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Superbonus conversione il legge del dl 2122023

Il D.L. 212/2023 Superbonus è legge

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

In Gazzetta la legge di conversione. Inalterate le misure su cessione del credito, SAL e barriere architettoniche previste nel D.L 212/2023

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 17/2024 di conversione senza modificazioni del D.L. 212/2023 (decreto Salva superbonus).

Il provvedimento contiene le seguenti misure:

  • misura “salva SAL”;
  • contributi per i redditi più bassi;
  • revisione della disciplina sulla detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • stop all’opzione per la cessione del credito per gli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici.

Anche in questo frangente di conversione in legge è estremamente importante una corretta gestione documentale delle pratiche edilizie per non incorrere in errori e sanzioni; è sempre preferibile affidarsi ad un software di gestione dei bonus edilizi per avere i documenti in ordine ed effettuare i calcoli correttamente.

Salvaguardia dei crediti per i lavori non terminati al 31 dicembre 2023

I SAL da superbonus ceduti o scontati e relativi ad interventi per lavori effettuati fino al 31 dicembre 2023 non sono oggetto di recupero in caso di mancata ultimazione dell’intervento stesso.

In questo caso si deroga al rispetto dei requisiti minimi previsti dalla norma (doppio salto di prestazione energetica).

Contributo per redditi più bassi

L’art. 1 comma 2 del D.L. 212/2023 stabilisce – per i cittadini con reddito inferiore a 15.000 euro – un contributo a fondo perduto per le spese sostenute dal primo gennaio 2024 al 31 ottobre 2024 purché i lavori abbiamo raggiunto uno stato di avanzamento del 60% entro il 31 dicembre 2023.

Il contributo sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate secondo modalità stabilite dal Ministro dell’Economia, utilizzando le risorse residue dal fondo del 2023 che presenta una disponibilità di 16.441.000 euro.

Leggi l’approfondimento

Bonus Barriere architettoniche: limitazioni

Il decreto impone restrizioni sull’applicazione dell’articolo 119-ter e prevede una revisione della disciplina riguardante la detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Le restrizioni riguardano sia gli interventi che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali, sia le circostanze in cui è possibile ottenere sconti in fattura e cedere il credito. Questo assicura la tutela dei soggetti disabili. Il bonus è pertanto limitato esclusivamente agli interventi riguardanti scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

A partire dal primo gennaio 2024, non è più possibile ottenere sconti in fattura né procedere alla cessione del credito, ad eccezione di coloro che per interventi finalizzazioni all’abbattimento delle barriere architettoniche, prima della pubblicazione ufficiale del D.L. 212/2023, abbiano presentato la seguente documentazione:

  • richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
  • interventi per i quali non è prevista la presentazione del titolo abilitativo;
    • siano già iniziati i lavori;
    • stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura di beni e servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, nel caso in cui non siano iniziati i lavori.

Inoltre, l’art. 3, comma 2, prevede che possono usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito i seguenti soggetti

  • condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Infine, è stata introdotta un’apposita attestazione per garantire il rispetto dei requisiti, si richiede poi una tracciabilità dei pagamenti da effettuare attraverso l’utilizzo del “bonifico parlante“.

Leggi l’approfondimento sul bonus barriere architettoniche

Stop alla cessione del credito e obbligo di assicurazione per gli interventi nelle zone sismiche 1,2,3

L’articolo 2 del D.L. 212/2023 stabilisce che non sarà più possibile procedere con la cessione del credito e lo sconto in fattura per interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici situati nelle zone sismiche 1-2-3, inclusi nei piani di recupero edilizio o riqualificazione urbana. Questa restrizione si applica solo se, entro la data di entrata in vigore del decreto, non è stata richiesta l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori.

Inoltre, i contribuenti che usufruiscono dei benefici previsti dall’articolo 119, comma 8-ter, del decreto legge 34/2020, avviati dopo la data di entrata in vigore del D.L. 212/2023, sono obbligati a stipulare, entro un anno dalla conclusione dei lavori, contratti assicurativi che coprano i danni causati agli immobili da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale.

 

 

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