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Superbonus e Btp: cosa prevede la legge 38/2023

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Superbonus: le banche che acquistano i crediti potranno convertirli in Btp, titoli poliennali di Stato

La legge 38/2023 di conversione del decreto blocca crediti introduce modifiche e misure urgenti in materia Superbonus: cessioni del credito, credito spalmato, etc. Una delle principali novità è la possibilità per banche e assicurazioni che hanno esaurito la capienza di utilizzare i crediti del Superbonus sottoscrivendo Btp, buoni del tesoro poliennali di Stato.

Rimanere aggiornati su tutte le novità è difficile, ma necessario: se non ti attieni alla nuova normativa, rischi di perdere i benefici fiscali o di incorrere in procedure obsolete o errate che possono pregiudicare le agevolazioni. Diventa fondamentale utilizzare uno strumento specializzato nella gestione dei bonus edilizi che, costantemente aggiornato alle nuove regole, può aiutarti a gestire in sicurezza le tue pratiche.

Scopriamo nel dettaglio le novità sui cessione dei crediti e buoni di stato.

Cessione dei crediti Superbonus e Btp

La legge 38/2023 di conversione del D.L. 11/2023 (blocca crediti) ha sancito alcune modifiche alla disciplina relativa alla cessione o sconto in relazione alle detrazioni fiscali.

L’intento è quello di far ripartire i numerosi interventi edilizi rimasti paralizzati a causa dei cosiddetti “crediti incagliati“. In particolare, l’art. 1 apporta modifiche all’art. 121 D.L. 34/2020, introducendo il comma 1-sexies. Tale comma prevede la possibilità per banche ed intermediari finanziari che acquistano crediti da bonus edilzi di trasformare i crediti eccedenti in buoni del tesoro poliennali (Btp), di durata almeno decennale, nel limite del 10% della quota annuale eccedente i crediti già compensati. La soluzione, limitata ai crediti relativi a interventi la cui spesa è stata sostenuta fino al 31 dicembre 2022, sarà adottabile dalle emissioni di Btp effettuate a partire dal 1° gennaio 2028.

Al fine di escludere effetti negativi sulla finanza pubblica si specifica che il primo utilizzo può essere fatto in relazione a emissioni “ordinarie“, effettuate a partire dal 1° gennaio 2028: l’inserimento del termine “ordinarie” esclude la possibilità che nel 2028 si possa ricorrere a emissioni “straordinarie” con conseguenti ricadute sui conti pubblici.

Si attendono comunque disposizioni attuative da parte dell’Agenzia delle Entrate, MEF, Banca d’Italia.

Ecco il testo del comma 1-sexies, art. 121 D.L. 34/2020:

Art. 121 D.L. 19 maggio 2020 – Comma 1-sexies

Alle banche, agli intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, alle società appartenenti a un gruppo bancario iscritto nell’albo di cui all’articolo 64 del medesimo testo unico e alle imprese di assicurazione autorizzate a operare in Italia ai sensi del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, cessionarie dei crediti d’imposta di cui al comma 2 del presente articolo, ai sensi dell’articolo 119 del presente decreto, in relazione agli interventi la cui spesa è stata sostenuta fino al 31dicembre 2022, è consentito di utilizzare, in tutto o in parte, tali crediti d’imposta al fine di sottoscrivere emissioni di buoni del tesoro poliennali, con scadenza non inferiore a dieci anni, nel limite del 10 per cento della quota annuale eccedente i crediti d’imposta, sorti a fronte di spese di cui al predetto articolo 119 del presente decreto, già utilizzati in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nel caso in cui il cessionario abbia esaurito la propria capienza fiscale nello stesso anno. In ogni caso, il primo utilizzo può essere fatto in relazione alle ordinarie emissioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2028. Con appositi provvedimenti di natura direttoriale dell’Agenzia delle entrate e del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, sono individuate le modalità applicative del presente comma.

L’investimento in Btp è una delle modifiche importanti introdotte dalla legge 38/2023 che si uniscono a tante altre ultime notizie Superbonus da considerare necessariamente per gestire in maniera adeguata tutte le agevolazioni.

Cosa sono i Btp

I Btp, acronimo di buoni del tesoro poliennali, sono titoli obbligazionari a media-lunga scadenza emessi dal Dipartimento del Tesoro (Ministero dell’Economia e delle Finanze) per finanziare la spesa pubblica e gli investimenti. Sono definiti poliennali in quanto hanno una durata che varia da 18 mesi a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni.

Si tratta di titoli di Stato a tasso fisso che presentano cedole annuali pagate semestralmente e, a scadenza, restituiscono l’intero capitale investito.

I Btp costituiscono dunque un investimento a basso rischio che prevede comunque il rimborso del capitale investito garantito dallo Stato.

Come funzionano i Btp

I Btp sono un prestito che il sottoscrittore fa allo Stato e alla scadenza del titolo, lo Stato rimborsa il capitale iniziale. Il guadagno per chi investe deriva dagli interessi che vengono corrisposti attraverso cedole durante tutta la durata del titolo. La cedola è, quindi, l’interesse periodico che l’emittente paga periodicamente ai propri obbligazionisti. Il tasso d’interesse è fisso, nel senso che gli interessi non maturano a loro volta interessi.

Facciamo un esempio pratico: a fronte di un investimento di capitale iniziale di 10.000 euro per acquistare Btp, con un tasso dell’1%, questa stessa cifra viene restituita alla scadenza del titolo. Ogni anno viene maturato un interesse semplice di 100 euro, che viene corrisposto semestralmente in cedole da 50 euro.

L’emissione di Btp per le banche costituisce un’opportunità per consentire alle stesse di continuare ad acquisire crediti, anche oltre la propria capienza fiscale, quindi potrebbe rilanciare il mercato dei crediti fiscali. Per godere del beneficio e gestire al meglio e in totale sicurezza la tua pratica Superbonus, assicurati però di allinearti alle nuove modifiche legislative utilizzando l’aggiornato software superbonus 110 linee guida, strumento che ti per supporta passo a passo nella gestione di tutti i bonus edilizi.

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