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Sostituzione recinzione esistente

Sostituzione recinzione esistente: quale titolo edilizio?

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Sostituzione recinzione esistente: tra edilizia libera e permesso di costruire. Quale titolo edilizio occorre? Quali le detrazioni fiscali?

La sostituzione della recinzione esistente oscilla tra l’edilizia libera ed il permesso di costruire. Per scegliere il titolo abilitativo corretto bisogna prima analizzare la struttura della recinzione: dalla destinazione d’uso ai materiali impiegati per la costruzione, dalla funzione alle dimensioni. Le recinzioni hanno l’importante compito di delimitare le proprietà, garantendo sicurezza e privacy. Tuttavia, nel corso del tempo, si può verificare un deterioramento naturale dovuto agli agenti atmosferici, all’usura o a danni accidentali. Ecco perché può essere necessario sostituire la recinzione esistente. In questo articolo analizziamo diverse tipologie di recinzioni alle quali corrisponde un determinato titolo abilitativo da chiedere in caso di sostituzione. Capiamo se c’è la possibilità di avere detrazioni fiscali per la sostituzione della recinzione e se si tratta di un intervento per cui l’IVA è agevolata.

Quale titolo edilizio serve per una recinzione?

Il D.P.R. 380/01 non offre una specifica definizione delle recinzioni e dei muri di cinta all’interno delle categorie di intervento edilizio. Per risponder alla domanda: “che permessi servono per fare una recinzione?” bisogna in primis capire come è fatta la recinzione, valutarne la natura e le dimensioni, la destinazione e la funzione. In base a questi parametri possiamo dire che la recinzione oscilla tra edilizia libera e permesso di costruire:

  • se la recinzione è costituita solo da una rete metallica con paletti in ferro e/o in legno non richiederebbe alcun titolo edilizio, dato che si tratta di un’attività edilizia libera (ex 6 del D.P.R. 380/2001). La perimetrazione del fondo, infatti, costituirebbe l’esplicazione materiale dello ius excludendi alios previsto dall’art. 841 codice civile. Secondo il Consiglio di Stato, sez. VI, 07.03.2022, n. 1609:
    • non è necessario un idoneo titolo edilizio per la realizzazione di una recinzione nel caso in cui sia posta in essere una trasformazione dalla quale, per l’utilizzo di materiale di scarso impatto visivo e per le dimensioni ridotte dell’intervento, non derivi un’apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, pertanto la distinzione tra esercizio dello ius aedificandi e dello ius excludendi alios va riscontrata nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto (cfr. ex plurimis, Cons. St., Sez. VI, 29 novembre 2019, n. 8178)”.

  • se è una recinzione “classica”, ossia costituita da uno zoccolo in cemento armato e da una rete metallica nella parte superiore, la giurisprudenza amministrativa sembra richiedere la SCIA (ex 22 del D.P.R. 380/2001 e 19 della legge n. 241/1990). Secondo il T.A.R. Napoli, sez. II, 15/04/2019, n.2122 e il T.A.R. Campania, Salerno, sez. II, 07.03.2022, n. 641:
    • Le recinzioni sono sottoposte al regime della SCIA quando non superino in concreto la soglia della trasformazione urbanistico-edilizia, per essersi tradotte in manufatti di corpo ed altezza modesti, mentre necessitano del permesso di costruire ove detta soglia risulta superata in ragione dell’importanza dimensionale degli interventi posti in essere

       

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  • se la recinzione è costituita da una struttura stabile di notevole impatto urbanistico-edilizio, c’è bisogno del permesso di costruire (ex art. 10 del D.P.R. 380/2001). Secondo la Cassazione penale (sez. III, 6 ottobre 2016, n. 8693), il Tar Venezia (sez. II, 21 giugno 2018, n. 663), il TAR Campania, Napoli (sez. VIII, 28/04/2020, n. 1542) ed il T.A.R. Campania, Napoli (sez. II, 25.08.2021, n. 5624):
    • La realizzazione di un muro di recinzione necessita del previo rilascio del permesso a costruire allorquando, avuto riguardo alla sua struttura e all’estensione dell’area relativa, sia tale da modificare l’assetto urbanistico del territorio, così rientrando nel novero degli “interventi di nuova costruzione” di cui all’art. 3, comma 1, lett. e) del D.P.R. 380/2001.

Possiamo, quindi, affermare che quando la recinzione costituisce opera di carattere permanente ed incide in modo durevole e non precario sull’assetto edilizio del territorio, richiede un titolo abilitativo. Puoi trovarti in difficoltà nella valutazione della scelta del titolo edilizio più corretto da richiedere, per questo ti consiglio un software titoli abilitativi edilizia che ti possa guidare nella scelta migliore ed in linea con le normative vigenti.

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Sostituzione recinzione esistente edilizia libera

Sostituire la recinzione esistente è un intervento che ricade nell’edilizia libera? Si, ma solo se vengono rispettate determinate condizioni:

  • il materiale utilizzato è di scarso impatto visivo;
  • la sostituzione non comporta un aumento di dimensione rispetto alla vecchia recinzione;
  • la sostituzione non comporta alterazione ambientale (estetica e funzionale).

Va fatta, quindi, una verifica concreta delle caratteristiche della recinzione prima della sostituzione in modo tale da esser certi di ricadere in uno dei casi di edilizia libera.

Sostituzione recinzione esistente detrazione fiscale

È possibile beneficiare di una detrazione fiscale per la sostituzione delle recezioni. Tale bonus ricade nel bonus verde: una detrazione Irpef del 36% (sulle spese sostenute negli anni 2020, 2021 e 2022), per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La proroga fino al 2024 arriva dalla legge di Bilancio 2022. La detrazione viene divisa in 10 quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 € per unità immobiliare ad uso abitativo (comprensivo delle spese di progettazione e manutenzione relative all’esecuzione degli interventi).

Sostituzione recinzione esistente IVA agevolata

Secondo l’art. 7 della legge 488/1999 gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa, sono soggetti all’aliquota del 10%. L’agevolazione è stata prorogata di anno in anno fino al 31 dicembre 2010, poi implementata definitivamente con la legge 131/2009. Tra gli interventi compresi nella manutenzione straordinaria ricade anche la recinzione dell’area privata (realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate).

 

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