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Tempistiche accertamento di conformità e presentazione della CILAS

Accertamento di conformità e presentazione CILAS. Quali le tempistiche a scanso di un conflitto?

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Tar Toscana: è possibile presentare una CILA Superbonus anche in attesa del rilascio PdC in sanatoria. Basta non iniziare i lavori prima di aver ottenuto il titolo sanante

Ricordate il Bianconiglio frettoloso e sempre in ritardo tra i protagonisti del racconto di Alice nel Paese delle Meraviglie? Ebbene, il personaggio fantastico potrebbe fare buona coppia con la famigerata detrazione fiscale del Superbonus, da sempre impegnata in una corsa sfrenata contro il tempo ed i cambiamenti repentini, che ne hanno messo a rischio la conclusione a lieto fine dei relativi lavori, fin dalla sua comparsa.

La corsa contro il tempo, ingaggiata tra i beneficiari dei lavori Superbonus e la farraginosa burocrazia del nostro Belpaese, caratterizza proprio il caso della prossima disputa legale che andremo ad analizzare, fornito dall’ordinanza n. 72/2024 del Tar Toscana. Ma non prima di ricordare che pratiche edilizie complicate, tempi di attesa obbligati che fanno a pugni con scadenze improcrastinabili a rischio di multe fiscali e contestazioni salate nei tribunali, possono essere aggirate facilmente con l’ausilio di una valida guida, utile per superare indenni i complicati e labirintici passaggi legati alle detrazioni fiscali in ambito edilizio. Valuta, quindi, l’utilizzo di un software per il calcolo e la gestione dei bonus edilizi in linea con le più recenti disposizioni normative in materia.

È possibile presentare una CILA Superbonus mentre aspetto il rilascio del titolo edilizio in sanatoria sull’immobile oggetto dei lavori agevolati?

Un condominio deliberava:

  • la presentazione di domanda di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) dello stabile, a causa di alcune difformità riscontrate;
  • il deposito di una CILAS per lavori Superbonus da effettuarsi sullo stesso stabile senza attendere l’esito del procedimento di sanatoria, per non perdere gli incentivi fiscali.

Ma una condomina, timorosa di eventuali contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, si opponeva alla presentazione della CILAS, per cui, tramite diffida, incitava  il Comune ad esercitare i poteri di vigilanza edilizia (art. 27 del D.P.R. 380/2001) in ordine alla legittimità dei lavori indicati nella CILAS.

Il Comune rispondeva ed incitava alla calma la condomina, poiché nel frattempo il permesso di costruire in sanatoria era stato rilasciato prima che iniziassero i lavori indicati dalla CILAS, come riscontrato dal Comune stesso.

Ma la signora non demordeva e faceva ricorso al Tar contro il Comune, contestandone la presunta inerzia in mancanza di un preciso provvedimento amministrativo in risposta alla sua istanza.

Il Tar distingue tra la data di presentazione della CILAS e la data di avvio effettivo dei lavori agevolati dal Fisco. Conta quest’ultima!

I giudici dichiarano improcedibile il ricorso, dal momento che le difformità riscontrate sull’immobile condominiale risultano ormai definitivamente sanate con provvedimento di rilascio del permesso di costruire in sanatoria, mentre risulta che i lavori indicati nella CILAS (mero atto di comunicazione, privo di effetti abilitativi propri) non sono stati avviati prima della regolarizzazione.

Dalla decisione del Tar consegue chiaramente che per la legittimità dei lavori agevolati da Superbonus su immobili oggetto di sanatoria, non fa testo la data di presentazione della pratica edilizia della CILAS ma la data reale di inizio dei lavori dopo l’avvenuta sanatoria del fabbricato sancita dal rilascio del titolo edilizio sanante.

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