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Dossier della Camera sul dl 21_2023

Superbonus: il nuovo dossier della Camera sul D.L. 212/2023

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Bonus barriere architettoniche, cessione del credito e fondo indigenti. Ecco i punti trattati nel Dossier n. 167 della Camera

Entra nel vivo l’iter di conversione del D.L. 212/2023, la norma ribattezzata “Decreto Salva Superbonus” che dovrà ricevere il via libera dal Parlamento entro il 28 febbraio 2024, pena la decadenza delle misure previste.

Sono circa 130 emendamenti presentati, con una significativa partecipazione da parte delle forze di maggioranza, e si lavora ancora ad un intervento che possa aprire nuovamente, anche se in misura limitata, le porte della maxi-agevolazione.

Una mossa questa che mira a prevenire potenziali controversie, come temuto durante le audizioni da parte dell’ANCE. Sebbene sia stata completamente esclusa la possibilità di discutere di proroghe, anche limitate, si percepisce una resistenza meno marcata per la strada difficile del Sal straordinario.

Dl 212/2023: il dossier della Camera

Da quando è in carica il Governo ha disatteso più volte le speranze dei tecnici del settore per una soluzione di sblocco del Superbonus. Tuttavia, nell’iter di conversione in Legge del D.L. 212/2023 il Parlamento potrebbe ancora trovare una soluzione per evitare contenziosi e disagi.

Dopo quasi un mese dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale (29 dicembre 2023) arriva un primo dossier dalla segreteria della V Commissione della Camera, contente le verifiche delle quantificazioni. Il dossier esamina ogni singolo comma del D.L. 212/2023. Il documento è articolato in 17 pagine così predisposte:

  • premessa;
  • verifica delle quantificazioni;
    • articolo 1;
      • disposizioni in materia di bonus nel settore dell’edilizia;
    •  articolo2;
      • opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura in luogo delle detrazioni fiscali e misure relative agli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici;
    • articolo 3;
      • revisione della disciplina sulla detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Vediamo nel dettaglio la relazione tecnica pubblicata all’interno del dossier.

Bonus edilizi: art. 1 D.L. 212/2023

L’art.1 del D.L. 21/2023 non modifica le percentuali e le modalità di fruizione vigenti, ma costituisce esclusivamente una sorta di garanzia per i beneficiari delle detrazioni nei casi in cui non riescano a completare i lavori oggetto di agevolazione.

Il dossier afferma, con riferimento al primo comma, che l’azione proposta non genera modifiche alle attuali percentuali e modalità di godimento, presentandosi esclusivamente come una sorta di protezione per coloro che beneficiano delle detrazioni nel caso in cui non riescano a completare gli interventi agevolati.

Le detrazioni relative agli interventi compresi nel Superbonus, per i quali è stata esercitata l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta sulla base di stati di avanzamento dei lavori entro il 31 dicembre 2023, non saranno recuperate dall’Agenzia delle Entrate in caso di mancata conclusione dell’intervento, anche nel caso in cui ciò comporti la non soddisfazione del requisito di miglioramento di due classi energetiche. Si sottolinea che rimane valida l’applicazione dell’articolo 121, commi 4, 5 e 6, nel caso di accertata mancanza, anche parziale, degli altri requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Superbonus e fondo indigenti

Per quanto concerne il comma 2, si prevede la corresponsione di un contributo per coloro che presentato un reddito di riferimento pari o uguale a 15.000 € che abbiano raggiunto al 31 dicembre 2023 uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60% e con le spese che dovranno essere effettuate entro al 31 ottobre 2024.

Il Dossier specifica che, dei 20 milioni di euro stanziati inizialmente per l’anno 2023 nel fondo di cui all’articolo 9, comma 3, del D.L. 176/2022, meglio conosciuto come decreto aiuti quater, sono stati utilizzati solo 3.559.000 euro.

Di conseguenza, il fondo mostra attualmente una disponibilità di 16.441.000 euro. Quindi, se vuoi essere certo di portare a termine tutte le spese riguardanti la maxi-detrazione entro e non oltre la data del 31 ottobre 2024, ti consiglio un software per la gestione dei bonus edilizi in grado di supportarti passo dopo passo per eseguire gli adempimenti richiesti dal decreto rilancio.

Cessione del credito e sconto in fattura: art. 2 D.L. 212/2023

La disposizione di cui al primo comma dell’art. 2 interviene riguardo alla deroga al divieto di opzione per il cosiddetto sconto in fattura/cessione del credito, come indicato nell’articolo 121, comma 1, del decreto-legge n. 34 del 2020.

Attualmente, il blocco delle opzioni di cui alla suddetta norma non si applica agli interventi che comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3, inclusi nei piani di recupero del patrimonio edilizio esistente o di riqualificazione urbana, già approvati dalle amministrazioni comunali prima dell’entrata in vigore del D.L. n.11 del 2023 (16 febbraio 2023). La modifica normativa in questione limita questa deroga solo nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, compresi nei suddetti strumenti urbanistici, per i quali è stata presentata la richiesta di titolo abilitativo prima dell’entrata in vigore del decreto-legge.

Blocco barriere architettoniche: art. 3 D.L. 212/2023

Come sappiamo l’art. 3 del D.L. 212/2023 ha previsto un blocco sostanziale per coloro che nel 2024 decideranno di avviare il bonus barriere architettoniche nelle proprie abitazioni. Difatti, uno dei cambiamenti più significativi riguarda la focalizzazione del bonus su interventi specifici volti all’eliminazione delle barriere architettoniche. A partire dal 1° gennaio 2024, il bonus è disponibile solo per interventi specifici, tra cui l’installazione e la modifica di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

La relazione della Camera afferma che le misure pubblicate in Gazzetta ufficiale in merito all’art. 119-ter del D.L. 34/2020 restringono l’ambito di applicazione dell’agevolazione e pertanto non determina oneri.

È importante ricordare l’art. 3 che comunica che a partire dal 1° gennaio 2024non è più possibile usufruire delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito per questa detrazione fiscale. Tuttavia, sono presenti alcune eccezioni specifiche:

  • per i condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • per le persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Per essere sicuro di gestire in sicurezza le pratiche per il Superbonus e gli altri bonus edilizi e di essere sempre aggiornato agli ultimi riferimenti normativi, ti consiglio il software per la gestione dei bonus edilizi che puoi usare gratuitamente per 30 giorni.

Ti allego il Dossier della Camera dei Deputati n. 167 del 24 gennaio 2024.

 

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