dossier aggiornato ANCE la cessione dei crediti fiscali

ANCE: il dossier con le novità sulla cessione dei crediti edilizi

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Pubblicato da ANCE il dossier sulla cessione dei crediti fiscali a seguito di tutte le ultime novità normative

Venerdì 23 settembre 2022 , dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del dl 115/2022 (decreto legge aiuti bis), l’ANCE ha rilasciato l’aggiornamento del dossier relativo alla cessione dei crediti fiscali.

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Dossier ANCE

Il dossier ANCE vuole fare il punto delle ultime novità normative con una pubblicazione di 14 pagine e 5 capitoli così suddivisi:

  • passaggi della cessione del credito;
  • divieto di cessione parziale del credito;
  • compensazione del credito;
  • responsabilità solidale del cessionario del credito;
  • allegato normativo.

Come fortemente richiesto dall’ANCE viene, quindi, risolto, quantomeno sotto il profilo normativo, il problema della responsabilità solidale del cessionario privato “in buona fede” (senza dolo e colpa grave) che acquista i crediti fiscali derivanti dai bonus in edilizia.

La responsabilità solidale del cessionario, dunque, resta solo per dolo o colpa grave per l’acquisto di crediti da Superbonus o da bonus fiscali in edilizia ordinari, questi ultimi sorti dopo il 12 novembre 2021.

Cessione del credito

L‘ANCE  vuole portare la sua attenzione al procedimento delle cessioni del credito, facendo un riepilogo generale di tutti i passaggi.

In particolare, il credito d’imposta generato da interventi agevolati dai suddetti bonus, anche quando spetta all’impresa esecutrice in virtù dello sconto praticato direttamente in fattura, è cedibile diverse volte, fino ad un massimo di 4:

  1. prima cessione “Jolly
    • a favore di soggetti terzi di qualsiasi tipologia;
  2. seconda cessione
    • nei confronti di banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni;
  3. terza cessione
    • nei confronti di banche, intermediari finanziari, società appartenenti a gruppi bancari e assicurazioni;
  4. quarta cessione
    • nei confronti di banche o a favore dei proprio correntisti, diversi dai “consumatori o utenti”.

In virtù di ciò ricordiamo che le banche e le società appartenenti ad un gruppo bancario specifico possono cedere, in qualunque momento (anche se non è stato esaurito il numero delle cessioni), il credito a tutti i soggetti esercenti di attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale (a tal proposito ti consiglio un articolo pubblicato sul nostro blog: l’identikit del beneficiario) con l’unica caratteristica che abbiamo stipulato un contratto di conto corrente con la stessa banca capogruppo.

Infine, la quarta cessione del credito da parte delle banche a favore dei propri correntisti, titolari di Partita IVA, può avere ad oggetto tutti i crediti già detenuti o acquistati dalle banche stesse a partire dal 17 febbraio 2022.

Divieto di cessione del credito parziale

Come è ben noto a tutti, per le comunicazioni di prima cessione o sconto in fattura, trasmesse alle Entrate dopo il primo maggio 2022, opera il divieto di cessione parziale dei crediti fiscali. Ai crediti oggetto di cessione viene attribuito un codice univoco, da riportare sempre nelle relative comunicazione alle successive cessioni, in sostanza, ciascuna quota viene identificata da un codice e può essere oggetto di cessione autonoma e non frazionabile.

Ricordiamo che solo il beneficiario, anche dopo il primo maggio, può cedere parzialmente il credito corrispondete alla detrazione a lui spettante, il quale può optare per uno sconto parziale relativo al corrispettivo dei lavori. Al contrario invece, l’acquirente del credito fiscale (impresa che ha praticato lo sconto), può procedere alla successiva cessione solo per singole rate.

Mentre per le cessioni che derivano da SAL occorre rispettare la regola secondo la quale le singole rate annuali del credito non possono essere oggetto di cessioni parziale.

Viene, altresì, specificato che il divieto di cessione parziale non opera per le comunicazioni relative alle spese 2020 e 2021, trasmesse dal 9 al 13 maggio 2022.

Compensazione del credito

I crediti acquisiti dalle imprese, a seguito dello sconto in fattura che è stato praticato a favore dei propri committenti/clienti, possono essere oggetto non solo di cessione a terzi, ma anche di compensazione con imposte e contributi delle stesse dovuti, mediante modello F24. In particolare il credito derivante dai bonus fiscali viene utilizzato in compensazione:

  • 4 quote annuali pari a quelle previste per la detrazione che da origine al credito d’imposta;
  • dal primo gennaio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese agevolate e quindi:
    • 2021, la compensazione può essere effettuata dal primo gennaio 2022;
    • 2022, la compensazione può essere effettuata dal primo gennaio 2023.

Pertanto, mediante l’art. 17 del dlgs 241/1997, il credito d’imposta viene utilizzato, tramite il modello F24, per il pagamento di imposte e contributi.

Di seguito ti allego il dossier pubblicato dall’ANCE.

 

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