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Struttura metallica portante: occorre sempre la denuncia al Genio Civile

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Una struttura metallica portante deve essere sempre autorizzata dal Genio Civile attraverso un progetto esecutivo. I chiarimenti della Cassazione

Attenzione, le strutture metalliche che assolvano a funzione portante, devono essere autorizzate sempre dal Genio Civile attraverso la presentazione di un progetto esecutivo a firma di un tecnico abilitato.

Ce lo spiega la Cassazione nella sentenza penale n. 14237/2021.

Il caso

Il proprietario di un’attività di ristorazione faceva costruire accanto all’immobile principale alcuni manufatti tra i quali si distingueva una struttura metallica coperta da adibire a sala ristorante.

L’opera era costituita da:

  • una struttura chiusa in acciaio di 4,00 x 18,00 m, con pilastrini e travi rivestiti in muratura, completa di porte in acciaio e vetri;
  • una copertura realizzata con un sistema automatico di tendaggi retrattili.

Per la realizzazione del manufatto il proprietario veniva condannato dal tribunale ordinario poiché la costruzione risultava mancante del progetto esecutivo a firma di un tecnico abilitato.

Non era neanche stato affidato l’incarico di Direzione dei Lavori (DL) né depositata la denuncia al Genio Civile.

Il proprietario della struttura incriminata si difendeva lamentando che:

  • il manufatto era classificabile come un intervento di qualificazione estetica;
  • ai lavori in contestazione era inapplicabile la disciplina in materia di opere in conglomerato cementizio armato e in struttura metallica.

Per tale motivo decideva di fare ricorso in Cassazione.

La decisione della Corte di Cassazione

La Cassazione ribadisce il suo costante orientamento, secondo cui:

la disciplina penale in materia di opere a struttura metallica, prevista dall’art. 64, dPR n. 380/2001, si applica soltanto quando la statica delle opere eseguite è assicurata da elementi strutturali in acciaio o in altri metalli con funzione portante; sono pertanto escluse dalla disciplina penale le strutture che, secondo la lettera dell’art. 53, dPR n. 380/2001, non assolvono ad una funzione statica e quelle costituite da un’unica struttura, come le membrature singole e gli elementi costruttivi che assolvano ad una funzione di limitata importanza nel contesto statico del manufatto

I giudici concludono che la staticità del manufatto in questione, peraltro di non modeste dimensioni, risulta assicurata da una struttura di metallo con conseguente corretta applicazione degli artt. 71 (Lavori abusivi) e 72 (Omessa denuncia dei lavori) del dpr 380/2001.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questi articoli di BibLus-net:

 

Clicca qui per scaricare la sentenza della Corte di Cassazione

 

edilus
edilus

 

 

1 commento
  1. Di Flaviano C. O.
    Di Flaviano C. O. dice:

    Sono sorpreso dalla necessità di ricorrere a giudizi nel merito. Mi domando, il tecnico che ha seguito quella costruzione, non conosce gli obblighi derivanti dal realizzare un’opera Sifatta? Dove sono gli ordini professionali, bisogna sanzionare quel tecnico. É vergognoso e squalificante per tutte le categorie di settore operare in questa maniera. Sembra piú una discussione da bar che una prestazione professionale. Cosa non si fa per il Dio denaro..! Vergogna..!

    Rispondi

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