Superbonus mozione per lo sblocco dei crediti fiscali

Superbonus: mozione per lo sblocco dei crediti. La volta buona?

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Forza Italia con una mozione chiede al governo di risolvere compiutamente il problema della cessione dei crediti e di riordinare il sistema di incentivazione fiscale

Il Superbonus, ad oggi, ha subito più di 19 modifiche. In questi anni le questioni legate alla maxi detrazione ci hanno insegnato tanto, soprattutto ad essere dei bravi corridori per rincorrere i vari cambiamenti normativi: decreti correttivi (dl aiuti, dl aiuti bis, dl aiuti ter, dl aiuti quater e molto altro), passando per le circolari dell’Agenzia delle Entrate, blocco della cessione dei crediti, modelli F24, garanzia SACE, fino ad arrivare alla responsabilità solidale.

Una particolare accezione del termine “modifica” allude ad una trasformazione finalizzata tendenzialmente a migliorare qualcosa; peccato che, dopo tutte queste modifiche (migliorative) della ben nota detrazione, il mondo dell’edilizia si sarebbe aspettato un po’ più di sicurezza e tranquillità. Ma non è stato esattamente così.

Prima di entrare nello specifico, ti ricordo che puoi utilizzare gratis per 30 giorni un software per la gestione della pratica Superbonus già aggiornato alle ultime novità del 2023.

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Mozione 1-00040 sblocco dei crediti

Martedì 17 gennaio 2023 nella seduta n. 37, la deputata Erica Mazzetti di Forza Italia con la Mozione n. 1-00040 ha definito le principali critiche riguardanti il Superbonus, focalizzando l’attenzione al meccanismo della cessione dei crediti.

In particolare, si propone di adottare iniziative volte a sbloccare il mercato delle cessioni dei crediti secondo modalità che non comportino possibili contestazioni di Eurostat o altri enti sovranazionali; in particolare, si chiede di:

  1. valutare espressa deroga all’articolo 321 del codice penale in materia di sequestro preventivo, prevedendo l’esclusiva responsabilità in capo al soggetto originariamente beneficiario del credito d’imposta, senza coinvolgimento del terzo, di modo che i cessionari in buona fede estranei a ogni reato, non possano essere destinatari di provvedimenti di sequestro;
  2. consentire la possibilità agli intermediari finanziari di frazionare i crediti da cedere ai propri correntisti non consumatori, in considerazione dell’alta affidabilità nella gestione documentale delle cessioni;
  3. semplificare le verifiche documentali per le cessioni successive a quelle rivolte al primo intermediario finanziario;
  4. promuovere la stipula di uno specifico accordo tra Governo, Associazione bancaria italiana, Cassa depositi e prestiti S.p.a., Poste italiane S.p.a., e le organizzazioni imprenditoriali, volto ad accelerare la circolazione dei crediti d’imposta, garantendo la sostenibilità del mercato delle cessioni per il sistema creditizio, definendo regole uniformi per valutare l’affidabilità dei cedenti, individuando procedure telematiche unificate e checklist documentali univoche, nonché adottando tassi di sconto massimi secondo il modello utilizzato da altre operazioni finanziarie come anticipo fatture o Discount rate cap (Drc) al fine di evitare attività speculative.

Ricordiamo che attualmente la legge aiuti quater (legge 6/2023) ha modificato quel che riguarda la cessione del credito, aumentando a 3 le cessioni qualificate tra banche.

 

usBIM.superbonus

 

8 commenti
  1. Stefano Suatoni
    Stefano Suatoni dice:

    Buonasera, ce ne sarebbero tante di cose da dire…lo sconto in fattura è stato sponsorizzato in lungo e in largo e ora lasciano morire molte delle aziende che lo hanno fatto. Il nuovo Superbonus un assenza della circolazione dei crediti non ha motivo di esistere. Mi chiedo come sia possibile lavorare in queste condizioni in questo paese… come ci sia ancora qualcuno al governo che ritenga che sbloccare i crediti per salvare le aziende non sia una priorità assoluta..E mi chiedo se questa rimarrà l’ennesima voce inascoltata di chi sta dalla parte di chi lavora onestamente da una vita!

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  2. Idrosolart
    Idrosolart dice:

    Mi riferisco alla mozione 10040 sblocco dei crediti derivanti da sconto in fattura per Superbonus e bonus minori. Sono titolare di un’Azienda che dal 1982 opera nel campo delle energie rinnovabili. La mia Azienda ha effettuato oltre 100 interventi su unifamiliari acquisendo oltre 1 milione di € di crediti in due anni. La mancanza di liquidità ci ha costretto a esporci notevolmente con le banche e dover valutare proposte di società che retrocedono meno del 70% per un credito di importo pari al 110% annullando l’utile aziendale anzi causando una perdita nei lavori fatti. lo stato sta di fatto mettendo le piccole e medie aziende in mano agli USURAI per evitare il fallimento. Sono un elettore di una forza politica di questo governo, mai avrei pensato che ci saremmo trovati in questa situazione!

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  3. Michele Antonio Boccella
    Michele Antonio Boccella dice:

    Buongiorno,
    è assurdo che un operatore economico come Poste Italiane, in uno Stato di diritto, dopo aver accettato un credito alla fine del mese di ottobre, sino ad oggi non paghi il prezzo convenuto, né dia notizie di quello che intenda fare di un contratto già stipulato: silenzio assoluto, nonostante pec e telefonate!!
    A prescindere dalle conseguenze giuridiche, quale affidabilità Poste italiane è in grado di offrire ai suoi clienti nelle numerose, quanto delicate, attività che esercita?

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  4. Roberto
    Roberto dice:

    Buongiorno, la soluzione mi pare tanto semplice, basta dare incarico alle banche di utilizzare il credito acquistato compensandolo con gli f24 dei propri correntisti.
    Poniamo anche con limite minimo di 5.000 euro.
    Nessuno presenta tasse da pagare superiori a quelle dovute. La banca acquisisce l’ordine di pagamento,rilascia quietanza e invece di pagare fisicamente, lo fa in compensazione del proprio credito, incamerando quanto pagato dal correntista.
    Non mi pare complicato!
    Sarebbe utile anche limitare all’ eurirs a 4 o 5 anni il limite massimo di extra sconto applicato dalle banche nel ritiro, come se fosse un semplice prestito a tasso fisso.
    Se si accontentano del guadagno su un mutuo perché dovrebbero volete di più con la cessione del credito? Non sono sempre soldi che anticipano ?
    Grazie
    Roberto

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  5. martino miazza
    martino miazza dice:

    Buongiorno. Io ha ceduto il primo 30% a poste ed ho ricevuto regolare rimborso. Il problema è che avrei un’ altra grossa fetta da cedere ma è tutto bloccato. Le imprese giustamente chiedono di essere pagate. Non so più come fare se non guardare tutti i giorni se qualcosa si è sbloccato. ma non possono rovinare cosi tante aziende e privati cittadini in questo modo. Voglio davvero sperare che qualcosa accada.

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  6. Maglione Vinicio
    Maglione Vinicio dice:

    Le Banche generano perdite su crediti che girano agli italiani per miliardi ogni anno e Drachi da ex banchiere blocca i crediti edilizi per evitate a suo dire furti. Quelli delle banxhe che sono? Nessun dirigente bancario o banchiere perde soldi o credibilità mentre le dittw edili devono fallire? Prendiamo i soldi dai patrimoni bancari formati con i passaggi a perdita di crediti allegramente accordati e poi più allegramenti cancellati tanto a pagare sono i cittadini ignari di tali abilità bancarie.

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  7. Matteo
    Matteo dice:

    Poste vergogna! Stato vergogna! Aziende e cittadini onesti in mano agli usurai. Pensiamo prima a vendere armi che salvare il nostro paese. Complimenti!
    Associazioni a delinquere stato finanza, serve la pena capitale.

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  8. fabio
    fabio dice:

    sono una delle vittime del superbonus.purtroppo da 8 mesi a questa parte sono entrato in un incubo che si chiama 110 superbonus. Mi sono affidato ad una impresa per la ristrutturazione della mia casa e per l’efficientamento energetico. Su quest’ultima parte l’impresa si è proposta di effettuarmi i lavori con lo sconto in fattura ragion per cui abbiamo fatto un contratto di cessione del credito, con tanto di computo e asseverazione lavori da parte di un architetto, e avviato in parte i lavori sino a raggiungere il 30% degli stessi per il primo SAL. Purtroppo però abbiamo dovuto bloccare il cantiere. L’impresa a cui ho ceduto il credito d’imposta (che ora si ritrova nel suo cassetto fiscale) ha trovato il portone chiuso da parte dei principali istituti bancari. Nessuna Banca intende comprare il suo credito e questo ha determinato una interruzzione dei lavori perchè è una piccola impresa che non ha la capacità economica di anticipare le somme per poi recuperarsele eventualmente con l’Irpef. Io e la mia ragazza siamo disperati perchè questa situazione di impasse ci induce una forte preoccupazione, senza contare le spese che gravano tra mutuo, soldi anticipati con la ristrutturazione e affitto che stiamo continuando a pagare perchè ancora ci ritroviamo la casa oggetto di interesse come un cantiere aperto essendo non ancora abitabile (per le ovvie ragioni). Ci chiediamo se questa situazione possa presto trovare una soluzione e quando questa possa avvenire. Il mio architetto mi ha riferito che come me ci sono tantissime persone e altrettante imprese stanno vivendo questa situazione di totale incertezza e sofferenza bancaria e di liquidità. Spero in un suo concreto aiuto affinchè possa essere garantito almeno alle persone che hanno avviato i lavori e istruito le relative pratiche di poter concludere questa grande opportunità attraverso un’apertura del credito delle banche a favore delle imprese che si ritrovano nei loro cassetti fiscali i crediti del superbonus 110.

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