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Superbonus chiusura lavori

Superbonus 110 proroga o non proroga? Cosa succede il 31 dicembre 2023?

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Superbonus 110 arriverà la proroga? Quali sono le ultime notizie?  Cosa succede dopo il 31 dicembre 2023 se i lavori non saranno ultimati?

Superbonus 110%: cosa succede dopo il 31 dicembre 2023

È questa la domanda ricorrente tra tutti gli italiani alle prese con il Superbonus 110.

Dopo il 31 dicembre 2023, non sarà più disponibile alcun Superbonus 110  per i soggetti indicati all’art. 119, comma 9, lettera b) del Decreto Rilancio, ossia le persone fisiche proprietarie di edifici unifamiliari o unità immobiliari autonome e indipendenti. Per quanto riguarda condomini e edifici con 2-4 unità immobiliari di proprietà unica, dal 1° gennaio 2024 sarà applicata la prima vera rimodulazione dell’aliquota sulle spese sostenute con detrazione al 70%. Dal 2025, poi, ulteriore step con detrazione al 65%.

Adempimenti Superbonus: fine lavori

Con la fine dell’anno e allo scoccare della mezzanotte, il Superbonus (a meno di una proroga dell’ultim’ora nel Milleproroghe) assumerà una nuova veste. Un cambiamento che sicuramente comporterà una perdita sostanziale per il settore edilizio. Inoltre, coloro che alla data del 31 dicembre 2023 non completeranno i lavori legati alla maxi-detrazione e non presenteranno specifici documenti, si troveranno all’inizio del nuovo anno con una possibile riduzione della detrazione di 40 punti percentuali.

Prima di scoprire quali adempimenti bisogna eseguire entro la fine dell’anno, è opportuno ribadire che all’interno del D.L. 34/2020 non è presente una disposizione chiara su come e quando depositare la fine dei lavori, salvo una piccolissima traccia presente all’interno dell’art. 13-quinques.

Quali sono i vari adempimenti di fine lavori da fare? Questa è un’altra domanda che molti cittadini e tecnici del settore edilizio si stanno ponendo in queste ore.

Fatture e pagamenti

Nel caso di cessione del credito, entro il 31/12/2023 è necessario emettere fatture ( fattura o pagamenti tramite bonifico entro la stessa data) per lavori effettivamente eseguiti entro il 31/12/2023. È fondamentale considerare che la fattura elettronica si considera emessa al momento della trasmissione tramite lo SDI, pertanto emettere fatture nei giorni immediatamente precedenti la fine dell’anno potrebbe comportare rischi legati a eventuali ritardi nella trasmissione.

Asseverazione

L’asseverazione può essere protocollata nel 2024 (entro 90 giorni dalla fine dei lavori o comunque in tempo per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate) accompagnata dalla dichiarazione che tutti i pagamenti e le fatture sono avvenuti entro il 31/12/2023. È importante includere tutte le fatture emesse (e pagate tramite bonifico, se cessione del credito) nell’asseverazione ENEA.

SAL e fine lavori

Se un SAL si conclude dopo il 31/12/2023, si suggerisce di redigere asseverazioni considerando anche le forniture disponibili a piè d’opera. Tuttavia, è consigliabile agire con prudenza, escludendo le spese non direttamente correlate ai lavori effettivamente eseguiti. Gli advisor richiedono una dichiarazione sostitutiva del direttore dei lavori che attesti il raggiungimento del SAL entro il 31/12/2023.

Inoltre, è importante ricordare che, l’attestato di prestazione energetica finale va incluso per verificare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche rispetto all’Ape iniziale.

Principio di cassa

Nel caso di detrazione diretta, si applica il “principio di cassa”, permettendo la detrazione delle spese in base al momento in cui sono state sostenute. Non sono richiesti adempimenti specifici nel 2023, se non emettere fatture e effettuare pagamenti entro il 31/12/2023 per fruire del 110%.

Tutto ciò è fondamentale per ottenere il beneficio del 110% per coloro che entro la data del 31 dicembre 2023 termineranno i lavori legati alla maxi-detrazione. Se vuoi essere certo di adempiere correttamente a tutte le disposizioni riguardanti la maxi-detrazione, compresa tutta la documentazione necessaria per la chiusura dei lavori, ti consiglio un software in grado di supportarti passo dopo passo per eseguire gli adempimenti richiesti dal decreto rilancio.

Superbonus condomini, cosa succede se non concludo i lavori

La speranza di una proroga del Superbonus per i condomini rimane aperta, nonostante le varie dichiarazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riguardo alla discontinuità dell’agevolazione del 110%. L’attenzione è su possibili interventi futuri che potrebbero essere inclusi nel prossimo decreto Milleproroghe. Cosa succederà se entro la fine dell’anno non concludo i lavori?

Come abbiamo anticipato nei paragrafi precedenti, dal 2024 la maxi-detrazione subirà un notevole taglio, passando dal 110 al 70%. Tuttavia, nel caso in cui i lavori non siano completati entro il 31 dicembre 2023, le parti potrebbero aver concordato di includere specifiche clausole penali nei contratti di appalto. Tali clausole mirano a tutelare ed eventualmente risarcire i condomini che, a causa del mancato completamento dei lavori, potrebbero subire una riduzione dell’agevolazione fiscale.

L’impresa in ritardo deve risarcire i lavori? Ecco le ultime notizie

Sul quesito è intervenuto il Tribunale amministrativo di Frosinone con una recente sentenza, la n. 1080/2023. Il Tar ha comunicato che la definitiva perdita del Superbonus (ma anche con aliquota ridotta) a causa del ritardo ingiustificato dei lavori comporta l’obbligo per l’impresa di corrispondere un risarcimento. Nello specifico, i giudici si sono pronunciati su una controversia tra il proprietario di un edificio unifamiliare e l’impresa di costruzione incaricata di effettuare interventi di efficientamento energetico agevolati dal Superbonus. Nonostante il contratto prevedesse che l’impresa completasse il primo SAL, corrispondente al 30% dell’intervento, entro il 30 settembre 2022, i lavori non erano stati avviati. Il proprietario ha quindi perso l’opportunità di beneficiare del Superbonus al 110% e ha richiesto la restituzione delle somme versate a titolo di acconto, oltre a un risarcimento per il danno subito.

I giudici hanno constatato l’inadempimento dell’impresa, condannandola a restituire l’acconto maggiorato degli interessi legali. Inoltre, se il committente avesse dimostrato un reddito superiore a 15.000 euro (con la conseguente e definitiva preclusione a qualunque percentuale dell’agevolazione), la stima del danno da risarcire sarebbe stata più elevata.

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2 commenti
  1. PAOLO BUCCHERI
    PAOLO BUCCHERI dice:

    Superbonus 110 e Bonus 50 unifamiliari.
    Nel caso di detrazione delle spese nella dichiarazione dei redditi, è possibile usufruire del Superbonus se pago tutte le fatture per le attività entro il 31/12/2023 e che saranno concluse nel mese di gennaio del 2024 ?
    Pare di si per i condomini, mentre non mi è chiaro per le unità unifamiliari.

    Rispondi
    • Redazione di BibLus
      Redazione di BibLus dice:

      Ciao Paolo. Per le case unifamiliari sulle quali, ricordiamo, entro il 30 settembre 2022 sono stati completati almeno il 30% dei lavori (SAL) prendono il Superbonus con aliquota al 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023, in virtù di quanto stabilito dal dl Asset (104/2023), ultimo provvedimento ad intervenire sul tema. Quindi spese sostenute, che effettivamente non significa lavori completamente terminati, visto che si ragiona col criterio di cassa. Grazie per seguirci sempre con attenzione e buon lavoro.

      Rispondi

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