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Tra condono edilizio e agibilità è esclusa la configurabilità di un’automatica corrispondenza. I nuovi chiarimenti del CdS

Ischia: ripristinato il condono “ampio” secondo le regole del 1985 molto più permissive. Centro Italia: è possibile sanare gli abusi commessi fino al 2016

Il Tar Toscana ribadisce che all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali non è possibile condonare abusi a causa del vincolo di inedificabilità assoluta

No al condono edilizio, ok alla demolizione delle opere abusive se non si pagano in tempo le rate dell’oblazione e degli oneri concessori. Il CdS chiarisce che i termini di pagamento sono tassativi

Rinuncia condono edilizio: il CdS ritiene legittima la rinuncia se il pagamento degli oneri concessori, ritenuti troppo elevati, non è stato ancora eseguito

Condono edilizio e limiti volumetrici: non è possibile condonare se l’abuso supera il 30% della volumetria assentita o 750 m³, a prescindere dalla destinazione

A distanza di oltre 2 anni il Condono Edilizio varato nel 2003 continua a far parlare di sé. È di questi giorni infatti la notizia che la Corte Costituzionale si è espressa sui ricorsi proposti dal Governo contro alcune Leggi Regionali emanate a seguito di un’altra sentenza della stessa Corte.

Il D.L. 273/2005 – c.d. Milleproroghe – è stato convertito con la Legge 23 febbraio 2006, n.51 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2006 (Suppl. Ordinario n. 47).

Il Decreto Legge 273/2005, c.d. “Milleproroghe”, approvato nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri del 2005 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n, 303 del 30.12.2005, contiene differimenti e proroghe che interessano la quasi totalità dei settori di attività.

Nonostante i termini per la presentazione delle istanze di sanatoria siano trascorsi da tempo, il condono continua a far parlare di sé.

La Corte Costituzionale dovrà tornare ad affrontare l’argomento Condono Edilizio.

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ( GU n. 280 del 29 novembre 2004) il D. L. 29 novembre 2004, n. 282 recante “Disposizioni urgenti in materia fiscale e di finanza pubblica.” che proroga alcune scadenze previste per il condono edilizio.

È ormai imminente la scadenza dell’11 novembre.

Attesa a giorni una circolare del Ministero delle Infrastrutture nella quale Lunardi fornisce importanti chiarimenti circa le modalità di applicazione della sanatoria edilizia.

Il D.M. 23 luglio 2004 recante “Modalità e condizioni per la restituzione al Fondo per le demolizioni delle opere abusive delle anticipazioni sui costi relativi agli interventi di demolizione” è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 218 del 16 settembre 2004.

Pubblicato nella G.U. n.161 del 12.07.2004 (Suppl. Ord. n. 122) il D.L. n. 168/2004 (approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 09.07.2004) che contiene la manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro per la correzione dei conti pubblici.

I rilievi della Consulta30 Giugno 2004 - 18:00 in Opere edili

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 196 del 2004, si è pronunciata favorevolmente sulla legittimità del condono edilizio (art.32 DL 269/2003); con tale provvedimento, tuttavia, la Suprema Corte ne ha dichiarato illegittime alcune parti, al punto da rendere necessario un intervento del Legislatore per modificarne il testo.

Nella seduta del 25.05.2004 la Camera ha definitivamente approvato (221 i voti favorevoli, 157 i voti contrari) la conversione in legge del decreto che proroga i termini per il condono edilizio.

Nella G.U. n. 299 del 27 dicembre 2003 è stata pubblicata la Legge 350/2003, (Legge Finanziaria 2004).

La Giunta Regionale della Campania ha votato 3 provvedimenti mirati a bloccare l’applicazione del condono edilizio varato dal Governo con il Decreto Legge 29.09.2003.

Il condono edilizio è oramai imminente e le reazioni dei tecnici non si fanno attendere.

È stato pubblicato sul numero speciale del Bollettino ufficiale della Regione Campania n. 43 il Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania recante:” Regolamento in materia di repressione dell’abusivismo edilizio e di esercizio di potere di intervento sostitutivo”.