente dalla tensione effettiva. La tensione nominale è il valore di tensione utilizzato nella progettazione e classificazione di un impianto elettrico ed è il valore di riferimento per la scelta dei componenti e la gestione dell’impianto. La tensione effettiva, invece, è il valore di tensione realmente presente nell’impianto durante il funzionamento.

La tensione nominale quindi non identifica la tensione effettiva del sistema elettrico, perché questa può subire variazioni, assumendo valori di poco più bassi o più alti, sempre entro determinati vincoli stabiliti dalla legge.

Classificazione impianti elettrici in funzione della tensione nominale

Gli impianti elettrici sono in genere classificati in funzione del valore di tensione nominale, come segue:

  • impianti di bassissima tensione (BBT): con tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e minore a 120 V in corrente continua;
  • impianti di bassa tensione (BT): con tensione compresa tra 50 V e 1.000 V in corrente alternata e compresa tra 120 V e 1.500 V in corrente continua;
  • impianti di media tensione (MT): con tensione compresa tra 1.000 V e 30000 V in corrente alternata e compresa tra 1.500 V e 30.000 V in corrente continua;
  • impianti di alta tensione (AT): con tensione compresa tra 30.000 V e 130.000 V in corrente alternata;
  • impianti di altissima tensione (AAT): con tensione maggiore di 130.000 V in corrente alternata.
ACCC
BBT- Bassissima tensioneU≤50 VU≤120 V
BT – Bassa tensione50 V <U< 1.000 V120 V <U< 1.500 V
MT – Media tensione1.000 V <U< 30.000 V1.500 V <U< 30.000 V
AT – Alta tensione30.000 V <U< 130.000 V
AAT – Altissima tensioneU> 130.000 V

Nelle centrali di produzione si genera e gestisce corrente ad altissima ed alta tensione, successivamente attraverso cabine, dette primarie, la corrente viene trasformata da alta a media tensione. Nella fase seguente in altre cabine, dette secondarie la corrente passa da media a bassa tensione e da queste cabine viene distribuita a tutti gli utenti: nelle abitazioni civili si avrà tensione nominale di 230 V se si tratta di un’utenza monofase, altrimenti di 400 V se è trifase.

Schema passaggio AAT – AT – MT - BT

Schema passaggio AAT – AT – MT – BT

In funzione della tensione nominale si classificano anche i vari sistemi elettrici, come segue:

  1. sistema di categoria 0, che presenta tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e minore a 120 V in corrente continua;
  2. sistema di categoria I, che presenta tensione compresa tra 50 V e 1.000 V in corrente alternata e compresa tra 120 V e 1.500 V in corrente continua;
  3. sistema di categoria II, che presenta tensione compresa tra 1.000 V e 30.000 V in corrente alternata e compresa tra 1.500 V e 30.000 V in corrente continua;
  4. sistema di categoria III, che presenta tensione nominale maggiore di 30.000 V in corrente alternata ed in corrente continua.

 

ACCC
Sistema di categoria 0U≤50 VU≤120 VBT
Sistema di categoria I50 V <U< 1.000 V120 V <U< 1.500 V
Sistema di categoria II1.000 V <U< 30.000 V1.500 V <U< 30.000 VAT
Sistema di categoria IIIU > 30.000 VU > 30.000 V

Normativa CE-I 64-8

A regolamentare gli impianti in Bassa Tensione in Italia vi è la norma Norma CE-I 64-8, divenuta operativa dal Dicembre 2021.

Essa contiene le prescrizioni per la progettazione, la realizzazione e la verifica di un impianto elettrico utilizzatore in bassa tensione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’impianto e il suo funzionamento adatto all’uso e al luogo previsto.

Secondo la normativa, per gli impianti civili:

  • la tensione effettiva, ovvero il valore di tensione realmente presente nell’impianto durante il funzionamento, può differire leggermente dalla tensione nominale a causa di fattori come cadute di tensione e variazioni di carico ma per garantire il funzionamento ottimale dei dispositivi connessi in rete, la tensione reale non deve discostarsi mai dal 10% del valore della corrente nominale, sia in superiore che in inferiore. Il 10% rappresenta il valore di tolleranza massimo, perché in realtà il valore consigliato tuttavia è intorno al 4%;
  • esistono tre livelli di fruibilità, il primo livello definisce gli standard minimi per un impianto a regola d’arte, il secondo livello prevede un impianto che va oltre i requisiti minimi di sicurezza, includendo funzionalità aggiuntive e miglioramenti rispetto al livello base, mentre il livello 3 denota una perfetta realizzazione di un impianto di pregio e innovativo (come ad esempio un impianto che include tra le altre cose, funzioni domotiche avanzate);
  • i cavi elettrici dell’impianto stesso devono essere facilmente sfilabili;
  • le cassette di derivazione devono avere un incremento di superficie pari al 20% rispetto a quello richiesto effettivamente per garantire così la corretta disposizione e la maneggevolezza degli elementi all’interno.

Come si calcola la tensione nominale?

Per poter calcolare la tensione nominale è importante fare una piccola precisazione sui cavi elettrici. In un impianto elettrico infatti, i cavi elettrici permettono il passaggio della corrente ed i cavi di solito utilizzati si dividono in:

  • cavo di terra, ha lo scopo di scaricare a terra le dispersioni provenienti dall’impianto;
  • cavo neutro, ha lo scopo di gestire il ritorno della corrente, in condizioni di riposo non trasporta corrente;
  • cavo di fase, ha la funzione di trasportare la corrente all’interno dell’impianto.

Definite le differenze principali tra i tipi di cavi, la tensione nominale si calcola:

  • negli impianti monofase come la differenza di potenziale tra fase e neutro;
  • negli impianti trifase esistono due tensioni nominali, la tensione di linea che si calcola tra due fasi e la tensione di fase che si calcola tra fase e neutro.

Se devi progettare un impianto civile, è opportuno verificare che la tensione nominale dell’impianto non superi mai i 230 V, in modo tale che tutti i dispositivi e gli elettrodomestici presenti nelle nostre case, non subiscano alcun danno.

Sviluppare una progettazione integrata, che ti guidi passo passo, con un software di progettazione di impianti elettrici è l’unico modo per evitare di incorrere in errori gravi e di non rispettare la normativa ed i requisiti di sicurezza previsti, evitando l’incorrere di incidenti elettrici e di mettere a rischio la sicurezza dell’edificio e delle persone.

Ti consiglio pertanto di dare un’occhiata all’articolo “Impianto elettrico: esempio pratico di dimensionamento”, che ti guida nella corretta esecuzione della progettazione di un impianto elettrico ad uso civile.

 

Impiantus-ELETTRICO

 

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