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Superbonus: dal Mef nuovi chiarimenti sulle pertinenze nel caso di unico proprietario

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Le pertinenze innalzano il limite di spesa; sono escluse le spese riferite all’intervento realizzato sull’involucro di unità immobiliari non riscaldate (cantine o box)

Con interrogazione parlamentare n 5-05839 del 29 aprile 2021 in Commissione Finanze alla Camera, presentata da Gian Mario Fragomeli (Pd), vengono forniti alcuni chiarimenti dal sottosegretario al Mef, Durigon, in merito al Superbonus e come considerare le pertinenze nel caso di unico proprietario di più unità immobiliari.

In particolare, vengono avanzati 2 quesiti riguardanti, rispettivamente:

  • le pertinenze di edifici non in condominio;
  • le superfici disperdenti e coibentazione.

L’interrogazione si lega alla modifica introdotta dalla legge di Bilancio 2021 (all’art. 119 ), che ha ampliato il raggio della detrazione, includendovi anche gli interventi per il risparmio energetico o antisismici realizzati su edifici posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate.

Come chiarito nella risposta AE n. 461/2021, ai fini del conteggio delle “quattro” unità immobiliari che compongono l’edificio non in condominio, le pertinenze non vanno considerate autonomamente anche se distintamente accatastate (vedi articolo BibLus-net) .

In merito al primo quesito posto nell’interrogazione, il sottosegretario ha chiarito che: ai fini della applicazione del superbonus all’unico proprietario, le pertinenze non influiscono nella valutazione dell’accesso al beneficio (non contano ai fini del limite massimo delle 4 unità) ma si considerano, invece, per calcolare il limite di spesa per i lavori sulle parti comuni: hanno il potere di far innalzare il limite di spesa, qualora tale limite sia determinato in base al numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio oggetto di interventi. Ad esempio, in un edificio composto da 4 unità abitative e 4 pertinenze, occorre moltiplicare per 8 il limite di spesa previsto per ciascun intervento.

Con riferimento al secondo quesito, concernente la possibilità di ammettere al Superbonus anche le spese per interventi realizzati sull’involucro di pertinenze, ovvero di unità immobiliari destinate a cantina/sgombero oppure di unità immobiliari non climatizzabili, quali i box, il sottosegretario ricorda che la norma ammette alla detrazione solo le spese per la coibentazione delle strutture opache effettivamente disperdenti, vale a dire delle strutture opache che racchiudono il volume lordo riscaldato, confinanti con l’esterno (per esempio una parete verticale che delimita lo spazio riscaldato dall’esterno), con vani freddi (per esempio il pavimento di un vano riscaldato confinante inferiormente con un box non riscaldato) oppure un pavimento di un locale riscaldato a piano terra che confina inferiormente con il terreno.

Inoltre, ai fini dell’applicazione della detrazione, è che l’intervento di coibentazione dell’involucro opaco riguardi almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.

Pertanto, la detrazione spetta solo con riferimento alle spese per la coibentazione delle strutture opache disperdenti; sono escluse le spese riferite all’intervento realizzato sull’involucro di unità immobiliari non riscaldate quali, ad esempio, cantine o box.

 

Clicca qui per scaricare l’interrogazione n. 5-06256

 

termus
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