Maxi-deduzione per le assunzioni: come funziona
Agevolazioni fiscali per le imprese e i professionisti che assumono a tempo indeterminato, con maggiorazione del costo del personale del 20%, 30% per categorie fragili
Con il D.M. 25/06/2024 la maxi-deduzione fiscale per le assunzioni prevista dell’articolo 4 del D.Lgs. 216/2023 è diventata pienamente operativa.
La misura è rivolta ai titolari di reddito d’impresa e agli esercenti arti e professioni, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023. L’agevolazione è stata estesa fino al 2027 dalla legge di Bilancio 2025.
In questo articolo trovi una rapida sintesi che ti spiega in cosa consiste la maxi-deduzione per le assunzioni; in calce all’articolo trovi anche il testo del D.M. 25/06/2024 e la circolare esplicativa 1/2025 dell’Agenzia delle Entrate.
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Indice
Maxi-deduzione per le assunzioni: in cosa consiste
L’agevolazione consiste nella maggiorazione del 20% del costo riferibile all’incremento occupazionale ai fini della deducibilità dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo.
Tale costo è pari al minor importo tra il costo effettivo relativo ai nuovi assunti, come risultante dal conto economico ai sensi dell’articolo 2425, primo comma, lettera b), n. 9), del Codice civile e l’incremento del costo complessivo del personale, classificabile nelle medesime voci, relativo all’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023, rispetto a quello relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2023. Per calcolare la maggiorazione occorre far riferimento al dato contabile delle già menzionate voci, fatte salve le specifiche deroghe di cui si tratta nella circolare.
La maggiorazione è, inoltre, aumentata al 30% per determinate categorie di lavoratori meritevoli di maggiore tutela, indicate nell’Allegato 1 al decreto, come per esempio: le persone con disabilità, le donne con almeno due figli di età minore di diciotto anni, le donne vittime di violenza inserite nei percorsi di protezione e i giovani ammessi agli incentivi all’occupazione giovanile.
Maxi-deduzione per le assunzioni: le istruzioni delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1/E del 20 gennaio 2025 offre le indicazioni necessarie per la corretta applicazione della misura.
Oltre alla definizione dell’ambito soggettivo e dei presupposti oggettivi dell’agevolazione, nella circolare sono precisate le modalità di determinazione della maggiorazione in casi specifici (in presenza di neoassunti riferibili a categorie di lavoratori meritevoli di maggior tutela oppure per i gruppi interni, in cui ogni soggetto deve ridurre il costo da assumere ai fini della maggiorazione in base a un rapporto che tiene conto dei decrementi occupazionali che si sono verificati in altre società del gruppo).
La circolare si sofferma, inoltre, sulle modalità di calcolo dell’incremento occupazionale in presenza di determinate fattispecie quali, ad esempio:
- cessione del contratto di lavoro;
- trasferimento di azienda;
- assegnazione alla stabile organizzazione da parte di soggetto non residente;
- destinazione del dipendente all’estero;
- distacco;
- somministrazione di personale e conversione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato.
Sono illustrate le modalità di calcolo anche per gli enti non commerciali residenti che si avvalgono di dipendenti sia nell’attività istituzionale sia in quella commerciale e per i soggetti che svolgono anche attività il cui reddito non è determinato in modo analitico.
Infine, alla luce della proroga dell’agevolazione per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, si chiarisce che ai fini del calcolo degli acconti i beneficiari della misura non devono considerare la maggiorazione nella determinazione dell’imposta.
A chi spetta la maxi-deduzione per le assunzioni
Possono accedere al beneficio per le nuove assunzioni i titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni, anche in forma associata, che conseguono un reddito di lavoro autonomo abituale. In particolare, tra i titolari di reddito d’impresa ammessi al beneficio rientrano:
- i soggetti passivi Ires di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;
- i soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del TUIR, con riferimento alle nuove assunzioni dei lavoratori a tempo indeterminato impiegati in tutto o in parte nell’esercizio dell’attività commerciale (enti non commerciali residenti);
- le società e gli enti non residenti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del TUIR, con riferimento alle nuove assunzioni relative all’attività commerciale esercitata nel territorio dello Stato mediante una stabile organizzazione;
- le società di persone ed equiparate di cui all’articolo 5 del TUIR;
- le imprese individuali, comprese le imprese familiari e le aziende coniugali.
L’Agenzia ha chiarito che rientrano tra i beneficiari dell’agevolazione anche le persone fisiche non residenti che producono nel territorio dello Stato un reddito di lavoro autonomo determinato analiticamente ai sensi dell’articolo 54 del Tuir, per mezzo di una base fissa, e quelle che producono un reddito d’impresa determinato analiticamente ai sensi degli articoli 55 e seguenti del Tuir, per mezzo di una stabile organizzazione.
Non rientrano, invece, tra i beneficiari dell’agevolazione i datori di lavoro titolari di redditi che non sono classificabili né come reddito d’impresa né come reddito di lavoro autonomo abituale, come, ad esempio, gli imprenditori agricoli che producono solamente reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del Tuir.
L’agevolazione spetta a condizione che i soggetti interessati abbiano esercitato effettivamente l’attività nei 365 giorni (ovvero nei 366 giorni se il periodo d’imposta include il 29 febbraio 2024) antecedenti il primo giorno del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 (per i soggetti con il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare l’attività deve aver avuto inizio in data non successiva al 1° gennaio 2023).
Non beneficiano dell’agevolazione i soggetti che si trovano in una procedura con finalità liquidatorie, mentre sono ammessi coloro che si trovano in una procedura di risanamento aziendale.
Il beneficio, infine, è escluso per i soggetti che non determinano il reddito in modo analitico (ad esempio, chi aderisce al regime forfetario o al regime della cosiddetta tonnage tax).
Quando scatta la maxi-deduzione
Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare una duplice verifica ai fini della spettanza della maggiorazione. In particolare, i beneficiari sono tenuti a verificare che al termine del periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 si siano verificati:
- un incremento occupazionale, che si realizza quando il numero dei dipendenti a tempo indeterminato è superiore al numero dei dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupato del periodo d’imposta precedente a quello agevolato;
- un incremento occupazionale complessivo, che sussiste quando il numero dei lavoratori dipendenti, inclusi quelli a tempo determinato, non è inferiore o pari al numero degli stessi lavoratori mediamente occupati nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023.
In sostanza, per fruire dell’agevolazione, l’aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nel periodo agevolato deve essere accompagnato dall’aumento del numero dei lavoratori dipendenti anche a tempo determinato, rispetto alle medie occupazionali del periodo precedente.
D.L. Fiscale 2025: modifiche al meccanismo di calcolo di questo incremento occupazionale
Il D.L. Fiscale 2025 prevede modifiche in tema di maxi-deduzione Irpef/Ires del 120% o 130% per i lavoratori fragili per le imprese che assumono nuovi lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, introdotta nel 2024 (D.Lgs. 216/2023) e prorogata dalla legge di Bilancio 2025 per il triennio 2025-2027.
Il D.L. 84/2025 rivede un aspetto dell’applicabilità del beneficio fiscale, che viene riconosciuto all’impresa se il numero dei dipendenti a tempo indeterminato al termine del periodo d’imposta considerato (ad es. 2025) è superiore al numero dei dipendenti a tempo indeterminato mediamente occupato del periodo d’imposta precedente (ad es. 2024).
In particolare, il D.L. Fiscale modifica il meccanismo di calcolo di questo incremento occupazionale in caso di nuove assunzioni in presenza di gruppi d’imprese (cd. “gruppo interno”, da considerar come un unico soggetto economico), per quel che riguarda le “società collegate” al gruppo (cfr. anche il D.M. 25 giugno 2024, attuativo della misura).
In sostanza, nel caso di gruppi d’imprese, la verifica dell’incremento occupazionale complessivo rispetto all’anno precedente va effettuata senza tenere conto del numero dei dipendenti delle “società collegate”.
Di conseguenza, il gruppo “interno” da considerare per il calcolo di questo dato è quello costituito dalle società residenti controllanti, controllate (anche indirettamente) o facenti capo, anche per interposta persona allo stesso soggetto.
Questa novità si applica dal periodo d’imposta 2024.
Testo del D.M. 25/06/2024

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/superbonus-120-assunzioni/




