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Tenda retrattile attività commerciale e decoro architettonico in centro storico

Tenda retrattile in centro storico: quando il decoro prevale sulla funzionalità?

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Il Tar Campania interviene a dirimere una controversia legale sui delicati equilibri tra la tutela del patrimonio architettonico e le esigenze pratiche degli esercizi commerciali nei centri storici nel caso delle tende retrattili

La tenda retrattile, una soluzione apparentemente semplice per ombreggiare gli spazi esterni, può in realtà sollevare questioni complesse quando si tratta di preservare il patrimonio architettonico di un centro storico. Tutto ciò costituisce il nocciolo della discussione di una recente sentenza: la n. 983/2024 del Tar Campania.

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Una tenda retrattile occasionalmente aperta a protezione dal sole dello spazio antistante l’attività di ristorazione può ledere il decoro architettonico in centro storico?

La questione veniva sollevata da una pizzeria del centro storico di Napoli che aveva installato due tende retrattili e aggettanti (quando aperte) sugli spazi pubblici dati in concessione, antistanti il locale e destinati al posizionamento di tavolini e sedie.

Nel dettaglio, si trattava di tende di tela permeabile con bracci retrattili, dalla lunghezza variabile di circa 8 m una, e di 5 m l’altra. Le tende erano appoggiate immediatamente sopra la porta di ingresso dei locali, dunque non sulla facciata del fabbricato.

Il Comune ne intimava la rimozione sulla base di una legge regionale che vietava l’inserimento di nuovi elementi che avessero compromesso il decoro architettonico degli edifici siti nei centri storici.

Il proprietario del locale sosteneva invece che:

  • le opere oggetto di contestazione, si limitavano a soddisfare esigenze precarie e si connotavano per la temporaneità di utilizzazione, sicché non si sarebbero qualificate come manufatti atti a migliorare la fruizione di uno spazio esterno stabile e duraturo;
  • che i contestati elementi, erroneamente qualificati come tende, in realtà consistevano in due bacchette appoggiate al muro, al cui interno era arrotolata una tenda quando fosse stata chiusa, mentre quando aperta non sarebbe stata ancorata all’immobile né al suolo;
  • la funzione delle tende, quando srotolate ed estese, era temporalmente limitata dalla sua funzione di riparo dal sole, ma non estesa anche a quella di protezione dalla pioggia, constando di mero tessuto permeabile. E che le aree antistanti il locale “ombreggiato”, insistono in un vicoletto naturalmente esposto al sole solo per poche ore al giorno.

La questione passava in giudizio presso il Tar, tramite un ricorso del ristoratore.

Per il Tar Campania, una tenda retrattile che si apre e si chiude all’occorrenza di riparo dal sole, non può essere considerata lesiva del decoro architettonico del patrimonio immobiliare in centro storico

I giudici premettono che, in merito alla violazione del decoro architettonico del patrimonio storico artistico che caratterizza le zone omogenee “A”, occorre indagare se la tenda retrattile in questione possa rappresentare l’elemento aggiuntivo paventato dalla legge regionale citata.

Il tar osserva che:

affinché un corpo estraneo alla struttura di un fabbricato sia idoneo a pregiudicare il pregio e il decoro architettonico e, in definitiva, a vulnerare le caratteristiche esteriori dell’immobile, occorre che l’elemento aggiuntivo abbia caratteristiche ed effetti di perdurante e stabile immutazione, che postulano a monte la stabilità e fissità della consistenza materiale impattante, nonché, contestualmente, la sua proiezione nello spazio – tempo.

Solo un elemento che abbia connotati fisici definiti e che come tale perduri, appare infatti idoneo ad arrecare lesioni apprezzabili ai valori architettonici ed artistici. Ma tali note sostanziali, a parere dei giudici, non emergono tuttavia rispetto al materiale apportato dal ricorrente all’edificio.

Nel caso in esame, la tenda:

  • risulta pressoché nulla ovvero di ridottissimo rilievo urbanistico, per tutto il tempo in cui resta arrotolata nelle due bacchette che la contengono e che sono meramente appoggiate al muro; mentre, quando la tenda è aperta, non è ancorata né all’edificio né al suolo;
  • quando risulta aperta è temporalmente delimitata dalla sua funzione di riparo dal sole (anche per quel poco che risulta, data la posizione in un vicoletto angusto dove il sole si affaccia per poche ore al giorno), con esclusione della funzione di protezione dalla pioggia, poiché fatta di mero tessuto permeabile.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

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