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Dall’Ispra le linee guida sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo provenienti dall’attività di costruzione: un punto di riferimento interpretativo del DPR 120/2017

È sempre consentito il riutilizzo in situ delle terre e rocce da scavo contenenti matrici materiali di riporto se non risultano essere  contaminate. I chiarimenti per PA e professionisti

Pubblicato in Gazzetta il dpr recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo: dal 22 agosto in vigore le nuove regole

Testo unico su terre e rocce da scavo, il Consiglio dei Ministri ha approvato un dpr semplificativo che assorbe le numerose disposizioni oggi vigenti

Terre e rocce da scavo, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto contenente il nuovo testo unico che prevede una serie di semplificazioni

Il D.M. 161/2012 non si applica al materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è prodotto, come stabilito anche dall’art. 185 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente).

Con il D.Lgs. 205/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010, sono state apportate importanti modifiche alla Parte Quarta del Codice dell’Ambiente.

La Legge n. 13/09, provvedimento di conversione del decreto legge n. 208/08, ha introdotto alcune modifiche all’art. 186 del Codice dell’Ambiente (D. Lgs. 152/06) in materia di gestione delle terre e rocce da scavo e dei materiali derivanti dalla estrazione e lavorazione della pietra e del marmo.

La gestione delle terre e rocce da scavo, dell’uso e della collocazione dei residui di lavorazione di quelle stesse terre e rocce, del rischio di asbesto allorquando la litologia sia tale da contenere questo minerale nelle sue varie forme è un argomento molto complesso.