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Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è un documento, introdotto dalla c.d. “Riforma Biagi”, che attesta la regolarità dei versamenti dell’impresa a INPS, INAIL e CASSA EDILE.

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), introdotto dalla c.d. “Riforma Biagi”, è richiesto alle imprese che eseguono opere pubbliche o lavori privati subordinati al rilascio del permesso di costruire o alla presentazione di denuncia di inizio attività (DIA).

Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è un certificato che attesta la regolarità di un’impresa per quanto concerne gli adempimenti INPS, INAIL e Cassa Edile, introdotto dalla c.d. “Riforma Biagi”.

Nella precedente edizione della newsletter BibLus-net ha parlato della Sentenza n. 22041 del 22 novembre 2004 della Corte di Cassazione nella quale è affermato che, per il cambio di destinazione d’uso degli immobili in assenza di opere, è sufficiente la sola presentazione della Denuncia di Inizio di Attività.

In assenza di opere, per il cambio di destinazione d’uso degli immobili è necessaria la sola presentazione della Denuncia di Inizio di attività.

L’amministrazione comunale può inibire l’esecuzione dei lavori oggetto di una denuncia di inizio attività solo entro 30 giorni dalla presentazione della stessa.

La Denuncia di Inizio di Attività dopo la Legge Obiettivo e il Testo Unico dell’Edilizia ha acquisito sempre maggiore importanza nella pratica professionale.

È opinione comune, suffragata anche da una consolidata giurisprudenza, che l’installazione di una veranda sia subordinata alla richiesta del Permesso di Costruire.

E’stata pubblicata in G.U., avendo superato il vaglio della Corte dei Conti, la circolare del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “Chiarimenti interpretativi in ordine all’inclusione dell’intervento di demolizione e ricostruzione nella categoria della ristrutturazione edilizia” già anticipata da BibLus in una newsletter precedente.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una circolare il cui testo è ancora al vaglio della Corte dei Conti, fornisce alcuni chiarimenti sulla Denuncia di Inizio di Attività dopo l’entrata in vigore del Testo Unico dell’Edilizia.

L’aspetto certamente più innovativo del Testo Unico è la riduzione dei titoli abilitativi a due soltanto: la Concessione edilizia (che prende ora il nome di Permesso di costruire) e la Denuncia di inizio di attività, con la conseguente scomparsa della Autorizzazione edilizia.

BibLus-net ritiene utile riportare alcune considerazioni in merito agli interventi realizzabili mediante richiesta di permesso di costruire o presentazione di Denuncia di Inizio Attività (vedi D’ora in poi solo “Permesso di costruire” e “SuperDIA”).

Il D.P.R. 380/2001 e s.m.i. ha introdotto innanzitutto una semplificazione di tipo terminologico: i termini “abitabilità” ed “agibilità”, spesso fonte di confusione perché usati anche dal Legislatore indifferentemente negli ultimi anni, sono stati ricondotti all’unità.

La denuncia di inizio di attività, nel caso di immobili vincolati, è inefficace se manca l’autorizzazione dell’ente preposto al vincolo.

Una recente articolata sentenza del TAR Liguria ci dà l’occasione per evidenziare alcuni aspetti della Denuncia di Inizio di Attività.