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Sostituzione infissi: edilizia libera o titolo abilitativo?

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La sostituzione di infissi è edilizia libera? Guida normativa, agevolazioni fiscali, obblighi e suggerimenti pratici per un intervento sicuro e vantaggioso

La sostituzione degli infissi è un intervento frequente nell’edilizia residenziale, soggetto a specifiche regolamentazioni normative che chiariscono i requisiti per i titoli abilitativi necessari.

Per agevolare questa operazione, è possibile usufruire di varie detrazioni fiscali, come l’Ecobonus e il bonus ristrutturazione. Per gestire correttamente le pratiche relative a questi incentivi, utilizza il software per i bonus edilizi che ti consente di gestire le pratiche in totale sicurezza in linea con le normative vigenti.

Ma la sostituzione degli infissi rientra in edilizia libera o necessita di un’autorizzazione? Ecco i dettagli sulle pratiche edilizie necessarie e sui bonus fiscali disponibili.

Sostituzione infissi edilizia libera: normativa

Il D.M. 2 marzo 2018 definisce gli interventi considerati di edilizia libera, annoverando chiaramente tra questi la sostituzione degli infissi.

In particolare, il Decreto stabilisce che “le riparazioni, le sostituzioni e il rinnovamento dei serramenti e degli infissi interni ed esterni siano considerati interventi di edilizia libera, senza fare distinzione di materiale utilizzato.”

Tale classificazione li rende parte della manutenzione ordinaria, evitando la necessità di permessi o autorizzazioni specifiche.

Questa disposizione è stata incorporata nel Testo Unico dell’edilizia, D.P.R. 380/01, aggiornato alla legge n. 120/2020 di conversione del Dl 76/2020, noto come “Decreto semplificazioni”.

Tuttavia, è essenziale rispettare le disposizioni degli strumenti urbanistici comunali e tutte le normative settoriali che influenzano la disciplina dell’attività edilizia. Queste normative includono regolamenti antisismici, norme di sicurezza antincendio, igienico-sanitarie, efficienza energetica, protezione dal rischio idrogeologico e disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004).

Per quel che riguarda la sostituzione degli infissi in area vincolata, possiamo tenere come riferimento il D.P.R. n. 31/2017Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” nel cui ALLEGATO A (Interventi ed opere in aree vincolate esclusi dall’autorizzazione paesaggistica) si legge tra gli interventi esclusi da autorizzazione paesaggistica:

A.2. interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti, quali: rifacimento di intonaci, tinteggiature, rivestimenti esterni o manti di copertura; opere di manutenzione di balconi, terrazze o scale esterne; integrazione o sostituzione di vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, di finiture esterne o manufatti quali infissi, cornici, parapetti, lattonerie, lucernari, comignoli e simili; interventi di coibentazione volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici che non comportino la realizzazione di elementi o manufatti emergenti dalla sagoma, ivi compresi quelli eseguiti sulle falde di copertura. Alle medesime condizioni non è altresì soggetta ad autorizzazione la realizzazione o la modifica di aperture esterne o di finestre a tetto, purché tali interventi non interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici;

Sostituzione infissi: quando serve CILA o SCIA?

Come detto, la semplice sostituzione degli infissi costituisce un intervento di manutenzione ordinaria esente da autorizzazione.

Tuttavia, se la sostituzione degli infissi comporta modifiche alla forma delle finestre esterne o la sostituzione con infissi di diversa natura, l’intervento costituisce una manutenzione straordinaria. In questo caso, è obbligatorio avviare una pratica edilizia firmata da un tecnico che redige il progetto e verifica la conformità alle normative vigenti.

A seconda dell’intervento, può essere necessario ottenere diverse autorizzazioni, tra cui la CILA o la SCIA.

Nello specifico la CILA è richiesta per interventi non strutturali, mentre la SCIA è richiesta per interventi di ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, con cambi strutturali.

Per la corretta scelta del titolo abilitativo ed i modelli aggiornati delle varie pratiche edilizie, ti suggerisco di utilizzare il software per i titoli abilitativi che ti guida nella corretta scelta della pratica

da avviare a seconda dell’intervento.

Scarica il modello CILA in PDF.

Scarica il modello SCIA in PDF.

Le detrazioni fiscali per la sostituzione infissi edilizia libera

Per recuperare parte del costo sostenuto per la sostituzione di infissi delle abitazioni, è possibile usufruire di una serie di agevolazioni fiscali tra cui:

Sostituzione infissi Ecobonus

La detrazione fiscale dell’Ecobonus del 50% per la sostituzione degli infissi in edilizia libera rappresenta un’opportunità importante per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

La detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e può essere utilizzata per la sostituzione di finestre, porte finestre, porte d’ingresso, persiane, tende da sole, avvolgibili e tapparelle.

Per usufruire della detrazione fiscale del 50%, i contribuenti devono sostenere le spese di riqualificazione energetica e possedere un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio. Il limite massimo di detrazione ammissibile è di 60.000 euro per unità immobiliare.

La sostituzione degli infissi deve comportare un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificio, con le parti rimpiazzate che delimitino un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati. È importante che i valori di trasmittanza termica rispettino i limiti stabiliti per le diverse fasce climatiche e che siano conformi alle normative nazionali e locali in materia urbanistica, edilizia, efficienza energetica e sicurezza.

Le spese ammissibili per la detrazione includono:

  • la coibentazione o sostituzione dei cassonetti;
  • la fornitura e posa in opera di nuove finestre, porte d’ingresso o lucernari;
  • integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati;
  • la fornitura e posa in opera di scuri, persiane, avvolgibili e relativi elementi accessori.

Sostituzione infissi bonus ristrutturazione

La detrazione fiscale del 50% per la sostituzione degli infissi può essere ottenuta anche attraverso il bonus ristrutturazione, valido per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024.

Questo bonus permette di includere la sostituzione degli infissi esterni o serramenti tra gli interventi ammissibili, che comprendono la manutenzione ordinaria, la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, nonché la ristrutturazione edilizia.

Il bonus ristrutturazione consente una detrazione fiscale del 50% e la possibilità di dedurre fino a 96.000 euro delle spese sostenute.

La detrazione è distribuita in dieci quote annuali di pari importo.

È importante notare che non sono più ammessi sconti in fattura e cessione del credito per questo tipo di agevolazione.

La detrazione è valida sia per interventi sulle singole unità immobiliari che per quelli sulle parti comuni degli edifici residenziali.

Sostituzione infissi bonus barriere architettoniche

Il D.L. 212/2023 ha sancito che a partire dal 1° gennaio 2024, il bonus barriere architettoniche è disponibile solo per alcuni interventi specifici, tra cui l’installazione e la modifica di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, escludendo la sostituzione di infissi.

Dunque, è possibile usufruire del bonus barriere architettoniche per la sostituzione degli infissi, solo nel caso in cui alla data del 29 dicembre 2023:

  • sia stata presentata una richiesta per il titolo abilitativo, se necessario;
  • i lavori siano già iniziati nel caso di edilizia libera;
  • nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi previsti dai lavori, e sia stato versato un acconto sul prezzo pattuito. È importante notare che la semplice accettazione di un preventivo non è sufficiente per beneficiare delle disposizioni di salvaguardia.

Nel caso in cui si possa usufruire dell’agevolazione, il bonus barriere architettoniche offre una detrazione fiscale del 75% delle spese sostenute per eliminare le barriere architettoniche valida fino al 31 dicembre 2025.

Questa detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo e varia in base alla tipologia dell’edificio interessato:

  • 50.000 € per edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti con accessi autonomi;
  • 40.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari plurifamiliari da 2 a 8;
  • 30.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari in edifici condominiali con più di 8 unità.

Per gli interventi su edifici condominiali, ogni condomino può calcolare la detrazione in base alla spesa assegnata proporzionalmente ai millesimi di proprietà o secondo i criteri stabiliti dal Codice Civile.

I soggetti che possono beneficiare del bonus barriere architettoniche includono persone fisiche, esercenti, professionisti, enti pubblici e privati non commerciali, società semplici, associazioni tra professionisti e soggetti con reddito d’impresa.

Per maggiori dettagli leggi l’approfondimento su Bonus barriere architettoniche infissi

Sostituzione infissi: bonus edilizi e titoli abilitativi

Sostituzione infissi: bonus edilizi e titoli abilitativi

Edilizia libera: sentenze di riferimento

Di seguito si propongono una serie di sentenze che chiariscono degli aspetti fondamentali sugli interventi ricadenti in edilizia libera.

Armadio da esterno: quando rientra in edilizia libera?

Nel contesto della gestione degli spazi esterni, come giardini o terrazzi, la collocazione di armadi o ripostigli può sembrare una soluzione praticabile per liberare spazio all’interno delle abitazioni. Tuttavia, è fondamentale considerare attentamente le normative edilizie e urbanistiche per evitare violazioni che potrebbero causare problemi legali.

Un caso affrontato dal Tar Lazio, con la sentenza n. 6421/2023, illustra come un’ordinanza di demolizione sia stata emessa nei confronti di un proprietario che aveva posizionato armadi in legno nel proprio giardino. Il Comune sosteneva che tali strutture costituivano un cambio di destinazione d’uso e un aumento di cubatura senza il relativo titolo edilizio.

Tuttavia, il Tribunale ha concluso che gli armadi non alteravano la sagoma del fabbricato e rientravano nell’ambito dell’edilizia libera, non richiedendo quindi autorizzazioni specifiche. Questa decisione evidenzia l’importanza di comprendere e rispettare le normative edilizie appropriate per evitare conseguenze legali indesiderate.

Per maggiori dettagli leggi l’approfondimento su Armadio da esterno rientra in edilizia libera

Altre sentenze

Ulteriori sentenze di interesse:

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