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Superbonus e classificazione sismica del fabbricato: no all’asseverazione tardiva

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Nuovi chiarimenti delle Entrate sul sismabonus al 110% e l’asseverazione della classificazione sismica del fabbricato

Con la risposta all’interpello n. 127/2021 giunge un nuovo chiarimento dall’Agenzia delle Entrate nel caso di un’asseverazione sismica integrata, in un secondo momento, alla presentazione di una SCIA per interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico con beneficio del Superbonus 110%.

L’interpello

L’istante è proprietario di un fabbricato composto da unica unità immobiliare residenziale, sul quale ha avviato un intervento di “ristrutturazione edilizia” (art. 3, comma 1, lett, d) del dpr 380/2001) attraverso la presentazione di una SCIA ordinaria (nel 2019) con inizio lavori differito.

In seguito alla presentazione della SCIA è stata rilasciata l’autorizzazione sismica (il 3 giugno 2020), e soltanto prima dell’inizio dei lavori (ad integrazione della SCIA) è stata inviata (il 23 giugno 2020) l’asseverazione della classificazione sismica della costruzione prevista dal decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 58/2017.

L’istante fa presente che l’intervento di ristrutturazione edilizia dell’unica unità immobiliare dalla quale si ricaveranno tre unità immobiliari distinte ma con ingresso comune, è finalizzato principalmente al:

  • miglioramento di due classi delle prestazioni antisismiche dell’intero edificio;
  • miglioramento energetico mediante un intervento sull’involucro dell’intero edificio e la sostituzione dell’impianto di riscaldamento invernale costituto da un unico impianto termico con tre distinti impianti separati funzionali alle tre unità immobiliari che si otterranno post frazionamento.

L’istante chiede se il miglioramento di due classi delle prestazioni antisismiche dell’intero edificio derivante dalla parziale demolizione e ricostruzione (senza variazione di volume) possa rientrare nelle agevolazioni previste dal sismabonus al 110%.

Il parere dell’Agenzia delle Entrate

Le Entrate fanno presente che, l’articolo 3 del decreto ministeriale n. 58/2017, in vigore alla data di presentazione della SCIA, prevedeva che alla predetta segnalazione fosse allegata (per l’accesso alle detrazioni) anche l’asseverazione del progettista dell’intervento strutturale della classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione dell’intervento progettato.

Pertanto per le Entrate è chiaro che un’asseverazione tardiva, in quanto non conforme alle disposizioni sopra richiamate, non consente l’accesso alla detrazione (circolare 8 luglio 2020, n. 19/E).

Successivamente, il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 9 gennaio 2020, n. 24 ha modificato il predetto articolo 3 del decreto ministeriale n. 58/2017, il quale attualmente prevede che:

il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione di cui al comma 2, devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente (art. 5 del dpr 380/2001) per i successivi adempimenti, tempestivamente e comunque prima dell’inizio dei lavori

Tale disposizione, tuttavia, si applica con riferimento ai titoli abilitativi richiesti a partire dalla data di entrata in vigore del decreto modificativo e, pertanto, dal 16 gennaio 2020.

Ne deriva, dunque, che, nel caso di specie, per gli interventi di riduzione del rischio sismico, l’istante non può accedere né al sismabonus né al Superbonus ma potrebbe beneficiare del sismabonus “classico” con detrazione del 50% delle spese sostenute nel limite massimo di spesa di euro 96.000 (articolo 16, comma 1, del decreto legge n. 63/2013).

No ai tre distinti impianti per ciascuna delle tre unità immobiliari ricavate

Anche in merito a questo quesito l’Agenzia esprime parere negativo.

Le Entrate ricordano che è ammissibile la trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati con contabilizzazione del calore. E’ invece esclusa la trasformazione o il passaggio da impianti di climatizzazione invernale centralizzati per l’edificio o il complesso di edifici ad impianti individuali autonomi (punto 10 dell’Allegato A dl 63/2013)

Quindi, nel caso l’istante voglia ricavare da un unico impianto di riscaldamento tre impianti distinti per ciascuna delle tre unità immobiliari derivanti da frazionamento, non potrà usufruire né dell’ecobonus né dell’aliquota al 110% (Superbonus).

 

Clicca qui per scaricare l’interpello n. 127/2021 dell’Agenzia delle Entrate

 

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